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Puttane assassine

Di

Editore: Sellerio (La memoria ; 594)

3.9
(276)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Francese

Isbn-10: 8838919267 | Isbn-13: 9788838919268 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Nicola ; Postfazione: Jorge Herralde

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
«Non era Rimbaud era solo un ragazzo indio»: eppure, da ognuno dei personaggi estremi e ordinari insieme dei suoi racconti Bolaño cerca di strappare la poesia dell'esistenza, di fermare un significato meno fuggitivo e provvisorio «del lento naufragio delle nostre vite, del lento naufragio dell'estetica, dell'etica, del Messico e dei nostri sogni del cazzo». Tra le diverse definizioni del talento di questo scrittore prematuramente scomparso e considerato il più importante della sua generazione di latinoamericani, itinerante nella vita come nella narrativa tra il suo continente e l'Europa e l'Africa, la più precisa è data da un critico francese: un fenomeno tra Tarantino e Borges. Nei tredici racconti di questa raccolta (che potrebbero formare un'unica biografia degli incontri verosimili o veri che capitano a un esule in fuga, così come i suoi romanzi si contorcono e si insinuano nei meandri di innumerevoli racconti) Bolaño è contemporaneamente il cronista di una quotidianità assurda, frantumata e inconsapevolmente crudele, e il visionario capace di spingere le situazioni vertiginosamente verso la morte, il sogno, l'attesa di catastrofe, l'allucinazione o il gioco intellettualistico. Di girovagare senza pace tra la crudeltà, il sentimentalismo, le immagini, i desideri e le citazioni del nostro caos giornaliero.
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    Non tutti SUPERWOW, ma più della metà sì. Gli altri comunque WOW.
    (Lo so che questa recensione non è una recensione, ed è molto poco seria, ma l'entusiasmo di questo livello è merce rara e l'esclamazi ...continua

    Non tutti SUPERWOW, ma più della metà sì. Gli altri comunque WOW.
    (Lo so che questa recensione non è una recensione, ed è molto poco seria, ma l'entusiasmo di questo livello è merce rara e l'esclamazione mi sembra il modo più efficace per segnalarla).

    !!!

    ha scritto il 

  • 5

    Tredici racconti in cui c'e' la sintesi dell'universo di Bolano (ed uno dei migliori storie che abbia mai letto che abbia come argomento il calcio, seconda solo a quelle di Galeano).

    ha scritto il 

  • 0

    Per chi carica da sempre nel proprio database di lettore le parole, le opere, le ossessioni di Roberto Bolaňo questa uscita di Puttane assassine per i tipi di Adelphi non può che essere salutata con e ...continua

    Per chi carica da sempre nel proprio database di lettore le parole, le opere, le ossessioni di Roberto Bolaňo questa uscita di Puttane assassine per i tipi di Adelphi non può che essere salutata con entusiasmo catartico. L’opera del grande cileno, che raggiunge livelli epici in quella manifestazione quantistica, atemporale, universale che è stata, è e sarà 2666, ha origini metaletterarie, oblique, affascinanti, traslate da quell’acido deserto tex-mex che si snoda tra il distrito federal, territorio narrativo di cupi tormenti che partoriscono anche l’immenso I detective selvaggi, e i prodromi di quella manifestazione malvagia, definitiva e iconizzata di quelle Ciudad Juarez e Sinaloa di satanici cartelli di narcos e di femminicidi sanguinosi che trasfigurano manifestazioni underground come la leggenda, forse più vera della finzione, degli snuff movies. Leggete Borges, leggete Cortázar ci ha sempre detto Bolaňo, per il mezzo di messaggi cifrati celati in interviste, saggi, recensioni, video antologizzati nell’archivio disumano di youtube. Luogo di introduzione alla scrittura bolaňiana, teatro rinascimentale della memoria, wunderkammer compendiata di ciò che Bolaňo sviluppò al di là di essa, Puttane assassine presenta, mostra, decifra al lettore quella magnifica e fatale, e omicida a sua volta, procreazione bolaňiana di storie, di ramblas assassine (come non pensare a Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce, a I dispiaceri del vero poliziotto, risma digitale incompleta trovata negli abissi postumi del suo pc e per questo ancor più bolaňiana), di citazioni misteriche, di letteratura pericolosa e clandestina, di tassonomie di autori, poeti e libri (spesso borgesianamente artefatti e per questo ancor più patrimonio di universalità di finzione che generano universi di realtà possibili, vedi La letteratura nazista in America) affastellati in una rincorsa verso la ricerca impossibile del libro mondo, di narrazioni assolute nella loro brevità, brevità a sua volta genesi di mondi letterari, come accade nella scrittura dell’aedo Borges. Bolaňo è demiurgo, creatore di un universo in cui i sistemi solari dei romanzi, delle fonti letterarie, dei poeti, degli scrittori, dell’underground magnifico e al contempo lussureggiante e lussurioso e terrifico e inquietante lasciano messaggi criptati che fanno intuire l’esistenza di una collettività di esseri narrati e a loro volta narranti, frutto di entità forse aliene operanti oltre lo spettro fisicamente conosciuto e conoscibile della letteratura degli umani. Puttane assassine è palinsesto rinascimentale raschiato il quale il lettore attento troverà tutte le ossessioni ripetute e divinizzate nel e dell'universo bolaňiano. Il racconto era di quattro pagine, forse lo scelsi per questo, per la brevità, ma quando l'ebbi finito ebbi l'impressione di aver letto un romanzo, così Bolaňo chiosa nel mistero infinito di questi racconti la mutante espressività definitiva e inquietante della parola scritta, messaggera di altrove ignoti che inviano dispacci di ribrezzo compressi nella consustanziale ostensione di materia oscura, che è al contempo onda e particella, che la sua azione di scrittore ha lasciato in eredità a noi, unità carbonio senzienti che ci riflettiamo in uno specchio senza respiro che segna le tracce di una consapevolezza di raccapriccio in cui artefici zoroastriani e gnostici ci mostrano la claustrofobica via per una salvezza che si è fusa in una fine che altro non è se non manifestazione estrema di quell’eterno principio che a sua volta è fine.
    http://nottedinebbiainpianura.blogspot.it/2015/05/puttane-assassine-di-roberto-bolano.html

    ha scritto il 

  • 3

    Ciò che fa la differenza tra letteratura e buona narrativa

    Quando si legge letteratura, vera letteratura, lo si avverte immediatamente: ciò che fa l differenza rispetto alla buona narrativa è la possibilità di cogliere e apprezzare l'insieme formato dalla nec ...continua

    Quando si legge letteratura, vera letteratura, lo si avverte immediatamente: ciò che fa l differenza rispetto alla buona narrativa è la possibilità di cogliere e apprezzare l'insieme formato dalla necessità della scrittura e dall'esito estetico di essa.
    Questo Bolano, anche nei racconti. Da una parte la ricerca degli assenti (in ciò ritroveremo anche Modiano, altro grande) dall'altra il pellegrinaggio autobiografico vissuto con una sorta di cordiale, affettuosa disperazione.
    I racconti con B. (cioè con il giovano Bolano) sono i più belli.

    ha scritto il 

  • 4

    Che burlone Bolaño! Ci consegna una raccolta di racconti dal titolo inusitato e llamativo di "Putas asesinas" e ci precipitiamo, con la bava alla bocca a leggerlo, citando accuratamente passi signific ...continua

    Che burlone Bolaño! Ci consegna una raccolta di racconti dal titolo inusitato e llamativo di "Putas asesinas" e ci precipitiamo, con la bava alla bocca a leggerlo, citando accuratamente passi significativi. Chicche come Lalo Cura pasan por alto. Forse l'intero libro pasa por alto.
    Inno disperante alla solitudine interiore e fisica, che vede B gironzolare da una città all'altra in compagnia di una vecchia e polverosa rivista, quando non rimedia qualche prostituta, magari simpatica ma sempre umanità a pagamento, esibizione autoironica di cultura e poliedricità stilistica, celebrazione del'assenza. Assenza di senno, assenza di sé, assenza di aspirazioni, assenza di comunicazione.
    Questo l'aspetto più evidente. Immediato.
    Segue un sottile gioco a rimpiattino con il lettore. Istrada lungo un filo di ricordi forse autobiografici, vellica il nostro compiacimento nello scorgere tracce borghesiane, nel cogliere rapidi rimandi e paralleli con poeti maledetti ma, probabilmente, prende in giro la nostra presunzione o ci sta mettendo alla prova. I labirinti e le costruzioni, le alterità soggettive, l'entropia non hanno sapore e derivazione argentine, ricordano più il bistrattato e negletto Quiroga mentre il geniale scrittore campesino è forse il doppelganger del poeta pastor spagnolo, autodidatta che aveva lasciato a bocca aperta l'intera generazione del '27.
    Però magari non è così, magari sono solo i miei di ricordi, le mie di impressioni a farmelo pensare. Chissà che Bolaño non si prefiggesse proprio questo. L'universalità è dire degli altri attraverso le nostre parole, svelare il mistero altrui parlando del proprio, messo in bocca a fittizi personaggi.
    Dunque maestro di rimembranze che assurgono a verità soggettive solo in prima istanza perché scavano lentamente, goccia a goccia nel viandante descaminado, enfermo, peregrino che si accosta casualmente alla sua scrittura, divenendo oggettività pura e sonante.

    El arte [...] es parte de la historia particular [...] El arte es la historia particular. Es la única historia particular posible.

    Il tutto con una apparente, e perciò grande, semplicità, senza ricorrere all'ironia distaccata e algida di qualche preclara scrittrice canadese contemporanea (no, non la Munro, scurdatavill). Casualmente questa è l'altra peculiarità di Bolaño: non c'è l'abisso emotivo dell'osservatore onnisciente nelle sue storie. Viviamo con i suoi B. ed i suoi U., rabbrividiamo con loro di ciò che li riguarda, gioiamo e, soprattutto non ci sentiamo superiori: quel che accade loro potrebbe capitare a noi o a qualcuno a noi vicino. E' vita, detta perché afferrata, è Libro, che l'autore, dopo aver messo al mondo, lascia vagare fra la gente affinché faccia amicizia e sia se stesso, un se stesso differente, che sussurra parola diverse eppure sensate a chi vuol stare a sentire quel che ha da raccontare.
    Etichettare il nostro come postmoderno, questo termine così abusato da aver perso qualsivoglia salienza semantica, è limitante, profondamente ingiusto. Bolaño, con talento estremo, ha solo realizzato la conditio sine qua non dell'arte (scrittoria): nasce, la parola composta in narrazione o immagine, dall'unione dei suoi genitori: l'autore e il lettore. Se il secondo s'assenta, aggiungo io, è autoerotismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Putas Asesinas " Las mujeres son putas asesinas,Max, son monos ateridos de frío que contemplan el horizonte desde un árbol enfermo, son princesas que tebuscan en la oscuridad, llorando,indagando las palabras que nunca podrán decir."*

    C'è molto buio e deserto ,in ogni senso ,in questi racconti
    ma anche luce,improvvisa

    Una luce verde che pareva respirare, per una frazione di secondo viva e riflessiva in mezzo al deserto,sciolta da ...continua

    C'è molto buio e deserto ,in ogni senso ,in questi racconti
    ma anche luce,improvvisa

    Una luce verde che pareva respirare, per una frazione di secondo viva e riflessiva in mezzo al deserto,sciolta da ogni legame, una luce che assomigliava al mare e che si muoveva come il mare,ma che conservava tutta la fragilità della terra,un'ondulazione verde,portentosa,solitaria

    Per lettori inquieti.

    * così parla il personaggio del racconto che dà il titolo al libro(una assassina?una puttana? o tutte e due?)
    se parlano ,anche fosse solo un mormorio, ascolta le loro parole e pensaci, pensa al significato che hanno, pensa a quello che dicono e a quello che non dicono, cerca di capire cosa in realtà vogliono dire. Le donne sono puttane assassine, Max, sono scimmie intirizzite dal freddo che contemplano l'orizzonte da un albero malato, sono principesse che ti cercano nel buio, piangendo, indagando le parole che non potranno mai dire.

    ha scritto il 

  • 5

    Anche se non è un romanzo, ma una raccolta di racconti ((ed alcuni di essi potrebbero essere da soli dei piccoli grandi romanzi), messi tutti assieme possono essere anche considerati, così come è nell ...continua

    Anche se non è un romanzo, ma una raccolta di racconti ((ed alcuni di essi potrebbero essere da soli dei piccoli grandi romanzi), messi tutti assieme possono essere anche considerati, così come è nello stile dello scrittore, come episodi di un unico romanzo, in cui Bolano, il perennemente esule, descrive personaggi che ha incontrato nel suo percorso di vita, in condizioni spesso borderline rispetto alla vita e alla società. Libro spesso triste, con una modalità di scrittura strabiliante attraversa argomenti come la solitudine, la morte, relazioni e disperazione. Nonostante tutto ti lascia però dentro un senso di speranza. Grande Bolano: se fosse vivo vorrei essere suo amico.

    ha scritto il 

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