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Psychofarmers®

Di ,

Editore: Isbn Edizioni

3.8
(51)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 299 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876380124 | Isbn-13: 9788876380129 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Federica Bocchia

Genere: Health, Mind & Body , Medicine , Non-fiction

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Descrizione del libro
Una storia completa dello psicofarmaco dal suo apparire fino alla recente esplosione. Ogni giorno 4 milioni di italiani consumano "pillole della felicità", l'uso degli psicofarmaci è un fenomeno di massa ancora non adeguatamente descritto. Un racconto per voci che si muove su un doppio piano: da una parte ci sono le teorizzazioni sull'influenza della psicofarmacologia nell'immaginario collettivo, complete di visite negli armadietti del bagno di notabili del novecento (da Frank Zappa a Marilyn Monroe, dalla CIA al presidente Cossiga). Dall'altra una vera guida al (non)utilizzo degli psicofarmaci che contiene una serie di notizie utili e chiare per tutti: meccanismi d'azione, effetti collaterali, pericoli, interazioni tra differenti principi attivi, inquadrati in una riflessione più generale sulla questione psichiatrica e sul suo ruolo nella modernità.
Le illustrazioni del libro sono le incredibili pubblicità che dal 1900 a oggi, a ogni latitudine del pianeta, hanno tentato di comunicare per immagini il disagio psicologico.
Psychofarmers è storia e teoria, ma è anche una guida da consultare all'occorrenza, una vera banca dati di facile accesso per chiunque ne abbia necessità.
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  • 3

    Have you had your pill today?

    Il consumo degli psicofarmaci aumenta di anno in anno, grazie anche all'aiuto dei medici che li prescrivono con eccessiva nonchalance e alla creazione di nuove malattie particolarmente utili a rimpolpare le casse delle aziende farmaceutiche quando il mercato si fa agguerrito. Considerando la faci ...continua

    Il consumo degli psicofarmaci aumenta di anno in anno, grazie anche all'aiuto dei medici che li prescrivono con eccessiva nonchalance e alla creazione di nuove malattie particolarmente utili a rimpolpare le casse delle aziende farmaceutiche quando il mercato si fa agguerrito. Considerando la facilità di trovarsi prima o poi a farne uso è bene informarsi! In questo libro viene raccontata la loro storia, i meccanismi d'azione, gli effetti collaterali e tanti aneddoti su come sono entrati a far parte della nostra cultura grazie a consumatori famosi, film e canzoni. Risente un po' della struttura enciclopedica che fa saltare il lettore da un argomento all'altro, ma contiene informazioni interessanti, spunti di riflessione e per gli amanti della grafica ci sono anche le pubblicità degli psicofarmaci dal 1900 ad oggi.

    ha scritto il 

  • 5

    KNOW YOUR BENZODIAZEPINES

    Lo sapevate che il succo di pompelmo può interferire con il metabolismo di diversi farmaci tra cui alcuni tranquillanti come il Diazepam, meglio noto come Valium, aumentandone temporaneamente la concentrazione ematica?
    E cosa pensereste se vi dicessi che quel mattacchione di Dave Grohl va m ...continua

    Lo sapevate che il succo di pompelmo può interferire con il metabolismo di diversi farmaci tra cui alcuni tranquillanti come il Diazepam, meglio noto come Valium, aumentandone temporaneamente la concentrazione ematica?
    E cosa pensereste se vi dicessi che quel mattacchione di Dave Grohl va matto per il binomio in questione? Alla luce di questa rivelazione potrebbe assumere un nuovo significato anche la misteriosa fissazione del Dr. Gonzo per questo agrume magico…
    E ancora, per rimanere in tema: ci credereste se vi dicessi che alla Roche non si ha fiducia nelle proprietà tranquillanti del farmaco sopracitato “fino a quando la molecola non mostra ciò di cui è capace sulle insopportabili turbe post-menopausali della suocera di uno dei dirigenti”?

    Ma non è tutto. Quella delle sostanze psicotrope è davvero una storia lunga e così quella del loro abuso da parte dell’uomo. Già alla fine dell’ Ottocento si diffonde la fama del Tonico Mariani, distillato a base di cocaina, decorato con la medaglia d’oro niente meno che da Papa Leone XIII per le eccezionali proprietà di tonico energetico utile per contrastare stanchezza mentale e fisica ; qualche tempo dopo sarà il turno delle fenomenali Toothache Drops (Lloyd Manufacturing Co.), un sollievo istantaneo per il vostro mal di denti, con alcuni effetti collaterali: il preparato, anch’esso a base di cocaina, finisce presto dalle gengive allo stomaco sostituendo il dolore con una generosa dose di buon umore.
    Il prodotto sarebbe sicuramente piaciuto al 16° presidente degli Stati Uniti; pare infatti che, per affrontare il tanto temuto dentista, Abraham Lincoln fosse costretto a ricorrere al cloroformio mentre JFK faceva tesoro dei progressi dell’industria farmaceutica preferendo barbiturici, fenobarbital e Tuinal come mezzo per contrastare l’insonnia e anfetamine per scopi non meglio precisati.
    E che dire del Re? Beh, lui riteneva che gli antidolorifici fossero decisamente il Top per cui costringeva il proprio medico di fiducia (per gli amici, Dr. Nick) a somministrargli, fra le tante cose, periodiche iniezioni di Dilaudid, un derivato morfinico dagli effetti certo non sottovalutabili…
    Comunque la lista di nomi celebri continua: si va dai casi di consumo/abuso più famosi quali Andy Warhol, Lou Reed, Kurt Cobain, uno dei tanti Ritalin-Child, Courtney Love, Janis Joplin, W. Burroughs, Syd Barrett, Marilyn Monroe, e chi più ne ha, più ne metta, a quelli meno noti o mai del tutto chiariti come Philip K. Dick, fedele ad anfetamine e stimolanti, Francesco Cossiga, dedito, pare, ad antidepressivi, Johnny Cash, arrestato nel 1965 al confine messicano per contrabbando di Dexedrina, e ancora: Terry Southern, Keith Moon, Jean Paul Sartre, Allen Ginsberg, Ayn Rand, Woody Allen, e poi e poi.

    Insomma, la pillola sembra riscuotere proprio un sacco di successo ma quello che colpisce, in questo interessantissimo libro, non sono certo i pettegolezzi relativi a personaggi storici o a singoli membri dello stardom system quanto piuttosto i dati allarmanti relativi alla diffusione e al consumo di psicofarmaci e affini nella popolazione mondiale.
    Basti pensare alle benzodiazepine (alzi la mano chi non ne ha mai fatto uso, nemmeno una volta) che, grazie ad un ridotto insieme di effetti collaterali, e, conseguentemente, alla disinvoltura di medici, specialisti e non, nel prescriverle come panacea per quel vasto sottobosco di ansie e nevrosi quotidiane comuni a moltissimi individui, hanno ottenuto diffusione planetaria diventando una delle classi farmacologiche più vendute in assoluto: “In base alle statistiche dell’ INCB, nel solo Regno Unito, si calcola siano oltre 100.000 le persone che ricorrono alle benzodiazepine per vie illecite (senza prescrizione oppure senza veri disturbi) e l’alcol è la sostanza più frequentemente associata alla loro assunzione”; inoltre “Il 90% dei tossicofili dediti all’uso di cocaina, oppioidi, anfetamine e alcol sostengono che le benzodiazepine aumentino gli effetti euforizzanti e stimolanti di queste sostanze e contemporaneamente possano alleviarne la sindrome di astinenza quando scarseggiano”. Per farsi un’idea del fenomeno è sufficiente una visitina al sito Sixthseal.com (nominato nel libro sotto la voce “Alprazolam is sexy…”) dove, in assoluta tranquillità, utenti e bloggers, condividono i cosiddetti trip report, simpatici resoconti dettagliati delle proprie esperienze relative a mixing di alcolici e benzodiazepine acquistate direttamente dal farmacista se non, addirittura, su un ottimo sito di compra-vendita di farmaci online…
    Non si può negare che tutto ciò porti a porsi qualche domanda. È indubbio che gli psicofarmaci siano un preziosissimo strumento terapeutico ma per quale motivo negli ultimi decenni la domanda di questi prodotti è in costante aumento in tutto il mondo industrializzato? Forse c’è qualcosa di sbagliato nello stile di vita dell’uomo occidentale, nel qual caso, forse, sarebbe opportuno chiedersi quale sia l’ingranaggio difettoso dell' intera macchina prima di buttarsi ad occhi chiusi sulla pillola del sorriso con conseguenze spesso inaspettate… o sbaglio?
    A voi la parola.

    ha scritto il 

  • 4

    Mai senza

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    Non si deve mai dimenticare il blister delle pillole quando si è in cura con gli psicofarmaci: gli effetti collaterali potrebbero essere imprevedibili. Non è opportuno, analogamente, sgarrare sugli orari di assunzione, perché si alterano gli equilibri chimici di una corretta somministra ...continua

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    Non si deve mai dimenticare il blister delle pillole quando si è in cura con gli psicofarmaci: gli effetti collaterali potrebbero essere imprevedibili. Non è opportuno, analogamente, sgarrare sugli orari di assunzione, perché si alterano gli equilibri chimici di una corretta somministrazione.

    Questo agile prontuario è come il blisterino argentato che riponiamo con cura nella pochette o nella borsa da toilette: è buona norma averlo sempre con sè per non non trovarsi impreparati. Il volumetto è davvero stupefacente, un supporto completo e ben strutturato che fornisce una serie di utili chiavi di lettura per conoscere la complessa fenomenologia degli psicofarmaci. Dai principi attivi alle dinamiche commerciali, dall'impatto sul mondo della cultura alle icone che hanno esaltato o denigrato questo sintetico prodigio del genio umano.

    Gli psicofarmaci sono uno specchio dell'uomo contemporaneo. Orfano di certezze ed incapace di farsene una ragione, trova nella mistica della sinapsi il tempio di un nuovo culto laico. Consumatore patologico, si affida al marketing della felicità in compressa per compensare il deficit interiore che lo stile di vita post-industriale ha saputo imporre come normalità. Come molte delle straordinarie scoperte dell'ultimo paio di secoli, gli psicofarmaci non sono, a mio avviso, buoni o cattivi.
    Rappresentano l'ennesimo ambito in cui il genere umano ha saputo rendere il peggio di sè nell'utilizzo delle risorse che aveva a disposizione.

    Di grande interesse nell'economia del volume, e tema che merita di ulteriore approfondimento, è lo sguardo che viene rivolto al consumo nel mondo non occidentale. Sorprende infatti scoprire come il consumo massiccio di psicofarmaci interessi ormai anche i paesi alla periferia dell'impero farmaceutico, sebbene con caratteristiche e numeri molto diversificati quanto a tipologia dei prodotti assunti. Numerose inoltre le curiosità come, ad esempio, il relativo ritardo con cui gli antidepressivi sono entrati in un mercato per altre merceologie maturo come quello giapponese.

    Cliente assiduo della ottimamente fornita biblioteca di Rovereto, acquisto ormai di rado i libri che leggo. Tuttavia, questa preziosa raccolta di dati, informazioni, affreschi di un mondo psichedelico del quale anch'io ho fatto parte entrerà senza dubbio fra le presenze irrinunciabili della mia oggi ridottissima dotazione libraria stanziale.

    Decisamente consigliato, soprattutto per chi conosce gli effetti delle graziose pilloline che hanno soprattutto gonfiato i portafogli delle case farmaceutiche.

    ha scritto il 

  • 3

    Secondo me, agli/alle scrittori/scrittrici dei bugiardini dovrebbe essere riservato una premio ad hoc...L'Oscaricil Salicidico...il Campiello Cloridato, lo Strega Comanda principio attivo...

    Per la categoria Comics: the winner is...Elontril! (esilarante!)

    ha scritto il 

  • 4

    In questo volume, si fanno l'elenco e le spiegazioni di tutti i principali psicofarmaci in commercio partendo sia dai loro nomi commerciali sia dal nome del principio attivo; non è una spiegazione da bugiardino, quanto piuttosto tutta una serie di informazioni sul come si è arrivati a spacciare p ...continua

    In questo volume, si fanno l'elenco e le spiegazioni di tutti i principali psicofarmaci in commercio partendo sia dai loro nomi commerciali sia dal nome del principio attivo; non è una spiegazione da bugiardino, quanto piuttosto tutta una serie di informazioni sul come si è arrivati a spacciare per farmaci una serie di molecole per le quali si sono trovate adeguate malattie, come dire prima hanno trovato la soluzione, poi hanno creato il problema.
    Indubbiamente questo è il punto di vista degli autori e può essere più o meno condivisibile, attualmente io ne condivido solo una parte, ma sapere quante e quali case farmaceutiche hanno peso sugli attuali equilibri del mondo è comunque un'informazione sulla quale c'è poco da essere d'accordo. Divertenti anche le pubblicità degli psicofarmaci, le cui locandine sono riportate a bordo pagina, e le informazioni sulla presenza degli stessi in film, telefilm e libri, tra cui quello recensito dall'altra gonza "Gli Scwartz", senza dimenticare il paragrafetto sulla Juventus F.C.
    Sia che questo argomenti vi tocchi o meno, resta un libro interessante, mi sento di consigliarvelo, sicuramente più del vendutissimo "Prozac nation", comunque la questione è moooooltoooo aperta e l'informazione è d'obbligo.

    ha scritto il 

  • 4

    Piu' che un libro sugli psicofarmaci. Strutturato come piccola enciclopedia, descrive in ordine alfabetico i farmaci e racconta le storie e gli aneddoti tratti dalla cultura della pillola. A tratti, a pennellate, apparentemente senza un ordine, ricompone un quadro credibile del rapporto tra uomo ...continua

    Piu' che un libro sugli psicofarmaci. Strutturato come piccola enciclopedia, descrive in ordine alfabetico i farmaci e racconta le storie e gli aneddoti tratti dalla cultura della pillola. A tratti, a pennellate, apparentemente senza un ordine, ricompone un quadro credibile del rapporto tra uomo e farmaco nella nostra cultura. Non manca di poesia, poiche' le storie degli uomini e delle donne tratti dalle cronache degli ultimi cento anni lo allontanano da una visione sociologica e asettica del tema trattato. Peccato serva una ricetta.

    ha scritto il 

  • 4

    Più storia, costume e gossip che "manuale d'uso chimico/scientifico"; proprio questo ne rende la lettura gradevole non solo ai "fanatici del genere".
    L'ho riletto, seppure non interamente, (l'impostazione a capitoli alfabetici agevola, infatti, la rilettura in modalità "consultazione mirata ...continua

    Più storia, costume e gossip che "manuale d'uso chimico/scientifico"; proprio questo ne rende la lettura gradevole non solo ai "fanatici del genere".
    L'ho riletto, seppure non interamente, (l'impostazione a capitoli alfabetici agevola, infatti, la rilettura in modalità "consultazione mirata") dopo 5 anni dalla prima lettura e sebbene, appunto, il bello del libro vada al di la dell'approccio da "manuale di istruzioni" quando "si entra nel merito" risente molto del tempo passato..più o meno invano?? Se il libro stesso risposte non ne da non ne darò certo io..

    ha scritto il 

  • 3

    Un modo diverso per parlare delle droghe d'abuso e non solo. Mi sono piaciute molto le immagini, in particolare le pubblicità degli anni cinquanta e sessanta per casalinghe più o meno disperate. E'redatto in forma di dizionario e si possono distinguere diversi piani: ad esempio le storie di perso ...continua

    Un modo diverso per parlare delle droghe d'abuso e non solo. Mi sono piaciute molto le immagini, in particolare le pubblicità degli anni cinquanta e sessanta per casalinghe più o meno disperate. E'redatto in forma di dizionario e si possono distinguere diversi piani: ad esempio le storie di personaggi famosi e le loro esperienze con queste magiche sostanze ed anche una parte più "scientifica" in cui si cerca di spiegare i meccanismi d'azione di questi farmaci. Ecco quest'ultima parte non mi è piaciuta, l'ho trovata per molti aspetti approssimativa e con alcuni errori, forse per troppa voglia di semplificare. Per un neofita può andre bene, l'importante è non credere a tutto!

    ha scritto il