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Puttane assassine

Di

Editore: Sellerio (La memoria ; 594)

3.9
(249)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Francese

Isbn-10: 8838919267 | Isbn-13: 9788838919268 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Nicola ; Postfazione: Jorge Herralde

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
«Non era Rimbaud era solo un ragazzo indio»: eppure, da ognuno dei personaggi estremi e ordinari insieme dei suoi racconti Bolaño cerca di strappare la poesia dell'esistenza, di fermare un significato meno fuggitivo e provvisorio «del lento naufragio delle nostre vite, del lento naufragio dell'estetica, dell'etica, del Messico e dei nostri sogni del cazzo». Tra le diverse definizioni del talento di questo scrittore prematuramente scomparso e considerato il più importante della sua generazione di latinoamericani, itinerante nella vita come nella narrativa tra il suo continente e l'Europa e l'Africa, la più precisa è data da un critico francese: un fenomeno tra Tarantino e Borges. Nei tredici racconti di questa raccolta (che potrebbero formare un'unica biografia degli incontri verosimili o veri che capitano a un esule in fuga, così come i suoi romanzi si contorcono e si insinuano nei meandri di innumerevoli racconti) Bolaño è contemporaneamente il cronista di una quotidianità assurda, frantumata e inconsapevolmente crudele, e il visionario capace di spingere le situazioni vertiginosamente verso la morte, il sogno, l'attesa di catastrofe, l'allucinazione o il gioco intellettualistico. Di girovagare senza pace tra la crudeltà, il sentimentalismo, le immagini, i desideri e le citazioni del nostro caos giornaliero.
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  • 3

    Ciò che fa la differenza tra letteratura e buona narrativa

    Quando si legge letteratura, vera letteratura, lo si avverte immediatamente: ciò che fa l differenza rispetto alla buona narrativa è la possibilità di cogliere e apprezzare l'insieme formato dalla nec ...continua

    Quando si legge letteratura, vera letteratura, lo si avverte immediatamente: ciò che fa l differenza rispetto alla buona narrativa è la possibilità di cogliere e apprezzare l'insieme formato dalla necessità della scrittura e dall'esito estetico di essa.
    Questo Bolano, anche nei racconti. Da una parte la ricerca degli assenti (in ciò ritroveremo anche Modiano, altro grande) dall'altra il pellegrinaggio autobiografico vissuto con una sorta di cordiale, affettuosa disperazione.
    I racconti con B. (cioè con il giovano Bolano) sono i più belli.

    ha scritto il 

  • 4

    Che burlone Bolaño! Ci consegna una raccolta di racconti dal titolo inusitato e llamativo di "Putas asesinas" e ci precipitiamo, con la bava alla bocca a leggerlo, citando accuratamente passi signific ...continua

    Che burlone Bolaño! Ci consegna una raccolta di racconti dal titolo inusitato e llamativo di "Putas asesinas" e ci precipitiamo, con la bava alla bocca a leggerlo, citando accuratamente passi significativi. Chicche come Lalo Cura pasan por alto. Forse l'intero libro pasa por alto.
    Inno disperante alla solitudine interiore e fisica, che vede B gironzolare da una città all'altra in compagnia di una vecchia e polverosa rivista, quando non rimedia qualche prostituta, magari simpatica ma sempre umanità a pagamento, esibizione autoironica di cultura e poliedricità stilistica, celebrazione del'assenza. Assenza di senno, assenza di sé, assenza di aspirazioni, assenza di comunicazione.
    Questo l'aspetto più evidente. Immediato.
    Segue un sottile gioco a rimpiattino con il lettore. Istrada lungo un filo di ricordi forse autobiografici, vellica il nostro compiacimento nello scorgere tracce borghesiane, nel cogliere rapidi rimandi e paralleli con poeti maledetti ma, probabilmente, prende in giro la nostra presunzione o ci sta mettendo alla prova. I labirinti e le costruzioni, le alterità soggettive, l'entropia non hanno sapore e derivazione argentine, ricordano più il bistrattato e negletto Quiroga mentre il geniale scrittore campesino è forse il doppelganger del poeta pastor spagnolo, autodidatta che aveva lasciato a bocca aperta l'intera generazione del '27.
    Però magari non è così, magari sono solo i miei di ricordi, le mie di impressioni a farmelo pensare. Chissà che Bolaño non si prefiggesse proprio questo. L'universalità è dire degli altri attraverso le nostre parole, svelare il mistero altrui parlando del proprio, messo in bocca a fittizi personaggi.
    Dunque maestro di rimembranze che assurgono a verità soggettive solo in prima istanza perché scavano lentamente, goccia a goccia nel viandante descaminado, enfermo, peregrino che si accosta casualmente alla sua scrittura, divenendo oggettività pura e sonante.

    El arte [...] es parte de la historia particular [...] El arte es la historia particular. Es la única historia particular posible.

    Il tutto con una apparente, e perciò grande, semplicità, senza ricorrere all'ironia distaccata e algida di qualche preclara scrittrice canadese contemporanea (no, non la Munro, scurdatavill). Casualmente questa è l'altra peculiarità di Bolaño: non c'è l'abisso emotivo dell'osservatore onnisciente nelle sue storie. Viviamo con i suoi B. ed i suoi U., rabbrividiamo con loro di ciò che li riguarda, gioiamo e, soprattutto non ci sentiamo superiori: quel che accade loro potrebbe capitare a noi o a qualcuno a noi vicino. E' vita, detta perché afferrata, è Libro, che l'autore, dopo aver messo al mondo, lascia vagare fra la gente affinché faccia amicizia e sia se stesso, un se stesso differente, che sussurra parola diverse eppure sensate a chi vuol stare a sentire quel che ha da raccontare.
    Etichettare il nostro come postmoderno, questo termine così abusato da aver perso qualsivoglia salienza semantica, è limitante, profondamente ingiusto. Bolaño, con talento estremo, ha solo realizzato la conditio sine qua non dell'arte (scrittoria): nasce, la parola composta in narrazione o immagine, dall'unione dei suoi genitori: l'autore e il lettore. Se il secondo s'assenta, aggiungo io, è autoerotismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Putas Asesinas " Las mujeres son putas asesinas,Max, son monos ateridos de frío que contemplan el horizonte desde un árbol enfermo, son princesas que tebuscan en la oscuridad, llorando,indagando las palabras que nunca podrán decir."*

    C'è molto buio e deserto ,in ogni senso ,in questi racconti
    ma anche luce,improvvisa

    Una luce verde che pareva respirare, per una frazione di secondo viva e riflessiva in mezzo al deserto,sciolta da ...continua

    C'è molto buio e deserto ,in ogni senso ,in questi racconti
    ma anche luce,improvvisa

    Una luce verde che pareva respirare, per una frazione di secondo viva e riflessiva in mezzo al deserto,sciolta da ogni legame, una luce che assomigliava al mare e che si muoveva come il mare,ma che conservava tutta la fragilità della terra,un'ondulazione verde,portentosa,solitaria

    Per lettori inquieti.

    * così parla il personaggio del racconto che dà il titolo al libro(una assassina?una puttana? o tutte e due?)
    se parlano ,anche fosse solo un mormorio, ascolta le loro parole e pensaci, pensa al significato che hanno, pensa a quello che dicono e a quello che non dicono, cerca di capire cosa in realtà vogliono dire. Le donne sono puttane assassine, Max, sono scimmie intirizzite dal freddo che contemplano l'orizzonte da un albero malato, sono principesse che ti cercano nel buio, piangendo, indagando le parole che non potranno mai dire.

    ha scritto il 

  • 5

    Anche se non è un romanzo, ma una raccolta di racconti ((ed alcuni di essi potrebbero essere da soli dei piccoli grandi romanzi), messi tutti assieme possono essere anche considerati, così come è nell ...continua

    Anche se non è un romanzo, ma una raccolta di racconti ((ed alcuni di essi potrebbero essere da soli dei piccoli grandi romanzi), messi tutti assieme possono essere anche considerati, così come è nello stile dello scrittore, come episodi di un unico romanzo, in cui Bolano, il perennemente esule, descrive personaggi che ha incontrato nel suo percorso di vita, in condizioni spesso borderline rispetto alla vita e alla società. Libro spesso triste, con una modalità di scrittura strabiliante attraversa argomenti come la solitudine, la morte, relazioni e disperazione. Nonostante tutto ti lascia però dentro un senso di speranza. Grande Bolano: se fosse vivo vorrei essere suo amico.

    ha scritto il 

  • 4

    Sento che la mia pianta di pomodoro cazzeggia con qualcuno che non vedo. Sento cosa si dicono però e lo sento chiaramente. Forse dovrei preoccuparmi. Dicono dai, scriviamo una storia che sconvolge il ...continua

    Sento che la mia pianta di pomodoro cazzeggia con qualcuno che non vedo. Sento cosa si dicono però e lo sento chiaramente. Forse dovrei preoccuparmi. Dicono dai, scriviamo una storia che sconvolge il mondo, dai. Ok che vogliamo scrivere? Vediamo, killer e detective?, no usato. Femminicidio?, no usato. Delitti raccapriccianti?, no e chi si spaventa più? Sesso sfrenato, scopate esplicite?, no il porno è ok. I vecchi?, mmmh i vecchi non so, potrebbero funzionare ma non penso. Allora i bambini?, sì, i bambini ancora sì, ma piccoli. Quanto piccoli?, direi da 0 a 7. Ok e che succede? Bisogna ucciderne un mare, in massa, e deve accadere in più posti, la pazzia non deve essere isolata, devono morire ovunque centinaia di bambini. Una setta?, forse ma a noi questo non interessa. E che ci interessa? Ci interessa raccontare in modo freddo e asciutto la morte terribile di molti bambini, denutrizione, torture, abusi, pelle che cola, pance gonfie volti lividi, teschi, ossa rotta, sangue scuro da ferite invisibili. Ho capito, ma bisogna che mettiamo un colpevole. No no, non c'è bisogno, lo possiamo solo accennare poi chi sente la storia se lo immagina, si può accennare a qualcosa di religioso, che funziona sempre, o a qualcosa di reale, una specie di piano politico governativo, un mondo leggermente distopico ma conservatore che dobbiamo stare attenti alla censura. Ma noi la vogliamo la censura. Sì ma furbi, dobbiamo stare attenti. Il punto fondamentale sono i bambini, poche informazioni ma storie tragiche, ragazze madri, vite appena accennate che nessuno vorrebbe per sé. Sì, mi piace, penso anche al sesso, bambine e bambini violentati. Certo senza dubbio. Incesti anche! Certo! E cannibalismo! Bambini divorati! Qualche bastardo creepy che sta scrivendo il suo libro di ricette di bambini con le mele in bocca e il rosmarino nel buco del culo! Sì sì! Bellissimo! E giochi sadici! Sì! Ancora! Nelle gabbie a scannarsi! La lotta! La sopravvivenza! Sì sì sì! Dai! Ancora! Bambini suicidi! Sì! Che si strappano la pelle si mangiano l'un altro e madri costrette a guardare! Sì! Sì! Così funziona. Ok, la cosa mi piace. Ok. E come ce lo strutturiamo? Non lo so dobbiamo pensarci. Ma sta succedendo ora mentre leggi. Chiaro. Sì succede mentre leggi, forse proprio adesso. Sì sì suona bene. Ok. Ok. Mh. Bene, e a quel punto esco in giardino e vedo la mia pianta da sola. Con chi parlavi?, le chiedo io, con una farfalla, vogliamo scrivere qualcosa insieme, mi dice lei, dovete fare in fretta allora?, perchë?, mi chiede la mia pianta di pomodoro, perché le farfalle muoiono in pochi giorni, what's giorni?, mi chiede la mia pianta e io gliel'ho spiegato. Quando ho finito di spiegarle cosa sono i giorni era un po' pensierosa, non mi ha detto niente lei, why?, ha detto la mia pianta di pomodoro, non lo so, ho detto io, pop corn?, chiaro, ha detto la mia pianta di pomodoro, e sono andato a farli.

    ha scritto il 

  • 3

    Me quedo con 2666...

    Me desilusionó un poco, después de leer 2666, esta colección de 13 cuentos carece de la energía creativa y las grandiosas voces narrativas alcanzados en esa novela. No encontré en "Putas asesinas" alg ...continua

    Me desilusionó un poco, después de leer 2666, esta colección de 13 cuentos carece de la energía creativa y las grandiosas voces narrativas alcanzados en esa novela. No encontré en "Putas asesinas" algun cuento notable, y siempre que empezaba el siguiente pensaba, "ha, este es el cuento" y de repente este se acababa como si nada, al final mucha disparidad y falta de balance entre ellos.

    Me quedo con 2666

    ha scritto il 

  • 3

    La maggioranza di questi racconti è a sfondo autobiografico (o presunto tale). Sono semplicemente “pezzi” di Bolaño, frammenti di un uomo spaesato (nel senso letterale del termine), un esule che non h ...continua

    La maggioranza di questi racconti è a sfondo autobiografico (o presunto tale). Sono semplicemente “pezzi” di Bolaño, frammenti di un uomo spaesato (nel senso letterale del termine), un esule che non ha un posto dove andare né una direzione da prendere e per il quale l’unica salvezza possibile è la poesia, che poi coincide con la letteratura (le biografie dei surrealisti francesi, la rivista scoperta in un negozio di usato, l’antologia di poeti francofoni trovata nel profondo dell’Africa).

    Narrativa smarrita, stralci di diari, veri o immaginari, più che storie compiute, riflessioni di un naufrago. Tra gli altri racconti, quelli che si distaccano dall’esperienza personale dell'autore, ce ne sono alcuni tutto sommato “convenzionali”, come Prefigurazione di Lalo Cura (che sta tra Fellini, Garcia Marquez e Robert Rodriguéz) o Buba, ed altri più onirici e visionari (meno riusciti, a mio modo di vedere). In ogni caso, come sempre, Bolaño oscilla come un pendolo tra la poesia e la violenza, opposte ossessioni del suo scrivere.

    È sempre difficile dare un giudizio complessivo ad una raccolta di racconti, specie se sono così diversi. Diciamo che chi ama Bolaño in modo incondizionato qui dentro lo troverà per intero. Io però Bolaño non riesco ad amarlo in modo incondizionato; onestamente mi piace, lo apprezzo, ma non so amarlo. Forse perché c’é una distanza interiore tra me e lui che non sono mai stato capace di colmare.

    ha scritto il 

  • 3

    Racconti

    Al centro di ognuno di questi tredici racconti c’è un incontro che è anche una separazione, immaginata e vissuta fin dal primo momento.

    Roberto Bolaño ci racconta della solitudine, di viaggi alla rice ...continua

    Al centro di ognuno di questi tredici racconti c’è un incontro che è anche una separazione, immaginata e vissuta fin dal primo momento.

    Roberto Bolaño ci racconta della solitudine, di viaggi alla ricerca di se stessi, della condizione degli esuli in terra straniera. Morte, prostituzione, rapporti padre/figlio difficoltosi e amore per la letteratura sono alcuni dei temi trattati nella raccolta. Racconti che ci tengono sempre in tensione, in attesa di quel peggio che non sempre arriva, proprio come nella vita di tutti i giorni.

    Alcuni racconti sono molto belli e mi sono piaciuti molto, altri ho faticato a capirli. È il primo libro di Bolaño che leggo, che però non mi ha entusiasmato come speravo. Non credo sia il suo libro migliore.

    ha scritto il 

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