Purity

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.8
(841)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 642 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806216600 | Isbn-13: 9788806216603 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Pareschi

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
La giovane Purity Tyler, detta Pip, non conosce la sua vera identità. Sua madre, per un motivo misterioso, non vuole rivelarle chi è suo padre, l'uomo dal quale è fuggita prima che Pip nascesse, cambiando nome e ritirandosi a vivere nell'anonimato tra i boschi della California settentrionale. Pip è povera: ha un pesante debito studentesco da ripagare e vive in una casa occupata a Oakland, frequentata da un gruppo di anarchici. Ed è proprio lì che incontra Annagret, un'attivista tedesca che le apre le porte di uno stage con il Sunlight Project, l'organizzazione fondata dal famoso e carismatico Andreas Wolf, un leaker rivale di Julian Assange, allo scopo di rivelare i segreti dei potenti. Pip parte per la Bolivia, dove ha sede il Sunlight Project, con la speranza di poter usare la tecnologia degli hacker per svelare il segreto dell'identità di suo padre. Ma l'incontro con Andreas Wolf si rivela sconvolgente per molti motivi. Anche Andreas ha un terribile segreto nascosto nel suo passato, negli anni in cui viveva a Berlino Est come figlio ribelle di una madre squilibrata e di un padre pezzo grosso del Partito Comunista. Lo rivela proprio a Pip, con la quale instaura una relazione intensa e morbosa. Forse i suoi moventi segreti sono legati a Tom Aberant, il giornalista di Denver per il quale Pip andrà a lavorare dopo lo stage con il Sunlight Project, destabilizzando la relazione di Tom con la sua compagna Leila e portando un grande sconvolgimento anche nelle loro vite...
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    Ho aspettato qualche settimana prima di scrivere attorno a §Purity§ con la speranza di trovare qualcosa di interessante da dire. Alla fine non l'ho trovata. Forse sta qui il limite dell'opera di Franz ...continua

    Ho aspettato qualche settimana prima di scrivere attorno a §Purity§ con la speranza di trovare qualcosa di interessante da dire. Alla fine non l'ho trovata. Forse sta qui il limite dell'opera di Franzen, nella misura di non riuscire a lasciare un segno profondo. Mancanza di segno insomma. Perché negare la qualità dell'opera dell'autore nativo dell'Illinois sarebbe ingiusto e sbagliato: una storia corposa che si snoda in vari luoghi e in vari periodi, dialoghi ben costruiti, un intreccio robusto, personaggi che si stagliano con precisione e dinamismo, un paio di capitoli - “La Repubblica del Cattivo Gusto” con i suoi echi dostoevskijani e “Dire troppo” - veramente ottimi e nel complesso un romanzo-fiume di quasi 700 pagine che si legge con facilità e gusto. Franzen sa come gestire la materia senza dubbio: alterna vari registri, piazza le scene di sesso quando occorrono per mantenere viva l'attenzione, crea intreccio, c'è il di-svelamento di sapore tragico(o da Star Wars se preferite) “Io sono tuo padre...”e c'è un epilogo che pareggia i conti e per quanto, non proponendocelo direttamente, fa pensare ad un happy-ending. Basterebbero tutti questi elementi a farne un'opera di successo(cosa che immagino sia), ma appunto, almeno a mio modo di vedere, non bastano a lasciare il segno. §Purity§ si segnala come prodotto di alta qualità, al quale tuttavia manca la forza di incidere fino in fondo.

    ha scritto il 

  • 5

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    L’incipit di questo libro parte dal personaggio che dà il nome al romanzo, Purity, detta Pip, una giovane e arguta ragazza californiana che abita in una casa occupata e lavora in uno studio pubbli ...continua

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    L’incipit di questo libro parte dal personaggio che dà il nome al romanzo, Purity, detta Pip, una giovane e arguta ragazza californiana che abita in una casa occupata e lavora in uno studio pubblicitario, con una madre scomoda e in difficoltà nelle relazioni sentimentali.
    Pip, intenzionata a scoprire l’identità del padre, decide di fare uno stage in Belize dal controverso Andreas Wolf fondatore del progetto Sunlight Project, una sorta di wikileaks, che ha come obiettivo indagare i segreti nascosti del web per renderli pubblici e a portata della conoscenza di tutti.
    Andreas con il suo segreto inconfessabile, Tom e Leila, Annagret sono gli altri personaggi che riempiono con le loro storie questo romanzo intensissimo e corposo, scritto in maniera talmente coinvolgente da rendere scorrevoli le 700 pagine che lo compongono. Il plot è avvincente, pieno di storie e personaggi che si accavallano, si intersecano e si fanno lo sgambetto per arrivare a colpi di scena e finali sorprendenti
    Del resto riassumere in poche righe un libro di Franzen è impossibile: troppi sono i personaggi che hanno voce nelle sue pagine e infinite le pieghe che si intersecano nelle storie narrate da ognuno di loro.
    L’unica soluzione consigliata è leggerlo!

    ha scritto il 

  • 4

    I segreti di Pip.

    Purity, prima ancora di aprire il libro, attira l’attenzione del lettore dalla copertina. Infatti troviamo su di essa il volto di una ragazza (che probabilmente dovrebbe proprio essere la protagonista ...continua

    Purity, prima ancora di aprire il libro, attira l’attenzione del lettore dalla copertina. Infatti troviamo su di essa il volto di una ragazza (che probabilmente dovrebbe proprio essere la protagonista) di circa 25 anni, con i capelli raccolti e uno sfondo bianco, così come il volto di quest’ultima, che pare quasi fare tutt’uno con lo sfondo. Il bianco logicamente non è casuale, e senza dubbio va a fare da richiamo al titolo, la purezza per l’appunto. Scopriremo poi nel corso del romanzo che di puro in questo libro c’è ben poco, infatti tutti i personaggi hanno i loro scheletri nell’armadio, tranne la nostra Pip (nomignolo con cui Purity viene chiamata fin da bambina) che invece in queste ombre che circondano la sua vita cerca di combatterci e, quando possibile, di venirne a capo.
    Il Romanzo è molto consistente, circa 640 pagine, e parla appunto della storia di una ragazza che indagare sul suo passato, e principalmente su quello di sua madre e di suo padre (che non ha mai conosciuto) si “arruola” in un’organizzazione di hacker internazionale ma con base in Bolivia in modo tale da poter combattere il sistema tramite attacchi informatici e rivelazioni di informazioni segrete in stile Wikileaks (l’esempio non è casuale, infatti nel corso della storia verrà diverse volte fatto il paragone con l’organizzazione di Assange e con Assange stesso).
    Per fare questo la nostra Pip, dopo un breve briefing in Bolivia, viene andata in casa di un giornalista americano in veste di stagista per cercare di estrapolare notizie importanti da quest’ultimo. In realtà il rapporto tra Pip ed il giornalista (Tom) diventerà subito paterno, un pò meno invece succederà con la compagna di quest’ultimo, Leila, che vede nella nuova arrivata non solo una minaccia (una giovane donna che potrebbe rubarle il marito) ma vede in lei anche sé stessa da giovane.
    Il romanzo viene raccontato da diversi punti di vista, un capitolo segue le vicende di Pip, un altro quelle di Leila, un altro quelle di Tom, ed un altro ancora quelle di Andreas (il capo dell’organizzazione). Il linguaggio è sempre lineare e semplice anche se non mancano tecnicismi sulle varie questioni (soprattutto al livello informatico). La storia è senza dubbio avvincente e ben sviluppata, diciamo che le 650 pagine ci stanno tutte, ed i vari intrecci familiari/interpersonali sono ben strutturati e mai scontati. Se proprio devo muovere una critica all’autore è quella di aver probabilmente voluto mettere troppa carne al fuoco, passando dallo spionaggio all’omicidio, attraversando anche Assange, Wikileaks, organizzazioni intergovernative, dittatura, democrazie occidentali, fughe di documenti, etc etc. Insomma a tratti pare di essere entrati direttamente dentro un romanzo di Tom Clancy e spesso alcuni excursus, a mio avviso, potevano essere evitati così da risparmiare pagine ed alleggerire la lettura.
    Tutto sommato però l’opera nel complesso appare non solo ambiziosa ma ben strutturata ed elaborata, non ho proseguito infatti con il racconto della trama perché rischierei di fare spoiler sui vari intrecci dei personaggi ma pur non essendo stata cosa facile devo dire che tutti i legami sono ben costruiti e attendibili.
    In sostanza un gran bel romanzo che si legge volentieri pur essendo molto corposo e che non lesina colpi di scena. Era il mio primo romanzo di Franzen e devo dire che sebbene nelle prime pagine fossi un pò scettico nel corso del libro mi ha poi convinto a pieno.

    ha scritto il 

  • 1

    Un orrore

    Questo romanzo è un orrore.
    Poi con calma, in futuro, spiegherò perché. Intanto, devo urlarlo forte. Questo romanzo è un orrore, un distillato di angoscia in logorrea.

    Ed ecco la mia recensione più lu ...continua

    Questo romanzo è un orrore.
    Poi con calma, in futuro, spiegherò perché. Intanto, devo urlarlo forte. Questo romanzo è un orrore, un distillato di angoscia in logorrea.

    Ed ecco la mia recensione più lunga.
    Questo libro è una grande, interminabile, straziante seduta psicanalitica freudiana, di autocoscienza al maschile scambiata, ovviamente, per autocoscienza universale.
    Leggete Purity per capire, voi uomini che dite che le donne sono incomprensibili, leggete Purity per capire tutto ciò che una donna mediamente indipendente detesta profondamente del vostro mondo interno.
    Leggete Purity per capire quant'è facile per un uomo dichiarare di voler scrivere/parlare di una donna, tanto da metterla nel titolo e in copertina, e invece voler parlare solo di sé.
    Leggete Purity e comprenderete l'essenza dell'egocentrismo maschile: tutto, e per tutto intendo tutto, dalle donne alla società, è solo un pretesto per giustificare gli spasmi dell'uccelllo.
    Ma il vero problema non è questo: il problema è che questi spasmi sono considerati l'energia che muove il mondo. Purity è un immenso manuale di antropologia maschilista: la sbandata contro natura più grossa che sia mai stata presa. La vita è un'angoscia interminabile per chi ragiona partendo da lì, e infatti è la stessa angoscia che è stata inflitta dal Sommo Patriarca all'umanità, per millenni. E che ha inflitto il Sommo Autore, sempre sia incensato, ai suoi ignari e incolpevoli lettori.
    A saperlo prima, che in questo libro la voce narrante corrisponde a quanto più detesto al mondo, sarebbe stato facilissimo non leggerlo mai, non scambiarlo per ciò che non è. La parola chiave in questo caso era solo una: altro che Assange, Wikileaks, internet, facebook. Quelli erano gli specchietti per le allodole. Qui la parola chiave era una o al massimo due. PSICANALISI, e già mi bastava. Psicanalisi maschile, sarebbe stato il massimo dell'onestà.
    Ma nel mondo dei libri non s'è capita ancora una cosa fondamentale. Che l'obiettivo non è vendere tanto e a casaccio, l'obiettivo è vendere alle persone giuste.
    La metafora addirittura biblica fra Verbo e Verità, fra Libro e Verità, non ha insegnato niente. Aprire un libro e trovarci l'inganno è la causa scatenante dei peggiori sentimenti, della più ostinata disistima.

    ha scritto il 

  • 4

    " Vengo qui perché questo posto non esiste . E' bello passare un po' di tempo in un posto che non esiste ."

    Pubblicato nel pieno dello sviluppo dei "Social Network" e dell'era digitale , il romanzo ruota inizialmente attorno a Purity "Pip" Tyler , "una persona arrabbiata che non sa tenere a freno i suoi imp ...continua

    Pubblicato nel pieno dello sviluppo dei "Social Network" e dell'era digitale , il romanzo ruota inizialmente attorno a Purity "Pip" Tyler , "una persona arrabbiata che non sa tenere a freno i suoi impulsi" , con una madre complessata e con un debito universitario enorme che non riuscirà mai a restituire , per poi svilupparsi attorno agli altri coprotagonisti come Andreas , un tedesco dell'ex DDR che diventa un "fuorilegge del WEB" , la sua connazionale Annagret con la quale condivide un terribile peso sulla coscienza , e poi Tom e Anabel che si amano di un amore che non dà e non trova pace soprattutto quando entra in scena Leila , ai quali si aggiungono altre figure (e non sono poche ) tutte peraltro disegnate in maniera altrettanto vivida ed efficace .
    Tempi e piani narrativi diversi in una una narrazione che cattura immediatamente l'attenzione anche grazie a dialoghi serrati , e che si mantiene scorrevole ed avvincente in virtù di uno stile brillante e "moderno" (persino troppo , ma qui entra in gioco la traduttrice...) nonostante a mio parere cali un po' di tono quando si avvia verso una nemesi finale tutto sommato abbastanza prevedibile .
    Un'opera diversa , più articolata e meno "intimista" di "Le correzioni" , il primo dei romanzi di Franzen che ho letto e che me lo ha fatto conoscere ed apprezzare , che mi è comunque piaciuta e che mi ha confermato la sua capacità di affrontare con grande efficacia tematiche attuali , come il disagio di certi rapporti famigliari , soprattutto quelli di coppia , ai quali egli riserva uno sguardo impietoso , non rinunciando neppure , sebbene con tono ironico e scanzonato , a puntare il dito contro l'ipocrisia della società americana , all'azione invasiva , corrosiva , spesso fuorviante , dei mezzi d'informazione , e della potenza smisurata della rete nel bene e nel male .

    ha scritto il 

  • 3

    un libro con un ottimo scheletro stilistico. Franzen scrive bene e lo si sa, ma in questo libro si specchia troppo, si scrive addosso. In un libro di 640 pagine i personaggi sono privi anima e caratt ...continua

    un libro con un ottimo scheletro stilistico. Franzen scrive bene e lo si sa, ma in questo libro si specchia troppo, si scrive addosso. In un libro di 640 pagine i personaggi sono privi anima e caratterizzati in modo piatto, e il lettore perde la bussuola e si irrita.
    Una cattedrale stilistica costruita nell'arido deserto.
    Peccato

    ha scritto il 

  • 4

    Sempre bravo

    Sì Franzen anche qui è bravo nel descrivere i personaggi ma la storia con risvolti da giallo non convince pienamente. Purity è comunque un ottimo libro ma non all'altezza dei 2 precedenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Perfetto

    Questo è il primo libro che leggo di Franzen: mi approccio con circospezione agli autori osannati dalla critica per uno snobbismo impossibile da sradicare. Ovviamente poi ci arrivo sempre, magari per ...continua

    Questo è il primo libro che leggo di Franzen: mi approccio con circospezione agli autori osannati dalla critica per uno snobbismo impossibile da sradicare. Ovviamente poi ci arrivo sempre, magari per vie traverse, come coi racconti, ad esempio, di De Lillo e Wallace, ma ci arrivo. Con queste premesse, mi sono arresa a Purity. Ed ho fatto bene.
    Franzen scrive in modo perfetto, intreccia trame senza perderne il filo, cambia tono e punto di vista e non annoia mai in queste 600 e passa pagine.
    Parla di legami, di segreti e di colpe, sempre le stesse: quelle dei padri, o meglio, in questo caso direi più delle madri, che ricadono sui figli.
    Figli che sono l'ormai incancellabile ed inevitabile specchio dei genitori, che impongono, con la loro pura esistenza, conti che non si vogliono fare con se stessi.
    Tutto gravita attorno a Purity, che pura non è, ma che lo diventa se paragonata al mondo che l'ha preceduta e da cui tenta di affrancarsi.
    Personaggi che rimangono impressi e sanno farsi odiare ed amare, creando un'empatia a volte doloosa ed un odio sincero per alcuni di loro.
    Fragilità, egoismi, paure: tutto ciò che di umano c'è da raccontare.
    E raccontato BENE.

    ha scritto il 

  • 2

    quelli che: facciamo a gara a chi ce l'ha più lungo?

    esimi farrar, straus & giroux che per primi avete pubblicato questa logorroica ciofeca (ma vale anche per il signor knopf che nel 2015 ha cacciato due milioni di dollari per l'esordio col botto di gar ...continua

    esimi farrar, straus & giroux che per primi avete pubblicato questa logorroica ciofeca (ma vale anche per il signor knopf che nel 2015 ha cacciato due milioni di dollari per l'esordio col botto di garth risk hallberg) fate il piacere. mettetelo chiaro tra le clausole dei contratti: il prossimo Grande Romanzo Americano NON verrà pagato a cartelle.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi è piaciuto moltissimo questo romanzo, fluviale come tutti quelli di Frenzen, ma scritto divinamente e con personaggi indimenticabili. Il difetto forse è quello di voler parlare un po' di tutto, dal ...continua

    Mi è piaciuto moltissimo questo romanzo, fluviale come tutti quelli di Frenzen, ma scritto divinamente e con personaggi indimenticabili. Il difetto forse è quello di voler parlare un po' di tutto, dalla famiglia, a Internet, alla giustizia sociale. Però la coppia di amanti che attraversa tutto il libro fino all'ultimissima pagina non si dimentica facilmente.

    ha scritto il 

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