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Pyongyang

A Journey in North Korea

By

Publisher: Drawn and Quarterly

4.2
(1152)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , French , German

Isbn-10: 1897299214 | Isbn-13: 9781897299210 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , Others

Category: Comics & Graphic Novels , Political , Travel

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Book Description
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  • 4

    Avevo già letto 'Cronache di Gerusalemme' e mi era piaciuto molto. Anche questo volume non ha tradito le aspettative. Unico e speciale il suo modo di raccontare e mostrare vita e usanze di paesi a noi ...continue

    Avevo già letto 'Cronache di Gerusalemme' e mi era piaciuto molto. Anche questo volume non ha tradito le aspettative. Unico e speciale il suo modo di raccontare e mostrare vita e usanze di paesi a noi lontani per distanza e abitudini. Interessante in appendice la cronologia dei luoghi visitati e delle coordinate gps per individuarli su google maps :)

    said on 

  • 5

    grazie Guy!

    Così si descrive Delisle: "sono un narratore di racconti divertenti a cui capita di trovarsi in posto molto seri, e mi tocca spiegare situazioni altrettanto serie".

    Chissà se i nord coreani hanno mess ...continue

    Così si descrive Delisle: "sono un narratore di racconti divertenti a cui capita di trovarsi in posto molto seri, e mi tocca spiegare situazioni altrettanto serie".

    Chissà se i nord coreani hanno messo il becco prima che questa graphic novel venisse pubblicata.
    Questo perchè l'autore spiega alcune assurdità e situazioni al limite sopportate dall'inerme popolo nord coreano.
    Lo sapevate che la Corea del Nord sta in piedi solo grazie ai moltissimi aiuti umanitari provenienti da tutto il mondo e che è in cima alla lista per aiuti ricevuti?
    Lo sapevate che questi aiuti umanitari non sono divisi equamente ma la grande fetta viene data ai sostenitori del regime?
    Lo sapevate che nel 2003 si contavano circa 200mila prigionieri politici?
    Lo sapevate che il regime usa strumenti abominevoli per irretire e annientare mentalmente i propri schiavi...ehm...sudditi?
    Lo sapevate che negli anni '90 c'è stata una carestia che ha ucciso circa 2 milioni di persone e che in quel periodo la Corea del Nord risultava come miglior cliente di una compagnia produttrice di Cognac?
    Cito ancora Delisle:
    "Fino a che punto si può manipolare il cervello di un individuo? Il rischio è di scoprirlo solo quando il paese si aprirà o colerà a picco".
    Ci vorrebbero più persone come Guy Delisle e ci vorrebbero anche governi che invece di dare aiuti ai dittatori facessero vedere cosa succede in paesi come la Corea del Nord.
    Grazie Guy!

    said on 

  • 4

    Concede la possibilità di spiare dal buco della serratura e scoprire la quotidianità di un occidentale a Pyongyang. Amo molto la matita di Delisle e il suo ironico realismo .

    said on 

  • 4

    uno sguardo

    Il bello di Delisle è che ha il coraggio della prospettiva, non in termini tecnici di disegno, ma di posizione dalla quale racconta ciò che vive. Anche "Pyongyang" non ha la pretesa del trattato sulla ...continue

    Il bello di Delisle è che ha il coraggio della prospettiva, non in termini tecnici di disegno, ma di posizione dalla quale racconta ciò che vive. Anche "Pyongyang" non ha la pretesa del trattato sulla Corea del Nord, ma è la storia della sua permanenza lì, le contraddizioni che lui a vissuto e le esperienze lette dai suoi occhi. Oltre a questo, il suo disegno e la sua narrativa rendono il tutto molto piacevole, leggero, ma mai banale o scontato.

    said on 

  • 2

    Francamente, rispetto alla graphic novel per la quale è famoso, "Gerusalemme", questa qui non è niente di che. Certo, non è che Delisle potesse vedere granché. Dopotutto era in Corea del Nord. Ma non ...continue

    Francamente, rispetto alla graphic novel per la quale è famoso, "Gerusalemme", questa qui non è niente di che. Certo, non è che Delisle potesse vedere granché. Dopotutto era in Corea del Nord. Ma non era obbligato a illustrare il nulla, se non aeva altre risorse narrative a soccorrerlo. Non è che incoraggi il lettore a comprarti ancora, se lo deludi, Ciccio, eh? Ars longa, vita brevis, sì, ma soprattutto pecunia parva.

    said on 

  • 3

    Cosa dice trip advisor?

    Il libro è la cronaca a fumetti dell’esperienza lavorativa effettuata nel 2001 dall’autore, in qualità di capo produzione di un cartone animato francese, in Corea del Nord.
    Visto che di questo paese r ...continue

    Il libro è la cronaca a fumetti dell’esperienza lavorativa effettuata nel 2001 dall’autore, in qualità di capo produzione di un cartone animato francese, in Corea del Nord.
    Visto che di questo paese retto, allora come adesso, dall’unica dinastia comunista della storia, si sa generalmente poco, anche questa cronaca puo’ aiutare a farsi un’idea.
    La prefazione dell’edizione italiana è affidata a Antonio Ferrari inviato speciale del “Corriere della Sera” che con sincerità e spensieratezza iniza la prefazione specificando che “La Corea del Nord è lontana, a me assolutamente sconosciuta” in seguito chiarisce che avendo comunque “frequentato numerosi Paesi (europei) retti da dittature comuniste” ritrova gli stessi ambienti e situazioni.
    Sulla Corea del Nord si sa sempre poco ma la mia sensazione è che per comprendere la condizione si utilizzino strumenti inadatti, pregiudizi e stereotipi.

    said on 

  • 4

    Otra novela gráfica más autobiográfica en poco tiempo que leo. Y será que leer sobre la vida de los demás siempre es interesante, pero mucho más en las circunstancias que vive el protagonista.

    Guy es ...continue

    Otra novela gráfica más autobiográfica en poco tiempo que leo. Y será que leer sobre la vida de los demás siempre es interesante, pero mucho más en las circunstancias que vive el protagonista.

    Guy es un dibujante francés (el que leí anteriormente sobre Kabul también era francés, algo bien están haciendo en Francia) que llega a Pyongyang para trabajar de lo suyo. La hermética Corea del Norte lo acoge siempre muy correctamente, aunque sobreacoge en muchas ocasiones: siempre tiene que llevar un guía local, por supuesto no puede ir a donde quiera, no puede hacer muchas cosas para no ofender al régimen, etc. ¡Incluso no puede escuchar jazz porque puede ser una mala influencia para los demás!

    Sus peripecias por Corea son muy interesantes, y nos dan a conocer la situación en la que viven los pocos extranjeros que viven allí. No aporta mucho más que si habéis leído en blogs sobre otras experiencias, pero una cosa que destaca de esta historia es la filosofía con la que se lo toma todo Guy. Sólo una vez consiguen sacarlo de sus casillas, y ya hacia el final de la historia.

    Tengo que reconocer que me interesa el tema sobremanera (me encanta saber cómo se vive en otros países, en otra cultura), y aunque no es muy novedoso, para cualquiera que se quiera iniciar en el qué, quién, cómo, por qué de Corea, aquí tiene una buena oportunidad.

    Al autor le recomendaría: Haber ahondado más en la trama final, en cómo fue su partida del país y por qué. Quizá esa parte sea la más interesante, aunque podría llegar a comprender por qué no es explícito. Supongo que hay presiones desconocidas, después de todo, si tanto se enfadan los coreanos por una cámara de fotos, qué decir de una novela gráfica que les puede dejar mal...

    A los lectores les recomiendo: No es suficientemente político como para aburrir, ni suficientemente biográfico como para que no puedas ponerte en la piel del protagonista. Un genial ejercicio de divulgación y un buen dibujo. Astiberri se luce con sus ediciones, yo me haré con él cuando pueda.

    said on