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Psicosa? Psicome? Psichi?

Di ,

Editore: Edicomprint

4.5
(2)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 127 | Formato: Altri

Isbn-10: 889030801X | Isbn-13: 9788890308017 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
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  • 5

    Per tutti quelli che hanno un bambino sano e vivace e dicono che ha bisogno di cure...le cure le facciano loro!
    Spesso si perde il senso dell'unicità e gli adulti vogliono appiattirla nei bambini.

    ha scritto il 

  • 0

    Adoro Lupo Alberto.
    Ho sempre letto le sue avventure come l'ironia di chi vede il mondo per quello che è, con tutte le sue finzioni e i suoi inganni, provandone più stupore che rabbia.

    Questo libro invece nasce per difendere i bambini da una delle ultime "mode" di oltreoceano.
    La ...continua

    Adoro Lupo Alberto.
    Ho sempre letto le sue avventure come l'ironia di chi vede il mondo per quello che è, con tutte le sue finzioni e i suoi inganni, provandone più stupore che rabbia.

    Questo libro invece nasce per difendere i bambini da una delle ultime "mode" di oltreoceano.
    La sindrome del bambino iperattivo che in America ha già distrutto molte piccole vite.

    Non è un segreto che io guardi con antipatia le mode che arrivano dagli States, e spesso non mi capacito di come si possano prendere tanto alla leggera gli eccessi del grande sogno americano.
    Alcool, droga e rock and roll.

    Ma arrivare a prendere per oro colato quello che è indubbiamente un modo per dare ad altri la colpa delle nostre incapacità è davvero incredibile.

    Ad ogni modo.
    Questo fumetto smonta, pezzetto per pezzetto, tutte le astruse teorie che si sono inventati per stabilire il come e il perchè un bambino possa considerarsi iperattivo, non solo, ci dimostra, come se ce ne fosse bisogno, che spesso siamo portati ad affidarci a ciarlatani solo perchè si nominano "professori" o "dottori" o quant'altro, senza nulla che ci garantisca della loro affidabilità.
    Ci fa notare che spesso seguiamo le mode del momento, siano esse teorie new age, moda della psicoanalisi o diete californiane, stravolgendo quello che realmente siamo per un ideale illusorio di felicità.

    Perchè alla fine, chi può davvero dire cosa sia giusto o sbagliato per me se non io stessa?
    Chi può davvero alzare il dito ad indicarmi come strana quando la normalità è una catena di falsi preconcetti?

    ha scritto il