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Prometeo incatenato­ - I persiani­ - I sette contro Tebe­ - Le supplici

Testo greco a fronte

Di

Editore: Garzanti Libri

4.3
(149)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 349 | Formato: Altri

Isbn-10: 881136244X | Isbn-13: 9788811362449 | Data di pubblicazione:  | Edizione 12

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Per la recensione completa di immagini e citazioni: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/03/13/eschilo-prometeo-incatenato-i-persiani-sette-contro-tebe-le-supplici/?preview_id=1381 ...continua

    Per la recensione completa di immagini e citazioni: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/03/13/eschilo-prometeo-incatenato-i-persiani-sette-contro-tebe-le-supplici/?preview_id=1381

    Titolo: Prometeo incatenato / Προμηθεύς δεσμώτης

    Voto: 5/5

    La scena si apre su di una rupe al confine tra il cielo e la terra, in una landa desolata. Efesto e Dominio stanno incatenando Prometeo, affinché possa scontare la sua colpa. Oceano, il Coro delle Oceanine e Iò giungono alla rupe perché sono curiosi di scoprire di quale colpa il Titano si sia macchiato. Così, Prometeo ormai soggiogato da spesse catene, narra il perchè Zeus l’abbia ridotto in schiavitù.

    Prometeo ama “i viventi“, come lui chiama gli uomini, e non può vederli soffrire e vivere come bestie, senza lume della ragione e senza nessun tipo di conoscenza. Per questo egli porta tra di loro non solo il fuoco, ma anche il sapere: insegna loro come costruire barche, case, come coltivare la terra per produrre buoni frutti. Quest’ardita mossa non va giù al dio per eccellenza, Zeus, che quindi ne ordina la punizione perpetua.
    Ma Prometeo non cerca di sfuggire alla sua punizione, perché sa di aver infranto una regola a portare la conoscenza ai mortali. Inoltre, non si ribella all’ingiustizia perché Prometeo è un veggente, conosce il futuro e sa che un giorno arriverà un semi-dio a distruggere le sue catene e a donargli nuovamente la libertà.

    Prometeo però conosce il futuro anche della bella Iò e di Zeus stesso, tanto che Iò si fa raccontare da Prometeo quale sarà il suo avvenire, legato a quello del Titano incatenato, poiché sarà proprio un discendente di Iò a liberarlo dalle catene. Zeus viene a sapere che Prometeo ha delle ghiotte informazioni sul suo futuro, anzi, sulla sua rovina e invia Hermes per carprire questi segreti. Prometeo non si vende e non rivela nulla, se non ché un giorno qualcuno che deve ancora nascere soverchierà il signore di tutti gli dèi.

    Prometeo incatenato avrebbe dovuto, secondo le fonti, far parte di una trilogia dedicata a questo Titano, seguita da un possibile Prometeo liberato e Prometeo portatore di fuoco, andate perdute nel corso del tempo. Per cui, benché la tragedia si concluda con la caduta di Prometeo dalla rupe, è possibile che il tragediografo abbia anche scritto della sua liberazione da parte di Ercole, il semi-dio che secondo il mito avrebbe spezzato le catene.

    Se leggiamo Prometeo incatenato con una chiave moderna, lasciando quindi da parte il mito, benché molto interessante, vediamo come Prometeo in realtà possano essere le persone che nel corso della storia hanno tentato di soverchiare le dittature, oppure coloro che hanno cercato di migliorare la vita degli altri, ma che nello stesso tempo abbiano dato fastidio a qualcuno e quindi siano stati puniti, più o meno gravemente.

    Titolo: I persiani / Πέρσαι

    Il mio voto: 5/5

    La tragedia si apre alla corte persiana, dove son tutti in attesa di conoscere le sorti della battaglia di Salamina, combattuta tra persiani e greci. Mentre la corte attende, la regina Atossa, moglie del defunto imperatore Dario e madre di Serse, racconta di un sogno infausto che ha fatto la notte precedente.

    Giunge infine il corriere a riportare alla corte il riassunto della battaglia di Salamina: è una disfatta per i persiani, i greci hanno sbaragliato le loro navi e il numero delle vittime è altissimo. L’imperatore Serse però non è tra le vittime e quando ritorna, racconta la sua versione. La regina evoca il fantasma dell’imperatore Dario, che ammonisce il figlio Serse per la sciocca idea di aver intentato una battaglia navale contro i greci, ed è preoccupato per la sorte del suo immenso impero, messo assieme con fatiche, sangue e sudore.

    La lezione del fantasma dell’imperatore Dario è questa: se gli dèi assegnano ad un popolo le sconfinate pianure dell’Asia, essi non debbono volere le terre che danno sul mare, bisogna accettare questo destino divino, poiché a cercare di travalicare il volere degli dèi si può soltanto andare incontro alla sciagura, come è accaduto ai persiani di Serse.

    * * *

    Titolo: Sette contro Tebe / Ἑπτὰ ἐπὶ Θήβας

    Il mio voto: 5/5

    Eteocle è in fermento: è in atto un attacco da parte dei mercenari di Polinice per la conquista della città Tebe ora posseduta da Eteocle stesso. Giunge un corriere ad informare Eteocle dell’imminente attacco.

    Eteocle e Polinice sono fratelli, nati dall’incesto tra Edipo e Giocasta, ma si odiano ed entrambi vogliono possedere la città di Tebe. A descrivere chi sono i sette militari che si stanno scagliando contro Tebe, è il corriere, colui che aveva messo in guardia Eteocle dell’imminente attacco del fratello.

    Così, il corriere spiega ad Eteocle i sette dietro alle sette porte, ed Eteocle ha un combattente pronto per ognuno di loro. Giunti alla descrizione della settima porta, il corriere rivela che lì dietro ci sarà Polinice ed Eteocle decide di combattere proprio contro di lui. La lotta sarà senza né vincitori né vinti: i due fratelli moriranno, lasciando Tebe allo sbando.

    La tragedia Sette contro Tebe doveva forse essere parte di una trilogia, le precedenti tragedie dovevano essere Laio – padre di Edipo – ed Edipo, nel quale si narrava la genesi dei due fratelli rivali Eteocle e Polinice.

    * * *

    Titolo: Le supplici / Ἱκέτιδες

    Il mio voto: 4/5

    Le cinquanta figlie di Danao – dette Danaidi o le supplici poiché chiedono supplica -, fuggono dalle loro terre per evitare di sposare forzatamente i cinquanta figli del re d’Egitto, fratello di Danao, re libico. Le ragazze approdano in Grecia, ad Argo, e chiedono asilo al re Pelasgo. Inizialmente, il re è scettico, forse per evitare un “incidente diplomatico” non vuole aiutare le supplici – le ragazze che lo supplicano – ma poi cambia idea e fornisce loro aiuto, anche perché le ragazze minacciano di uccidersi tutte. Le supplici parlano tutte assieme in coro, ma usano la prima persona singolare per esprimere i loro pensieri.

    Danao, il padre, dall’alto di una rupe vede avvicinarsi le navi egizie che vogliono riprendersi le supplici fuggiasche, ma Pelasgo corre loro in aiuto e intenta una battaglia navale.

    Forse anche questa tragedia faceva parte di una trilogia e de Le supplici oggi alcuni frammenti sono andati perduti. In ogni caso, il senso che se ne può trarre può anche essere quello della donna – o le donne – viste come oggetto – o oggetti – che non hanno diritti e quindi possono essere possedute dagli uomini quasi come fossero animali. Un tema quanto mai sempre attuale.

    ha scritto il 

  • 3

    Prometeo incatenato: *****
    Questa tragedia mi è piaciuta davvero tanto. Peccato che si senta la mancanza del finale. Interessante leggere di Zeus come di un tiranno e non come del grande onnipotente b ...continua

    Prometeo incatenato: *****
    Questa tragedia mi è piaciuta davvero tanto. Peccato che si senta la mancanza del finale. Interessante leggere di Zeus come di un tiranno e non come del grande onnipotente buon Zeus.
    Le supplici: **
    Se ci fosse stata un'altra preghiera o invocazione l'avrei bruciata. Che noia!
    I sette contro Tebe: ***
    Sciapetta.
    I persiani: ****
    Bella, però dubito altamente che i persiani chiamassero se stessi "barbari". Uno sforzo di immedesimazione Eschilo poteva anche farlo!

    Media: 3.5

    ha scritto il 

  • 5

    Tutto è necessità

    "Tutto è necessità ... e senza dolore non si attraversa lo sconvolgimento".
    "L'arte, la perizia, l'ingegno, non avranno mai la forza della necessità"

    Eschilo, Eschilo, fratello, padre, maestro, che ve ...continua

    "Tutto è necessità ... e senza dolore non si attraversa lo sconvolgimento".
    "L'arte, la perizia, l'ingegno, non avranno mai la forza della necessità"

    Eschilo, Eschilo, fratello, padre, maestro, che verità hai trascritto dalla bocca del re Pelasgo e che sapienza hai ascoltato alla rocca dell'incatenato Prometeo.
    Sapessimo veramente nel cuore sempre le cose che hai detto.

    ha scritto il 

  • 5

    belle anche le tragedie contenute in questo volume: i Persiani, la prima tragedia rappresentata in ordine assoluto ( a noi giunta), dove il dolore dei nemici è trattato con rispetto, i Sette contro Te ...continua

    belle anche le tragedie contenute in questo volume: i Persiani, la prima tragedia rappresentata in ordine assoluto ( a noi giunta), dove il dolore dei nemici è trattato con rispetto, i Sette contro Tebe, con questi eroi monolitici, le Supplici con il dilemma del re se far prevalere la ragion di stato o il superiore senso di umanità, e infine Prometeo, il grande, assurto a simbolo dell'eroe che si ribella al tiranno, che sfida il potere...

    ha scritto il 

  • 0

    Ho letto il Prometeo Incatenato e mi è piaciuto moltissimo. Forse anche perché ho sempre avuto un debole per Prometeo. Amo tutti i tre grandi tragediografi greci, anche se al moralismo un po' fatalist ...continua

    Ho letto il Prometeo Incatenato e mi è piaciuto moltissimo. Forse anche perché ho sempre avuto un debole per Prometeo. Amo tutti i tre grandi tragediografi greci, anche se al moralismo un po' fatalista di Eschilo preferisco "l'umanesimo" di Euripide.

    ha scritto il 

  • 5

    Eschilo ,a mio parere,è IL tragediografo greco per eccellenza..
    Da brividi l'abilità con cui sospinge,inesorabile, i suoi personaggi verso l'infausto destino stabilito per loro..
    Leggendo le sue opere,s ...continua

    Eschilo ,a mio parere,è IL tragediografo greco per eccellenza..
    Da brividi l'abilità con cui sospinge,inesorabile, i suoi personaggi verso l'infausto destino stabilito per loro..
    Leggendo le sue opere,sembra di scorgere cieli grevi di tempesta e sentire cupi rintocchi di morte in sottofondo.

    ha scritto il 

  • 5

    Il più arcaico tra i tragediografi greci compone opere legate alla colpa e alla pena, l'hybris come superamento dei limiti umani imposti dagli dei permane le storie di Eschilo.
    Bellissime opere ma rich ...continua

    Il più arcaico tra i tragediografi greci compone opere legate alla colpa e alla pena, l'hybris come superamento dei limiti umani imposti dagli dei permane le storie di Eschilo.
    Bellissime opere ma richiedono una buona conoscenza della storia e della mitologia greca per una corretta comprensione.

    ha scritto il