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Puls

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Publisher: Beta

3.4
(3083)

Language:Čech | Number of Pages: 325 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Spanish , Chi traditional , Italian , German , Russian , Catalan , French , Dutch , Greek , Portuguese , Polish

Isbn-10: 8073062763 | Isbn-13: 9788073062767 | Publish date: 

Translator: Linda Bartošková ; Cover Design: Tomáš Kropáček

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Civilizace sklouzla po krvavé stopě do dalšího období temna, což možná někoho nepřekvapí, ale stalo se to takovou rychlostí, jakou nepředvídali ani největší škarohlídi mezi futurology. Bylo 1. října, Bůh dlel na nebesích, burza prosperovala a většina letadel létala načas. Za čtrnáct dní však nebe opět patřilo ptákům a bursa se stala vzpomínkou. Příčinou zkázy je jakýsi jev, kterému se začne říkat Puls, a ten se šíří mobilním telefonem. Několik zoufalců, kteří přežili, se najednou ocitne v černočerném civilizačním temnu, plném násilí a chaosu. Kdekdo má mobil. A kdo ho nemá?
Nový strhující román Stephena Kinga nejenže pokládá zásadní otázku: „A teď už mě slyšíte?" Rovněž na ni brutálně odpovídá.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Un impulso annienta la civiltà

    Ho affrontato questo romanzo di King senza grosse aspettative e,
    in effetti, non è certo da annoverare tra le perle del Re,
    ma come sempre si rimane incollati alle sue pagine e la lettura
    scorre piacevolmente, seppure senza particolari colpi di scena.
    Ennesimo romanzo apoc ...continue

    Ho affrontato questo romanzo di King senza grosse aspettative e,
    in effetti, non è certo da annoverare tra le perle del Re,
    ma come sempre si rimane incollati alle sue pagine e la lettura
    scorre piacevolmente, seppure senza particolari colpi di scena.
    Ennesimo romanzo apocalittico, nel quale si narrano le gesta di uno sparuto gruppo di superstiti alle prese con una nuova forma di vita generata dagli esseri umani il cui cervello viene "azzerato" da un segnale (l'impulso) irradiato attraverso la rete cellulare.
    Da quel momento si dipana la storia fino ad un finale un po' troppo sospeso per i miei gusti.
    Tra tre e quattro stelle.

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  • 2

    Da uno spunto geniale, una delusione

    Una limpida giornata di ottobre a Boston. In un istante, chi sta parlando al cellulare impazzisce e si trasforma in un primitivo sanguinario. Un misterioso impulso ha cancellato secoli di civiltà e l’umanità regredisce ai tempi delle caverne. Clay con un piccolo gruppo di scampati inizia una lung ...continue

    Una limpida giornata di ottobre a Boston. In un istante, chi sta parlando al cellulare impazzisce e si trasforma in un primitivo sanguinario. Un misterioso impulso ha cancellato secoli di civiltà e l’umanità regredisce ai tempi delle caverne. Clay con un piccolo gruppo di scampati inizia una lunga marcia x allontanarsi dalla città devastata e raggiungere nel Maine la moglie e il figlio di cui ignora la sorte. Gli zombie tecnologici cominciano ad organizzarsi in stormi, a pensare come un’unica mente collettiva e il gruppo degli umani deve decidere come affrontarli. Grandiosa l’idea iniziale, la descrizione della città gettata nel caos, l’ironia pungente sulla dipendenza tecnologica, ma dopo pochi capitoli il romanzo diventa un remake de “L’ombra dello scorpione”, si trascina sempre più faticosamente verso il confuso finale naufragando nella noia. Torna la solita lotta del Bene contro il Male, il gruppo di eroici buoni uniti x la salvezza dell’umanità (con qualche perdita, si capisce). Il racconto lascia molte domande in sospeso, come se anche King se ne fosse stancato, con l’ultima conclusione lasciata al lettore x creare un briciolo di suspense. C’è un’allegoria sulla storia americana e sulla paranoia successiva all’11 settembre, sullo sterminio di intere popolazioni inermi in nome di una civiltà ritenuta superiore, su una vendetta feroce ma giustificata, ma è solo una scintilla: i Buoni si rispondono di avere fatto la scelta giusta. Non a caso King dedica questo romanzo a Matheson: il tema è lo stesso di “Io sono leggenda”, la lotta di un sopravvissuto in un mondo devastato, ma Clay è un predestinato certo di perseguire la giustizia, Robert Neville è un personaggio introspettivo tormentato da dubbi, e non posso che provare empatia x lui. King è un accumulatore compulsivo di idee, si dispiace di rinunciare anche ad una soltanto, ma non basta il brillante spunto iniziale a sostenere questo romanzo che rimane a mio avviso una delle sue peggiori opere a tesi.

    said on 

  • 3

    "Cell" è un romanzo che parte da un'idea fantastica, attualissima e negli anni in cui è uscito il romanzo davvero molto in auge: King vi si tuffò subito, e col suo tocco da consumato ed efficacissimo scrittore affrontò il tema con grande efficacia. Il libro infatti parte benissimo, con scene dal ...continue

    "Cell" è un romanzo che parte da un'idea fantastica, attualissima e negli anni in cui è uscito il romanzo davvero molto in auge: King vi si tuffò subito, e col suo tocco da consumato ed efficacissimo scrittore affrontò il tema con grande efficacia. Il libro infatti parte benissimo, con scene dal forte impatto e dalla grande efficacia drammatica, che la scrittura molto visiva e cinematografica di King esalta in maniera tutta particolare.
    La vicenda poi si concentra intorno a un gruppo molto ristretto di personaggi, e ciò favorisce compattezza e profondità introspettiva dei personaggi. Ognuno di questi è mosso, grande intuizione dell'autore, da un fine ben preciso, che costituisce il motore della vicenda, la quale così assume la forma di un "nostòs" moderno e post-apocalittico.
    Purtroppo, nella seconda parte del racconto, lo sviluppo narrativo e la ricerca di un risvolto significante della storia narrata, e a mio parere anche una certa pretesa di originalità, sposta la storia verso una inverosimiglianza eccessiva che getta una luce di scarsa credibilità e di paradosso sull'intera narrazione. A mio parere ciò disperde un pò troppo il racconto, aggiunge un pò troppi elementi, e dirige il plot verso quel difetto da "troppa carne al fuoco" che sembra pervadere l'ultimo King. avrei preferito una maggiore semplicità della storia e una compattezza maggiore, più consona all'inizio del libro e meno eclatante, a favore di una maggiore efficacia che si sarebbe così prodotta. Fortunatamente,il finale, a mio parere efficacissimo e dal grande impatto emotivo, riporta il racconto nelle sue ultime e ultimissime battute sui livelli iniziali, restituendo efficacia e senso al romanzo in tutto il suo ocmplesso.

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  • 3

    Gli zombi telepatici di King

    Apprezzabile l'intenzione del Re di creare una storia sugli zombi che non segua i soliti canoni. Peccato però che dopo un inizio incoraggiante il filo del racconto si vada a perdere inesorabilmente nel nulla.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Bellissimo fino a quando non si scopre che gli zombi comunicano telepaticamente e riescono a camminare per aria: lì King mi cade un po', anche perchè a quel punto il romanzo rallenta e ci sono troppe disquisizioni filosofiche che annoiano. Mi aspettavo qualcosa di più post-apocalittico e soprattu ...continue

    Bellissimo fino a quando non si scopre che gli zombi comunicano telepaticamente e riescono a camminare per aria: lì King mi cade un po', anche perchè a quel punto il romanzo rallenta e ci sono troppe disquisizioni filosofiche che annoiano. Mi aspettavo qualcosa di più post-apocalittico e soprattutto più aggressività da parte degli zombi, ma il romanzo comunque si legge velocemente e lo stile del Re è sempre magnifico.

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  • 3

    Nella media

    Un bel giorno d'inizio Ottobre, un impulso misterioso viene trasmesso attraverso i telefoni cellulari, cancellando qualsiasi raziocinio e trasformando in animale aggressivo qualsiasi persona stesse utilizzando un apparecchio in quel momento e nei successivi.
    Clay Riddell, in quell'istante, ...continue

    Un bel giorno d'inizio Ottobre, un impulso misterioso viene trasmesso attraverso i telefoni cellulari, cancellando qualsiasi raziocinio e trasformando in animale aggressivo qualsiasi persona stesse utilizzando un apparecchio in quel momento e nei successivi.
    Clay Riddell, in quell'istante, è a Boston per lavoro e si trova immerso nella follia in un batter di ciglia. Eleganti signore si azzannano letteralmente alla gola, simpatiche bambine diventano mostri sanguinari e uomini d'affari si trasformano in pazzi scatenati, anzi in "telepazzi". Clay si salva solo grazie alla sua avversione per i cellulari, ma suo figlio invece ne ha uno. Il piccolo Johnny sarà stato colpito dall'impulso?
    Clay decide così di avviarsi verso casa, nel Maine, e durante il viaggio incontrerà altre persone che, come lui, si sono salvate dalla follia generale le quali diventeranno in breve tempo la sua nuova famiglia: Tom, un ometto di mezz'età calmo e riflessivo, Alice una decisa quindicenne e Jordan un dodicenne intelligente ed esperto di computer che, accumulando dati sui "telepazzi", formulerà concrete ipotesi su cosa sia successo.
    Il viaggio verso nord sarà lungo e pericoloso, i telepazzi non sono semplici zombi sanguinari, ma evolvono con il passare del tempo, mostrando strani comportamenti e sviluppando tremende capacità mentali, mettendo a dura prova il piccolo gruppo di amici.

    King ci ha spesso stupito nei suoi libri con idee nuove e inaspettate e Cell ne è la conferma. Non aspettatevi il solito libro di apocalisse zombie che va così di moda negli ultimi tempi, i telepazzi di King sono tutto tranne che non-morti senza cervello contagiati da qualche strano virus sfuggito al controllo dell'uomo.
    La trama si svolge rapidamente, buttandoci fin da subito nel vivo degli eventi e raccontando il viaggio e le difficoltà incontrate dal piccolo gruppo in un mondo apocalittico che più di una volta strizza l'occhio a L'Ombra dello Scorpione, uno dei capolavori di King, senza però raggiungerne il livello di maestria e profondità.
    Lo stile dell'autore in quest'opera è molto scorrevole e, se da un lato ne giova la lettura, dall'altro manca tutta l'introspezione dei personaggi vista per esempio in Shining, rendendo i protagonisti semplici al limite dell'accettabile.
    Come già detto, invece, è ottima la caratterizzazione dei "cattivi", i telepazzi si difendono, attaccano, creano una loro società e si evolvono in qualcosa di nuovo, qualcosa di inaspettato e pericoloso.
    Una nota di dovere sul finale: sicuramente non soddisferà i lettori più curiosi che si ritroveranno con l'amaro in bocca. King cerca di spiegare qualcosa sull'origine dell'impulso e sull'evoluzione dei telepazzi lungo tutto il libro, ma senza dare conferme o raccontare come sono andate veramente le cose, lasciandoci quindi nel dubbio o, piuttosto, lasciando decidere alla nostra fantasia.

    Citazioni:
    Il suo barboncino scappò nella via, trascinando dietro di sé il guinzaglio rosso con in fondo il suo cappio.
    Sopraggiunse una limousine nera e travolse il barboncino prima che fosse arrivato al centro della strada. Un batuffolo un attimo prima; budella un attimo dopo.

    Alla base, vedete, noi non siamo affatto homo sapiens. Il nostro nocciolo è la follia. La direttiva primaria è l’omicidio. Quello che Darwin per delicatezza non ha voluto dire, amici miei, è che se siamo diventati i padroni del mondo non è stato perché siamo i più intelligenti o nemmeno i più crudeli, ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari figli di puttana della giungla.

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  • 4

    Sottovalutato...

    Grande prova del buon Stephen King che, nonostante l'apparente banalità del tema trattato (zombie e affini) visto il suo uso e abuso cinematografico e non, riesce a tirare fuori dal cilindro un romanzo molto bello e coinvolgente!


    A seguito di un misterioso input distruttivo estesosi a tutt ...continue

    Grande prova del buon Stephen King che, nonostante l'apparente banalità del tema trattato (zombie e affini) visto il suo uso e abuso cinematografico e non, riesce a tirare fuori dal cilindro un romanzo molto bello e coinvolgente!

    A seguito di un misterioso input distruttivo estesosi a tutto il mondo tramite i comuni cellulari (e chi non lo usa al giorno d'oggi...), gran parte della popolazione viene trasformata in zombie senza cervello... Clay, con l'aiuto di Tom e Alice, inizia la ricerca della sua famiglia ma, ben presto, capirà che lo 'stadio zombie' è solo l'inizio di qualcosa di molto più pericoloso...

    Da molti sottovalutato, a me questo romanzo è sempre piaciuto e oggi, dopo la lettura in inglese, mi ha ancora più appassionato: nell'edizione italiana, infatti, la traduzione è stata fatta un po' con i piedi, con diverse frasi e/o similitudini saltate a piè pari...

    Consigliato a tutti (specie se in lingua originale) ma specialmente ai fan delle storie dove pochi sopravvissuti all'apocalisse devono lottare la propria vita!

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  • 4

    Ho finito il libro ieri, King mi piace quasi sempre... non ritengo questo libro uno dei migliori ma è coinvolgente, anche se a tratti un po' crudo, scorre veloce e lo molli a fatica (ho fatto tardissimo diverse sere, perché non riuscivo a smettere di leggere), però... avrei ampliato un po' il fi ...continue

    Ho finito il libro ieri, King mi piace quasi sempre... non ritengo questo libro uno dei migliori ma è coinvolgente, anche se a tratti un po' crudo, scorre veloce e lo molli a fatica (ho fatto tardissimo diverse sere, perché non riuscivo a smettere di leggere), però... avrei ampliato un po' il finale. Nel complesso comunque è sicuramente un bel libro.

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