Preludio alla fondazione

Altri Mondi 14

Di

Editore: Mondadori (Altri Mondi)

4.2
(2646)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 403 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Spagnolo , Chi semplificata , Francese , Giapponese , Tedesco , Turco , Olandese , Ceco , Svedese , Polacco

Isbn-10: 8804324503 | Isbn-13: 9788804324508 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Piero Anselmi

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    LA NASCITA DELLA PSICOSTORIA

    LETTO IN EBOOK --- Isaac Asimov ha collegato solo in un secondo momento i vari cicli di romanzi che narrano la storia futura della nostra Galassia. I primi romanzi furono, infatti, scritti soprattutto ...continua

    LETTO IN EBOOK --- Isaac Asimov ha collegato solo in un secondo momento i vari cicli di romanzi che narrano la storia futura della nostra Galassia. I primi romanzi furono, infatti, scritti soprattutto negli anni tra il 1953 e il 1964. “Preludio alla Fondazione”, invece, è del 1989, un altro importante romanzo di collegamento come “I robot e l’Impero” è del 1986 e, analogamente, le opere che “completano” i cicli sono degli anni ’80.
    Se “I robot e l’Impero” unisce, appunto, i cicli dei Robot e dell’Impero, “Preludio alla Fondazione”, non è solo il prequel del ciclo della Fondazione, ma richiama anche i temi dei due cicli precedenti. Rappresenta, quindi, più di tutti, un’opera “artificiale”, creata per unire storie distanti tra loro migliaia di anni e con diversità notevoli, seppur giustificate e spiegate dall’autore nelle nuove opere. Dunque, una simile lettura dovrebbe lasciar ben poco sperare come qualità. Eppure Asimov è riuscito a farne un romanzo piacevole e interessante almeno quanto alcuni dei migliori delle serie che unisce, sicuramente più del citato “I robot e l’Impero”, innanzitutto perché ha un’impostazione meno “didattica”, dato che “Preludio alla Fondazione” non ha più l’esigenza, complessa, di spiegare come i robot siano scomparsi nell’Impero, compito assolto da “I robot e l’Impero”.
    Uno dei maggiori difetti de “I robot e l’Impero” era l’uso del metodo investigativo inteso come:
    1. Mostra un evento;
    2. Fallo raccontare di nuovo a un personaggio che lo analizza per scoprirne i segreti;
    3. Eventualmente ripeti il punto 2.
    Questo approccio, tipico della serie dei robot, viene utilizzato anche in “Preludio alla Fondazione”, ma per fortuna solo brevemente e, se non ci fossero i precedenti citati, quasi non si noterebbe.
    Nonostante la sua funzione di congiunzione, che porta il romanzo a riprendere alcuni temi tipici degli altri romanzi, dalle leggi della robotica, alla psicostoria, alla struttura e nascita dell’Impero (si cita il conflitto tra la Terra e Aurora), riesce a essere innovativo e a regalarci dei momenti coinvolgenti.
    La funzione di quest’opera è soprattutto di spiegare la nascita della psicostoria e vede come protagonista il suo creatore, Hari Seldon, impegnato in una serie di avventure che lo fanno sembrare l’Indiana Jones della matematica, ma che comunque rendono vivace la lettura.
    Devo dire che la visione asimoviana di una Galassia organizzata in un impero composto da milioni di mondi, popolati solo da esseri umani (di origine terrestre), mi lascia alquanto perplesso, sia per la rapidità (20.000 anni) in cui l’umanità sarebbe passata dai 50 mondi abitati del ciclo dei robot ai milioni di pianeti con miliardi di abitanti, che mi fa pensare a tassi di natalità incredibili; sia perché mi pare inconcepibile che su miliardi di mondi l’uomo non si sia mai imbattuto in nessun essere intelligente. Persino gli animali e le piante aliene sono assai poco citati e sembrano autentiche rarità. Eppure ci sono miliardi di mondi pronti per essere abitati! Come può essere che nessuno abbia sviluppato forme di vita proprie? Tutto ciò, ovviamente, prendendo per buona la possibilità di muoversi a velocità ben superiori a quella della luce per andare da una stella all’altra.
    L’altra cosa che non mi convince di queste ricostruzioni e che troppe cose siano rimaste simili a come erano negli anni ’50-’80 del secolo scorso.
    Solo in “Preludio alla Fondazione” leggiamo, per esempio, di computer, ascensori (di solito normali a parte uno “gravitazionale” definito come raro), panini, mense e, incredibile, persino tennis!
    Ma dico io, come può essere che l’umanità non si ricordi più della Terra (in merito indaga lo stesso Seldon) eppure esista ancora un gioco come il tennis? Come può essere che in decine di migliaia di anni l’umanità abbia continuato a consumare panini! Quanto poi ai computer, già ora hanno fatto progressi assai maggiori che non quelli prospettati da Asimov. Nel romanzo compaiono anche dei supporti video per la lettura, forse più vicini a un tablet che a un e-reader, ma con capacità di memoria quanto mai modesta. Internet, pur essendo al momento della pubblicazione, prossimi alla sua esplosione non esiste, anche se si accenna a un accesso diffuso di informazioni. Quanto alla telefonia mobile, per gli uomini del futuro sembra essere… fantascienza.
    Peraltro, tra le visioni di Asimov non ancora realizzate, oltre ai robot antropomorfi, segnalerei che il mondo in cui è ambientata la storia, la capitale dell’Impero, Trantor ha un clima controllato, essendo interamente chiuso sotto una calotta, che lo difende dall’ambiente esterno, che la sovrappopolazione (40 miliardi di abitanti) ha reso instabile e inabitabile.
    Comunque penso sia giusto accogliere e accettare per quello che è questa Galassia che Asimov ha voluto disegnarci, pulita, regolare e prevedibile (grazie alla psicostoria), molto WASP (White Anglo Saxon Protestant), assai lontana dai cliché della distopia, sebbene in “Preludio alla Fondazione” si parli della decadenza dell’Impero. Anche se il protagonista si cala nei quartieri più malfamati e affronta i delinquenti locali, la sensazione è sempre quella che, poco lontano, ci sia il mondo ordinato e sereno dell’Impero.
    Insomma, prevale anche qui il tipico ottimismo futuristico asimoviano, che è la sua più tipica caratteristica.
    Un ultimo appunto: il finale, forse in parte prevedibile, può comunque stupire e dona un tocco, positivo, in più al romanzo, dando un senso a molte cose.

    ha scritto il 

  • 3

    3.5 verso l'alto

    Scritta bene, anche se il colpo di scena finale l'avevo già intuito verso metà libro (chiaramente solo se uno ha già letto il resto di Asimov). A voler generalizzare è una storia dalla struttura molto ...continua

    Scritta bene, anche se il colpo di scena finale l'avevo già intuito verso metà libro (chiaramente solo se uno ha già letto il resto di Asimov). A voler generalizzare è una storia dalla struttura molto semplice e ripetitiva, quindi forse quasi fin troppo prolissa per quelli che sono i contenuti (scappare, rifugiarsi, dialogare con culture estremiste, ottenere qualche informazione, riscappare). Però essendo una prefazione al vero e proprio corpo che è il ciclo della fondazione posso capire le scelte.

    ha scritto il 

  • 5

    Se amo i romanzi di fantascienza è per merito tuo, ISAAC ASIMOV.

    Favoloso. Ho letto la "trilogia della fondazione" più il quarto capitolo, in un unico libro, in pochissimo tempo. Poi mi sono fermato, sono sincero. Pensavo che gli altri capitoli (che effettivamente ...continua

    Favoloso. Ho letto la "trilogia della fondazione" più il quarto capitolo, in un unico libro, in pochissimo tempo. Poi mi sono fermato, sono sincero. Pensavo che gli altri capitoli (che effettivamente sono stati pubblicati in seguito...) non potessero mai arrivare al livello della trilogia ma mi sbagliavo e di molto anche. Isaac Asimov parlerà sicuramente di temi scientifici un po' pesanti, ma è un genio, un SIGNOR scrittore. Una mente geniale. Un pioniere in questo genere di romanzi. Leggerò tutti i suoi libri. La mia libreria sarà piena dei suoi scritti. Questo è il modo più umile per provare quanto stimo questa persona.

    ha scritto il 

  • 4

    L'inizio del ciclo della Fondazione

    Un romanzo da leggere, poco ma sicuro. I personaggi principali che lo popolano sono Hari Seldon (ancora un giovane matematico in cerca del proprio futuro), Eto Demerzel e Dors Venabili. Inizia l'epope ...continua

    Un romanzo da leggere, poco ma sicuro. I personaggi principali che lo popolano sono Hari Seldon (ancora un giovane matematico in cerca del proprio futuro), Eto Demerzel e Dors Venabili. Inizia l'epopea di Seldon e della sua creatura: la psicostoria.

    ha scritto il 

  • 5

    Finito il sesto dei 7 tasselli del ciclo della Fondazione e sempre più mi convinco che Asimov è la fantascienza. Insieme ad un altro maestro del genere, Philip K. Dick, unico che secondo me può compet ...continua

    Finito il sesto dei 7 tasselli del ciclo della Fondazione e sempre più mi convinco che Asimov è la fantascienza. Insieme ad un altro maestro del genere, Philip K. Dick, unico che secondo me può competere con la maestosità letteraria di Asimov (ovviamente è una mia opinione ristretta a ciò che ho letto finora).

    "Trantor... Capitale del Primo Impero Galattico... Sotto Cleon I, conobbe il suo <<fulgore crepuscolare>>. Stando alle apparenze, era allora all'apice... La popolazione ammontava a 40 miliardi di abitanti... chi viveva su Trantor indubbiamente era ancora convinto che quello fosse il leggendario Mondo Eterno e non si aspettava che un giorno...
    ENCICLOPEDIA GALATTICA"

    ha scritto il 

  • 5

    "Ho sentito le vecchie storie da mia madre, che le aveva sentite da sua madre, e così via, indietro nel tempo..."

    Mi sto stancando a scrivere recensioni dei romanzi di Asimov in cui dico sempre la stessa cosa: geniale, geniale, geniale, tanto geniale da essere umanamente inconcepibile. Il mio sconfinato apprezzam ...continua

    Mi sto stancando a scrivere recensioni dei romanzi di Asimov in cui dico sempre la stessa cosa: geniale, geniale, geniale, tanto geniale da essere umanamente inconcepibile. Il mio sconfinato apprezzamento per i libri e la bravura di questo autore è sul punto di sfociare in una devozione religiosa. Diventerò una fanatica, una di quelle che fanno il giro porta a porta con i volantini, del tipo testimoni di Geova.
    «Buona domenica, signora, ha mai pensato di aprire il suo cuore al Dio della fantascienza?».

    ha scritto il 

  • 5

    Me gustó la idea de encontrarme con la historia de Hari Seldon que determina la trama en las tres primeras novelas escritas de la saga. Como todas las demás, genial. Ya solome falta el 7 y no voy a es ...continua

    Me gustó la idea de encontrarme con la historia de Hari Seldon que determina la trama en las tres primeras novelas escritas de la saga. Como todas las demás, genial. Ya solome falta el 7 y no voy a esperar para empezarlo.

    ha scritto il 

  • 3

    http://goo.gl/FLLe4 Asimov ha lavorato alla Grande Saga Galattica per quasi 50 anni. Vediamo i cicli di cui è composta (Robot, Impero e Fondazione), analizziamo la Trilogia Originale (con citazioni) e ...continua

    http://goo.gl/FLLe4 Asimov ha lavorato alla Grande Saga Galattica per quasi 50 anni. Vediamo i cicli di cui è composta (Robot, Impero e Fondazione), analizziamo la Trilogia Originale (con citazioni) e ripassiamo le tre leggi della robotica!

    ha scritto il 

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