Princess Bride

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4.2
(1637)

Language: Français | Number of pages: 476 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Italian , German

Isbn-10: 2811202099 | Isbn-13: 9782811202095 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
Princess Bride : un bijou d'humour et d'émotion, un merveilleux classique devenu un film culte et le roman favori de millions de lecteurs.
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  • 4

    Balzo nel tempo

    Ma non troppo...solo agli anni'70. Mi sono seduta in poltrona a veder scorrere le avventure dei protagonisti, apparentemente paradossali, sinceramente archetipici. Infatti, l'autore è un famoso sceneg ...continuer

    Ma non troppo...solo agli anni'70. Mi sono seduta in poltrona a veder scorrere le avventure dei protagonisti, apparentemente paradossali, sinceramente archetipici. Infatti, l'autore è un famoso sceneggiatore cinematografico, molto attivo proprio in quei tempi. Chi ha amato "Dolci vizi al foro" "Non si uccidono così le vecchiette" e "Frankestein Jr." sa di cosa sto parlando se dico che questo è uno di quei film!

    dit le 

  • 3

    Niente fate madrine, spiacenti!

    Libro molto particolare a metà strada tra una fiaba e il racconto dell'avventura editoriale e personale dell'autore.
    Mi ha colpito molto questa duplice natura della narrazione ed ammetto che, all'iniz ...continuer

    Libro molto particolare a metà strada tra una fiaba e il racconto dell'avventura editoriale e personale dell'autore.
    Mi ha colpito molto questa duplice natura della narrazione ed ammetto che, all'inizio, mi ha anche un po' spiazzata ( senza tuttavia intaccare la godibilità della lettura...anzi!).
    La storia di questo libro ruota intorno...al libro stesso! Sì, avete capito bene: "La principessa sposa" è il libro preferito del nostro protagonista, William Goldman, che lo ricollega ad un momento particolare della sua infanzia. Durante una brutta malattia, infatti, il padre dell'autore era solito leggergli un capitolo della storia tendendo ad epurarlo dalle lungaggini stilistiche ma anche dalle parti più tristi ed ingiuste: perché "La principessa sposa non è la classica fiaba" in cui è d'obbligo l'happy ending. La fiaba si fa, in questo caso, imitatrice della realtà e non è detto che il cavaliere riesca a superare tutti gli ostacoli e che la sua bella gli sia sempre e irreprensibilmente fedele perchè sicura del proprio sentimento.
    Questo è ciò che colpisce Goldman ( narratore) e questo è ciò che colpisce noi lettori come uno schiaffo in pieno viso: la vita è complicata, è dura, è ingiusta...ma vale la pena viverla ed impegnarsi il più possibile per guadagnarselo, l'happy ending ( questa volta niente fate madrine, spiacenti!)
    Successivamente "l'inganno" del padre, presto smascherato dal nostro William, lo porterà, in età adulta, a voler editare quella storia in modo da renderla più fruibile e godibile.
    Come ho già detto, l'inizio è stato folgorante...il problema è sorto più avanti!
    Mi spiego meglio: se all'inizio le due parti sono perfettamente bilanciate nello spazio ad esse dedicato, più avanti ho sentito una leggera (ok, non tanto leggera!) irritazione ogni volta che l'autore irrompeva tra le pagine per spiattellare le vicissitudini editoriali che l'avevano portato a tagliare, limare e condensare il testo.
    L'ho trovato veramente frustrante e non nego come, a lungo andare, abbia trovato la comicità di Goldman asfissiante, come se da contratto dovesse inserire battutine già fatte nelle pagine precedenti.
    I personaggi mi sono piaciuti molto ( non tutti, in verità, ma la maggior parte del cast è promossa).
    Trovo che "La principessa sposa" sia, dunque, un libro che vale la pena leggere ma che trova qualche riserva nello stile e nella presenza, fin troppo pressante, di un autore che non lascia la propria storia libera di parlare.

    dit le 

  • 2

    Uno dei casi in cui il film è meglio del libro. La voce narrante di Goldman è insopportabile - tanto più che il libro è letteralmente affogato nei paratesti, le due introduzioni, il capitolo extra di ...continuer

    Uno dei casi in cui il film è meglio del libro. La voce narrante di Goldman è insopportabile - tanto più che il libro è letteralmente affogato nei paratesti, le due introduzioni, il capitolo extra di Buttercup's Baby, le interviste ai personaggi, le domande ecc - piena di sé, sarcastica senza riuscire ad essere divertente, soffocante. E poi che dire di un Westley che schiaffeggia Buttercup?? Ero stupefatta. Riguardiamo La storia fantastica, che è meglio.

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  • 5

    Una favola coi piedi per terra

    Un romanzo leggero ma che fa riflettere. La storia di Buttercup e Westley infatti di primo acchito sembra essere quella tipica delle favole, con lei che ama lui e lui che ama lei di un amore puro ed e ...continuer

    Un romanzo leggero ma che fa riflettere. La storia di Buttercup e Westley infatti di primo acchito sembra essere quella tipica delle favole, con lei che ama lui e lui che ama lei di un amore puro ed eterno, e nessuno screzio. Ma di screzi ed esilaranti litigi ce ne sono, e incomprensioni (tante), come nella vita vera.
    Incontriamo quindi personaggi bizzarri e fantastici come Inigo e Fezzik, il supercattivo di turno, il principe Humperdinck, ma i problemi che affliggono tutti loro, alla fine, riguardano la vita e la morte, allo stesso modo in cui riguarda noi.

    I commenti di Goldman che fanno da sfondo alle vicende sono divertenti e sardonici, e spesso invitano a riflettere.
    Per questo dico che La principessa sposa è una favola "coi piedi per terra": ci racconta una favola da sogno, ma ci riporta spesso alla ragionevolezza e ci riscuote, ricordandoci che invero la realtà è diversa, e le cose non sempre vanno come vorremmo o come sarebbe meraviglioso andassero. La vita e le persone che la vivono sono imperfette, esattamente come Buttercup, Westley, Inigo e tutti gli altri. In un certo senso, ciò fa di tutti noi dei potenziali protagonisti di una favola, la favola della vita; che a volte è ingiusta, a volte no, e a volte ci fa ridere mentre altre ci fa piangere.
    La fine del romanzo lascia interdetti e fa riflettere su tutto ciò che si è letto. Qual è il finale a cui dare retta? Quello di Morgenstern, affine al vecchio romanzo-trattato che aveva scritto originariamente, o quello di Goldman, che ha rimaneggiato il tutto per farci stare a cuore le vicende di personaggi-macchietta che in realtà hanno molto da dire e rivelare su loro stessi e su tutti noi? Chi è l'autore ad essere riuscito a farci riflettere più di tutti?
    Ognuno troverà una risposta adeguata a ciò, secondo la sua coscienza. Che è quello che più importa, in realtà.

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  • 4

    La vita, giusto un po' meglio della morte.

    Chi non si ricorda la Storia Fantastica? Chi non ha visto e rivisto quel film quand'era bambino, magari malato, e sognato di avventure folli, spadaccini arditi e giganti buoni, nonché di un Amore Vero ...continuer

    Chi non si ricorda la Storia Fantastica? Chi non ha visto e rivisto quel film quand'era bambino, magari malato, e sognato di avventure folli, spadaccini arditi e giganti buoni, nonché di un Amore Vero, di quelli che esistono solo nella fantasia? Nessuno però scommetto, si è mai chiesto cosa divenne il bambino a cui il nonno leggeva la Favola per eccellenza. E' diventato adulto, ha sposato una donna che non ama più ed è stato incapace di costruire un legame con suo figlio che è un bambino viziato con disturbi alimentari. E allora via, alla ricerca disperata del libro che l'aveva fatto sognare, che l'aveva innamorato, a cercare di ricostruire un legame con il figlio e con il se stesso che non è più. E scoprire che gli avevano mentito, che quello era un libro satirico e che suo padre (nel romanzo è il padre, non il nonno) leggendoglielo gli aveva raccontato un'altra storia, perché il racconto vero aveva un'altra morale: la vita non è mai giusta.
    Niente Amore vero che trionfa su ogni cosa, Westly e Buttercup sono caricature di una bella dannatamente stupida e di un cavalier servente assolutamente integro tanto da essere decisamente irritante. Allora perché leggerlo, questo benedetto libro? Beh, perché Inigo, beh Inigo ama davvero suo padre, incondizionatamente, e quest'amore determina la sua intera esistenza. Allo stesso modo il cuore buono di Fezzik e l'affetto profondo dei suoi genitori segneranno il suo destino facendone un combattente-non-combattente. E i genitori di Buttercup, che hanno passato la loro intera esistenza a litigare, non posso vivere l'uno senza l'altro, sarebbe inconceppibbile, come direbbe Vizzini. E alla fine, anche Westly e la sua principessa senza qualità sono "condannati" ad amarsi, perché se la vita non è giusta, non lo è di certo l'amore. L'Amore Vero, quello che il padre racconta al piccolo Billy malato, è l'amore imperfetto, ingiusto, ridicolo, grottesco di un'esistenza che, come conclude Goldman, è appena più sopportabile della morte,ma non di molto. Eppure senza Amore questa vita che ci ostiniamo a vivere che senso avrebbe? La storia della Principessa Sposa esiste perché l'amore vero ed imperfetto esiste.
    Un pensiero dunque alla maestra del piccolo William, che gli ha insegnato come sconfiggere la morte, rendere immortale la bellezza e degna d'essere vissuta quest'esistenza: leggere.
    Buon lettura o buona vita, fate voi.

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  • 4

    "Metti tutto in conto, vecchia mia, e affronta il nuovo giorno."

    Le vite di noi infanti degli anni '80 oltre ai cartoni giapponesi e alle merendine del Mulino Bianco sono state caratterizzate anche da alcune mitiche pellicole cinematografiche: "I Goonies", "Ritorno ...continuer

    Le vite di noi infanti degli anni '80 oltre ai cartoni giapponesi e alle merendine del Mulino Bianco sono state caratterizzate anche da alcune mitiche pellicole cinematografiche: "I Goonies", "Ritorno al futuro", "Ladyhawke", "Ghostbusters", "Chi ha incastrato Roger Rabbit" e "La Storia fantastica".
    Quest'ultimo in particolare l'avro' visto non so quante volte e solo ora sono venuta a conoscenza del fatto che fosse stato tratto da un romanzo.
    La storia e' semplicissima: siamo nel Medioevo. Una principessa s'innamora di un garzone. A mettergli i bastoni tra le ruote e' il promesso sposo di lei, un principe crudele che lei ovviamente non ama.
    I due sono costretti ad affrontare e superare mille peripezie per poter coronare il loro sogno d'amore.
    Ho letto anche che questo romanzo di Goldman ha ispirato anche Michael Ende per la sua bellissima storia infinita e devo dire che le analogie sono molte, con la differenza che il romanzo di Goldman e' piu' diretto verso l'ironia (sono presenti parecchie scenette divertenti) e sul non prendere tutto troppo sul serio.
    C'e' tutto in questo romanzo, ci sono i duelli alla Alexander Dumas, ci sono le avventure alla Stevenson, ci sono le ambientazioni fiabesche dei fratelli Grimm, ci sono le punzecchiature ironiche di Voltaire.
    Un romanzo esilarante e divertente, emozionante e avventuroso che ha un grandissimo pregio, quello di farti dimenticare per un paio d'ore il tuo essere adulto per ritornare al mondo di quando eri soltanto un bambino.
    Un libro per chi come me ancora non ha voglia di smettere di sognare.


    Il principe si diresse verso Westley. "Ti ama" urlò. "Ti ama sempre e tu la ami, e allora pensaci... e pensa anche che in questo mondo avreste potuto essere felici, veramente felici. Nemmeno una coppia per secolo ha questa opportunità, nemmeno una, alla faccia di quello che dicono i libri, ma voi avreste potuto esserlo, e allora nessuno mai patirà una perdita enorme come la tua."

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  • 5

    Unico

    Unico libro che sia riuscito a farmi scoppiare a ridere di gusto durante la lettura e unico libro che, un attimo dopo aver letto l'ultima pagina, mi ha trasmesso l'incontenibile desiderio di ricominci ...continuer

    Unico libro che sia riuscito a farmi scoppiare a ridere di gusto durante la lettura e unico libro che, un attimo dopo aver letto l'ultima pagina, mi ha trasmesso l'incontenibile desiderio di ricominciare a rileggerlo da capo seduta stante. Fantastico.

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