Primus

Di

Editore: Lettere Animate (Nuovi Mondi)

3.7
(6)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8897801196 | Isbn-13: 9788897801191 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Chi è Primus? Un uomo che vive solo un periodo difficile o un folle che vede la realtà di tutti i giorni in modo distorto, prigioniero di fantasmi creati dalla sua stessa mente? Le uniche certezze a sua disposizione sono "Celestia", la grande metropoli dove vive, e il suo lavoro di reporter presso il Mistery Magazine, un mensile di divulgazione. Il resto del suo tempo lo trascorre in compagnia di "Lei", affascinante ma enigmatica donna che ogni tanto lo va a trovare attraverso lo "Specchio-canale" del bagno, e di Jack e Richard, due amici che conosce da sempre. Sebbene la sua sia sempre stata un'esistenza tranquilla negli ultimi tempi avverte un oscuro senso di minaccia ed è assalito da improvvisi attacchi di freddo che compaiono nei momenti più disparati. Ma quando comincia a ricevere gli oscuri messaggi di una misteriosa entità che si fa chiamare Althaira' si ritrova invischiato in un crescendo di fenomeni surreali culminanti nella letterale dissoluzione della sua abitazione.
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  • 5

    Un libro letto un po' di tempo fa... ma la scheda ancora non era disponibile.. che dire grande Massimo Valentini!!!
    la mia recensione su Sognando leggendo:

    http://sognandoleggendo.net/primus-di-massim ...continua

    Un libro letto un po' di tempo fa... ma la scheda ancora non era disponibile.. che dire grande Massimo Valentini!!!
    la mia recensione su Sognando leggendo:

    http://sognandoleggendo.net/primus-di-massimo-valentini/

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un libro come tutti gli altri: questo è ciò che non mi usciva dalla testa mentre leggevo Primus.
    Lo dico riferendomi innanzitutto alla storia, all’incredibile storia che Massimo Valentini ha sc ...continua

    Non è un libro come tutti gli altri: questo è ciò che non mi usciva dalla testa mentre leggevo Primus.
    Lo dico riferendomi innanzitutto alla storia, all’incredibile storia che Massimo Valentini ha scelto come sua trama: non è il primo romanzo fantascientifico-distopico che leggo… eppure trovo che Primus abbia qualcosa di diverso, qualcosa che non ho mai trovato in un libro prima d’ora.

    Come racconta la sinossi, Primus è un uomo che non può proprio dirsi ben accettato all’interno della sua società: possiede, infatti, una capacità immaginifica molto elevata rispetto alla media della popolazione, e questo implica l’avere strane visioni e, in generale, possedere una mente che sembra non avere freni di nessun tipo. A causa di un’esitazione dei suoi genitori durante la sua infanzia, Primus si ritrova dunque solo in un mondo popolato dai cosiddetti norm, persone la cui mente, al contrario, non si concede alcun “guizzo d’immaginazione”, se così vogliamo chiamarlo, e attraverso la quale non viaggia mai nessun pensiero bizzarro.
    Una trama senz’altro originale, dunque: forse talmente ricca di spunti da risultare assai complessa da realizzare, ma credo che nessuno possa negare che Massimo Valentini ha centrato in pieno il suo obbiettivo. Inoltre l’ambientazione – questo mondo fantascientifico-distopico così simile al nostro, eppure così diverso – mi è sembrata strepitosa, evocativa, realistica nonostante tutta la sua drammatica assurdità.

    Gli unici difetti che credo sia possibile imputargli sono i seguenti. In primis, inizialmente ho avuto l’impressione che l’autore venisse colto dall’ansia di non aver caratterizzato a sufficienza il suo protagonista: il risultato era che nei primi capitoli erano contenuti parecchi paragrafi riguardo alla vita di Primus, al suo passato, alle sue abitudini… Niente di fastidioso, certo, ma forse avrei preferito che informazioni venissero sparpagliate un po’ di più all’interno del romanzo, più che altro per non apparire troppo ravvicinate, che a tratti rallentano la storia (anche perché lo spessore psicologico del protagonista risulta ugualmente notevole). Per esempio, a pagina 31 troviamo scritto:

    Sempre facendo finta di guardare la vetrina le lanciò una scorsa di soppiatto ma dalla sua posizione non riusciva a vederne il viso, così si concentrò sui piedi di lei. Primus amava i piedi delle donne. Non che fosse un feticista o roba del genere, ma gli piaceva osservare le loro caviglie quando erano sottili, i piedi inguainati in quelle scarpe col tacco a spillo che li rendevano così sexy, così desiderabili. Quelli della ragazza erano piccoli e paffuti e indossavano decolté aperte dal tacco sottile.

    Sì, purtroppo a volte il raccontato fa capolino anche qui. C’è da dire però che questo è un passo del tutto occasionale, e questa tendenza a “riferire troppo” sparisce del tutto nel giro di pochissimi capitoli.

    A parte alcune virgole mancanti o a piccole ripetizioni, l’unico altro difetto – sempre che si possa parlare di difetto – è che spesso non l’ho trovato semplice da leggere: lo stile è complesso, le riflessioni assai articolate, le descrizioni minuziose. Insomma, si percepisce in tutte le pagine che quasi dietro ogni parola di Primus si celano dei pensieri profondi e di un’ampiezza notevole. Detto in breve, si sente che dietro a Primus c’è un lavoro e una preparazione curata, oserei dire, nel minimo dettaglio.
    Il “difetto” di cui parlavo? Be’, non si tratta di certo di uno di quei romanzi che si possono leggere in un pomeriggio e che filano via lisci come l’olio: andrebbe riletto almeno un’altra volta per cogliere tutti i simbolismi, le allusioni e le allegorie, per comprenderne i ragionamenti e, in generale, per digerirlo del tutto. È un romanzo in cui l’azione scorre in modo piuttosto lento, per lasciare spazio alle numerose riflessioni, ma non per questo risulta pesante o addirittura noioso, anzi. Io personalmente l’ho richiuso un po’ con l’amaro in bocca, perché essere costretta a recensirlo per mancanza di tempo dopo una sola lettura mi sembra di fargli un torto: sono più che sicura, infatti, di essermi persa qualche significato importante, che probabilmente con una lettura più approfondita avrei notato e apprezzato.

    Be’, spero che l’autore mi perdonerà per questa mancanza… anche se mi auguro che vada bene anche così. Dopotutto, ripeto, a lettura ultimata posso ben dire che libri come Primus non capitano spesso. Ve lo consiglio assolutamente, dunque, perché un romanzo come questo se li merita con tutto il cuore, i complimenti!

    Recensione completa qui: http://pensieridinchiostro.wordpress.com/2013/01/10/recensione-primus/

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo

    Una storia davvero innovativa e mai scontata. Belle descrizioni, stile ottimo e precisissimo. L'idea centrale è filosofica ma descritta in modo tale da essere accessibile e, soprattutto, godibile. Non ...continua

    Una storia davvero innovativa e mai scontata. Belle descrizioni, stile ottimo e precisissimo. L'idea centrale è filosofica ma descritta in modo tale da essere accessibile e, soprattutto, godibile. Non è però un romanzo per tutti perché la storia è complessa e vi sono molti simbolismi. Proprio per questo ne consiglio le pagine solo a chi ama leggere e rileggere i libri, magari per riflettere. Un libro che arricchisce e il bello è che è un romanzo a tutti gli effetti. Consigliatissimo ;-)

    ha scritto il 

  • 2

    Non l'ho ancora terminato ma lascio un primo commento a caldo: non ci capisco un'acca! O meglio, capisco fin troppo bene il concetto del mondo-mondo e della capacità immaginifica, ma finora i personag ...continua

    Non l'ho ancora terminato ma lascio un primo commento a caldo: non ci capisco un'acca! O meglio, capisco fin troppo bene il concetto del mondo-mondo e della capacità immaginifica, ma finora i personaggi sono stati veramente pessimi. Non riesco a provare nessuna empatia per nessuno di loro, forse se fossi un maschio li capirei.
    La storia è lenta, ho fatto fatica ad arrivare a metà senza annoiarmi durante alcuni passaggi.
    Spezzo una lancia per lo stile ricco e molto curato. Ci sono poche persone che sanno ancora servirsi con maestria di termini quasi caduti in disuso senza però rendersi ridicoli.

    *edit*
    Ok finito. A fatica. Trooooppo introspettivo. Se cercate una storia o un racconto, evitate questo libro. La storia non c'è.
    Se volete leggere un immenso trattato di psico-filo..ect..logia allora leggetelo, c'è tutto ciò che vi può servire.

    ha scritto il