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Prima che il gallo canti

Di

Editore: GIULIO EINAUDI EDITORE

4.0
(489)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 216 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: A000036783 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Esasperante solitudine.

    I due racconti del romanzo sono l’intreccio di due solitudini ed il bilancio della loro esistenza in cui si evidenzia, nonostante la disperata ricerca di amore, una sorta di avversione e di disprezzo verso il genere femminile. In entrambi, appare indiscutibile la propensione dell’autore di racc ...continua

    I due racconti del romanzo sono l’intreccio di due solitudini ed il bilancio della loro esistenza in cui si evidenzia, nonostante la disperata ricerca di amore, una sorta di avversione e di disprezzo verso il genere femminile. In entrambi, appare indiscutibile la propensione dell’autore di raccontare se stesso, di evidenziare il suo ostinato disagio interiore di uomo inetto, incapace di scegliere e di agire. Il suo rassegnato comportamento è teso esclusivamente ad osservare la sua misera esistenza che gli scivola fatalmente addosso senza che riesca ad opporre alcuna utile reazione. Sarà inesorabile la drammatica decisione che lo porterà al suicidio, alla scelta suprema di preferire la morte alla vita e abbandonare quel mondo cui non sentiva di appartenere più. Provoca un certo sgomento il fatto che l’Autore lo abbia svelato in questo romanzo, con tanta chiarezza e crudeltà, due anni prima di suicidarsi.

    ha scritto il 

  • 0

    Due solitudini a confronto: una forzata, una volontaria.
    Nella prima c'è l'esperienza pavesiana del confino; nient'altro che un carcere all'aperto con tutte le repressioni vitali che esso comporta.
    La seconda è la solitudine vigliacca di chi si isola dal mondo per non venirne colpito ...continua

    Due solitudini a confronto: una forzata, una volontaria.
    Nella prima c'è l'esperienza pavesiana del confino; nient'altro che un carcere all'aperto con tutte le repressioni vitali che esso comporta.
    La seconda è la solitudine vigliacca di chi si isola dal mondo per non venirne colpito dalle passioni (passus < patire).
    Chi meglio di Pavese per narrare ciò?
    Lo amo.

    ha scritto il 

  • 0

    in un titolo del <<corriere della sera>> leggo "bacio alla francese"

    allora leggo avido tutto l'articolo cercando altri
    particolari succosi e piccanti e deliziosi invece niente

    ma va' va', va' a farti il sugo alla bolognese
    va' va' dicevo passando davanti all ...continua

    in un titolo del <<corriere della sera>> leggo "bacio alla francese"

    allora leggo avido tutto l'articolo cercando altri
    particolari succosi e piccanti e deliziosi invece niente

    ma va' va', va' a farti il sugo alla bolognese
    va' va' dicevo passando davanti allo specchio

    e va' anche a pettinarti, mi son detto, ché qua ci
    sono decine di spazzole

    e va' a leggere l'iliade
    e poi se ti avanza del tempo, va a cambiare la biada ai cavalli,

    e controlla se han finito di piangere per patroclo
    che sta storia dei cavalli che piangono ci ha un po' stufato

    ci ha, sta storia, cavalli, biada
    esequie

    un bel cinema stasera, ecco
    bello bello

    ha scritto il 

  • 4

    L'incapacità di unirsi al mondo

    L'opera è in realtà formata da due romanzi,"Il carcere" e "la casa in collina", scritti a distanza di 10 anni l'uno dall'altro ma analoghi per comunanza di esperienza umana.Entrambi infatti parlano della solitudine dell'essere umano,del ripiegamento interiore,dell'incapacità di partecipare pienam ...continua

    L'opera è in realtà formata da due romanzi,"Il carcere" e "la casa in collina", scritti a distanza di 10 anni l'uno dall'altro ma analoghi per comunanza di esperienza umana.Entrambi infatti parlano della solitudine dell'essere umano,del ripiegamento interiore,dell'incapacità di partecipare pienamente alla realtà,che invece con la sua urgenza storica,con la sua spinta possente,ci chiede di intervenire,di prendere una posizione,di impegnarci e sbilanciarci da una parte o dall'altra.Nei due romanzi il tema è trattato con intensità diversa e i due protagonisti lo affrontano in modo del tutto differente,ma entrambi finiscono per scegliere la chiusura in se stessi,l'uno per ideale di vita,l'altro per paura di agire e di schierarsi.
    E' vero che entrambi i romanzi sono contestualizzati ad un ben preciso momento storico,cioè l'epoca fascista,ma io credo sia anche vero che a volte ci si chiuda al mondo perché può sembrare l'unica via che ci si presenta per sopportare nella vita tutto ciò che la realtà ci impone e che ci sembra di non poter sopportare.

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante i due protagonisti degli altrettanti romanzi brevi contenuti in "Prima che il gallo canti" ("Il carcere" e "La casa in collina") non suscitino le mie incondizionate simpatie, le due narrazioni, concepite a circa un decennio di distanza l'una dall'altra, sono realizzate con perizia ed e ...continua

    Nonostante i due protagonisti degli altrettanti romanzi brevi contenuti in "Prima che il gallo canti" ("Il carcere" e "La casa in collina") non suscitino le mie incondizionate simpatie, le due narrazioni, concepite a circa un decennio di distanza l'una dall'altra, sono realizzate con perizia ed estrema sensibilità. Tanto Stefano che Corrado sono due persone normalissime, lontane dal tipico protagonista, per esempio, di un romanzo romantico; sono agitati da dubbi, non sanno troppo spesso che partito prendere, sono accomunati dalla vocazione per la solitudine, temperata qui e lì dal sopraggiungere di comprimari a volte dal profilo misterioso, altre volte caratterialmente ben più definiti che non il personaggio principale. Presente la storia personale dell'autore (specialmente nel primo romanzo) come quella con la S maiuscola (il secondo romanzo è ambientato ai tempi dell'armistizio dell'8 settembre). Stile nemmeno troppo asciutto, a mio parere, ma utilissimo a rappresentare con vivacità e grande capacità d'analisi gli stati d'animo dei personaggi, spesso in compenetrazione con l'ambiente in cui è ambientata la narrazione (un paese del Sud nel primo caso; Torino, il suo entroterra e poi le Langhe nel secondo).

    ha scritto il 

  • 4

    "Ma ho visto i morti sconosciuti, i morti repubblichini. Sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo avesse sparso il sangue bisogna placarlo, d ...continua

    "Ma ho visto i morti sconosciuti, i morti repubblichini. Sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo avesse sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l'ha sparso. Guardare certi morti è umiliante. Non sono più faccenda altrui; non ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l'impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vedere, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà. Ci si sente umiliati perché si capisce - si tocca con gli occhi - che al posto dei morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione."

    ha scritto il 

  • 5

    Sono due romanzi: " Il carcere " e " La casa in collina " riuniti sotto il titolo " Prima che il gallo canti", titolo che allude al tradimento di se stesso e dei propri ideali.
    Scritto nel 1949,un anno prima di morire suicida in una camera d'albergo a Torino, conferma la solitudine dell'uom ...continua

    Sono due romanzi: " Il carcere " e " La casa in collina " riuniti sotto il titolo " Prima che il gallo canti", titolo che allude al tradimento di se stesso e dei propri ideali.
    Scritto nel 1949,un anno prima di morire suicida in una camera d'albergo a Torino, conferma la solitudine dell'uomo, la crisi di coscienza di fronte all'impegno civile, il vano tentativo di fuggire alla violenza della guerra, il dramma etico tipico del momento storico.
    " Alzai le spalle anche stavolta.Le alzavo di sovente in quei giorni. Il finimondo sempre atteso era arrivato. Era chiaro che Torino tranquilla in distanza, la solitudine nei boschi, il frutteto, non avevano più senso.......mi aveva preso una speranza.. sopravvvivere al crollo, fare in tempo a conoscere il mondo dopo...."
    Il dopo è la fine della guerra...

    ha scritto il 

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