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Puls

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Verleger: Heyne

3.4
(3106)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 560 | Format: Mass Market Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Chi simplified , Spanish , Chi traditional , Italian , Russian , Catalan , French , Dutch , Greek , Portuguese , Polish , Czech

Isbn-10: 3453565096 | Isbn-13: 9783453565098 | Publish date: 

Translator: Wulf Bergner

Auch verfügbar als: Hardcover , Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
Stephen King besitzt kein Handy. Denn Stephen King mag keine Handys. Das wird einem beim Lesen ziemlich schnell klar. In Puls, dem wieder einmal extrem spannenden Horror-Thriller des amerikanischen Großmeisters, entpuppen sich die kleinen, praktischen Lieblingsspielzeuge des modernen Menschen als teuflische Werkzeuge der Apokalypse. Gut und Böse, Gesundheit und Wahnsinn, sind dabei klar zugeordnet -- das Benutzen eines Handys stürzt jeden einzelnen ins Verderben.

Dabei sah es für Clayton Riddell, den sympathischen Helden dieses Romans, zunächst so aus, als sollte sich nach einigen schweren Jahren endlich das Blatt wenden. Gerade hat der bisher erfolglose (und daher handylose) Comiczeichner bei einem Geschäftstermin in Boston seine ersten Geschichten verkauft und brennt darauf, seiner Familie davon zu berichten. Da bricht um ihn herum der Wahnsinn los. Ein Teenager beißt der Frau neben sich in die Gurgel, ein wirr dreinblickender Mann rennt mit einem Fleischermesser auf Clay zu, Autos kollidieren, Menschen springen aus Hochhäusern, ein Inferno unerklärlicher Gewalt wälzt sich über die Stadt.

Doch Clay und seine Gefährten, der feinsinnige Tom und die junge, hübsche Alice, kommen dem Rätsel schnell auf die Spur. Über die Handys scheint eine Art "Puls" gesendet worden zu sein. Jeder, der ein Handy ans Ohr nimmt, wird auf der Stelle seiner Menschlichkeit beraubt. Und nun herrscht Krieg zwischen "Normalos" und "Handy-Verrückten". Clay indessen wird nur noch von der Sorge um seine Frau und seinen Sohn Johnny beherrscht. Gemeinsam mit Tom und Alice macht er sich auf den Suche ...

Stephen King schafft es auch diesmal, den Leser mit seiner ganz speziellen Mischung aus Splatter, Spannung und Humor so in den Bann seiner Geschichte zu ziehen, dass man das Buch einfach nicht mehr aus der Hand legen mag. Eine Quelle der Ablenkung dürfte ohnehin ausfallen: Spätestens nach 20 Seiten dürfte jeder Leser sein Handy ausgeschaltet haben. --Ulrike Künnecke, Literaturtest

Sorting by
  • 3

    L'inizio di questo romanzo mi aveva fatto ben sperare... poi... beh... poi troppo poco. Speranza, in parte, vana. Non da buttare, ma si sarebbe potuto fare di meglio.

    gesagt am 

  • 2

    Non uno dei migliori di King. Stessa trama apocalittica riscontrata in tanti suoi libri con tante pagine di descrizioni a volte superflue (ma lo zio Steve non riesce proprio a farne a meno). Appassion ...weiter

    Non uno dei migliori di King. Stessa trama apocalittica riscontrata in tanti suoi libri con tante pagine di descrizioni a volte superflue (ma lo zio Steve non riesce proprio a farne a meno). Appassionante la prima parte del romanzo, un po' confusionaria la parte centrale mentre il finale scivola via lento verso una conclusione che lascia l'amaro in bocca.

    gesagt am 

  • 3

    Telerottura

    Tutto sembrava andare bene fino alle prime cento pagine.
    In linea generale King sembra fissato sullo schema del "survival horror".
    Il classico espediente fine a se stesso: il cell, che cellulizza i ce ...weiter

    Tutto sembrava andare bene fino alle prime cento pagine.
    In linea generale King sembra fissato sullo schema del "survival horror".
    Il classico espediente fine a se stesso: il cell, che cellulizza i cellulati.
    Il classico "party" misto di eroi casuali, con i loro problemi e le loro isterie.
    L'orrore orribile e orripilante misto zombie e quant'altro, fino all'assembramento in una unica mente ultratelepatica (ormai sono più di dieci i romanzi in cui c'è la telepatia, basta?).
    Da pagina 100 in poi il solito "party" di eroi che va a sfasciare la festa al nuovo ordine che si sta imponendo - come in L'ombra dello scorpione.
    L'espediente riportato in forma pseudoscientifica è di una brutalità unica: il cellulare invia un tono particolare che cancella parte del cervello, ma solo il 2%, il resto si resetta. Un bug in tutto il procedimento è il deus ex machina.
    Ovviamente rimane una storia inconcludente, come tutte del resto: chi ha inviato questo tono via cellulare? Mah!

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    3

    Un impulso annienta la civiltà

    Ho affrontato questo romanzo di King senza grosse aspettative e,
    in effetti, non è certo da annoverare tra le perle del Re,
    ma come sempre si rimane incollati alle sue pagine e la lettura
    scorre piace ...weiter

    Ho affrontato questo romanzo di King senza grosse aspettative e,
    in effetti, non è certo da annoverare tra le perle del Re,
    ma come sempre si rimane incollati alle sue pagine e la lettura
    scorre piacevolmente, seppure senza particolari colpi di scena.
    Ennesimo romanzo apocalittico, nel quale si narrano le gesta di uno sparuto gruppo di superstiti alle prese con una nuova forma di vita generata dagli esseri umani il cui cervello viene "azzerato" da un segnale (l'impulso) irradiato attraverso la rete cellulare.
    Da quel momento si dipana la storia fino ad un finale un po' troppo sospeso per i miei gusti.
    Tra tre e quattro stelle.

    gesagt am 

  • 2

    Da uno spunto geniale, una delusione

    Una limpida giornata di ottobre a Boston. In un istante, chi sta parlando al cellulare impazzisce e si trasforma in un primitivo sanguinario. Un misterioso impulso ha cancellato secoli di civiltà e l’ ...weiter

    Una limpida giornata di ottobre a Boston. In un istante, chi sta parlando al cellulare impazzisce e si trasforma in un primitivo sanguinario. Un misterioso impulso ha cancellato secoli di civiltà e l’umanità regredisce ai tempi delle caverne. Clay con un piccolo gruppo di scampati inizia una lunga marcia x allontanarsi dalla città devastata e raggiungere nel Maine la moglie e il figlio di cui ignora la sorte. Gli zombie tecnologici cominciano ad organizzarsi in stormi, a pensare come un’unica mente collettiva e il gruppo degli umani deve decidere come affrontarli. Grandiosa l’idea iniziale, la descrizione della città gettata nel caos, l’ironia pungente sulla dipendenza tecnologica, ma dopo pochi capitoli il romanzo diventa un remake de “L’ombra dello scorpione”, si trascina sempre più faticosamente verso il confuso finale naufragando nella noia. Torna la solita lotta del Bene contro il Male, il gruppo di eroici buoni uniti x la salvezza dell’umanità (con qualche perdita, si capisce). Il racconto lascia molte domande in sospeso, come se anche King se ne fosse stancato, con l’ultima conclusione lasciata al lettore x creare un briciolo di suspense. C’è un’allegoria sulla storia americana e sulla paranoia successiva all’11 settembre, sullo sterminio di intere popolazioni inermi in nome di una civiltà ritenuta superiore, su una vendetta feroce ma giustificata, ma è solo una scintilla: i Buoni si rispondono di avere fatto la scelta giusta. Non a caso King dedica questo romanzo a Matheson: il tema è lo stesso di “Io sono leggenda”, la lotta di un sopravvissuto in un mondo devastato, ma Clay è un predestinato certo di perseguire la giustizia, Robert Neville è un personaggio introspettivo tormentato da dubbi, e non posso che provare empatia x lui. King è un accumulatore compulsivo di idee, si dispiace di rinunciare anche ad una soltanto, ma non basta il brillante spunto iniziale a sostenere questo romanzo che rimane a mio avviso una delle sue peggiori opere a tesi.

    gesagt am 

  • 3

    "Cell" è un romanzo che parte da un'idea fantastica, attualissima e negli anni in cui è uscito il romanzo davvero molto in auge: King vi si tuffò subito, e col suo tocco da consumato ed efficacissimo ...weiter

    "Cell" è un romanzo che parte da un'idea fantastica, attualissima e negli anni in cui è uscito il romanzo davvero molto in auge: King vi si tuffò subito, e col suo tocco da consumato ed efficacissimo scrittore affrontò il tema con grande efficacia. Il libro infatti parte benissimo, con scene dal forte impatto e dalla grande efficacia drammatica, che la scrittura molto visiva e cinematografica di King esalta in maniera tutta particolare.
    La vicenda poi si concentra intorno a un gruppo molto ristretto di personaggi, e ciò favorisce compattezza e profondità introspettiva dei personaggi. Ognuno di questi è mosso, grande intuizione dell'autore, da un fine ben preciso, che costituisce il motore della vicenda, la quale così assume la forma di un "nostòs" moderno e post-apocalittico.
    Purtroppo, nella seconda parte del racconto, lo sviluppo narrativo e la ricerca di un risvolto significante della storia narrata, e a mio parere anche una certa pretesa di originalità, sposta la storia verso una inverosimiglianza eccessiva che getta una luce di scarsa credibilità e di paradosso sull'intera narrazione. A mio parere ciò disperde un pò troppo il racconto, aggiunge un pò troppi elementi, e dirige il plot verso quel difetto da "troppa carne al fuoco" che sembra pervadere l'ultimo King. avrei preferito una maggiore semplicità della storia e una compattezza maggiore, più consona all'inizio del libro e meno eclatante, a favore di una maggiore efficacia che si sarebbe così prodotta. Fortunatamente,il finale, a mio parere efficacissimo e dal grande impatto emotivo, riporta il racconto nelle sue ultime e ultimissime battute sui livelli iniziali, restituendo efficacia e senso al romanzo in tutto il suo ocmplesso.

    gesagt am 

  • 3

    Gli zombi telepatici di King

    Apprezzabile l'intenzione del Re di creare una storia sugli zombi che non segua i soliti canoni. Peccato però che dopo un inizio incoraggiante il filo del racconto si vada a perdere inesorabilmente n ...weiter

    Apprezzabile l'intenzione del Re di creare una storia sugli zombi che non segua i soliti canoni. Peccato però che dopo un inizio incoraggiante il filo del racconto si vada a perdere inesorabilmente nel nulla.

    gesagt am 

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