Presságio de Fogo

Por

Editor: Difel

4.1
(1178)

Language: Português | Number of Páginas: 568 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Italian , German , Spanish , French

Isbn-10: 9722900528 | Isbn-13: 9789722900522 | Data de publicação: 

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrição do livro
Em Presságio de Fogo, Marion Zimmer Bradley, autora de As Brumas de Avalon, reimaginou a história da Guerra de Tróia e reconta-a do ponto de vista de Cassandra, a bela e atormentada princesa real de Tróia.

Na sua brilhante recriação da famosa lenda, a queda de Tróia desenrola-se de uma nova e ousada maneira a partir do julgamento de Páris, do rapto de Helena (esta não sendo aqui a perversa adúltera da lenda, mas sim uma mulher afectuosa e amante, dedicada a Páris e aos seus filhos) e do levantamento dos exércitos gregos por Agamemnon, cunhado enfurecido de Helena, até à tragédia final da destruição da cidade, predestinada pelos deuses e pelo obstinado orgulho dos seus líderes masculinos.

A heroína deste conto épico é Cassandra e a poderosa tensão do romance deriva tanto da luta interna, por ela travada, com as suas próprias lealdades divididas (visto que a sua lealdade ao pai, o rei e aos irmãos é contraposta à sua submissão crescente à fé mais antiga no Matriarcado e na Terra-Mãe), como do amargo conflito entre Troianos e Gregos, no qual prevê fantasmagoricamente a destruição ou a maldição do tudo o que lhe é querido, visto ter o poder da profecia.

Articulando o facto arqueológico com a lenda, os mitos dos deuses com os feitos dos heróis, o facto e a ficção, Marion Zimmer Bradley insufla uma vida nova, num conto antigo, reinventando para nós Aquiles, Eneias, Heitor, Pátroclo, Helena de Tróia, Ulisses, Agamemnon, Menelau como «pessoas» vivas, empenhadas numa luta desesperada que condena tanto os vencedores como os vencidos, sendo o seu destino visto através dos olhos de Cassandra, sacerdotisa, princesa e mulher apaixonada, com um espírito guerreiro!

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  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    3

    Un’ideologia… troppo eccessiva

    Nota iniziale: mi pesa parecchio fare una recensione del genere proprio quando si sta tenendo un evento importante come la “Womens March”, che vuole essere una risposta all’ideologia sciovinista e raz ...continuar

    Nota iniziale: mi pesa parecchio fare una recensione del genere proprio quando si sta tenendo un evento importante come la “Womens March”, che vuole essere una risposta all’ideologia sciovinista e razzista del neo presidente americano Trump. Ma proprio perché credo che tutti noi abbiamo pari dignità e diritti e che non debbano esserci discriminazioni di nessun genere, voglio farlo.
    Siamo tutti uguali e solo restando uniti possiamo permettere alla nostra società di evolversi nel migliore dei modi.

    La regina Ecuba di Troia, mentre è in attesa della nascita del suo terzo figlio, sogna di partorire una torcia accesa che dà fuoco all’intera città di Troia. Gli auguri sono categorici: il figlio che darà alla luce dovrà essere esposto subito dopo la nascita perché, se dovesse crescere, causerà la distruzione della città. Ma al momento del parto, Ecuba dà alla luce due gemelli, maschio e femmina, ai quali vengono dati i nomi di Paride e Cassandra. A malincuore, Ecuba e Priamo si separano dal figlio maschio, affidandolo alle cure di un pastore del monte Ida, affinché cresca lontano da Troia. Invece, la piccola Cassandra, fin da piccola mostra particolari attitudini che suscitano i timori della madre e le ire del padre: riesce a vedere cose che non ci sono, cose che ancora devono avvenire… vede gli dei muoversi tra i mortali.
    Lungo il corso della sua vita, passata tra i palazzi di Troia, il Tempio di Apollo del quale diventa sacerdotessa, la tribù delle amazzoni di sua zia Pentesilea, il regno matriarcale di Colchide, Cassandra è testimone delle vicende che segnano il destino della sua patria e della sua famiglia, dotata del dono di prevederne il destino finale, ma condannata a non essere creduta dal dio Apollo al quale si è negata sia fisicamente che spiritualmente, e dalla vanità del mondo degli uomini che non vuole sentir parlare di sconfitta e che, nel momento in cui le sue previsioni si avverano, l’accusa di portare sfortuna.
    E Cassandra si muove sempre sul filo della rassegnazione e della combattività, decidendo di tacere se le è possibile, con la stoicità di chi sa che non si può cambiare un destino già scritto, ma parlando in maniera forte e tenace se si tratta di salvare vite umane… e in una guerra decennale fatta in nome di una donna, le vittime innocenti sono troppe.
    Ma oltre alla celebre guerra di Troia, la vera guerra che Cassandra si ritrova a combattere è quella dello statuto patriarcale che vuole soppiantare il più antico statuto matriarcale, togliendo il potere alle regine scelte dalla Dea Madre e instaurando il potere di re guerrieri, dediti unicamente alla guerra e alla violenza, con sempre più generazioni di donne che accettano di venire relegate al ruolo marginale di “signore dei ginecei” e a vedersi togliere diritti quali il governo, l’educazione bellica e il diritto a crescere i propri figli che diventano solo “figli dei propri padri” piuttosto che delle madri che li hanno partoriti e ad essere ridotte a semplice oggetto di desiderio per gli uomini.
    Cassandra, porterà avanti la sua guerra interiore contro questo mondo, sperando di crearne uno migliore, che ridia dignità a lei e a tutte le donne.
    Mario Zimmer Bradley, la regina del fantasy, conosciuta principalmente per la sua opera più famosa e a mio parere più bella “Le nebbie di Avalon”, non è nuova alla rilettura dei grandi miti e della storia. Lo stesso romanzo “Le nebbie di Avalon”, rilettura in chiave neo pagana e femminista del mito arturiano di Morgana le Fay, sorella di re Artù, incantatrice e sacerdotessa di Avalon, ha imposto in maniera talmente forte e decisa le variazioni del mito da lei ricreate che ancora oggi, le moderne rappresentazioni, cinematografiche e letterarie della storia di Artù si basano molto sulla sua opera. E una scrittrice dagli interessi poliedrici come lei non poteva lasciarsi sfuggire una rilettura del mito della guerra di Troia, andando a prendere come protagonista quella che può essere ritenuta, nella moderna critica, una delle figure più interessanti: Cassandra, la figlia veggente di re Priamo, condannata dal dio Apollo a vaticinare il vero ma a non essere creduta da nessuno.
    Il romanzo “Cassandra” della scrittrice tedesca Christa Wolf, uno dei libri più belli e affascinanti che esistano e che io consiglio a tutti, era stato pubblicato quattro anni prima de “La torcia”, dato alle stampe nel 1987, e si vede che la Bradley deve un po’ del suo lavoro alla stessa Wolf, soprattutto per un aspetto importante della moderna rilettura del personaggio di Cassandra: la sua preveggenza vista come, in realtà, un’intelligenza sottile ed esperta accompagnata da un rifiuto del silenzio al quale le donne erano condannate da un mondo di uomini che non vuole accettare il crollo della loro società fondata sulla gloria acquisita in battaglia. Cassandra non è una veggente, ma una donna che capisce il mondo in cui vive e i suoi meccanismi, ed è condannata a non essere creduta non perché maledetta da un dio capriccioso, ma perché donna in un mondo dove governano gli uomini, maledetta quindi dal suo destino biologico, stessa maledizione che molte donne, nel corso della storia fino ai giorni nostri si sono trovate ad affrontare.
    Partendo da questo spunto, da lei sempre trattato in chiave mitologica e fantasy, la Bradley riprende il mito immortale della guerra di Troia e lo fa rivivere secondo una sua interpretazione, prendendo licenze poetiche che vanno dalla variazione di personaggi più o meno importanti fino agli episodi della guerra di Troia che possono risultare, a seconda dei casi, eccessivi o coerenti ed interessanti.
    L’unico problema di questo romanzo, però, è l’eccesso.
    È come quando in una storia viene aggiunta una trama romantica; se si sbaglia il “dosaggio sentimentale” ne viene fuori qualcosa di troppo stucchevole. Lo stesso avviene in questo romanzo. Se ne “Le nebbie di Avalon”, il discorso del contrasto tra il culto della Dea Madre e il Cristianesimo era molto più credibile ed equilibrato, questa lotta tra statuto matriarcale e patriarcale acquista toni talmente eccessivi da risultare ridicoli da ambo le parti, tanto da farti desiderare una castrazione fisica e mentale, in modo da renderci tutti privi di genere.
    Per mostrare la negatività della società patriarcale, la Bradley si fa sfuggire la mano e rende il mondo degli uomini talmente grottesco da rasentare l’eccesso, mentre per rendere più alto il mondo delle donne, lo riduce ad un perfetto contraltare del precedente, ma in entrambi gli schieramenti vedi una “categoria” di persone che governa e riduce ad uno status di sudditanza l’altra “categoria”, che viene vista quasi sempre come un mero apparato per la riproduzione e basta; che sia matriarcale o patriarcale, non c’è uguaglianza ma solo persone che ritengono di essere nel giusto, ed essendo Cassandra la voce narrante della storia è ovvio che la prima società sia vista in maniera più positiva, ma nonostante ciò, anche la descrizione di una società governata dalle donne non sembra più attraente di quella degli uomini. Semplicemente vedi che, cambiano i governi, ma i risultati e lo stile di vita no. E forse anche per questo che, pur avendo apprezzato il romanzo nella sua interezza per lo stile narrativo dell’autrice che è sempre attraente e mai noioso, non mi è piaciuto per niente il finale, dove assistiamo ad una svolta che, oltre a distaccarsi in maniera plateale dal mito di Cassandra, ti lascia anche con un senso di amarezza perché vedi che, per far risalire lei, un altro personaggio, inserito all’ultimo momento e nell’arco di una decina di pagine, deve ridursi ad un ruolo di autocastrazione che ti fa sembrare il tutto una sonora presa in giro. Perché se si deplora una società che opprime una parte sostanziosa di chi la forma, che differenza c’è se avviene l’inverso? Nessuna. E come era negativa prima, non capisco perché adesso dovrebbe risultare positiva.
    Il problema della Bradley è che punta sempre ad una visione sessista della società, e mai egualitaria come sarebbe più giusto. L’unico momento in cui sembra prevalere una pari dignità tra uomo e donna è nel rapporto tra Cassandra e Enea (anche questa, una svolta di trama ripresa dal romanzo della Wolf), l’eroina moderna che può interagire alla pari solo con quello che è il suo equivalente maschile. Quando questi due personaggi interagiscono, possiamo vedere la società perfetta dove tra uomo e donna non c’è alcuna differenza di sorta ed è uno di quegli aspetti che sembrano portarci a ricrederci sulle prese di posizione dell’autrice, ma il modo in cui ha termine la loro storia ci ributta nuovamente nell’eterna diatriba e al lettore rimane l’amarezza di un messaggio che è stato solo sfiorato ma sacrificato in nome dell’eterno predominio di un sesso sull’altro. E penso che questo sia l’enorme sbaglio della Bradley con questo romanzo.
    Certo, è un romanzo che risente dei movimenti femministi del ’68 ma in quest’epoca che stiamo vivendo, quando varie vicende storiche e politiche ci stanno riavvicinando proprio quando la società tenta di differenziarci in base al sesso, la religione, la razza, l’orientamento sessuale, con una marcia in America che vuole essere una risposta ad un’ideologia arretrata e discriminatoria e che, partendo dalle donne, ha chiamato con sé tanti altri rappresentanti degli attuali “ diversi”, il termine “femminismo” può a pieno diritto diventare sinonimo di “uguaglianza universale”, come Emma Watson ha detto alle Nazioni Unite.

    dito em 

  • 3

    La caduta di Troia vista con gli occhi femminili di Cassandra: interessante, anche per gli scostamenti dalla leggenda come è descritta nell'Iliade e nell'Eneide.

    dito em 

  • 5

    Il romanzo si basa sul mito della guerra di Troia, ma non va letto come parte di essa, bensì come una storia in cui MZB ipotizza una possibile vita di Cassandra e le da un ruolo più attivo di quello d ...continuar

    Il romanzo si basa sul mito della guerra di Troia, ma non va letto come parte di essa, bensì come una storia in cui MZB ipotizza una possibile vita di Cassandra e le da un ruolo più attivo di quello delineato nei miti originali.
    La guerra di Troia, quindi, fa solo da sfondo ad una delle bellissime storie scritte da MZB, che, come sempre, mostra la sua bravura di scrittrice.
    Il racconto è molto bello, scorrevole, mai scontato, dove le figure femminili, soprattutto quella di Cassadra, prendono un ruolo attivo e determinano l'andamento della storia.

    Cassandra si prende l'80% dello spazio disponibile, com'è giusto che sia, visto che il racconto si basa su una sua ipotetica vita. E' una donna saggia, intelligente e coraggiosa, che combatte contro le regole degli uomini per decidere della propria vita e nella vana speranza di salvare la sua città.

    Elena viene descritta diversamente da come appare nei miti. La donna è più una vittima delle circostanze che l'artefice della guerra di Troia: prima sottomessa a Menelao, poi spinta da Afrodite a fuggire con Paride, infine abbandonata dalla dea al suo triste destino.

    MZB inserisce anche le Amazzoni (di cui Pentesilea è regina) e i Centauri e li descrive per come probabilmente erano in realtà: donne e uomini che vivevano in Tracia e a cavallo, indipendenti dalle leggi della Grecia.

    MZB rende anche più realistica la fine della guerra di Troia, fornendo una giustificazione completamente diversa da quando raccontato dai miti (ma non dall'Iliade, ce finisce con la morte di Ettore).

    Un romanzo ben delineato e molto piacevole da leggere, soprattutto per chi ama il mondo dei miti e delle leggende greche.

    dito em 

  • 5

    Bellissimo

    penso che questo sia uno dei più bei romanzi scritti dalla Bradley. L'idea di un'iliade scritta da una donna moderna potrebbe non piacere, io l'ho trovata interessante.

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  • 2

    Leggete le note finali per prime

    Se la Bradley avesse apposto le note finali come premessa del libro, l'approccio a questo romanzo sarebbe stato diverso: dalla traduzione di una tavoletta( effettuata grazie all'aiuto del marito) emer ...continuar

    Se la Bradley avesse apposto le note finali come premessa del libro, l'approccio a questo romanzo sarebbe stato diverso: dalla traduzione di una tavoletta( effettuata grazie all'aiuto del marito) emerge l'esistenza di un discendente di Cassandra di Troia. Ne deriva che Cassandra non è morta nella distruzione di Troia, o non è morta per opera di Clitennestra. Sembra essere sopravvissuta e aver avuto discendenti. Sulla base di questo, del fatto che, nell'Iliade, non si parla della fine di Cassandra dopo la caduta di Troia, e di una ricerca storica su usi e costumi dell'epoca, per quanto possibile, la Bradley riscrive la storia dell'assedio e della caduta di Troia, filtrata dagli occhi di Cassandra. Scrive una storia diversa da quella che conosciamo attraverso l'Iliade, modificando anche eventi importanti, come quello del cavallo di Troia, la morte di alcuni personaggi principali, l'intervento delle amazzoni e altre cose che, senza conoscere le note finali, mi hanno lasciata spiazzata e contrariata. Ho finito il libro a fatica, ed è la prima volta che mi succede con un'opera della Bradley. Forse, se quelle note fossero state apposte all'inizio, avrei letto il romanzo con spirito diverso. Non saprei se consigliarlo. Non è all'altezza di altre sue opere.

    dito em 

  • 5

    La rinascita di un poema immortale

    Il romanzo ripercorre la storia di Troia e la sua caduta dal punto di vista di Cassandra, profetessa del Dio Sole e della Madre Terra, condannata a non essere creduta. Personalità forte e indipendente ...continuar

    Il romanzo ripercorre la storia di Troia e la sua caduta dal punto di vista di Cassandra, profetessa del Dio Sole e della Madre Terra, condannata a non essere creduta. Personalità forte e indipendente come gran parte delle protagoniste femminili nate dalla mano esperta di Marion Zimmer Bradley. Una scrittura fluida ed emozionante ( che nessuna delle sue eredi ha, a mio parere, saputo eguagliare). Infondo anche l'Iliade è un poema epico "romanzato" e così si esprime l'autrice in proposito: "se fossi stata soddisfatta di ciò che viene narrato nel poema omerico, non avrei avuto motivo di scrivere questo romanzo. Se gli autori greci si sentivano liberi di improvvisare, non ho bisogno di scusarmi per aver seguito il loro autorevole esempio".

    dito em 

  • 1

    Delusione senza limiti.

    Ho amato senza riserve la Bradley delle Nebbie di Avalon, quindi non ho avuto problemi a seguire il consiglio di una ragazza di leggere questo, che tra l'altro tratta di un argomento senza dubbio inte ...continuar

    Ho amato senza riserve la Bradley delle Nebbie di Avalon, quindi non ho avuto problemi a seguire il consiglio di una ragazza di leggere questo, che tra l'altro tratta di un argomento senza dubbio interessante come la caduta di Troia. Ma. Inutile dire che sono rimasta delusa oltre ogni limite quando mi sono trovata davanti una protagonista lagnosa come Cassandra, attorniata da personaggi fastidiosi e irritanti; ripetizioni di frasi e confusione di ruoli (in particolare quelli delle divinità, che, alla fine del libro, ancora non mi erano chiare). Bocciato. Senza ombra di dubbio.

    dito em 

  • 4

    Carino, ma senza pretese

    È un libro di facile lettura, dalla trama (fin troppo) nota ma comunque sempre interessante. Tuttavia è consigliabile leggerlo senza la pretesa di intenderlo come un 'libro classico', un 'libro di sto ...continuar

    È un libro di facile lettura, dalla trama (fin troppo) nota ma comunque sempre interessante. Tuttavia è consigliabile leggerlo senza la pretesa di intenderlo come un 'libro classico', un 'libro di storia' o una sorta di 'poema epico', perchè ovviamente non lo è: alcuni tratti della storia non coincidono con quello che ci è stato sempre insegnato, e forse è proprio questo che lo rende abbastanza carino. Comunque sia, la stessa autrice ha precisato di aver cambiato un po' la trama. È in chiave un po' sessista, la protagonista è Cassandra e tutto è visto con i suoi occhi, ciononostante resta un buon romanzo.
    L'ho insomma letto con piacere, conscia di doverlo classificare comunque come quello che è: un libro di fantasia, basato du una storia fantastica di per sè.

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  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    5

    Ho cavalcato con le amazzoni fino a Colchide e incontrato i centauri. Ho prima odiato e poi amato come una sorella Elena, nonostante sapessi che avrebbe portato solo distruzione e odio nella mia città ...continuar

    Ho cavalcato con le amazzoni fino a Colchide e incontrato i centauri. Ho prima odiato e poi amato come una sorella Elena, nonostante sapessi che avrebbe portato solo distruzione e odio nella mia città. Povera Enone… abbandonata da Paride con un figlio solo per il volere di una dea… Ho osservato la guerra dalle alte mura di Troia, consolando Creusa per la perdita di tutti i suoi figli. Ho sofferto con Andromaca per la caduta di Ettore per mano di Achille. Ho avuto timore della rabbia degli dei e vero a proprio terrore quando la loro rabbia ha fatto tremare la terra.
    Beh… direi che è questo il bello di un buon Libro.

    dito em 

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