Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Prima del calcio di rigore

Di

Editore: Feltrinelli (UE, 1635)

3.3
(175)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 147 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807816350 | Isbn-13: 9788807816352 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Bruna Bianchi

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace Prima del calcio di rigore?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Josef Bloch, ex portiere di qualche fama, si trova senza lavoro, vaga per Vienna, uccide senza motivo la ragazza con cui passa la notte e, da allora, comincia a sentirsi accerchiato, spiato, seguito e, naturalmente, colpevole. Come la paura del portiere di fronte al calciatore pronto a tirare il calcio di rigore, quella di Bloch è una tensione spasmodica, un tentativo delirante di interpretare le mosse dell'avversario e di parare il colpo.
Ordina per
  • 3

    Dalla didascalia iniziale: "E il portiere guardò la palla varcare la linea". Il romanzo non è ancora iniziato: la sconfitta è già decretata.

    Assurdo, alienato, sperimentale

    ha scritto il 

  • 4

    stralunato, allucinato e disidratato

    prendete un bel pezzone rock, oppure che so, anche qualcosa disco ("quella degli anni settanta col tipico ritmo incalzante di cassa, rullante e charleston"), insomma una cosa che di solito di fa muove ...continua

    prendete un bel pezzone rock, oppure che so, anche qualcosa disco ("quella degli anni settanta col tipico ritmo incalzante di cassa, rullante e charleston"), insomma una cosa che di solito di fa muovere le chiappe e tenere il ritmo con le nocche sul volante.
    Io scelgo sultans of swing.
    Ora togliamo il basso, la chitarra (bye bye mark), la batteria.
    resta la voce, ma invece di quella del vostro cantante o cantantessa preferiti ci mettete uno speaker di radio maria.
    Infine iberniamo il metronomo fino a frequenze da fausto coppi a riposo.
    bene, che ve ne pare? un bella schifezza, eh?
    Eppure le parole sono le stesse, che fine hanno fatto i sultani dello swing?
    Handke svuota svuota la narrazione dall'accompagnamento, niente spiegazioni, niente introspezioni, niente digressioni, niente di niente.
    Arrangiatevi voi, pensava Hendrix, suonando l'inno in quel pomeriggio di Woodstock.
    Provate anche voi la prossima volta che un attaccante si invola verso la porta a concentrarvi invece sul portiere, provate a tenere gli occhi fissi su quell'uomo fuori fuoco, fuori centro, quello che, tra i due, ha paura.

    Per aumentare l'effetto inquietante si consiglia di leggere soli, in un luogo estraneo, meglio se stanchi e di notte.

    ha scritto il 

  • 1

    nn ci sono entrato

    un'occasione persa?
    un mondo che è rimasto distante?
    un incontro che forse non avverrà mai?
    un sacco di domande le faccio a me quando un testo non mi comunica, quando mi lascia indifferente ...continua

    un'occasione persa?
    un mondo che è rimasto distante?
    un incontro che forse non avverrà mai?
    un sacco di domande le faccio a me quando un testo non mi comunica, quando mi lascia indifferente

    ha scritto il 

  • 3

    se non fosse....

    per un gioco dei film in una festa estiva, non penso l'avrei mai letto... e invece è un libro interessante, particolare, certo acerbo... con quell'inspiegabile (per me) bisogno finale di passare agli ...continua

    per un gioco dei film in una festa estiva, non penso l'avrei mai letto... e invece è un libro interessante, particolare, certo acerbo... con quell'inspiegabile (per me) bisogno finale di passare agli ideogrammi che .... mah...

    ha scritto il 

  • 3

    E tu che lettore sei?

    Il romanzo narra i pensieri e le gesta del signor Bloch, ex portiere di calcio. Il suo rapportarsi col mondo è delirante e malsano. Non occorre avere una laurea in psichiatria per capire che il suo ce ...continua

    Il romanzo narra i pensieri e le gesta del signor Bloch, ex portiere di calcio. Il suo rapportarsi col mondo è delirante e malsano. Non occorre avere una laurea in psichiatria per capire che il suo cervello è molto danneggiato.
    Detto questo, il lettore empatico si farà prendere dall'angoscia. Invece il lettore distaccato avrà a disposizione ben tre stati d'animo: la noia, se la psicosi non lo tocca; il fastidio, se si sente minacciato dalla psicosi (propria o altrui); l'interesse, se è animato dal sacro furore della curiosità intellettuale che davanti a nulla abdica.
    Ah, quasi dimenticavo. In un paio di occasioni si ride pure, ma rimane il dubbio che non sia stato quello l'intento dell'autore.

    ha scritto il 

  • 2

    Assolutamente deludente. Una lista della spesa è piú interssante. Sembra una lista di idee l'una differente dall'altra tutte messe nel calderone solo per dare una seconda lunga lista di cose tra loro ...continua

    Assolutamente deludente. Una lista della spesa è piú interssante. Sembra una lista di idee l'una differente dall'altra tutte messe nel calderone solo per dare una seconda lunga lista di cose tra loro sconnesse che il protagonista fa' compreso strangolare una tipa senza alcun motivo in una sequenza ulteriormente sconnessa e poco chiara. Abbandonato dopo le prime 30 pagine per le quali ho cercato di dargli ulteriore fiducia...malriposta.

    ha scritto il 

  • 5

    ode alla ripetizione
    e al movimento, dopo un dolore diventano ovvietà,
    spago a cui aggrapparsi - non per uccidersi. ma per uccidere.
    chi una persona, chi un'idea. chi entrambe.
    la donna, qui, in quest ...continua

    ode alla ripetizione
    e al movimento, dopo un dolore diventano ovvietà,
    spago a cui aggrapparsi - non per uccidersi. ma per uccidere.
    chi una persona, chi un'idea. chi entrambe.
    la donna, qui, in questi passi frenetici di dolore,
    diventa ammennicolo, cioè una cosa di cui nessuno sa il significato reale,
    imposizione o aggeggio superfluo, offesa o lettere disposte affascinatamente, chi lo sa.
    oppure ci si ricorda di rincorse inutili e frenetiche,
    di movimenti che segnano l'attimo successivo,
    tutto può essere analizzato, scandagliato, previsto.
    il movimento dell'altro non ha vantaggi. lo impugnerai muovendoti freneticamente
    e parlando pochissimo.
    il movimento ricorda sentimento e principio di sensazione andata.
    il grido di una donna non è sensazione, perchè non esiste, non lo si sente.
    è tutto un leggero equilibrarsi tra sensazione e ammutolimento questa storia
    tra percezione reale o falsata della realtà,
    il passo lieve tra violenza e quiete, con l'ingannevole e magnifica capacità di far convivere
    entrambe le cose, sia nella scrittura sia nelle azioni, sia quella inaudite che quelle udite.
    in questa storia trionfa il contrasto tra l'azione semplice e la sua conseguenza
    non prevedibile, inorganica all'interno di un'esistenza,
    ma sempre ben accolta, condivisa perchè così lui vuole,
    "le persone che passavano sul marciapiede di fronte non sembravano pagate per passare sullo sfondo"
    e anche se non sappiamo del suo passato, lo ascoltiamo,
    il nostro assecondarlo diventa anche un nostro essere,
    il suo non assecondarci è il suo essere.
    in conclusione ciò che conta sono i piccoli indizi,
    indici incerti di una realtà che si rifiuta ma che lascia spazio
    per sopravvivere, il sasso che sbatte sotto l'auto e il rumore che ne esce,
    e poi la parte superiore delle foglie, quella asciutta, queste foglie
    galleggianti, anche loro costrette a sopravvivere,
    "uscì nel cortile, ma siccome nessuno lo seguì tornò indietro",
    e la loro imprescindibile dipendenza da tutte le altre foglie,
    la forza di sopravvivenza altrui restituisce uno scorcio di vita di sensazione.
    e quindi uccido, e l'atto si riduce a una riga, a un attimo,
    anche quello di concedere morte (fare attenzione al concedere)
    "parve a Bloch che questi fatti potessero venire usati contro di lui"
    a lui pare, ma tutto ciò - l'accusa di morte e la più insignificante
    azione quotidiana - viene ricondotta, in questo mondo in cui siamo costretti,
    alla percezione altrui, alla sensazione che ne ricaviamo.
    tutto ciò che viene raccontato, ciò che intuiamo, tra queste parole
    ha la forza di un posacenere colmo che distrugge il nostro viso,
    così, all'improvviso,
    "era inutile contestare tutto ciò".

    ha scritto il