Proust e il calamaro

Storia e scienza del cervello che legge

Di

Editore: Vita & Pensiero

3.9
(56)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 293 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8834317211 | Isbn-13: 9788834317211 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Galli

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Educazione & Insegnamento , Non-narrativa , Scienza & Natura

Ti piace Proust e il calamaro?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Non siamo nati per leggere, ma siamo dotati di un cervello straordinariamente plastico. Così apprendiamo dalla storia e dalla scienza del cervello che legge, raccontate da Maryanne Wolf in questo saggio, dove si intrecciano riferimenti a discipline diverse quali neuroscienza, linguistica, psicologia, storia e pedagogia. La lettura, mostra la Wolf, non è un'attitudine naturale dell'uomo, ma una sua invenzione, forse la più geniale, che risale a 6000 anni fa in Mesopotamia, con la scrittura cuneiforme dei Sumeri. Ottimo esempio di architettura aperta, per imparare a leggere, il cervello umano ha dovuto, e ancora oggi ogni volta deve daccapo, creare sofisticati collegamenti tra strutture e circuiti neuronali in origine preposti ad altri più basilari processi, come la vista e la lingua parlata. Ma oggi, con l'avvento della cultura digitale e il suo privilegiare l'immagine rispetto alla scrittura, ci troviamo, come 6000 anni fa, nel mezzo di una transizione di portata epocale, un cambiamento di paradigma che sta riorganizzando secondo nuovi parametri il cervello delle nuove generazioni, i nativi digitali. Questo passaggio di civiltà fa sorgere domande inedite: quali perdite e guadagni riserva il domani ai tanti giovani che hanno in larga misura sostituito al libro la cultura di internet? La rapida presentazione di un contenuto informativo digitale può pregiudicare il decantarsi di un sapere più profondo, che necessita di tempi più lunghi?
Ordina per
  • 5

    Non siamo nati per leggere. La lettura è una conquista dell'umanità

    "Non siamo nati per leggere". Questa affermazione è quella che mi ha convinto ad acquistare e leggere Proust e il calamaro, e da questa affermazione comincia una storia affascinante: la storia di come ...continua

    "Non siamo nati per leggere". Questa affermazione è quella che mi ha convinto ad acquistare e leggere Proust e il calamaro, e da questa affermazione comincia una storia affascinante: la storia di come il cervello umani si è plasmato per imparare a leggere.
    Leggere questo libro per me è stato incredibile, perché mi ha dato la vibrante emozione di ripercorrere, in sole 260 pagine circa, 6.000 anni di evoluzione del nostro cervello.
    Scoprire che l'uomo non è nato per leggere, per me è stato un
    piccolo shock all'inizio; eppure è evidente: il cervello dei dislessici, per esempio, è lì a ricordarci che la lettura non è una funzione scritta nel DNA e trasmissibile geneticamente. Al contrario, leggere è una conquista, è il frutto di una fatica immane che ha permesso all'umanità di costruire nuovi mondi e ampliare i suoi orizzonti, e che anno dopo anno è potenzialmente minacciata dalle tecnologie che rischiano di annullare o limitare fortemente la conquista di un'intera umanità.
    Sono arcana, lo so, ma entrare nel dettaglio di tutto ciò di cui Maryanne Wolf parla è impossibile qui. Se vi ho stuzzicato anche solo un po' non gongolate nella curiosità: leggete Proust e il calamaro.

    ha scritto il 

  • 4

    Il cervello che legge

    Il cervello dell'homo sapiens sapiens non è nato per leggere. Piuttosto ha imparato a leggere. Per far questo ha impiegato migliaia di anni. Per compiere la stessa cosa - riproducendo individualmente ...continua

    Il cervello dell'homo sapiens sapiens non è nato per leggere. Piuttosto ha imparato a leggere. Per far questo ha impiegato migliaia di anni. Per compiere la stessa cosa - riproducendo individualmente la conquista della specie - ogni bambino impiega circa duemila giorni. Il che ha implicato ed implica una serie di choc neuronali, capaci di rimodellare la mente specializzando alcune strutture, riadattandone altre a scopi diversi e fondando automatismi di lavoro del tutto nuovi.
    Nel passato Socrate aveva espresso fondati timori sull'utilità della svolta tecnologica allora in corso: si sarebbe perso - ecco il timore – il dialogo interiore che la ricerca intellettuale deve sempre vivificare per evitare schemi e pregiudizi. Che la scrittura - e la tecnica conseguente di decodificazione, cioè la lettura – avrebbe amplificato. A scapito delle verità.
    Secondo l'autrice di Proust e il calamaro, una neuroscienziata cognitivista, il timore di Socrate può dirsi infondato. Per questo, sin dal titolo, scomoda Proust e le sue riflessioni sulla lettura per dimostrare gli effetti, invece, di liberazione che la lettura produce: essa libera la mente dal mondo così come è e la immerge in una pluralità di mondi possibili, tra i quali sperimenta – leggera, veloce e consistente – molteplicità e visibilità di esperienze con il giusto senso dell'esattezza. La scienziata scomoda anche il calamaro la cui struttura neuronale - decisamente più semplice - non si comporterebbe in modo non molto diverso per compensare svantaggi e riadattare funzioni.
    Non tutti, però, sono all'altezza della conquista. Alcuni individui rimangono indietro. I dislessici. Impacciati. Logorati dalla fatica che il leggere implica. Ignari degli automatismi che una memoria di lavoro normale in poco tempo riesce a costruire. Additati per lungo tempo come svogliati da più di un insegnante, i dislessici appaiono dei rami secchi dell'evoluzione, come fossili sopravvissuti di una specie nel frattempo scattata verso nuovi traguardi.
    Secondo Maryanne Wolf si tratterebbe di altro. Di ben altro. Perchè i dislessici sarebbero un'ulteriore prova della plasticità del cervello e della sua capacità di innovazione. L'emisfero destro, quello addetto alla creatività e ad una visione olistica delle cose, nei dislessici fa da camera di compensazione ai deficit dell'emisfero sinistro. Come provano le scansioni cerebrali delle odierne neuroscienze.
    Compito e sfida per l'insegnante è allora trovare un setting d'apprendimento adeguato per questi allievi, che stimoli la diversità, la solleciti - iuxta propria principia – a procedere per nuove vie, più lente ma più efficaci, e a configurare nuove reti di costruzione dell'esperienza della lettura. Pochi diventeranno geni come Leonardo ed Einstein (celebri casi di dislessia creativa), però a tutti sarà evitato il disonore dell'esclusione e dell'isolamento e sarà assicurato – in tempi e modalità diversi – il piacere del leggere senza disconoscere peraltro la fatica che questo atto per loro implica.
    Questa non è solo una convinzione asettica da neuroscienziata. E' anche una considerazione sentimentale e di parte, perchè uno dei figli dell'autrice è dislessico. Ma, come per il bisnonno dislessico ma abile negli affari, anche il bisnipote conoscerà il successo nella scuola e nel lavoro, supportato da un'intelligenza da emisfero destro (e da un ambiente favorevole).
    Infine la scienziata dice la sua sul futuro (e sul presente) della nuova rivoluzione tecnologica in corso, per effetto della quale una wiki esperienza, superficiale, molteplice, evanescente, prende piede tramite l'uso dei nuovi dispositivi di lettura (computer, smartphone, lavagne elettroniche, tablet ecc): anche in questo caso nuovi choc neuronali insorgono per disegnare forse una architettura della mente all'altezza dei compito. Un'architettura – ecco la sorpresa – più da emisfero destro, perché più connessa sulle frequenze dei nuovi linguaggi fondati sulle immagini, in cui il dislessico potrebbe trasformare il ritardo in vantaggio. Per sé e per la specie.

    ha scritto il 

  • 4

    In un'epoca in cui tutti parlano di dislessia e la dislessia viene vista come una grave carenza, l'autrice, una preparata professionista americana, tenendo conto dei nomi delle persone famose (ad esem ...continua

    In un'epoca in cui tutti parlano di dislessia e la dislessia viene vista come una grave carenza, l'autrice, una preparata professionista americana, tenendo conto dei nomi delle persone famose (ad esempio Einstein e Leonardo) che sono passate alla storia come dislessici, propone una lettura diversa di questa sindrome. E se il dislessico avesse maggiormente sviluppata quella parte del cervello non adatta alla scrittura e alla razionalità? Se il displessico fosse un creativo? un inventore?
    Un'ipotesi affascinante, in base alla quale, oltre alle "carenze" si tengono sott'occhio le "risorse" di una persona.

    ha scritto il 

  • 3

    A me è risultato un libro difficile: è divulgativo su cervello e lettura, però alterna capitoli molto interessanti ad altri veramente noiosi (per me), troppo tecnici.
    Chissà forse se fosse 100 pagine ...continua

    A me è risultato un libro difficile: è divulgativo su cervello e lettura, però alterna capitoli molto interessanti ad altri veramente noiosi (per me), troppo tecnici.
    Chissà forse se fosse 100 pagine più corto sarebbe stato tutto più facile. Nel percorso fatto la dislessia viene affrontata più volte.

    ha scritto il 

  • 0

    Grazie a BodoniMT per avermelo prestato :)

    Anche se è un saggio in certi punti davvero molto specialistico, mi è piaciuto molto per la sua particolare struttura.
    Come recita il sottotitolo da un lato viene esposta la storia della scrittura (pr ...continua

    Anche se è un saggio in certi punti davvero molto specialistico, mi è piaciuto molto per la sua particolare struttura.
    Come recita il sottotitolo da un lato viene esposta la storia della scrittura (probabilmente derivata dal calcolo aritmetico!) dall’altro viene esposta la struttura neurologica del cervello che legge.
    Non sapevo che quando le persone che imparano a leggere sviluppano degli speciali circuiti adatti allo scopo.
    Non è un’attività geneticamente programmata, per questo è così faticoso.
    Mi ricordo ancora lo sforzo immane che ho fatto io per scandire il mio primo libretto:la storia di una coccinella di cui ricordo solo la fatica per arrivare in fondo alle sue dieci pagine con una frase a facciata.
    Imparare a leggere è così difficile perché non siamo geneticamente predisposti a farlo.
    La scrittura è un’invenzione molto recente, circa 600 mila anni fa.
    Lo sviluppo di questa scoperta ha reso la vita intellettuale delle diverse culture decisamente più creativa e agile.
    Nelle tradizioni orali il sapere viene soprattutto tramandato, con il diffondersi della scrittura viene anche arricchito anche se - come ricordava spesso la mia prof di latino&greco – la creatività diventa un valore solo in età moderna.
    Tornando al libro, grande spazio è dedicato allo studio della dislessia. Dall’ultima parte del libro si apprende che probabilmente ne ha sofferto molta gente di talento da Leonardo a Gaudì e – aggiungo io – Cristina Yang di Grey’s Anatomy e forse anche Roberto Bolaño.

    ha scritto il 

  • 4

    Very interesting and makes you think

    Check out what I wrote in my blog: http://lunairereadings.blogspot.com/2011/09/proust-and-squid-maryanne-wolf.html

    This is a very interesting book on how the interactions in the brain change with the ...continua

    Check out what I wrote in my blog: http://lunairereadings.blogspot.com/2011/09/proust-and-squid-maryanne-wolf.html

    This is a very interesting book on how the interactions in the brain change with the act of reading and the act of learning how to read. It says that the brain needs to "slow down" a few milliseconds so we,human beings can meditate and "create" the world we live in. Failing in creations of these spaces for reflexion, results in unexpected outcomes and generally chaos in the world, as we are proved once and again. I liked the book and the way it discusses its argument and builds its results with a solid basis on history and biology. I really liked the way this author explains the point that is trying to defend.

    ha scritto il 

  • 4

    Tertulias Pedagógicas

    Interesante libro sobre la historia de la lectura y lo que ésta ha supuesto en cuanto a actividad y transformación cerebral desde una óptica neurocientífica. Desde ese referente histórico, la autora n ...continua

    Interesante libro sobre la historia de la lectura y lo que ésta ha supuesto en cuanto a actividad y transformación cerebral desde una óptica neurocientífica. Desde ese referente histórico, la autora nos aporta una serie de elementos significativos en el aprendizaje de la lectoescritura.
    Es muy interesante la parte que dedica a la dislexia y al futuro de la lectura con las nuevas tecnologías.

    ha scritto il 

  • 4

    Un testo interessante, denso di informazioni, ma dal tono molto divulgativo adatto anche a una mente anti-scientifica come la mia.
    E' stato davvero stimolante addentrarsi nel cervello umano per scopri ...continua

    Un testo interessante, denso di informazioni, ma dal tono molto divulgativo adatto anche a una mente anti-scientifica come la mia.
    E' stato davvero stimolante addentrarsi nel cervello umano per scoprire qualcosa di più sulla mia occupazione preferita!

    ha scritto il 

  • 4

    Aquest llibre parla de la lectura i l'escriptura desde 3 punts de vista:

    1. El seu origen històric.
    2. El seu aprenentatge a nivell individual desdel punt de vista de la neurociència.
    3. La natura de ...continua

    Aquest llibre parla de la lectura i l'escriptura desde 3 punts de vista:

    1. El seu origen històric.
    2. El seu aprenentatge a nivell individual desdel punt de vista de la neurociència.
    3. La natura de la dislexia, sobretot desdel punt de vist de la neurociència.

    És un llibre molt interesant i escrit de forma clara (sense virtuosismes literaris, això si). Tot i que està enfocat al públic general algunes de les seves parts són molt tècniques i crec que poden ser difícils si manca un mínim de formació mèdica, psicològica o biològica. L'autora es llença a especul·lar amb una alegria una mica imprudent però tampoc puc queixar-me perquè, de fet, cada vegada que ho fa avisa de les seves intencions i, què carai, les especul·lacions són molt interesants.

    Tot plegat, és una molt bona lectura per a tots aquells interesats en la neurociència i la seva relació amb el llenguatge.

    ha scritto il 

Ordina per