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Principesse

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 189)

3.8
(34)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 185 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845916219 | Isbn-13: 9788845916212 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Anna Rosa Azzone Zweifel

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"La vicenda si svolge in un clima soffuso di tenue ironia; e a questo si deve, mi pare, la riuscita del romanzo. Tutti sono nervosi, inquieti, infelici, mentre il tocco narrativo di Keyserling li accompagna con grande freschezza e ariosità."
(Alfredo Giuliani)
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  • 4

    ✰✰✰✰ molto buono

    Perché apprezzare Il bar delle Folies-Bergére o La colazione dei canottieri?
    Perché ammirare le fotografie di Nadar?
    Al di là degli aspetti tecnici, queste immagini hanno una loro storia e rappresenta ...continua

    Perché apprezzare Il bar delle Folies-Bergére o La colazione dei canottieri?
    Perché ammirare le fotografie di Nadar?
    Al di là degli aspetti tecnici, queste immagini hanno una loro storia e rappresentano l’immagine di un’epoca come la videro e la vissero artisti delle lastre o del pennello.
    Un’epoca chiaramente scomparsa ma di cui rimane traccia come arte e come immagine.

    Anche questo romanzo parla di un ambiente che non esiste più, di persone che sono morte da almeno un secolo, di educazioni e consuetudini antiche come le foto virate in seppia.
    Uscito nel 1917, scrittore morto nel 1918. Ma la guerra qui non c’è, né la rivoluzione d’ottobre.
    Siamo congelati un poco prima. Forse non graffia come l’Effi Briest di Fontane, ma …..

    Lo scrittore nacque in quella che poi divenne la Lettonia, ma visse a Vienna e Monaco.
    Nobiltà baltica di lingua tedesca, come tutti i suoi personaggi (salvo qualche nobile russo) che viveva delle grandi proprietà terriere.

    Una principessa vedova (di un marito che non si è fatto mancare nulla), un patrimonio rosicchiato, tre figlie, due che si sposeranno e una, la più giovane, malata di tbc. Un conte scapolo che da millanni corteggia (oh, con molta discrezione) la vedova.
    Vivono in campagna, i mezzi non permettono la vita di corte che potrebbero fare. La campagna è splendida, la vita noiosa corre su percorsi sempre uguali: le passeggiate, le gite, i cespugli di bacche, gli alberi da frutto, le istitutrici, le lezioni.

    Il nocciolo della storia è la vita.
    Nessuno di loro vive una vita vera. Quando le delusioni e i dolori che questa riserva a tutti colpiscono, trovano persone (donne) che hanno come sola difesa chiudersi ancora di più nella corazza che l’ambiente ha loro imposto.
    Roxane, sposata In Russia, perde il figliolino; Eleonore sposa del cugino principe ereditario ha un marito che è quanto di più lontano dagli eroi de I masnadieri; Marie riuscirà ad avere la forza di vivere quelle che per lei sono avventure (una fuga dal giardino e un’escursione con i vicini di casa), s’innamorerà e conoscerà le fantasie e le dolcezze che può riservare una panchina presso i cespugli di lillà, ma anche la superficialità maschile.

    Le figure “vive” della vicenda sono due ragazze: Hilda che vuole praticare studi e magari una professione e che non vede un principe azzurro nel cugino che ama e Britta, una specie di folletto dei boschi, nella quale la vita scintilla gloriosa di giovinezza.
    Il conte è a cavallo dei due mondi. Subisce il fascino di Britta, della vita finalmente, dimenticandosi dell’età e dei suoi acciacchi. Pagherà care le conseguenze della sua fuga sentimentale, perché la vita è troppo per lui ormai.
    Roxane e Eleonore tornando nella loro campagna non saranno più in grado di vederne il fascino. La gabbia dorata invasa di pace e tranquillità che funzionava come l’oppio, non è più per loro.
    Continueranno la loro esistenza inutile ingabbiata da mille formalismi con qualche dolorosa ferita.
    Almeno fino alla guerra e alla rivoluzione.
    Povere principesse.

    30.04.2015

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo che non è facile collocare. Apparso per la prima volta nel 1917 e ambientato più o meno all'inizio del secolo, è tuttavia così ancorato nel "mondo di ieri" da portare il lettore a immaginar ...continua

    Un romanzo che non è facile collocare. Apparso per la prima volta nel 1917 e ambientato più o meno all'inizio del secolo, è tuttavia così ancorato nel "mondo di ieri" da portare il lettore a immaginarsi una società anteriore di parecchi decenni. Una storia amara, dove a te in giardino e rigide convenzioni si intreccia l'amara delusione di vite sprecate.

    ha scritto il