Puttane assassine

Di

Editore: Sellerio (La memoria ; 594)

3.9
(304)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Francese

Isbn-10: 8838919267 | Isbn-13: 9788838919268 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Nicola ; Postfazione: Jorge Herralde

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

Ti piace Puttane assassine?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
«Non era Rimbaud era solo un ragazzo indio»: eppure, da ognuno dei personaggi estremi e ordinari insieme dei suoi racconti Bolaño cerca di strappare la poesia dell'esistenza, di fermare un significato meno fuggitivo e provvisorio «del lento naufragio delle nostre vite, del lento naufragio dell'estetica, dell'etica, del Messico e dei nostri sogni del cazzo». Tra le diverse definizioni del talento di questo scrittore prematuramente scomparso e considerato il più importante della sua generazione di latinoamericani, itinerante nella vita come nella narrativa tra il suo continente e l'Europa e l'Africa, la più precisa è data da un critico francese: un fenomeno tra Tarantino e Borges. Nei tredici racconti di questa raccolta (che potrebbero formare un'unica biografia degli incontri verosimili o veri che capitano a un esule in fuga, così come i suoi romanzi si contorcono e si insinuano nei meandri di innumerevoli racconti) Bolaño è contemporaneamente il cronista di una quotidianità assurda, frantumata e inconsapevolmente crudele, e il visionario capace di spingere le situazioni vertiginosamente verso la morte, il sogno, l'attesa di catastrofe, l'allucinazione o il gioco intellettualistico. Di girovagare senza pace tra la crudeltà, il sentimentalismo, le immagini, i desideri e le citazioni del nostro caos giornaliero.
Ordina per
  • 4

    Solitudini, un pizzico di follia e il solito, succulento, Bolaño di sempre

    «A quei tempi si diceva che Silva, detto l’Occhio, fosse omosessuale. Voglio dire: nei circoli di esuli cileni correva questa voce, in parte come manifestazione di maldicenza e in parte come un nuovo ...continua

    «A quei tempi si diceva che Silva, detto l’Occhio, fosse omosessuale. Voglio dire: nei circoli di esuli cileni correva questa voce, in parte come manifestazione di maldicenza e in parte come un nuovo pettegolezzo di cui si nutriva la vita piuttosto noiosa degli esuli, gente di sinistra che ragionava, almeno dalla cintura in giù, esattamente come la gente di destra che a quei tempi stava prendendo possesso del Cile.» Brano tratto da “Silva, detto l’Occhio”, primo dei tredici racconti che compongono la raccolta “Puttane assassine”, uscita nel 2001 in lingua spagnola e tre anni dopo in Italia.

    Il filo conduttore dei tredici racconti - ambientati in America Latina, Europa e Africa - è costituito dalla solitudine. C’è la solitudine dell’esule, quella di chi sta ancora cercando il proprio posto nel mondo, quella di chi conserva un segreto sempre più opprimente e persino quella di un fantasma e di uno stilista necrofilo. I racconti, pur inoltrandosi più volte nel terreno del surreale, lasciano pensare che al loro interno Roberto Bolaño ci abbia messo molto della propria autobiografia (ma questa è una vecchia storia): in uno di essi Bolaño compare come Bolaño, in due nei panni di Arturo Belano e in tre come B - già comparso nella precedente raccolta di racconti “Chiamate telefoniche” -; inoltre, ai bolañiani più attenti, non sfuggirà che il Lalo Cura di “Prefigurazione di Lalo Cura” sembra proprio lo stesso Lalo Cura presente in “2666”. Vabbè, poi è ovvio che ci siano anche delle puttane…

    Racconti che mi sono piaciuti di più (in ordine di apparizione): Silva, detto l’Occhio; Giorni del 1978; Puttane assassine; Il ritorno; Buba e Dentista.

    Racconti che mi sono piaciuti meno o “mah!, boh!”, “quante pagine mancano alla fine?” (in ordine di: piaciuti meno o “mah!, boh!”, “quante pagine mancano alla fine?”): Fotografie; Incontro con Enrique Lihn e Carnet di Ballo.

    ha scritto il 

  • 5

    mi piace come scrive
    mi piace come pensa
    mi piace l'affabulazione
    mi piace il su che cosa
    mi parte in cerchi concentrici che mi fanno girare la testa come il vino buono.

    e poi sento il genio ...continua

    mi piace come scrive
    mi piace come pensa
    mi piace l'affabulazione
    mi piace il su che cosa
    mi parte in cerchi concentrici che mi fanno girare la testa come il vino buono.

    e poi sento il genio

    ha scritto il 

  • 0

    Quando Bolano descrive l'indio Ramirez (in uno degli ultimi racconti di questa raccolta) ci fa di-sperare nella letteratura,
    in qualcosa di veramente buono/alto
    palesa i suoi limiti
    se ne accorge,
    e m ...continua

    Quando Bolano descrive l'indio Ramirez (in uno degli ultimi racconti di questa raccolta) ci fa di-sperare nella letteratura,
    in qualcosa di veramente buono/alto
    palesa i suoi limiti
    se ne accorge,
    e mentre scrive si sgonfia.
    Le sue parole sono davvero povera cosa nel contesto di aspettative in cui sono inserite.
    (alto e profondo insieme)
    mi si potrà dire che è un “raffinatissimo gioco metalinguistico”… palle!
    la scrittura è quello che è scritto, il resto “sta a zero” come dicono quelli esperti di numeri
    Da questo nasce la simpatia per Bolano, dai suoi limiti,
    e l'acritica adorazione di molti per la sua scrittura ci fa entrare in “simpatia” anche con quei molti.
    (mi viene da pensare a cosa dovevano provare gli uomini di cento anni fa leggendo Pirandello)

    Per spiegare (spiegarmi) Bolano la parola è: postmoderno.
    Non nell'accezione maleinterpretata di “nuovo” modo di vedere il moderno, di reinterpretare/rileggere/revisionare/eccetera, ma proprio nel senso letterale dell'essere “dopo qualcosa” e non ancora (ma perché dovrebbe essere cronologico il vivere) dentro qualcos'altro.
    Mi viene in mente Martin Scorsese, che in un bruttissimo film intitolato “After Hours” rende emblematica la sua condizione di regista che non sa più cosa/come filmare i suoi dis-simili e si arrende definitivamente al clichè.

    dai clichè Bolano ci salva,
    ma in quel postmoderno non ha le spalle abbastanza larghe per stare da solo,
    non ha abbastanza poesia
    (non è Bukowski, per capirsi)
    e siccome con la sua scrittura non riesce a “bastarsi”
    pone questi racconti in bilico.
    chi legge deve farsi stampella
    sostenere la poca solidità del racconto
    legandosi indissolubilmente all'autore
    che però, una volta trasformato il suo lettore in cariatide/telamonte
    (e non è poco)
    non ha le palle lasciarlo solo a sostenere il peso
    (il peso del mondo, il peso di tutto)
    si com-piace
    e ti fa girare la pagina
    (magari di una rivista molto patinata)

    o al limite
    suggerisce un altro finale

    ha scritto il 

  • 0

    leggo
    bolano
    (aggettivo)
    e ogni pagina
    ogni parola
    ogni virgola
    sono i tuoi occhi
    non avuti nel silenzio di una notte ancora lunga a finire
    e già miei da quel prima
    nel riposo istante
    tra l'assente e ...continua

    leggo
    bolano
    (aggettivo)
    e ogni pagina
    ogni parola
    ogni virgola
    sono i tuoi occhi
    non avuti nel silenzio di una notte ancora lunga a finire
    e già miei da quel prima
    nel riposo istante
    tra l'assente e il dopo di una stessa emozione

    rimpianto e rimorso iniziano uguale
    ma fanno un male diverso
    e questo mio
    differito concede
    al vuoto par(o)lare
    solo lo spazio
    che completa le righe
    già vuote
    di te

    ha scritto il 

  • 5

    Dare 5 stelle ad un libro obbliga in qualche modo a spiegarne i motivi; ma il fatto è che non ho le parole giuste per descrivere il genio di Bolano, confermato anche in questi racconti, Quindi questa ...continua

    Dare 5 stelle ad un libro obbliga in qualche modo a spiegarne i motivi; ma il fatto è che non ho le parole giuste per descrivere il genio di Bolano, confermato anche in questi racconti, Quindi questa recensione non è di alcuna utilità, essendo un atto di amore. Un consiglio per chi si avvicina a questo autore: iniziate da "i detective selvaggi", tutto il mondo di Bolano vi è già presente.

    ha scritto il 

  • 4

    belli, questi racconti latinos. avevo sentito parlare bene di bolaño da un amico, ero curiosa, ho provato la misura breve per iniziare. non mi ha delusa, anche se (o anche perché) non è un narratore t ...continua

    belli, questi racconti latinos. avevo sentito parlare bene di bolaño da un amico, ero curiosa, ho provato la misura breve per iniziare. non mi ha delusa, anche se (o anche perché) non è un narratore tradizionale. comunica un'atmosfera che si sente distante nel tempo e nello spazio, sentori di dittature, molte sigarette e qualche puttana: è distante ma non nel racconto. a volte è divertente, molto.

    ha scritto il 

  • 0

    Non tutti SUPERWOW, ma più della metà sì. Gli altri comunque WOW.
    (Lo so che questa recensione non è una recensione, ed è molto poco seria, ma l'entusiasmo di questo livello è merce rara e l'esclamazi ...continua

    Non tutti SUPERWOW, ma più della metà sì. Gli altri comunque WOW.
    (Lo so che questa recensione non è una recensione, ed è molto poco seria, ma l'entusiasmo di questo livello è merce rara e l'esclamazione mi sembra il modo più efficace per segnalarla).

    !!!

    ha scritto il 

  • 5

    Tredici racconti in cui c'e' la sintesi dell'universo di Bolano (ed uno dei migliori storie che abbia mai letto che abbia come argomento il calcio, seconda solo a quelle di Galeano).

    ha scritto il 

Ordina per