Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Prospettiva Nevskij - Il cappotto

Racconti d'autore, 6

Di

Editore: Il Sole 24 Ore (I libri della domenica)

4.0
(214)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 95 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emanuela Guercetti

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Prospettiva Nevskij - Il cappotto?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Nel primo Prospettiva Nevskij il racconto sembra spaccato in due blocchi..
    Nella prima parte troviamo la descrizione dettagliata di questa prospettiva dai personaggi che la popolano e dalle botteghe che la vivono!!!!
    Nella seconda parte troviamo il modo di rapportarsi all'amore da parte dei 2 per ...continua

    Nel primo Prospettiva Nevskij il racconto sembra spaccato in due blocchi.. Nella prima parte troviamo la descrizione dettagliata di questa prospettiva dai personaggi che la popolano e dalle botteghe che la vivono!!!! Nella seconda parte troviamo il modo di rapportarsi all'amore da parte dei 2 personaggi (il sergente e il pittore)...Il pittore conferma l'animo artistico nell'amore trova la follia,il tormento e infine il suicidio...Mentre il tenente è un soggetto molto terreno,attaccato al ruolo come possibilità per ogni suo desiderio e si renderà conto che l'amore non si compra nè tanto meno si ordina. Il cappotto è la storia di quello che viene per antonomasia definito come un "disgraziato" nel senso economico del termine ed anche un'invisibile.Persona dedita al lavoro,sola e senza il piacere di qualche sfizio.Accumula pochi denari per comprarsi un cappotto nuovo,ed una volta riuscitoci,con tanto di sacrifici questo gli viene rubato..Il pover'uomo si rivolse prima alla questura e poi,sotto consiglio dei colleghi di lavoro,al personaggio importante,ma,in entrambi i casi non gli fu dato ascolto..Ricordiamoci che siamo a Pietroburgo,che l'inverno è rigido,mortale e con tale coraggio l'uomo cerca di farsi giustizia da sè ma l'unica cosa che ne ottiene è la morte seppur ingiusta sicuramente liberatoria..Ecco un pò il racconto scade alla fine quando per le ultime 3-4 paginette l'uomo/morto si trasforma in fantasma e ritrova la sua dignità spaventando chi non aveva voluto prestargli aiuto.

    ha scritto il 

  • 3

    I due racconti per lo stile di Gogol' rivelano un'atmosfera leggera, non per le critiche mosse alla società di Pietroburgo perché sono tutto fuorché diletti da nulla, ma forse per lo stile di Gogol' che si rivela simpatico, nel suo modo di avvicinarsi ai personaggi e alla loro realtà. L' ho trov ...continua

    I due racconti per lo stile di Gogol' rivelano un'atmosfera leggera, non per le critiche mosse alla società di Pietroburgo perché sono tutto fuorché diletti da nulla, ma forse per lo stile di Gogol' che si rivela simpatico, nel suo modo di avvicinarsi ai personaggi e alla loro realtà. L' ho trovato ironico e delicato allo stesso tempo: un sorrisetto è sempre stampato nel seguire le sventure di quella che poi è gente che potremmo ritrovare non solo nella famigerata prospettiva Nevskij ma anche nelle viuzze dietro casa nostra, questo "giocare" con i personaggi quasi si fosse su un palcoscenico dove si alternano in una sorta di casa delle bambole ha un suo carisma - ricordo bene come fu usato magistralmente da Faber ne Il petalo cremisi e il bianco - e non ritengo che sia un approcio sbagliato, è una scelta come altre, condivisibile o meno; e l'inserirsi anche di un io narratore che rimane sempre imprecisato, quasi lo stesso autore fosse in mezzo ai suoi personaggi e avesse vissuto nelle loro stesse strade, facendo presente la sua assenza in determinati eventi o meno. Forse è talmente "leggero" il susseguirsi delle vicende nei racconti che alla fine non è riuscito a prendere vigore in me, a incidersi, e semplicemente mi scivola via come una di quelle cose carine che si beccano in giro e poi una volta girata la testa si scordano.

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/06/24/prospettiva-nevskij-gogol/


    “Ma più strani di tutti sono i fatti che accadono sulla prospettiva Nevskij. Oh, non credete a questa prospettiva Nevskij! Io mi imbacucco sempre ben stretto nel mio mantello, quando vi passo, e cerco di non guardare ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/06/24/prospettiva-nevskij-gogol/

    “Ma più strani di tutti sono i fatti che accadono sulla prospettiva Nevskij. Oh, non credete a questa prospettiva Nevskij! Io mi imbacucco sempre ben stretto nel mio mantello, quando vi passo, e cerco di non guardare affatto gli oggetti che incontro. Tutto è inganno, tutto è sogno, tutto è diverso da quel che sembra! Voi pensate che quel signore che passeggia in un soprabito di splendida fattura sia molto ricco? Nemmeno per sogno, il soprabito è tutto quel che ha. Vi immaginate che quei due grassoni che si sono fermati davanti alla chiesa in costruzione ragionino della sua architettura? Niente affatto: dicono com’è strano il modo in cui due cornacchie si sono posate una di fronte all’altra. Pensate che quell’entusiasta che agita le braccia racconti come sua moglie abbia gettato una pallina dalla finestra contro un ufficiale a lui totalmente sconosciuto? Niente affatto, parla di Lafayette. Pensate che quelle signore...ma men che mai credere alle signore...” (Nikolaj V. Gogol’, “Prospettiva Nevskij”)

    La prospettiva, oltre ad avere un suo significato geometrico, è anche, in senso più figurato, una modalità di rappresentazione della realtà, un’ipotesi sul futuro, una previsione dettata da istinto e ragionamento a partire da certe condizioni nelle quali ci troviamo. Spesso la prospettiva si rivela fallace e il punto è che ci accorgiamo solo dopo che quella che credevamo la sola prospettiva possibile era, in realtà, solo una delle tante. Sto divagando, ma il vero oggetto di quest’articolo è un racconto breve di Nikolaj V. Gogol’, intitolato per l’appunto “Prospettiva Nevskij”, riletto ieri come antidoto alla noia del pomeriggio domenicale. La Prospettiva Nevskij di cui ci parla Gogol’ è la via principale di Pietroburgo, ma è evidente che il grande scrittore russo, pur partendo dalla descrizione di personaggi e situazioni locali, sublima il tutto in chiave metaforica e la Nevskij assurge così a metafora della condizione umana. Con la sua caratteristica amara ironia Gogol’ ci porta sulla Prospettiva, accanto al timido e trasognato pittore Piskarëv e al suo amico Pigorov. Il primo, tanto indeciso quanto facile all’infiammazione amorosa, s’infatua di una passante, commettendo l’errore prospettico di associare alla sua bellezza un’innocenza presunta. Oltre alla vicenda principale di Piskarëv, Gogol’ ci descrive un caleidoscopio di passeggiatori, dal perdigiorno nullafacenti all’impiegato nevrotico, passando per la belloccia incipriata o per quello abile nell’emettere anelli di fumo dalla pipa. Un racconto, insomma, divertente ed efficace, sull’eterno dissidio tra sogno e realtà. Impressione personale: il personaggio di Piskarëv, cioè il timido sognatore che s’infatua di una ragazza incontrata per caso, sarà poi sviluppato, sotto altre e più profonde forme, dal giovane Dostoevskij in “Le notti bianche”. Forse inutile aggiungere, in chiusura, che anch’io, nel mio paese, ho la mia personale Prospettiva Nevskij, certo meno frequentata e meno magniloquente di quella narrata da Gogol’, ma non per questo meno pericolosa.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse se l'imbecille che ha scritto la quarta di copertina non avesse svelato i finali di entrambi i racconti, mi sarebbero piaciuti di più. Inoltre: Akakievic che desidera una vita nella buona società? ma quando mai? Ma li ha letti, questi racconti, o è andato a sfogliarsi le ultime pagine giust ...continua

    Forse se l'imbecille che ha scritto la quarta di copertina non avesse svelato i finali di entrambi i racconti, mi sarebbero piaciuti di più. Inoltre: Akakievic che desidera una vita nella buona società? ma quando mai? Ma li ha letti, questi racconti, o è andato a sfogliarsi le ultime pagine giusto con lo scopo di guastarmi la lettura? Detto ciò, è stato il mio primo incontro con Gogol', sicuramente positivo, e quindi da approfondire. "Il cappotto" mi è piaciuto più di "Prospettiva Nevskij", c'è la giusta satira sociale, la caricatura di personaggi emblematici della società russa dell'epoca, c'è sottigliezza nella rappresentazione dei desideri e delle esigenze del protagonista. L'altro racconto è più allucinato e discontinuo, ma non m'è dispiaciuto.

    ha scritto il 

  • 0

    Lettura ferroviaria

    In treno, verso l'Impero austro-ungarico. Fuori scorre l'Italia ancora ghiacciata di neve. Solo a queste condizioni mi sarei decisa ad avvicinarmi a Gogol'.

    ha scritto il 

  • 3

    Il cappotto merita più di Prospettiva Nevskij. Tristissimo affresco della società moderna che si adatta ancora ai giorni nostri. L'indifferenza, avrebbe potuto chiamare questi racconti Gogol'.

    ha scritto il 

  • 0

    Questi brevi racconti Gogoliani sono dipinti ancor prima che scritti.
    Si muovono per immagini per effetti cinematografici.
    Prima ancora del concetto è il dettaglio del quotidiano a fissarsi sulla pagina, e come sempre Gogol tratteggia mirabilmente non solo la società del suo tempo ma anche quei s ...continua

    Questi brevi racconti Gogoliani sono dipinti ancor prima che scritti. Si muovono per immagini per effetti cinematografici. Prima ancora del concetto è il dettaglio del quotidiano a fissarsi sulla pagina, e come sempre Gogol tratteggia mirabilmente non solo la società del suo tempo ma anche quei sentimenti universali che travalicano i secoli e mostrano l’ umana condizione.

    ha scritto il 

  • 0

    Volumone, butteratino, praticuccia, battutine, pezzettini, dispettucci, bassino, cappellino, appartamentini (minuscoli), sbirciatina, tantino, pochino, pochettino, quadratino, toppettina, robaccia, effettacci, bicchierino, zampette, cassettina, altra robaccia...


    E questo entro le prime 15 ...continua

    Volumone, butteratino, praticuccia, battutine, pezzettini, dispettucci, bassino, cappellino, appartamentini (minuscoli), sbirciatina, tantino, pochino, pochettino, quadratino, toppettina, robaccia, effettacci, bicchierino, zampette, cassettina, altra robaccia...

    E questo entro le prime 15 pagine. Gogol' ha avuto il merito di usare un copista come protagonista, undici anni prima di Bartebly, the Scrivener di Melville.

    Ora però torno ad Hemingway.

    ha scritto il 

Ordina per