Pulp

Una storia del XX secolo

Di

Editore: Feltrinelli (I canguri)

3.8
(4540)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 182 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Francese , Tedesco , Basco

Isbn-10: 8807700603 | Isbn-13: 9788807700606 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luigi Schenoni

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Nick Belane è un detective con tre matrimoni alle spalle, il conto in rosso, i creditori sempre alle porte. Belane riceve telefonate e visite di nuovi clienti. L'affascinante signora Morte vuole che verifichi se un Céline che gira per Los Angeles alla ricerca di prime edizioni di Faulkner sia Céline lo scrittore. Mr. Barton gli affida l'incarico di localizzare un non meglio identificato Passero Rosso. Jack Bass vuole scoprire se la giovane moglie lo tradisce e con chi. Mr. Grover, un impresario di pompe funebri, desidera sbarazzarsi di Jeanni Nitro, un'aliena che gli sta alle costole, non si sa con quali intenzioni. Quattro casi che via via si aggrovigliano l'uno dentro l'altro e mettono a dura prova le qualità del buon Belane.
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  • 3

    Bukowski ha fatto parte delle mie letture adolescenziali. Periodo di letture trasgressive nelle quali gli argomenti estremi e le parole scurrili colmavano le imberbi frenesie di piccolo uomo in cresci ...continua

    Bukowski ha fatto parte delle mie letture adolescenziali. Periodo di letture trasgressive nelle quali gli argomenti estremi e le parole scurrili colmavano le imberbi frenesie di piccolo uomo in crescita. Provavo piacere a leggere storie con parole che non avevano mediazioni linguistiche piccolo-borghesi e, in quanto oscene, significavano pure la linea di cesura fra due mondi, quello infantile e quello degli adulti. Abbandonate da tempo le favole, venivo attratto da racconti di dissolutezze e sesso. Erano argomenti di moda negli anni post ’68 e pre ’77, periodo che andava da Porci con le ali a De Sade, da Carmelo Bene a Foucault, a Reich, a Andrea Pazienza, a radio Alice a …. vabbè. Erano altri tempi e c’erano altre esigenze. Ma a rileggerle ora, queste storie risultano purtroppo datate e forse anche poco interessanti per i ragazzi di oggi. Sarà questo dovuto pure alla mia attuale età, assestatasi con pensieri più pacati e possibilmente più profondi e di certo con meno ambizioni sessuali. Sta di fatto che oggi questo libro l’ho trovato ripetitivo. Se si vuole è un libro da leggere con spirito, e con “spiriti”, di quel periodo. Un autore cult e un libro cult, datati. Perché oggi i racconti di dissolutezze, di sbronze e pupe, di conflitti interni e sociali assieme, con un occhio al Marlow di Chandler e uno al vaffanculo ritmato un rigo sì e l’altro pure non mi rappresentano più. E poi insomma questo non è nemmeno il buon Bukoswski del Post Office, che almeno uno straccio di articolazione narrativa almeno ce l’ha ed è capace anche di attraversare gli anni.

    ha scritto il 

  • 4

    Il vecchio Buk è ormai agli sgoccioli e con il suo ultimo libro testamento intende farci conoscere quale sia il suo concetto di vita e di morte e di come sia, a suo parere, inutile affannarsi in ricer ...continua

    Il vecchio Buk è ormai agli sgoccioli e con il suo ultimo libro testamento intende farci conoscere quale sia il suo concetto di vita e di morte e di come sia, a suo parere, inutile affannarsi in ricerche e realizzazioni personali e vivere l'esistenza giorno per giorno. Poiché tutto si compirà alla fine, al momento della dipartita.

    ha scritto il 

  • 5

    Senza senso!

    In questo libro c'è tutto: tutte le ansie dell'uomo del '900, la morte, il sesso, gli alieni... in questo è veramente un storia del XX secolo. Meno di duecento pagine da leggersi tutte d'un fiato, cap ...continua

    In questo libro c'è tutto: tutte le ansie dell'uomo del '900, la morte, il sesso, gli alieni... in questo è veramente un storia del XX secolo. Meno di duecento pagine da leggersi tutte d'un fiato, capitoli corti, linguaggio diretto, dialoghi brillanti e descrizioni azzeccate asciugano lo scritto.
    Tema d'unione è la vicenda e le riflessioni di Nick Belane, "l'investigatore privato più dritto di L.A.", alter ego dello stesso autore, depresso, violento, ma malinconico e - quasi - poetico. Pensieri sulla vita e sulla morte, eventi assurdi, mosche schiacciate senza pietà, accompagnano la sua avventura in mezzo ai casi più strani e apparentemente senza uscita. Forse lui riuscirà a venirne comunque a capo, quando tutto sembra andare male. O forse, l'uomo rivelerà la sua fragilità, perdendosi per delle bazzecole.

    Consigliato a tutti quelli che si sentono un po' tristi. Che questa lettura arrabbiata li faccia sentire meno soli.

    ha scritto il 

  • 3

    Depressivo ma ironico

    Un bel romanzo tra il thriller e il fantasy, capace di mettere a nudo la società odierna, ormai sempre più decadente e depressa, ma con l'ironia di Bukowsky, non uno dei miei autori preferiti, ma ques ...continua

    Un bel romanzo tra il thriller e il fantasy, capace di mettere a nudo la società odierna, ormai sempre più decadente e depressa, ma con l'ironia di Bukowsky, non uno dei miei autori preferiti, ma questo libro è stato piacevole. Letto in soli due giorni. Consigliato solo a chi piace il genere pulp :)

    ha scritto il 

  • 3

    ultimo libro, così così ma funziona

    Storia di un investigatore privato, molto surreale a tratti. All'inizio non mi piaceva granchè, ma andando avanti migliora e ho dovuto leggerlo per forza tutto per sapere come finiva. E' l'ultimo libr ...continua

    Storia di un investigatore privato, molto surreale a tratti. All'inizio non mi piaceva granchè, ma andando avanti migliora e ho dovuto leggerlo per forza tutto per sapere come finiva. E' l'ultimo libro scritto da Bukowski, e si sente. E' come se tutto fosse un po' troppo forzato, una parodia del genere che lo ha reso famoso, come se avesse dovuto scrivere questo libro, forse per soldi. O forse lo ha fatto così per divertimento?
    Comunque ti tiene inchiodato e per questo gli do 3 stelle.

    ha scritto il 

  • 3

    tre e mezzo

    romanzo più maturo e malinconico, a tratti (troppo) surreale, non a caso è l'ultimo scritto da Bukowski prima di morire.
    non male, ma continuo a preferire i suoi lavori più acerbi, uno per tutti Post ...continua

    romanzo più maturo e malinconico, a tratti (troppo) surreale, non a caso è l'ultimo scritto da Bukowski prima di morire.
    non male, ma continuo a preferire i suoi lavori più acerbi, uno per tutti Post Office

    ha scritto il 

  • 2

    Non so cosa mi aspettassi da Bukowski, come prima lettura, ma non questo. Credo mi aspettassi qualcosa di più.
    I tratti surreali non mi entusiasmano, le parti dialogate invece sono forti, quasi realis ...continua

    Non so cosa mi aspettassi da Bukowski, come prima lettura, ma non questo. Credo mi aspettassi qualcosa di più.
    I tratti surreali non mi entusiasmano, le parti dialogate invece sono forti, quasi realistiche, quasi divertenti.
    Quasi, però.

    ha scritto il 

  • 2

    Pulp, molto pulp, pure troppo...

    Di tante cose si sente dire: o si odia o si ama.
    Solo che nel caso di Bukowski è vero.
    Qui la recensione completa di "Pulp": http://bit.ly/1OFQ3nA

    ha scritto il 

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