Prima lezione di archeologia

Di

Editore: Laterza

3.6
(47)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 174 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8842073245 | Isbn-13: 9788842073246 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Storia , Manuale

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Descrizione del libro
Un invito rivolto a chi ne vuole fare un mestiere o a chi è semplicemente curioso di sapere che cosa bolle nella pentola dell’archeologia.
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  • 4

    Testo denso, tutt'altro che banale. Manacorda realizza una vera introduzione alla disciplina archeologica, senza indulgere a facili semplificazioni. Dalla storia alle metodologie, dalle diverse teorie ...continua

    Testo denso, tutt'altro che banale. Manacorda realizza una vera introduzione alla disciplina archeologica, senza indulgere a facili semplificazioni. Dalla storia alle metodologie, dalle diverse teorie alle collaborazioni vecchie e nuove con le altre discipline, lo studioso offre una fotografia diacronica e sincronica di un campo di ricerca che è molto cambiato nel tempo e che oggi si avvale spesso delle scienze dure per le sue indagini, pur rivendicando lo statuto di scienza umana.
    Libro interessante e ben più serio di quanto ci si potrebbe attendere da una "prima lezione".

    ha scritto il 

  • 3

    Speriamo la prima di tante

    Una prima lezione di archeologia – scrive Manacorda nella sua “Premessa” – non è un’introduzione, quanto piuttosto un ‘invito’. A fare che? Beh, a mettersi nei panni di un archeologo e andare a vedere ...continua

    Una prima lezione di archeologia – scrive Manacorda nella sua “Premessa” – non è un’introduzione, quanto piuttosto un ‘invito’. A fare che? Beh, a mettersi nei panni di un archeologo e andare a vedere cosa studia di preciso, quali aspetti privilegia, come ragiona, quali sono i suoi interrogativi, i suoi metodi, ecc. Senza essere iper-tecnico, ma neanche banale, Manacorda prova ad articolare tali questioni, senza indulgere in dettagli pedanti che agli occhi di un neofita – il vero destinatario di questo libro – risulterebbero ‘vuoti’ e privi della necessaria cornice di riferimento. È soprattutto di quest’ultima, infatti, che il libretto si occupa.
    La prima parte è dedicata a una sorta di ‘collocamento’ dell’archeologia all’interno di quell’insieme di discipline con cui essa è in contatto e con le quali di conseguenza rischia di essere confusa. Qui l’autore fornisce inoltre alcune brevi coordinate storiche (1) circa la maturazione dell’archeologia da semplice ‘collezione di francobolli’ (l’espressione è mia) a disciplina matura con obiettivi e metodi precisi; (2) sulla progressiva emancipazione dell’archeologia dalla storia dell’arte, ossia da una considerazione puramente estetica dell’oggetto studiato (che avrebbe inevitabilmente condotto a privilegiare alcuni oggetti in luogo di altri) a un’attenzione allo stesso in quanto frutto di una concreta realtà materiale, sociale, politica e quant’altro. Molto interessanti proprio le pagine in cui M. sottolinea l’importanza, per l’archeologo, anche (e forse soprattutto) degli aspetti più brutalmente materiali degli oggetti che egli si trova a studiare.
    La seconda parte – forse un pelo troppo discorsiva – prende di petto la questione delle domande con cui l’archeologia interroga i propri oggetti, la loro ‘nascita’, ‘vita’, ‘morte’ e infine – scrive M. – la ‘rinascita’, ossia il loro recupero proprio in quanto reperti di interesse archeologico.
    Infine la terza e ultima parte opera una succinta ricognizione di alcune partizioni della disciplina. Qui Manacorda riassume tra le altre cose i termini della disputa, per sintetizzare all’estremo, tra i fautori del ricorso allo sperimentalismo e alle tecniche di datazione scientifica e, dall’altra parte, gli scettici convinti che questo approccio porti a semplificare i fenomeni e trascurarne alcuni aspetti essenziali. E chissà – dico io da assoluto profano – che proprio questa disputa non si riveli utile per la disciplina, permettendole di scongiurare tanto l’uno quanto l’altro estremo e di mantenersi in una salubre posizione di mezzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Utile...

    ...per chi, pur non volendo fare l'archeologo di mestiere, è interessato a questa affascinante materia e vuole sapere qualcosa di più su come si svolga la professione di archeologo senza però doversi ...continua

    ...per chi, pur non volendo fare l'archeologo di mestiere, è interessato a questa affascinante materia e vuole sapere qualcosa di più su come si svolga la professione di archeologo senza però doversi "sorbire" volumi enormi pieni di tecnicsmi.
    E' insomma un' ottima "infarinatura generale".

    ha scritto il