Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Psiche e techne

L'uomo nell'età della tecnica

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(130)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 818 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807102579 | Isbn-13: 9788807102578 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Home & Gardening , Philosophy

Ti piace Psiche e techne?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Questo libro rappresenta il tentativo di descrivere l'uomo, nei suoi diversiapsetti, in rapporto alla tecnica. Pensiamo, scrive l'autore, che la tecnicasia uno strumento del quale noi deteniamo le chiavi. In realtà la tecnica hasostituito la natura che ci circonda e costituisce oggi l'ambiente nel qualeviviamo. Noi però ci muoviamo nell'ambiente-tecnica con i tratti tipicidell'uomo pre-tecnologico che agiva in vista di scopi, con un bagaglio di ideeproprie e di sentimenti in cui si riconosceva. Ma la tecnica non tende a unoscopo, non svela verità, la tecnica "funziona". Questo libro si propone diridefinire i concetti di individuo, libertà, salvezza, verità, scopo, ma anchequelli di natura, etica, politica, religione, storia.
Ordina per
  • 4

    Da ritornarci volentieri?!

    Chiedersi da quale parte voltare lo sguardo per non ritrovarsi di fronte lo stesso orizzonte di sempre; alla fine del libro ho avuto questa pallida idea e alla fine della giornata posso dire di aver vissuto fuori da quella stessa idea. Non c'è acccadimento infatti che non sia iscritto nella perif ...continua

    Chiedersi da quale parte voltare lo sguardo per non ritrovarsi di fronte lo stesso orizzonte di sempre; alla fine del libro ho avuto questa pallida idea e alla fine della giornata posso dire di aver vissuto fuori da quella stessa idea. Non c'è acccadimento infatti che non sia iscritto nella periferia interna del nostro limite, solo la poesia e le forme artistico-espressive potrebbero reagire al campo visivo dell'occhio col telescopio dell'anima - ma questo non è da tutti ed è evidente, da Platone ad Heidegger, come l'espressione di psiche sia ciò che nel bene e nel male individua la singolarità al di là delle diverse prospettive ( l'ordine cosmologico diametralmente si oppone alle conseguenze dell'ek- ). L'uomo è così una macchina dai perfetti meccanismi biologici minati dalle intemperie della storia dell'anima: qualitativamente uguali e diversi, una volta chiuso il libro la domanda resta inevasa: ha senso ancora parlare di storia quando si procede velocemente da nessuna parte? E se storia non è perchè priva di telos, possiamo porci ancora il dovere del culto dell'anima predicato attraverso secoli di arte, pensiero e letteratura? Se non per il bello e non verso Dio, quali gli itinerari possibili al di fuori di quelli etico-religiosi? Le poche pagine che tentano di rispondere al dilemma (poche in relazione alla parte destruens, intendo) hanno il sapore della popolazione di Tebe ancora sotto il giogo della Fenice, e finora alla finestra si è visto solo uno Zarathustra un po' incompreso. E' vero che ci sono più problemologi che soluzionologi, però questo non significa doversi per forza assuefare alla dissoluzione di ogni altra prospettiva in attesa dell'Edipo liberatore (e nessuno è un santo, si dice...).
    Lo rileggerò, anche a costo di leggere per pagine e pagine sempre la stessa pagina, forse perchè tutto sommato anche la giornata di oggi è stata una pagina come le altre.
    Consigliatissimo!!!!!!

    ha scritto il 

  • 0

    divenire rizomatico e secolo ventunesimo

    Fondamentale questo libro per comprendere al meglio la lezione di Heidegger e di Deleuze...il nocciolo è ancora il problema del soggetto : esiste un soggetto della conoscenza nel paesaggio post-moderno?

    ha scritto il 

  • 4

    Galimberti ha un unico problema: le ventate di creatività nello scorgere nuove prospettive semantiche vengono sistematicamente appesantite dalla coazione a ripetere gli stessi concetti. Pensavo si trattasse di una caratteristica dei soli articoli da settimanale. Il suo editor dovrebbe imporsi di ...continua

    Galimberti ha un unico problema: le ventate di creatività nello scorgere nuove prospettive semantiche vengono sistematicamente appesantite dalla coazione a ripetere gli stessi concetti. Pensavo si trattasse di una caratteristica dei soli articoli da settimanale. Il suo editor dovrebbe imporsi di più per donare unità ed eleganza.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un libro intelligente, ben scritto e ricco di spunti e di motivi di riflessione, ma non sempre è facilmente comprensibile e richiede al lettore uno sforzo in più per essere capito.

    ha scritto il 

  • 4

    Fino a circa alla metà del libro ho pensato che alla fine gli avrei dato tre stellette. Non che il libro sia scritto male, o che le idee esposte non siano interessanti, tutt'altro. Ma la quantità di citazioni e le pagine e pagine in cui queste idee, non solo quelle dell'autore sul mondo in cui vi ...continua

    Fino a circa alla metà del libro ho pensato che alla fine gli avrei dato tre stellette. Non che il libro sia scritto male, o che le idee esposte non siano interessanti, tutt'altro. Ma la quantità di citazioni e le pagine e pagine in cui queste idee, non solo quelle dell'autore sul mondo in cui viviamo, ma anche i suoi rilievi sulla filosofia e sulla concezione del mondo, vengono sepolte da excursus nella storia della filosofia, rendono Psiche e Techne abbastanza impegnativo. Un po' troppo, forse, per chi desidera addentrarsi nell'argomento principale, che sarebbe poi l'analisi filosofica di ciò che lo sviluppo attuale della tecnica comporta. Alla lunga risulta pesante; soprattutto all'inizio, ad uno spunto interessante (la concezione greca di cosmo, ad esempio, il modo in cui la tecnica si sviluppa al giorno d'oggi, la crisi del capitalismo ecc...) seguono capitoli interi di esame e riesame del concetto e dello sviluppo di esso che probabilmente potevano essere condensati, per dare il risalto che la bella analisi di Galimberti meritava e che in questo modo, secondo me, si perde abbastanza. Alla fine però la "nebbia" si dirada e il discorso si concentra sull'argomento centrale del libro. Consigliato solo a chi è disposto ad una lettura impegnativa.

    ha scritto il 

  • 5

    Siamo quì con il piacere di scrivere, condividere, comunicare attraverso la tecnica, in questo caso il computer
    ma possiamo affermare di essere di fronte a un mero mezzo o la tecnica ha cambiato il nostro mondo tanto da non essere più neutra?
    Circondata dalla tecnologia che amo tanto ...continua

    Siamo quì con il piacere di scrivere, condividere, comunicare attraverso la tecnica, in questo caso il computer
    ma possiamo affermare di essere di fronte a un mero mezzo o la tecnica ha cambiato il nostro mondo tanto da non essere più neutra?
    Circondata dalla tecnologia che amo tanto mi sono fatta questa domanda e il libro esplora approfonditamente tutte le tappe fondamentali per comprendere passo dopo passo i mutamenti che abbiamo vissuto e stiamo vivendo a volte in maniera inconsapevole. E' una potente sveglia! Una rifondazione della psicologia verso una psicologia del fare, per comprenderci meglio.

    ha scritto il