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Privo di titolo

Di

Editore: Sellerio (La memoria, 642)

3.9
(1048)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 302 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8838920303 | Isbn-13: 9788838920301 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
"Privo di titolo" intreccia la storia dell'unico martire fascista siciliano del biennio rosso con la colossale beffa di Mussolinia, la città nei pressi di Caltagirone che avrebbe dovuto celebrare per sempre la gloria del Duce. In un'intervista, concessa a "La Nazione" il 17 gennaio 2002, Andrea Camilleri dichiarò: "Voglio assolutamente scrivere la storia di un eroe immaginario in un paese immaginario. Mi riferisco alla storia dell'unico martire fascista che poi ho scoperto essere stato ammazzato dai suoi per un errore. L'ambientazione ovviamente sarà quella che sarebbe dovuta divenire Mussolinia, la città che non fu mai costruita e della quale al duce, nel 1928, fu mostrato un fotomontaggio".
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  • 5

    Siamo nel 1941 e in un'aula scolastica si commemora un caduto fascista, forse uno dei pochi se non l'unico della storia siciliana. I fatti risalgono a venti anni prima, nel 1921, quando in occasione di una spedizione punitiva per dare una lezione al “bolscevico” Michele Lopardo, muore il camerata ...continua

    Siamo nel 1941 e in un'aula scolastica si commemora un caduto fascista, forse uno dei pochi se non l'unico della storia siciliana. I fatti risalgono a venti anni prima, nel 1921, quando in occasione di una spedizione punitiva per dare una lezione al “bolscevico” Michele Lopardo, muore il camerata Lillino Grattuso. E' lo stesso aggredito che, per difendersi, è costretto all'involontario omicidio di cui si dichiara colpevole. La retorica del regime inizia così a celebrare le doti eroiche e l'abnegazione della vittima, senza fermarsi nemmeno quando dalle indagini, in seguito alla testimonianza di un'anziana cieca, emerge un'altra versione dei fatti: ad uccidere non è stato il nemico giurato ma un suo stesso amico, componente della brigata vendicatrice, Antonio Impallomeni. Costruito con la solita sapiente maestria, questo avvincente giallo è condito anche con gradevoli ingredienti storici che mettono in luce la capacità dei regimi politici di “costruire” e distorcere la verità.

    ha scritto il 

  • 4

    Preferisco il Camilleri romanziere storico a quello giallista oramai sclerotizzato nei ritmi, nelle trame e nelle battute. Davvero caruccio e poi i due capitoli su Mussolinia mi hanno fatto davvero ridere.

    ha scritto il 

  • 4

    Camilleri non si smentisce mai

    Questo è il Camilleri che apprezzo di più. Il Camilleri dell'intreccio tra fatti storici e narrativa. Tutta la storia è permeata dalla solita ironia tipica dei suoi romanzi. Le trovate narrative non mancano e fanno scorrere il libro anche troppo velocemente. Insomma consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    3 stelline e mezzo

    La vicenda è ambientata nella Sicilia degli anni '20, in pieno regime fascista e narra la storia del martire fascista, Lillino Gattuso, e di Michele Lopardo, muratorecomunista accusato di esserne l' assassino.


    E' il secono romanzo che leggo di Camilleri e devo dire che non mi dispiace. Pen ...continua

    La vicenda è ambientata nella Sicilia degli anni '20, in pieno regime fascista e narra la storia del martire fascista, Lillino Gattuso, e di Michele Lopardo, muratorecomunista accusato di esserne l' assassino.

    E' il secono romanzo che leggo di Camilleri e devo dire che non mi dispiace. Pensavo di trovare qualche difficoltà nel leggere il dialetto siculo e invece i suoi libri si leggo piacevolmente.

    ha scritto il 

  • 3

    Camilleri è sempre Camilleri, ma....

    La trama è banale.
    La satira è pungente, ma incongruente: che c'entra la storia di Mussolinia col resto del racconto?
    La bravura di Camilleri maschera il tutto, ma non lo trasforma in oro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ancora un'appassionante lettura camilleriana!
    Potrebbe intitolarsi “Ascesa accidentale di un martire”. Infatti Gigino Gattuso, studente in camicia nera, muore per un colpo di pistola esploso da uno dei suoi stessi camerati nel corso di un tentativo di pestaggio organizzato ai danni di Miche ...continua

    Ancora un'appassionante lettura camilleriana!
    Potrebbe intitolarsi “Ascesa accidentale di un martire”. Infatti Gigino Gattuso, studente in camicia nera, muore per un colpo di pistola esploso da uno dei suoi stessi camerati nel corso di un tentativo di pestaggio organizzato ai danni di Michele Lopardo, capomuratore socialista.
    La vicenda sembra insegnare che, creato un martire, non è più possibile distruggerlo, soprattutto se il suo “sacrificio” serve a suscitare nella gente oltre che la pietà, anche la convinzione della bontà di un'idea. Anzi, il “martire” con il trascorrere del tempo diventa intoccabile, mentre, il presunto colpevole del “martirio”, malgrado la sua innocenza e ancorché libero, continuerà a pagarla cara per quanto gli resta da vivere.
    E se la verità può essere manipolata, deformata, negata per i più svariati scopi - tema caro all'autore de LA CONCESSIONE DEL TELEFONO o LA SCOMPARSA DI PATO' – allora anche Mussolinia, la città della quale il duce in persona pose la prima pietra, pur essesndo rimastata solo “una pietra”, potè esistere ed essere addirittura bagnata dal mare!

    ha scritto il 

  • 4

    Camilleri è sempre un piacere leggerlo, ma nella costruzione dei romanzi storici è particolarmente illuminato.
    La storia si svolge nel 1921 in Sicilia ovviamente, e i primi capitoli sono narrati con una sorta di tecnica cinematografica alla moviola, dove la stessa scena è ripercorsa da ango ...continua

    Camilleri è sempre un piacere leggerlo, ma nella costruzione dei romanzi storici è particolarmente illuminato.
    La storia si svolge nel 1921 in Sicilia ovviamente, e i primi capitoli sono narrati con una sorta di tecnica cinematografica alla moviola, dove la stessa scena è ripercorsa da angolazioni diverse. Il ritmo anche se non è incalzante induce però a stare incollati alle pagine perché le due storie sono avvincenti più di un giallo.
    In una nota finale Camilleri rivela le fonti da cui ha tratto ispirazione, il primo documento è “Fattacci di gente di provincia” di W. Guttadauria, il quale racconta come la morte di un giovane, ucciso da fuoco amico, viene strumentalizzata e distorta al punto da farne un martire, e come un innocente a sua volta si trova a dover scontare una colpa non sua. La narrazione di Camilleri è ironica e grottesca, ma ha anche toni pietosi verso i due giovani entrambi vittime.
    La seconda storia che fa da cornice alla vicenda è quella di Mussolinia, qui Camilleri da maggiormente sfogo alla fantasia discostandosi dalla realtà documentata per regalarci un vero spasso surreale.
    E non ultimo il romanzo è costellato da vari carteggi e articoli di giornali, tutti di fantasia, ma riprodotti con il linguaggio e l’enfasi tipico dell’epoca. Divertente e dissacrante, un Camilleri in forma smagliante, perfettamente a suo agio in un genere per cui è particolarmente dotato.

    ha scritto il