Prohibido

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Publisher: Oz

4.3
(752)

Language: Español | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , German

Isbn-10: 8494172921 | Isbn-13: 9788494172922 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Marisa Catalá

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
«No podemos. Si empezamos, ¿cómo vamos a pararlo?

Lochan y Maya siempre se han sentido más amigos que hermanos. Ante la incapacidad de cuidarlos de su madre alcohólica y la ausencia de un padre que los abandonó, los dos jóvenes deben hacerse cargo de sus tres hermanos menores y esconder su situación a los servicios sociales, porque ninguno de los dos es mayor de edad.

La responsabilidad que comparten y las dificultades a las que se enfrentan les unen, hasta empujarlos a enamorarse. Ambos saben que su relación está mal y que no debe continuar, pero al mismo tiempo no pueden controlar sus emociones y la atracción que los domina.

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  • 5

    RECENSIONE A CURA DI ANTONIETTA MIRRA PER IL BLOG L'AMICA DEI LIBRI

    Proibito è un romanzo che ho letto alcuni mesi fa e che ho aspettato per recensire. Una storia che davvero ti strappa l’anima e se riesci a superare il concetto di amore veramente proibito, perché qui ...continue

    Proibito è un romanzo che ho letto alcuni mesi fa e che ho aspettato per recensire. Una storia che davvero ti strappa l’anima e se riesci a superare il concetto di amore veramente proibito, perché qui si tratta di quello tra fratello e sorella, riesce a coinvolgerti in un turbine di emozioni e di sensazioni tanto belle quanto estremamente drammatiche e difficili, che pochi libri riescono a fare.

    Una storia al di fuori di qualsiasi schema. Un racconto che difficilmente troverete altrove non tanto per la tematica che può essere benissimo affrontata da altri scrittori, quanto per lo stile, per l’introspezione psicologica forte e completa contenuta nella storia, per il modo in cui l’autrice decide di narrare di qualcosa che non ha limiti e che parla di un amore incondizionato, puro, assolutamente istintivo e vissuto giorno dopo giorno con il peso della colpa.

    E’ la prima volta che immagino la mia vita senza di lui. Lui e questa casa sono i miei unici punti di riferimento in questa vita così difficile, in questo mondo instabile e spaventoso. Il pensiero che se ne possa andare mi riempie cosi tanto di terrore da togliermi il

    R E S P I R O
    Proibito è una lettura straziante. Spesso mi sono dovuta fermare mentre leggevo, perché mi arrivavano veri e proprio colpi allo stomaco per l’intensità dei pensieri dei protagonisti che si intrecciavano tra loro e per il dolore, una costante dannata e maledetta che ha permeato ogni singola parola, dall’inizio alla fine.
    Ma del resto, come potrebbe essere diversamente?

    Maya e Lochan sono due fratelli, uno di 17 e l’altro di 18 anni che vivono in una famiglia dove il padre è andato via e la madre è un’alcolizzata che pensa solo al suo nuovo fidanzato. I due ragazzi si occupano dalla mattina alla sera di due fratelli più piccoli, di tenera età e di un terzo fratello adolescente, il ribelle di casa e quello certamente più problematico.

    Sono due eroi agli occhi dei più piccoli di casa perché vanno a scuola e al contempo riescono a portare avanti la casa e tutta la famiglia, gestendo, non senza difficoltà le ristrettezze economiche e soprattutto l’animo inquieto e immaturo della madre che gioca a fare ancora la ventenne innamorata.

    Il loro rapporto è simbiotico. Stanno insieme dalla mattina alla sera ed è proprio quando che le difficoltà familiari e soprattutto l’assenza del padre e poi della madre diventa un ostacolo apparentemente insormontabile perché non si tratta solo di mancanza fisica ma soprattutto affettiva e di supporto psicologico, che i due si avvicinano inesorabilmente, tentando di trovare nella vicinanza e nella coalizione delle loro giovani forze, l’energia per andare avanti e soprattutto il coraggio, nonostante la loro giovane età ed inesperienza.

    Devo bloccare questa… questa… questa… pazzia.

    Pagine e pagine sono dedicate al racconto di come affrontano la vita quotidiana, di come si prendono cura dei fratelli, come li crescono, maturando insieme a loro e cercando di ricoprire al meglio sia il ruolo di fratelli maggiori, sia quello di genitori. Il loro sforzo è evidente ma la passione e l’amore che provano per la loro famiglia diventa il punto focale di tutta la narrazione.

    L’autrice racconta in modo delicato ma anche profondamente reale di questi sentimenti che diventano il motivo stesso della loro esistenza e del loro impegno. Maya e Lochan sono due persone speciali. Non si preoccupano per se stesse quanto per i loro fratelli. Combattono e lottano in nome della famiglia, nel vero senso della parola.

    Ho un disperato bisogno di fuggire da me stesso, perché so che quell’assurda sensazione c’è ancora, forse c’è sempre stata, e ora che ne ho preso coscienza ho il terrore che, malgrado le mie resistenze, nulla sarà più come prima.

    Eppure in tutto questo c’è spazio per l’amore vero e sincero che provano l’uno per l’altra. Lochan è un personaggio che ho amato molto. Chiuso, schivo, solitario ma molto bravo a scuola è un bellissimo ragazzo che però non riesce ad instaurare un legame con nessuno a causa della sua timidezza ed introversione. Un blocco psicologico lo tiene distante da tutti, tranne che da Maya, l’unica in grado di farlo sorridere, divertire ma soprattutto distrarre.
    (...)

    CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG L'AMICA DEI LIBRI DI ANTONIETTA MIRRA
    http://amicadeilibri.blogspot.com/2016/12/proibito-di-tabitha-suzuma-recensione.html

    said on 

  • 5

    Un libro che ho letto tutto d'un fiato. Incuriosisce, fa riflettere e coinvolge.
    Non mi ero mai soffermata a pensare ad un amore tra fratello e sorella, perché, come scritto anche nel libro, non ci si ...continue

    Un libro che ho letto tutto d'un fiato. Incuriosisce, fa riflettere e coinvolge.
    Non mi ero mai soffermata a pensare ad un amore tra fratello e sorella, perché, come scritto anche nel libro, non ci si pensa proprio, non rientra nemmeno nelle categorie di amori impossibili.
    Però, l'amore è amore, indipendentemente dal legame che unisce i due amanti.
    Una storia straziante ma bella e il finale fa veramente male.

    said on 

  • 4

    Dolcissimo e straziante

    Devo ancora riprendermi parzialmente da quello stato di... come definirlo? Perplessità, attonimento, sofferenza?
    Vi sono alcuni argomenti che solitamente non vengono mai trattati. Sia perché sono poco ...continue

    Devo ancora riprendermi parzialmente da quello stato di... come definirlo? Perplessità, attonimento, sofferenza?
    Vi sono alcuni argomenti che solitamente non vengono mai trattati. Sia perché sono poco conosciuti, oppure di scarso interesse, ma la maggior parte sono dei temi ritenuti "taboo". Forbidden elimina ogni tipo di barriera parlando in maniera schietta e diretta dell'amore tra fratello e sorella. Non quell'amore fraterno che i due protagonisti, Maya e Lochan, provano nei confronti dei fratellini più piccoli, ma qualcosa di molto più profondo che va oltre la semplice fratellanza. Un amore dolce ma allo stesso tempo lacerante, da nascondere agli occhi di tutti.
    E non solo devono affrontare questi sentimenti che vengono aborriti dalla società, ma al contempo hanno anche il dovere di badare ad una famiglia che sta cadendo a pezzi, con un padre fuggito ormai da tempo, una madre che non vuole arrendersi all'evidenza della vecchiaia e continua a comportarsi come una trentenne dimenticandosi dei figli.
    Un libro intenso che riesce a comunicare in modo ancora più efficace i pensieri dei personaggi attraverso la narrazione in prima persona. Una storia struggente, fatta di amore incrollabile e di odio, di fiducia e di tradimenti. Di dolore, di gioia.
    E' stato il finale a farmi crollare e scoppiare a piangere. Non mi aspettavo nulla del genere, sebbene allo stesso tempo sapessi che un vero e proprio lieto fine non ci sarebbe potuto essere. Per un attimo ho persino temuto che l'opinione che avevo avuto fino a quel momento del libro sarebbe colata a picco, ma fortunatamente l'autrice ha fatto la scelta "giusta", nonostante le lacrime siano sgorgate copiose.

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  • 4

    3 stelle e mezzo, ma resta uno YA molto valido!

    Anni di dubbi e ripensamenti, ma alla fine ce l'ho fatta ad avvicinarmi a questo romanzo chiacchieratissimo, lodato e criticato, amato e odiato dai lettori e che da troppo tempo mi guardava dallo scaf ...continue

    Anni di dubbi e ripensamenti, ma alla fine ce l'ho fatta ad avvicinarmi a questo romanzo chiacchieratissimo, lodato e criticato, amato e odiato dai lettori e che da troppo tempo mi guardava dallo scaffale. Ad essere sincera a lettura terminata e dopo averci dormito sopra, ancora non so se mi è piaciuto oppure no, da una parte sento il bisogno di assegnargli un bel voto perché ho apprezzato tantissime cose e ne serberò un bel ricordo, dall'altra penso di non essere del tutto soddisfatta... che confusione! Una cosa è certa: prima butto fuori tutti questi pensieri prima posso fare un po' di ordine nella mia testa.
    Proibito è senza dubbio una storia che merita una possibilità, anche solo per i numerosi temi che vengono affrontati dall'autrice, al di fuori dell'incesto, che è il più controverso. Lochan e Maya vivono in una famiglia che sta lentamente andando in pezzi, ignorati dalla madre alcolizzata e con tre fratelli piccoli e la casa a cui badare, nonostante la giovane età. Questa volta non posso proprio lamentarmi, in 350 pagine la Suzuma ha saputo dare il giusto peso ad ogni argomento, per quanto spinoso o delicato, un pregio che non posso ignorare. Non c'è niente di superficiale in queste pagine, compresi i personaggi, a cui mi sono subito affezionata. Mi sono trovata meno in sintonia con Maya, nonostante i capitoli sia suddivisi equamente tra il suo punto di vista e quello del fratello, ma Lochan ha qualcosa di speciale, trovo che l'autrice sia riuscita a dar voce alle sue paure in maniera tremendamente reale e dolorosa e loro, come coppia e come fratelli, lasciano un segno.
    Spendo due parole sul tema dell'incesto perché so che molti lettori interessati alla storia provano un po' di timore ad avvicinarsi al romanzo, proprio a causa di questo contenuto ipoteticamente scandaloso, che però secondo me è trattato in maniera abbastanza soft da non traumatizzare nessuno, ecco. Le scene tra Lochan e Maya sono sempre piuttosto delicate, un po' di disagio al pensiero che sono imparentati c'è, ma niente di eccessivo e, anzi, questa storia permette di riflettere davvero molto sull'amore e sui pregiudizi... è davvero così sbagliato volersi bene, anche quando non si fa del male agli altri o a sé stessi?

    Per sopravvivere, il corpo umano ha bisogno di un flusso continuo di cibo, di ossigeno e di amore. Senza di lei, perderei tutti e tre.
    Distanti, inizieremmo lentamente a morire.

    -Lochan-

    Non voglio neanche pensare al nome di questa cosa.
    Mi rifiuto di consentire che etichette affibbiate dal mondo
    esterno rovinino il giorno più bello della mia vita.

    -Maya-

    Il libro mi è piaciuto fin dall'inizio, ho adorato lo stile della Suzuma e anche se la prima parte risulta un po' lenta la storia è riuscita a coinvolgermi molto e l'ho letto tutto d'un fiato soprattutto il finale. Credo di aver divorato le ultime 50 pagine a velocità record, che finisse bene o male non mi importava più, sentivo solo un disperato bisogno di scoprire cosa avrebbe riservato il destino a Lochan e Maya e, come potete immaginare, questa storia non ha molti finali possibili. Mi aspettavo il dramma nell'epilogo, ma non fino a questo punto, però sono rimasta soddisfatta e questo è l'importante.
    A frenarmi dal dare il massimo dei voti sono state però le emozioni che questo romanzo avrebbe potuto regalarmi, e che invece non ho provato. Ho colto il dolore, il senso di colpa e la paura dei personaggi, ci sono state scene in cui ho sperato e altre in cui mi sono sentita triste, ma non sono arrivata a commuovermi, anche se di occasioni ci sarebbero state. Bello sì, toccante anche, ma mi aspettavo di uscirne devastata, in lacrime e con il cuore a pezzi, invece per quanto meritevole e intenso sia, ho sentito la mancanza di quel qualcosa che mi avrebbe permesso di amarlo.
    Sono davvero felicissima di averlo letto, credo sia un romanzo impossibile da consigliare o sconsigliare, va affrontato personalmente per capire se sarà in grado di conquistarvi o se vi lascerà indifferenti. Io non mi sbilancio, mi è piaciuto molto, ma senza spezzarmi il cuore e anche se è un tipo di storia capace di lasciare il segno, adesso che ho metabolizzato il tutto credo che riuscirò a lasciarlo andare senza troppe difficoltà. Speciale e importante, ma non indimenticabile.
    Spero che il mio parere non sembri negativo, perché la lettura è stata davvero interessante, ricca di spunti di riflessione e insegnamenti, ma non è semplice parlarne, e soprattutto è impossibile limitarsi a dire che sia bello o brutto, è una storia dalle mille sfaccettature, moralmente complesso, un romanzo di formazione particolare che merita, anche solo per il coraggio avuto dall'autrice nel trattare temi così spinosi e scomodi, ma che va capito e affrontato con mentalità aperta.

    RECENSIONE COMPLETA SUL MIO BLOG: https://ombre-angeliche.blogspot.ch/2016/06/recensione-proibito-di-tabitha-suzuma.html

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  • 5

    Tu non sei solo mio fratello, sei anche il mio migliore amico

    E se l’amicizia troppo stretta ad un certo punto diventa attrazione e voglia di stare insieme non da fratelli? E’ incesto. Ma è anche una delle molte forme dell'amore.
    Doloroso, difficile, pericoloso ...continue

    E se l’amicizia troppo stretta ad un certo punto diventa attrazione e voglia di stare insieme non da fratelli? E’ incesto. Ma è anche una delle molte forme dell'amore.
    Doloroso, difficile, pericoloso, incompreso, tabù. Ma pur sempre amore.

    E’ la prima volta che immagino la mia vita senza di lui. Lui e questa casa sono i miei due unici punti di riferimento, in questa vita così difficile, in questo mondo instabile e spaventoso. Il pensiero che se ne possa andare mi riempie così tanto di terrore da togliermi il respiro. Mi sento come uno di quei gabbiani coperti di petrolio dopo un incidente in mare, che affoga in un manto nero di paura.

    Incredibile davvero, pensare di innamorarsi del proprio fratello. Come si fa a vivere insieme gli anni dell’infanzia pieni di giochi, dispetti, rivalità, e poi ritrovarsi nello stesso letto come amanti?
    Impensabile! almeno col mio. Ho un vago ricordo di quando s’alzava dal letto al mattino e usciva dalla sua camera con una braga del pigiama su e una giù, scapigliato, mezzo addormentato, sembrava quasi strabico. Brrrr..
    Certo Lochan e Maya hanno una vita familiare disastrata, niente padre, madre alcolizzata e assente, tre fratelli piccoli a cui pensare. Noi avevamo una madre assolutamente astemia ma anche lei piuttosto assente, una classica signora-mille impegni. Però compensavano la sua mancanza una nonna adorabile e un padre presente pure quando non c’era; nel senso che, quando combinavo qualcosa di sbagliato, anche se lui in quel momento era all’altro capo della città vedevo ugualmente i suoi occhi che mi fissavano con espressione schifata, del tipo: ma sarà davvero figlia mia questa qui? Possibile? No! Me l’hanno data sbagliata, domani denuncio l’ospedale!
    E così mi davo un codice di autoregolamentazione e lo rispettavo più che potevo, sennò erano cazzi.

    In questo romanzo la Suzuma porta il lettori con eleganza e dolcezza dentro una storia d’amore bella e terribile, senza mai forzare le situazioni o renderle sgradevoli, nonostante l’argomento assai scabroso.
    E il romanzo è così coinvolgente che mentre leggi non pensi se quello che succede è giusto o sbagliato, se si fa o non si fa, se è morale o immorale. Entri in empatia con i due protagonisti, piangi con loro, ti affezioni, li comprendi.
    E vorresti quasi un finale che non può e non deve esserci.

    ☆☆☆☆☆ silenziose

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  • 5

    mi ha emozionato dalla prima pagina...un libro da leggere con il cuore, senza pregiudizi, aprirsi ad ogni tipo di emozione... bellissimo, letto più volte ed ogni volta ho provato emozioni differenti.. ...continue

    mi ha emozionato dalla prima pagina...un libro da leggere con il cuore, senza pregiudizi, aprirsi ad ogni tipo di emozione... bellissimo, letto più volte ed ogni volta ho provato emozioni differenti... ho gioito e sofferto con i protagonisti.

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  • 2

    http://chanelbooks.blogspot.it/2015/09/proibito-di-tabitha-suzuma.html


    Forse il libro mi ha preso più di quanto pensassi
    http://chanelbooks.blogspot.it/2015/09/proibito-di-tabitha-suzuma.html

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  • 5

    E' finita. Basta, non ho più energie.
    Che questo non fosse un romanzo leggero lo sapevo. Ero ben consapevole di andare incontro ad un buco nero di dolore, eppure non ho esitato. Anche adesso, con le l ...continue

    E' finita. Basta, non ho più energie.
    Che questo non fosse un romanzo leggero lo sapevo. Ero ben consapevole di andare incontro ad un buco nero di dolore, eppure non ho esitato. Anche adesso, con le lacrime agli occhi, non rimpiango nulla.
    Non rimpiango lo sforzo di affrontare il romanzo con una mente aperta ed esserci riuscita nonostante le difficoltà; non rimpiango di essere andata contro la morale, contro le mie stesse convinzioni, ed aver accettato nel cuore prima che nella testa l'amore di Maya e Lochan; non rimpiango la tristezza e la disperazione che l'autrice riesce a trasmettere, non rimpiango i pochi momenti di serenità e non rimpiango il dolore.
    E' strano pensare di poter apprezzare un romanzo così impegnativo e così doloroso senza criticarlo in qualche modo. Di solito gli strascichi emotivi, soprattutto quelli negativi, lasciano un senso di risentimento verso l'autore, come se questo avesse la responsabilità di farti sentire felice e basta. Aspettarsi solo cose belle da una storia è un insulto alla letteratura, è un limite osceno all'espressività di una persona, è un ostacolo all'esplorazione di storie che devono essere raccontate nel bene e nel male.
    E' per questo che Proibito mi è piaciuto così tanto. Non ha limiti, racconta la storia senza censurarsi, senza preoccuparsi di ferire, offendere, sconvolgere. Non si cura di smussare gli spigoli, di abbellire e di modificare per rendere tutto socialmente accettabile. Questo romanzo non nasconde la sua natura e non prega il lettore di sorridere, di accettare, di amare: lo devi prendere così com'è perché è questa la sua essenza.
    Proibito è sicuramente un romanzo difficile e molte persone non vorranno leggerlo. Vuoi per il tema incestuoso, vuoi per il finale drammatico, affrontare un libro che sai con certezza essere controverso diventa quasi impossibile. Probabilmente a causa della sua natura, il tema dell'incesto è quello che frena le persone, eppure è fondamentale perché è l'essenza stessa di questo libro, è la ragione per cui lo si dovrebbe leggere.
    Non abbiate paura, non c'è niente di morboso e di osceno in questo romanzo. L'incesto è qualcosa che assume il suo nome per pura convenzione, ma nella realtà è il risultato di una situazione troppo particolare e complessa per poter essere incastrata in una definizione socialmente comprensibile.
    L'amore che emerge dalle parole e dai pensieri dei personaggi è così assoluto, così forte, così strettamente legato alle circostanze che non può essere imbrigliato e convogliato verso un amore fraterno. Non è sufficiente per Maya e Lochan, non è quello che hanno costruito durante la loro breve vita. E' colpa del dolore, delle difficoltà, della solitudine. E' colpa di un padre che li ha abbandonati, di una madre alcolizzata e mai presente, è il terrore che i servizi sociali li separino, che la loro famiglia venga sbriciolata, è il peso dell'essere padre e madre, prima di essere fratello e sorella, è colpa dell'essere diventati adulti troppo in fretta. Troppe cose gravano su Lochan e Maya ed entrambi trovano conforto nel loro rapporto. Non c'è niente di sporco, niente di innaturale, perché semplicemente Lochan e Maya sono due persone che sono cresciute insieme e che - per caso, o per sfortuna - condividono lo stesso sangue. Non sono fratelli, sono due metà di un intero divisi dalla biologia, dalla natura umana.
    La cosa più toccante di tutto il romanzo non è - come si può pensare - lo struggimento di un amore proibito. E' il dolore che i due personaggi provano sempre, dal momento in cui si svegliano la mattina, a quando vanno a dormire la sera e tutte le ore che stanno nel mezzo. Ogni minuto porta una nuova sofferenza: il pensiero dei fratellini, dei soldi, dei servizi sociali, di una madre degenere e di un amore che sanno essere sbagliato ma che non riescono a cancellare.
    Tra i due personaggi quello che ho amato con tutte le mie viscere è stato Lochan. Non per la sua avvenenza, che c'è, ma per la sua fragilità. Le sue paure, il terrore totalizzante di affrontare le persone, le sue crisi, le sue reazioni così vere, così potenti da risucchiarti completamente nel suo buco nero. Ogni secondo di dolore, ogni pensiero, ogni briciolo di felicità scorrono nelle pagine e nel cuore del lettore fino a che senti le stesse cose che Lochan prova, in una comunione di dolore che mai mi era capitata di provare. Ad un certo punto, durante la lettura, l'incesto in quanto tale diventa talmente irrilevante che ci si dimentica completamente quanto è contro natura o sbagliato, perché ci sono - realisticamente - cose ben più gravi, ben più insormontabili di un sentimento. Per esempio la morte.
    Ed è qui che mi fermo, è qui che non riesco ad andare avanti. Perché per quanto abbia sofferto per l'amore di Lochie e Maya, per quanto le loro paure mi abbiano piegata, niente mi ha potuto preparare al finale. Un livello di incredulità mista a devastazione tale non l'avevo mai provato, per un romanzo.
    Dal punto di vista stilistico è un romanzo maturo, con una proprietà di linguaggio e una varietà di lessico che, in un certo senso, stona con il target d'età. Forse ci vuole una certa maturità per apprezzare l'impatto di certi periodi, forse ci vuole una certa predisposizione mentale perché le parole vengano assorbite dal cervello. Non so, forse è tutto talmente potente - storia e stile - che non c'è modo di esprimere i sentimenti che ti suscita.
    La sublime perfezione delle frasi, il modo in cui l'autrice associa le parole per creare sensazioni e per esprimere i pensieri e i sentimenti dei protagonisti è bellissimo. E' un dolore bellissimo, che ti fa piangere e ti fa provare qualcosa ben al di là del semplice coinvolgimento per la trama. Del resto Tabitha Suzuma è una scrittrice che riversa parti di sé nella storia. Conosce bene gli stati d'animo del suo Lochan, comprende le sue paure, le sue paranoie e la fisicità del suo disagio: niente è fine a se stesso, così come niente è inventato di sana pianta. Nel suo sito, infatti, una pagina è dedicata alla sensibilizzazione di un problema che la interessa in prima persona: la depressione.
    Non me la sento di sbandierare ai quattro venti questo romanzo, non riesco a sradicare le mie impressioni e, in un certo senso, esorcizzarlo. Purtroppo quando sento troppo un romanzo non riesco a parlarne, quindi questo dovrebbe essere un giudizio sufficiente - per chi mi conosce. L'unica cosa che so è che Proibito ha preso un pezzettino del mio cuore e lo ha sbriciolato.

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