Purity

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.8
(792)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 642 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806216600 | Isbn-13: 9788806216603 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Pareschi

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
La giovane Purity Tyler, detta Pip, non conosce la sua vera identità. Sua madre, per un motivo misterioso, non vuole rivelarle chi è suo padre, l'uomo dal quale è fuggita prima che Pip nascesse, cambiando nome e ritirandosi a vivere nell'anonimato tra i boschi della California settentrionale. Pip è povera: ha un pesante debito studentesco da ripagare e vive in una casa occupata a Oakland, frequentata da un gruppo di anarchici. Ed è proprio lì che incontra Annagret, un'attivista tedesca che le apre le porte di uno stage con il Sunlight Project, l'organizzazione fondata dal famoso e carismatico Andreas Wolf, un leaker rivale di Julian Assange, allo scopo di rivelare i segreti dei potenti. Pip parte per la Bolivia, dove ha sede il Sunlight Project, con la speranza di poter usare la tecnologia degli hacker per svelare il segreto dell'identità di suo padre. Ma l'incontro con Andreas Wolf si rivela sconvolgente per molti motivi. Anche Andreas ha un terribile segreto nascosto nel suo passato, negli anni in cui viveva a Berlino Est come figlio ribelle di una madre squilibrata e di un padre pezzo grosso del Partito Comunista. Lo rivela proprio a Pip, con la quale instaura una relazione intensa e morbosa. Forse i suoi moventi segreti sono legati a Tom Aberant, il giornalista di Denver per il quale Pip andrà a lavorare dopo lo stage con il Sunlight Project, destabilizzando la relazione di Tom con la sua compagna Leila e portando un grande sconvolgimento anche nelle loro vite...
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Le conseguenze delle relazioni

    Un libro sulle relazioni, con sè stessi e con gli altri. Di quanto siamo tutti una catena interconessa di conseguenze delle nostre azioni comandate dagli istinti più diversi prima ancora che dalla raz ...continua

    Un libro sulle relazioni, con sè stessi e con gli altri. Di quanto siamo tutti una catena interconessa di conseguenze delle nostre azioni comandate dagli istinti più diversi prima ancora che dalla razionalità. Di come le nostre personalità non siano mai "Pure" ma piuttosto un collage di come le persone che incontriamo ci spostano. La purezza come mito che si dissolve nelle scelte quotidiani di ognuno.

    ha scritto il 

  • 4

    TRE STELLE E MEZZA

    Bene, a tratti un po' meno, ma non benissimo.
    Meglio le parti dove Pip è protagonista, più scorrevoli e chiare, meno quelle ambientate nel passato, a tratti un po' confusionarie o s ...continua

    TRE STELLE E MEZZA

    Bene, a tratti un po' meno, ma non benissimo.
    Meglio le parti dove Pip è protagonista, più scorrevoli e chiare, meno quelle ambientate nel passato, a tratti un po' confusionarie o sovrabbondanti, e decisamente superficiali quelle riguardanti internet (ma si sa, è la sua bestia nera).
    In definitiva sarebbe un romanzo molto buono se stessimo parlando di un autore qualsiasi, ma Franzen ci ha abituato a ben altro.

    Cit. https://twitter.com/subliminalpop/status/836501268239634432

    ha scritto il 

  • 1

    Lost in a supermarket

    Il buon Hem sosteneva che si dovesse scrivere solo di cose che si è vissute, o si conoscono. Certamente non voleva limitare il campo della creatività ad elementi autobiografici dell'autore, ma indicar ...continua

    Il buon Hem sosteneva che si dovesse scrivere solo di cose che si è vissute, o si conoscono. Certamente non voleva limitare il campo della creatività ad elementi autobiografici dell'autore, ma indicare il territorio dell'empatia almeno emotiva / esperienzale tra narratore e storia narrata.
    Ma qui Franzen a partire da questo impuro catalogo di tuttologia, di cosa ci sta parlando.? Cosa sa?
    Credo nulla o poco di: Germania nazista, Germania divisa, informazione digitale, profughi politici o meno, culti della personalità, essere donna adolescente, squat, omicidi e complicità, mille altri elementi affastallellati alla rinfusa.
    La certezza è che qui dentro , in questo romanzo, nessuno si fa mai una sana scopata.
    C'è parecchio sesso, ma sempre irrisolto, spesso segaiolo o più o meno estorto, mai goduto veramente.
    Forse il problema dell'autore sta lì, quello conosce, di quello parla.
    Per il resto si è perso nel supermarket delle storie possibili.
    Una noia mortale.

    ha scritto il 

  • 3

    Chiaroscuri. Affascinante il plot, bella l'idea, la scrittura è nitida, ottima la traduzione. Eppure qualcosa non convince: qualche volta i personaggi diventano talmente rigidi e insistiti nelle loro ...continua

    Chiaroscuri. Affascinante il plot, bella l'idea, la scrittura è nitida, ottima la traduzione. Eppure qualcosa non convince: qualche volta i personaggi diventano talmente rigidi e insistiti nelle loro linee descrittive da risultare privi di una dimensione, in un certo senso maniacali, e la stessa vicenda, sebbene affascinante, qualche volta appare effettivamente romanzesca (e non nella migliore accezione del termine). Bene, insomma, ma non benissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Purity ha un sacco di problemi...

    ...un debito universitario ingente, una madre squinternata che non le vuole rilevare il nome del padre, un lavoro insulso - vive in una specie di casa occupata, è innamorata ma non è corrisposta, ha d ...continua

    ...un debito universitario ingente, una madre squinternata che non le vuole rilevare il nome del padre, un lavoro insulso - vive in una specie di casa occupata, è innamorata ma non è corrisposta, ha difficoltà a instaurare dei rapporti sentimentali soddisfacenti... insomma un vero disastro. La possibilità di andare in Bolivia come stagista del Sunlight Project - una sorta di Wikileaks dallo stile più raffinato - e conoscere il suo carismatico ideatore Andreas Wolf, le sembra un'occasione d'oro e forse anche la strada che le consentirà di rintracciare finalmente suo padre. Chiusa la breve esperienza di stagista del Sunlight Project andrà a fare un altro stage, in un giornale online indipendente vecchio stile che è agli antipodi dell'attivismo digitale del progetto di Andreas, le incredibili coincidenze che ne nasceranno si rileveranno tutt'altro che casuali e, anche se in maniera piuttosto sconvolgente, le cose per Purity in qualche modo si sistemeranno.

    Questo magnifico romanzo parla di molte cose: dell'amore e dei rapporti sentimentali, della disfunzionalità presente in ogni famiglia (un tema ricorrente in Franzen), del mondo post guerra fredda (ci sono pagine molto belle sulla Germania Est), del giornalismo prima e dopo Internet, delle tecnologie della comunicazione e della loro ambiguità (strumento di libertà ma anche di oppressione); tutto senza perdere mai di vista la trama e la storia che viene raccontata. E' un romanzo a tratti corale ed epocale e il titolo del romanzo non fa riferimento solo al nome della protagonista, ma più in generale alla purezza degli ideali che ognuno dei vari personaggi vorrebbe incarnare. Franzen poi scrive benissimo, la bellezza delle metafore e delle descrizioni si affianca e risalta la vivacità e la credibilità dei dialoghi (sempre sia lodata Silvia Pareschi per le sue magnifiche traduzioni), insomma questo è un romanzo pressoché perfetto, anche nei suoi aspetti più inverosimili ed estremi. Come giustamente nota Christian Raimo ci sono mille ragioni più una per leggere Purity, se non vi ho convinto io fatevi convincere da lui.

    ha scritto il 

  • 2

    Più che purezza, questa lettura mi ha conferito tanta pesantezza! Sì l'orchestrazione della trama e dei personaggi, la maestosità del progetto... ma alla fine ha prevalso la delusione per una protagon ...continua

    Più che purezza, questa lettura mi ha conferito tanta pesantezza! Sì l'orchestrazione della trama e dei personaggi, la maestosità del progetto... ma alla fine ha prevalso la delusione per una protagonista rimasta solo nel titolor!! Nè il personaggio principale, "l'eroe del male" è riuscito a calamitarmi... No, non mi sarei persa nulla a non leggerlo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Franzen sembra andato a scuola da un mio insegnate universitario per il quale la progettazione era instancabile riflessione su un unico tema. Ho letto tre suoi romanzi, Forte movimento, Le correzioni ...continua

    Franzen sembra andato a scuola da un mio insegnate universitario per il quale la progettazione era instancabile riflessione su un unico tema. Ho letto tre suoi romanzi, Forte movimento, Le correzioni e Purity, e ho trovato tre strutture simili: rapporti familiari soffocanti, un fatto del nostro contemporaneo che fa da sfondo e che permette l'incastonare alcune riflessioni sulla nostra società, i rapporti di potere tra le persone in generale e tra uomo e donna in una società post femminista in particolare, gli effetti sulla psiche dell'individualismo che caratterizza i nostri tempi, la pervasiva presenza del denaro, l'esistenza di un elemento disturbante alla cui scomparsa segue un inizio di ricomposizione.
    Le scelte di principio, il concetto di purezza incarnato in questo romanzo, sono più simili ad una psicopatologia individuale che a una coscienza sociale. Malgrado il finale sia tutto sommato ottimista rimane addosso un'immagine di persone appese a un filo nel vuoto, non sono rimaste nemmeno le macerie.
    La costruzione dell'intreccio è incalzante tanto da farsi perdonare delle parti a rischio di incaglio, ne Le correzioni la fuga di Chip in Purity la visita di Tom in Bolivia anche se è stato divertente ritrovare in Andreas che "pilota" Purity quel che lo scrittore fa con il lettore quando stende la trama.
    La controindicazione di una scrittura di questo tipo è quella di qualsiasi scelta artistica che comporti lo sviscerare uno stesso tema: la ripetitività. Questo non è di per sé un difetto, quanti sono i pittori che hanno dipinto sempre la stessa tela, malgrado cambiassero soggetto, le cui opere non ci si stanca mai di guardare? Eppure, malgrado in Purity arrivi a prender in giro se stesso nel passaggio in cui stigmatizza gli intellettuali statunitensi che criticano gli Stati Uniti per mestiere con un termine che al momento mi sfugge, Franzen non è riuscito a rendermi una addicted della sua scrittura: mi ha fatto piacere leggerlo, stare un po' nel suo mondo, ma ho l'impressione che tutto quel che Franzen avesse da dirmi si sia esaurito in questi tre romanzi di cui il mio preferito è Purity.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo Franzen che leggo, il libro votato per la serata “Le affinità elettive” di novembre ( dopo tanto tempo senza decidermi a iniziare “Le correzioni”).
    Leggo poco e male ultimamente, ma dopo un p ...continua

    Il primo Franzen che leggo, il libro votato per la serata “Le affinità elettive” di novembre ( dopo tanto tempo senza decidermi a iniziare “Le correzioni”).
    Leggo poco e male ultimamente, ma dopo un po' di lentezza a iniziare, mi sono trovata fagocitata da questo romanzo con la dannazione crescente di doverlo interrompere continuamente per carenza di tempo, anziché potervi sprofondare sino alla fine inesorabilmente.
    Mi è piaciuto molto, per tanti motivi.
    - La scrittura: inutile dirlo, molto bella, anche se alcune volte le frasi mi sono sembrate sintatticamente difficili e letteralmente poco comprensibili (poche in realtà, magari questione di traduzione) ma veramente molto bella, il tipo di flusso letterario che ti solleva e ti trascina con sé.
    - La storia: interessante, complessa, avvincente, originale, mutevole e di grande respiro. Ho letto che è il primo libro di Franzen a muoversi così tanto fuori dagli spazi domestici, toccando paesi diversi e tanto lontani tra loro. Alcuni criticano che abbia esagerato a dilatare così la storia in troppi luoghi e troppe sottotrame, rendendola troppo e inutilmente complicata. A me ha convinto, l'idea di fondarla in ambito Internet (tutto in qualche modo si rapporta al ”villaggio globale del Web”, anche ciò che ne è radicalmente opposto, come l'isolamento della madre di Pip, o il giornalismo sul campo “alla vecchia maniera” di Tom e Leila, persino l'altra parte del muro di Berlino)...All'inizio non ho ravvisato una critica nei confronti del Web, che alla fine naturalmente c'è, in particolare alla costruzione delle personalità pubbliche, ma, anche dopo averne scoperto l'ostilità dichiarata di Franzen, questa si rivela nel libro in modo raffinato e seducente, affatto violento. L'idea di mettere in relazione la comunità di internet col socialismo della ex DDR è davvero molto interessante. Comunque ci si schieri, le riflessioni proposte mi sembrano stimolanti. Rispetto al tema della Verità (o della Purezza) che si deve disvelare sul territorio libero e incontrollabile di Internet, mi piace molto questo commento “Secondo Franzen però i nostri segreti sono esattamente quello che definisce la nostra identità – il discrimine tra ciò che è dentro e ciò che è fuori di noi – per cui il risultato di una società senza segreti è una sorta di distopia collettivistica che cancella l’individuo. Senza segreti, gli uomini diventano indistinguibili uno dall’altro; cessano di essere persone e diventano consumatori.” (S. Piri su minima&moralia). Violenti invece, nel senso di potenti, sono i rapporti tra i personaggi e ho capito che questo è proprio l'interesse narrativo peculiare dell'autore. Sono delineati straordinariamente bene nella loro grande complessità, ma per i miei gusti direi fin troppo all'eccesso - sembra che non esista normalità - e alcune dinamiche si ripropongono troppo simili tra persone in contesti completamente diversi, il che è poco credibile per una descrizione del reale, ma letterariamente funzionale, se è ciò che l'autore vuole indagare. Questo eccesso è principalmente ciò che mi fa togliere una stella al libro.
    - I protagonisti: mi sono piaciuti tutti, anche quelli che non mi son piaciuti... sopra tutti Pip e Andreas. Durante la nostra discussione è venuto fuori che del romanzo alcuni criticano proprio la poca empatia coi personaggi o la loro odiosità. Diversi si sono sentiti esclusi dalla storia, sono rimasti estranei e freddi ai protagonisti, altri semplicemente li hanno trovati antipatici (anche e soprattutto nel significato più letterale). Sicuro a me non sono rimasti indifferentii! All'inizio anzi ho pensato più di una volta che i personaggi femminili, la loro dimensione più intima, fossero descritti con una sensibilità affatto maschile – cosa non rara, ma nemmeno comune anche in grandi scrittori. Poi ho letto che Franzen, oltre a essere un detrattore della comunità virtuale, è anche tacciato da alcuni di misoginia...allora ho dovuto chiedermi se stessi leggendo il libro in modo sbagliato, per non ravvisare l'ostilità verso il web e ora neppure verso le donne.
    DI SEGUITO SPOILER
    Ed effettivamente, tirando le somme, i personaggi femminili alla fine sono quasi tutti negativi, le madri di Andreas, di Tom e di Pip sono causa di disastri nelle personalità dei loro figli, quindi non so se solo l'efficacia narrativa riscatti le donne di Franzen dalla negatività o se siano anch'esse vittime a loro volta di un mondo dove è troppo complesso essere se stessi e amare senza far danni (ed essere donne e madri sia semplicemente più difficile che essere uomini e padri). Tra l'altro mi sono sembrate troppe le similitudini tra le madri di Andreas e di Tom, anche se la prima, in partenza più brillante e privilegiata, ha generato un genio luminoso destinato alla rovina e la seconda, obbligata alla fuga da se stessa e dal suo mondo, ha generato un ragazzo fragile e insicuro che si farà strada più per concretezza che per talento. Ad ogni modo proprio Tom e Leila sono i personaggi più solidi del libro, e non è un caso che questa non abbia potuto avere figli (beh, pensandoci bene c'è anche la sorella di Tom, che invece un figlio l'ha avuto). Leila è meno simpatica ma dotata di quell'onestà che si fa carico dei propri errori e responsabilità, Tom più umanamente simpatico, ma di un'onestà decisamente più vigliacca. E' interessante poi quest'altra osservazione che mette in evidenza la dicotomia tra due protagonisti affermando che “L’impurità è verità e la purezza è dissimulazione, secondo un arco paradossale ai cui due estremi si collocano Pip, che si crede “una ragazza sporca” ma è destinata alla purezza, e Andreas Wolf, che aspira alla purezza ma è condannato all’abiezione.”(S. Piri su minima&moralia). Tra l'altro Andreas, personaggio grandiosamente delineato nelle sue luci ed ombre, che non riesce ad esimersi dal precipitare nell'abiezione e nel male, tuttavia entrambe le volte produrrà rovina per sé e salvezza per gli altri, lui che avrebbe potuto più volte essere salvato (da Anagret, da Tom, da Pip..) ma che invece subisce il destino ineluttabile dell'eletto deputato alla tragedia. Per questo credo sia il personaggio che mi è piaciuto di più. Anabel poi è un personaggio descritto meravigliosamente, ma la sua insanabile e al tempo stesso passiva follia non lascia speranza, tuttavia il suo esagerato rigore morale alla fine riesce a generare la purezza rincorsa per tutto il libro. Pip si rivela infine l'unica persona davvero capace, forse, di salvarsi. Quello che io leggo – ed è una lettura profondamente personale – è che la purezza è caratteristica peculiare della gioventù e che la speranza del futuro non può che risiedere in quella incorruttibilità della vita che si deve ancora affermare e ha ancora l'aperto davanti a sé. Le generazioni che governano il mondo lo fanno avendo già perso la loro occasione di cambiar le cose, per esse il futuro è già passato: in fondo anche Anabel, Andreas, Tom, anch'essi a modo loro erano puri quando erano giovani. Voglio fermare il mio pensiero qui e non pensare al seguito del romanzo, a Pip tra una trentina d'anni che deve fare i conti col suo fallimento. In fondo un po' di speranza mi pare legittimo conservarla, perché lei in definitiva mi è sembrata la persona più sana di tutto il romanzo, se pur in partenza la più border line di tutti. Anch'io ho incontrato nella realtà Pip Tyler e mi piace pensare che almeno qui potrebbe essere felice.

    ha scritto il 

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