Prima neve sul Fuji

Di

Editore: Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

3.6
(226)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8804469331 | Isbn-13: 9788804469339 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Dieci racconti ancora inediti in Occidente che narrano gli intrecci erotico-amorosi di due giovani coppie, le vicende di un attore costretto ad assumere un'identità femminile, la storia di un tradimento non confessato, gli ultimi giorni di uno scrittore che ha scelto il silenzio assoluto, il breve reincontro di due amanti di un tempo. Sono paesaggi sentimentali in cui Kawabata ci introduce attraverso un linguaggio fatto soprattutto di sensazioni, che affida a personaggi in cui si manifesta una segreta inquietudine, individui che nella vitalità di un oggetto o della natura, in un odore o in un colore, percepiscono all'improvviso la bellezza o la verità nascosta dell'esistenza.
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  • 2

    Particolare

    I racconti iniziano in medias res. Leggendoli sembra quasi di trovarsi in una specie di tunnel spazio-temporale (i wormhole della fantascienza) e che, voltando per un istante la testa, si possano scor ...continua

    I racconti iniziano in medias res. Leggendoli sembra quasi di trovarsi in una specie di tunnel spazio-temporale (i wormhole della fantascienza) e che, voltando per un istante la testa, si possano scorgere delle scene di vita vissuta, come delle istantanee di particolari momenti, incapsulati nel tessuto dello spazio-tempo. È allo stesso tempo struggente e straniante. Senza dubbio uno stile molto particolare.

    ha scritto il 

  • 2

    ACCESSORIO

    Nove racconti e un dramma pubblicati nel 1958, vivono di modernità e di tradizione. Il campo prevalente di indagine è il rapporto d’amore, molto spesso incrinato all’interno del matrimonio; sono legam ...continua

    Nove racconti e un dramma pubblicati nel 1958, vivono di modernità e di tradizione. Il campo prevalente di indagine è il rapporto d’amore, molto spesso incrinato all’interno del matrimonio; sono legami che si svelano o si rilevano per la prima volta o si ritrovano in maniera inaspettata. Approcciandomi a questi brevi bozzetti sono rimasta sorpresa, con il primo “Paesi del mondo” si legge uno spaccato di vita quotidiana nipponica : ordinaria storia di una donna alla ricerca della propria identità e maturità sessuale che va a coincidere con il tradimento reale con un ragazzo e ideale con il vicino di casa. A tratti la narrazione mi è sembrata ingenua nella trama ma piacevole negli esiti, qui più vicini al registro dell’ilarità. Ho proseguito incuriosita con il secondo “ Un filare di alberi” e oltre a qualche suggestione legata alle immagini impresse dal nostro , poco mi è rimasto. Ho arrancato faticosamente tra altri due brevi testi per giungere poi ad una sorta di dissertazione sugli stupa che ha destato interesse risvegliando in me una certa curiosità e sono poi giunta all’apice della raccolta , indubbiamente rappresentato dal racconto che dà il titolo alla stessa. Bello, suggestivo, malinconico. Il resto mi ha decisamente annoiato. Lo consiglierei solo ai cultori del premio Nobel e ai curiosi.

    ha scritto il 

  • 3

    vintage made in Japan

    "Non è un atteggiamento che ho solo nei confronti degli altri. Non ho riguardi nemmeno per me stesso, rassegnato all'ineluttabilità di ciò che potrebbe colpire all'improvviso anche me, come una tempes ...continua

    "Non è un atteggiamento che ho solo nei confronti degli altri. Non ho riguardi nemmeno per me stesso, rassegnato all'ineluttabilità di ciò che potrebbe colpire all'improvviso anche me, come una tempesta di notte"
    Kawabata Yasunari "Prima neve sul Fuji"
    Fantasmi assiderati nell'attesa dell'amato, algidi scambi di coppia, eleganti danzatrici morenti, silenziosi vecchi romanzieri, candidi tradimenti.
    Breve raccolta eterogenea di racconti nel tipico, tradizionale gusto "vintage made in Japan"... esclusivamente per amanti del genere.

    ha scritto il 

  • 0

    Ah, che cosa ineffabile
    Il presente…
    In questa vita di rugiada incontrare
    La gioia di oggi
    La tristezza di oggi.

    La forza del passato è insuperabile.

    Bellezza e tristezza, forse tutti gli scritti di K ...continua

    Ah, che cosa ineffabile
    Il presente…
    In questa vita di rugiada incontrare
    La gioia di oggi
    La tristezza di oggi.

    La forza del passato è insuperabile.

    Bellezza e tristezza, forse tutti gli scritti di Kawabata dovrebbero intitolarsi come quel suo romanzo.
    Amore, morte, arte. E ricordi.
    Non c’è di più in questi racconti di amori andati persi o in via di disfacimento, di memorie del passato di persone che non sono più presenti – o perché morte o perché hanno perduto la parola, di fantasmi, di alberi.
    Fino all’apoteosi di “Crisantemo nella roccia”, dove il racconto vero e proprio, il fantasma di una donna che si è abbandonata al gelo della morte nell’attesa del ritorno del suo amore, scompare nella narrazione quasi saggistica sui monumenti funerari giapponesi, in cui si sente la partecipazione dell’autore. No, ho sbagliato a definirlo saggio, è un atto d’amore per l’arte portata all’estremo della perfezione e dell’immobilità, quella che ricorda i defunti e che ha avuto il suo apogeo nel passato – all’artista non è data nemmeno la speranza di un monumento funebre bello e perfetto come in Giappone non se ne faranno più.

    Quasi più forte che nei suoi romanzi è il senso della morte – impossibile da estirpare nel suo legame con l’amore e con l’arte – di Kawabata.
    Anche lui come Mishima viveva per avvicinarsi all'appuntamento, l’uno con il vitalismo estetico, l’altro con la quiete della perfezione dell’arte.

    ---

    Mi ha detto di aspettarlo, perciò se lo aspetto lui verrà. Anche se tornassi a casa, il mio cuore resterebbe qui, dietro questa roccia, ad attenderlo. Piuttosto che separare il cuore dal corpo, lasciando solo il cuore a ghiacciarsi, resterò qui. Sarò più al caldo così.

    Il paese era stato sconfitto, e noi due pure.

    - Però senza le nuvole, quella poca neve attorno alla cima non ha niente di speciale.
    - Davvero? Non sarà perché l’abbiamo già vista ieri? Anche il monte Fuji, se lo guardi troppo a lungo, perde il suo fascino.

    Il passato non è proprietà di nessuno, forse l’unica cosa che si possiede sono le parole di adesso per raccontare ciò che è stato prima. Parole che non debbono essere necessariamente le proprie, ma possono essere di qualcun altro. E tuttavia, l’attimo presente è sempre muto, non crede?

    Sembrava impossibile che i neri stormi degli uccelli migratori potessero oltrepassare quello sbarramento di nuvole. Più che riflettere il suo colore nel mare, era come se il cielo avesse versato tutto il suo rosso rubino nelle acque di quel piccolo porto.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo aver letto il paese delle nevi, confesso che mi aspettavo e desideravo ritrovare qualcosa di simile, invece Prima neve sul Fuji è una raccolta di racconti piuttosto eterogenea (ma questo non sare ...continua

    Dopo aver letto il paese delle nevi, confesso che mi aspettavo e desideravo ritrovare qualcosa di simile, invece Prima neve sul Fuji è una raccolta di racconti piuttosto eterogenea (ma questo non sarebbe di per sè un difetto) in cui ho avuto l'impressione che l'autore fosse ormai così venerato dal suo pubblico da poter pubblicare anche la sua lista della spesa con successo. Tra i racconti ce n'è uno che potrebbe essere inserito in una guida turistica perchè descrive una specie di cimitero giapponese con le sue tipiche tombe, un tipo di lettura per cui non ho nessun interesse.
    In ogni caso il racconto che dà il nome alla raccolta è molto bello, e ricorda in parte il bellissimo paese delle nevi. Il libro vale la pena leggerlo per quel racconto. Ho voluto pensare che i due protagonisti fossero gli stessi del paese delle nevi, romanzo che a detta dell'autore è in parte autobiografico.
    Negli altri racconti c'è lo stile, la grazia del grande scrittore ma sinceramente manca qualcosa. E' bella anche l'idea del racconto Silenzio, con il grande scrittore malato ormai incapace di comunicare con il mondo e Kawabata in visita che suggerisce alla figlia di scrivere per lui come aveva fatto la madre per il figlio nella trama del più grande romanzo di questo scrittore.
    Forse, non bisognerebbe iniziare a leggere un autore partendo dal suo capolavoro o forse sono io: se un romanzo mi piace troppo poi non mi va di ascoltare una storia diversa raccontata in modo diverso.

    ha scritto il 

  • 4

    Più dell'accenno lievissimo a tradimenti, passioni omoerotiche, desideri inespressi e amori finiti, di questa raccolta di Kawabata ho amato la costante presenza dell'elemento naturalistico.
    In ogni ra ...continua

    Più dell'accenno lievissimo a tradimenti, passioni omoerotiche, desideri inespressi e amori finiti, di questa raccolta di Kawabata ho amato la costante presenza dell'elemento naturalistico.
    In ogni racconto appare un fiore, un filare di alberi, un paesaggio: ogni volta la loro apparizione è millimetricamente calibrata per svelare quell'attimo di rivelazione alla luce di cui rivalutare l'intera vicenda.

    In questo senso è magistrale l'uso del Fuji nel racconto che dà il titolo alla raccolta. Un simbolo tanto forte di giapponesità metafora di un tema tanto caro allo scrittore: la continua impossibilità per il reale di battere il ricordo.

    ha scritto il 

  • 4

    L'esempio di come kawabata sia in grado, con poco inchiostro, di raccontare conflitti, relazioni, sentimenti e delusioni anche nel pericoloso genere dei racconti brevi. Alcuni sono legati alla tradizi ...continua

    L'esempio di come kawabata sia in grado, con poco inchiostro, di raccontare conflitti, relazioni, sentimenti e delusioni anche nel pericoloso genere dei racconti brevi. Alcuni sono legati alla tradizione e decisamente noiosi per noi di gusto occidentale, ma altri emergono chiaramente come degli straordinari quadri d'interno

    ha scritto il 

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