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Prestiti scaduti

Di

Editore: Bompiani

3.8
(465)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: eBook

Isbn-10: 8858704800 | Isbn-13: 9788858704806 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Sono passati pochi mesi dal matrimonio dell’amata figlia, quando Charitos si trova di fronte a uno strano caso, un omicidio inusuale. L’ex direttore di una grossa banca viene trovato morto nel suo giardino: decapitato in modo netto, probabilmente con una spada. Qualche giorno dopo un altro direttore di banca, stavolta un inglese, va incontro alla stessa sorte: decapitato con un colpo netto. Il fatto che la seconda vittima sia straniera mette tutti in agitazione: viene chiamata Scotland Yard per aiutare il Nucleo Antiterrorismo: ma il terrorismo non c’entra nulla. Contemporaneamente compaiono sui muri di Atene, e a pagamento su un paio di giornali, annunci che incitano i cittadini a non preoccuparsi e a non pagare se si trovano alle strette per debiti con le banche. Non può succedergli nulla. Ovviamente, questo incitamento alla “disubbidienza finanziaria” crea grandissimo scompiglio e, a complicare le cose, seguono altri due omicidi con lo stesso metodo, la decapitazione.
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  • 4

    Mezza stella in meno solo perché forse l'assassino si intuisce presto. Ma Charitos resta quell'eroe di tutti i giorni, più impegnato a combattere con le difficoltà della vita che con gli omicidi, che non si smentisce nemmeno in questo romanzo..

    ha scritto il 

  • 3

    "Ora voi avete aperto un pozzo nero e ci buttate dentro tutti chiamandoli terroristi. I terroristi ammazzano perché credono che in quel modo cambieranno il mondo. Sono vittime di Che Guevara. E' sempre stato così. C'è uno che parte con le migliori intenzioni e poi arrivano altri che mandano tutto ...continua

    "Ora voi avete aperto un pozzo nero e ci buttate dentro tutti chiamandoli terroristi. I terroristi ammazzano perché credono che in quel modo cambieranno il mondo. Sono vittime di Che Guevara. E' sempre stato così. C'è uno che parte con le migliori intenzioni e poi arrivano altri che mandano tutto in merda. E' andata così con Che Guevara, con i terroristi, e anche con noi che volevamo portare in Grecia il socialismo e vedi bene come siamo finiti." (cap. 30)

    ha scritto il 

  • 4

    Prestiti scaduti

    Bello ed emozionante come tutti i romanzi di Markaris. Prima che poliziesche quelle narrate nei sui libri sono avventure profondamente umane. Anche questa lo è.
    Un caso complicato in una Atene estremamente moderna, dove la gente fatica ad arrivare a fine mese ma che comunque raramente si ar ...continua

    Bello ed emozionante come tutti i romanzi di Markaris. Prima che poliziesche quelle narrate nei sui libri sono avventure profondamente umane. Anche questa lo è.
    Un caso complicato in una Atene estremamente moderna, dove la gente fatica ad arrivare a fine mese ma che comunque raramente si arrende. In questo ambiente si muove una sorta di vendicatore che cerca di riequilibrare al meno un po' i piatti della giustizia sociale.
    Davvero un bel romanzo dove i sentimenti umani prevalgono sul thriller.

    ha scritto il 

  • 3

    Metà padre di famiglia metà commissario.

    Charitos è un buon padre di famiglia che in una Grecia che sprofonda nella crisi economica lavora come commissario di polizia. Questo emerge profondamente dal libro, il giallo è inesistente, ma la caratterizzazione dei personaggi che si muovono attorno al protagonista è ottima. La situazione dell ...continua

    Charitos è un buon padre di famiglia che in una Grecia che sprofonda nella crisi economica lavora come commissario di polizia. Questo emerge profondamente dal libro, il giallo è inesistente, ma la caratterizzazione dei personaggi che si muovono attorno al protagonista è ottima. La situazione della Grecia al tracollo e la quotidianità delle persone emerge in maniera ottima ma non noiosa.

    ha scritto il 

  • 4

    Prestiti scaduti è un libro di Petros Markaris pubblicato in Italia nel 2011 da Bompiani. Nella Grecia della crisi (estate del 2010), il commissario Charitos e sua moglie Adriana festeggiano il matrimonio della figlia Caterina con il suo storico fidanzato Fanis. Charitos è talmente felice da aver ...continua

    Prestiti scaduti è un libro di Petros Markaris pubblicato in Italia nel 2011 da Bompiani. Nella Grecia della crisi (estate del 2010), il commissario Charitos e sua moglie Adriana festeggiano il matrimonio della figlia Caterina con il suo storico fidanzato Fanis. Charitos è talmente felice da aver perfino deciso di cambiare la sua storica e gloriosa Mirafiori con una Seat Ibiza dotata di navigatore satellitare. La festa del commissario purtroppo dura poco perché Charitos si trova di fronte a uno caso misterioso ed inusuale: l’ex direttore di una grossa banca viene trovato morto nel giardino della sua lussuosa villa, probabilmente decapitato con una spada. L'assassino ha lasciato un misterioso biglietto con la lettera "D". Qualche giorno dopo un altro direttore di banca, un inglese, viene trovato anch'egli decapitato con un colpo netto come in uno strano rituale. La nazionalità straniera della seconda vittima mette in agitazione le autorità e si diffonde il sospetto che si possa trattare di un piano organizzato di natura terroristica. Scotland Yard giunge in aiuto per aiutare il Nucleo Antiterrorismo ed i superiori di Charitos gli sottraggono quasi subito l'indagine.
    Contemporaneamente compaiono sia su adesivi incollati sui muri di Atene che in annunci a pagamento in alcuni quotidiani espliciti incitamenti alla “disubbidienza finanziaria”, che invitano la popolazione a non preoccuparsi dei contenziosi con le banche e degli eventuali debiti contratti. Questo fatto, e due successivi omicidi di banchieri avvenuti nuovamente tramite decapitazione, portano l'allerta ai massimi livelli.
    Charitos non crede tuttavia all'ipotesi terroristica e continua clandestinamente la sua indagine conl'aiuto dal genero Fanis, il quale lo mette in contatto con Tsolakis, un suo paziente in gravi condizioni ma lucido di mente. Il commissario, muovendosi tra i meandri della città di Atene stremata dalla crisi e seguendo le tracce di strani versamenti effettuati da un misterioso benefattore sui conti correnti di alcuni famosi ex-sportivi, scopre infine la verità: gli omicidi sono stati commessi da una banda di ex atleti rovinati dal doping e guidati dallo stesso Tsolakis, che così facendo hanno voluto punire i banchieri, colpevoli di avere dopato l'economia greca. La lettera scritta sui biglietti lasciati sui corpi, "D", significava infatti doping.
    Interessante romanzo che durante la lettura mi ha fatto pensare ad un’analisi del disastro di cui si avvertivano i primi podromi e che poi è diventato realtà.

    ha scritto il 

  • 3

    Serial detectives - 20 ott 13

    Tornano sulla scena, dopo un po’ che lo avevo lasciato in disparate, il commissario Charitos e le vicende greche. Markaris è sempre stato attento all’attualità (non a caso è stato a lungo sceneg-giatore di Angelopoulos) e l’impronta dei suoi “libri d’attualità” è stata sempre quella di tener pre- ...continua

    Tornano sulla scena, dopo un po’ che lo avevo lasciato in disparate, il commissario Charitos e le vicende greche. Markaris è sempre stato attento all’attualità (non a caso è stato a lungo sceneg-giatore di Angelopoulos) e l’impronta dei suoi “libri d’attualità” è stata sempre quella di tener pre-sente l’ambiente in cui si muovevano i suoi personaggi. Il suo è un tentativo insomma di coniugare una critica sociale mutuata dagli antesignani svedesi (in prima fila con la coppia Sjöwall & Wahlöö) ed un’ambientazione mediterranea (sul filo del primo Camilleri). In questo romanzo (il penultimo della serie ad ora uscito) si cala sempre più nella realtà greca. Ed allora come non permeare tutto il romanzo dello scontento, del malessere che vive la società greca. In questo c’è purtroppo un grande scollamento tra i due registri del libro: perché se la critica sociale, l’analisi economica basata sul quotidiano dà spunti di riflessione, la trama poliziesca che dovrebbe tenere su il resto, fungere da collante alla storia, è un po’ strampalata. Cioè, più che strampalata, quasi estremizzata a tal punto da non suscitare neanche quel minimo di empatia da renderla accettabile. Infatti, il filo conduttore è l’uccisione di una serie di personaggi legati al mondo delle banche (un banchiere in pensione, un gestore di fondi a rischi, un analista, un gestore di recupero crediti), tutti passati a fil di spada. Metodo a dir poco inusuale, che ci vuole abilità ed anche spazio di manovra per decapitare qualcuno nettamente e con un solo colpo di spada. Il nostro commissario è ben spiazzato, anche perché si trova a combattere una fronda interna che vorrebbe le morti commissionate da qualche “terrorista”. Ma più che terrorista, sembra un Robin Hood cattivo, che quasi voglia farsi catturare per gridare la sua verità. Che comincia a mandare proclami, volantini, messaggi mediatici. Ed è seguendo questo capo della matassa, che, filo dopo filo, Charitos riesce a risalire al capo iniziale, a chi, come, quando e perché ha deciso questa campagna verso “gli affamatori del popolo greco”. Devo dire che le motivazioni che adduce il Robin Hood del Pireo non mi convincono moltissimo. Non per la situazione precipua greca, che quella è ben dipinta e con vivezza. Ma per la sequenzialità dalle motivazioni iniziali fino alle azioni ultime. Ma non è questo il punto forte del romanzo. Se ci fosse solo la trama poliziesca, come dicevo prima, il giudizio sarebbe sceso ai minimi storici per Markaris. Nel romanzo, più che altro, viene fuori un quadro della Grecia degli ultimi anni. Del suo declino, delle scelte sbagliate fatte dai diversi governi, dal rapporto con l’Unione Europea (mentre noi ce la prendiamo genericamente con la Germania, loro attaccano direttamente i commissari, indicando i cattivi con il nome collettivo di troika). Vediamo (o meglio leggiamo ed intuiamo) la difficoltà di sbarcare il lunario, la mancanza di posto fisso (così come sta subendo Caterina la figlia di Kostas), i tentativi della moglie Adriana di arrangiarsi (ascolta la radio prima di fare la spesa, e va nei supermercati che annunciano sconti). E la rabbia, che il commissario ogni volta che si aggira per la città è bloccato da una qualche manifestazione. Poi viene anche la rassegnazione, come a seguito degli annunci sull’allungamento dell’età lavorativa (che mi ricorda anche qualcosa di nostrano). Nonché tutti i “topos” caratteristici del mondo greco. In primo luogo il traffico (anche senza cortei), che pure qui, praticamente ogni capitolo inizia con qualche descrizione di percorsi da fare per evitare imbottigliamenti. E poi i ventisette diversi modi di prendere il caffè. Buono, anche se a volte pedante, l’inserimento di discussioni sulla situazione economica che servono da un lato a far procedere l’indagine, dall’altro (ma meglio e con più efficacia) a tentare una spiegazione all’andamento della crisi, come concomitanza di fattori endogeni. Che alle ruberie tipiche di regimi “faciloni” (che fa rima con …), si mescolano lo strapotere e la voglia di monetizzazione degli eserciti finanziari. Ne viene di certo fuori un quadro poco allegro, che Markaris chiude senza nessun compiacimento e senza nessun ottimismo. Andrebbe meglio bilanciare le due anime del racconto, cosa che qui non succede. Lasciamo il dubitativo, e lanciamo un bel salvagente al popolo greco, affinché non affondi. Una sola domanda al pur ottimo Andrea De Gregorio, ed a tutti quelli che sanno di greco. Si cita ad un certo punto (pag. 204) una voce di dizionario dove vengono equiparati il termine requisire e trattenere, senza però spiegarne se etimologicamente (in greco) hanno affinità. Mi lascia, infatti, perplesso che come frase per spiegare il termine requisire (in termini di denaro) si faccia riferimento ad una frase di Ippocrate che parla di “trattenere il respiro”. Boh!

    ha scritto il 

  • 0

    Un giallo molto attuale, strutturato attorno alla tragica crisi economica che attanaglia la Grecia e, come purtroppo sappiamo, non solo. Vengono uccisi alcuni personaggi legati al mondo delle banche e il racconto si dipana sempre molto interessante fino ad una conclusione originale e quasi sorpre ...continua

    Un giallo molto attuale, strutturato attorno alla tragica crisi economica che attanaglia la Grecia e, come purtroppo sappiamo, non solo. Vengono uccisi alcuni personaggi legati al mondo delle banche e il racconto si dipana sempre molto interessante fino ad una conclusione originale e quasi sorprendente. Il personaggio del commissario Charistos, appassionato della lettura di dizionari, è veramente insolito nel panorama della letteratura di genere e affronta i caso che deve risolvere con un atteggiamento leggero, apparentemente svagato ma di grande efficacia.

    ha scritto il 

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