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Q

Di

Editore: Giulio Einaudi Editore

4.4
(7404)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 618 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Olandese , Polacco , Ceco

Isbn-10: A000092417 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
XVI secolo. Due personaggi principali. Uno vuole rovesciare l'ordine sociale. L'altro è una spia al servizio delle forze che lo difendono. Q è la spia al soldo del cardinale Carafa, figura ultra-conservatrice, sempre più in auge nella gerarchia della Chiesa. Un romanzo epico dalle viscere della storia, ambientato in Europa centrale e Italia settentrionale. C'è chi ha definito il libro "un western teologico ".e-libro liberamente scaricabile in copyleft
http://www.wumingfoundation.com/giap/?page_id=6338

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  • 5

    Ecco un altro di quei libri che mi riproponevo di leggere da tanto; fortunatamente dovermi concentrare sui libri di diritto mi spinge sempre a volerli affiancare con letture più emozionanti. Q non mi è parso un libro privo di difetti, soprattutto dovuti alla scrittura altalenante tra gli stili pi ...continua

    Ecco un altro di quei libri che mi riproponevo di leggere da tanto; fortunatamente dovermi concentrare sui libri di diritto mi spinge sempre a volerli affiancare con letture più emozionanti. Q non mi è parso un libro privo di difetti, soprattutto dovuti alla scrittura altalenante tra gli stili più differenti, che ho comunque trovato molto giustificabile data la scrittura a più mani; ciò che veramente mi ha affascinata di questo libro, oltre al ritmo incalzante della narrazione, è stata la capacità degli scrittori di creare l'affresco di un epoca osservandola non dall'alto del punto di vista dei grandi personaggi, ma dal fango dei soggetti che nella storia di ogni epoca vengono dimenticati. Non nego di aver dovuto più di una volta ricorrere a ricerche sul web rispetto a vari personaggi menzionati, cosa che peraltro mi ha ulteriormente stimolata alla lettura. Nonostante io abbia sempre amato studiare storia anche senza romanzi che la rendessero più interessante, sono sicura che un libro del genere aiuterebbe molti studenti a trovare appassionante la Controriforma.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho questo libro in casa da anni.
    Già in due occasioni avevo iniziato a leggerlo per poi abbandonarlo dopo poche pagine.
    Ma dal suo scaffale continuava a tentarmi con due voci diverse: il tema, che conosco e mi interessa, della riforma protestante e delle sue conseguenze; ma anche il f ...continua

    Ho questo libro in casa da anni.
    Già in due occasioni avevo iniziato a leggerlo per poi abbandonarlo dopo poche pagine.
    Ma dal suo scaffale continuava a tentarmi con due voci diverse: il tema, che conosco e mi interessa, della riforma protestante e delle sue conseguenze; ma anche il fatto che fosse tra i libri preferiti di persone di cui apprezzo intelligenza e gusti letterari.
    Un mesetto fa ho preso coraggio e l'ho ricominciato. Sapevo che mi avrebbero disorientato i numerosi personaggi ed i continui salti temporali e quindi sono stata particolarmene attenta a fissare alcuni punti di riferimento.
    Una volta che sono riuscita a decollare però è stato un volo incredibile.
    La vicenda narrata copre un tempo che va dall'affissione delle tesi di Lutero nel 1517 al 1555.
    Geograficamente si va dall'Olanda (pur con qualche riferimento all'Inghilterra) giù fino ad Istanbul, con molte pagine naturalmente fisse sulla Germania, cuore della riforma protestante e delle rivoluzioni che da essa scaturirono.
    Ad unire tutti questi anni anni e tutti questi luoghi due personaggi: il protagonista, di cui non sappiamo il nome ma che ne assumerà diversi durante la storia, e Q. I due si trovano a combattere diverse guerre sempre su fronti pposti, ma scoprono ciascuno l'esistenza dell'altro solo verso la fine. Il protagonista ci racconta quel che gli succede in prima persona e in alcuni momenti ricorda il passato permettendoci di riempire alcuni salti temporali fatti in precedenza. Di Q.invece conosciamo solo alcune lettere inviate ad un alto prelato ed alcune pagine di diario.
    Non è un libro semplice: il tempo, i luoghi ed i personaggi sono molti e confondono.
    Ma è un libro straordinario per la capacità di mostrarci quella storia da punti di vista insoliti (i contadini, i ribelli, gli intellettuali, le città, le spie e, naturalmente, i due grandi poteri del tempo: la Chiesa e l'Imperatore). Si parla di tesi religiose ma anche di economia, di come amministrare una città e di come vincere una guerra; si parla di amore, di tradimenti, di amicizia profonda, di libri e del loro potere. Si parla di "quella insolente, caparbia curiosità" che non ti fa mai smettere di combattere e di infilarti nelle situazioni più pericolose neanche quando sarebbe ormai ora di riposare.
    E' un libro ricco e impegnativo, ma dopo aver girato l'ultima pagina mi sentivo già triste e un po' più sola. Sarà difficile trovare compagni viaggio all'altezza di quelli che mi hanno accompagnata in queste pagine.
    "Quando una fede testardamente vissuta incontra le lettere, ciò che ne nasce è quasi sempre qualcosa di grandioso, nel bene e nel male" (pag. 383)
    "Per non dire poi delle menti raffinate che convogliano l'odio delle genti basse, il rancore sordo che cova sempre, verso se stesse, dividendole in fazioni e creando mille pretesti, e mille giochi, perchè queste abbiano a sfogarsi tra loro, con spargimenti di sangue tanto cruenti quanto immotivati, e mai contro coloro che stringono il bastone del comando." (pag. 470)

    ha scritto il 

  • 5

    Da "masticare" con pazienza

    Questo libro è un esperimento, originale, riuscito e probabilmente irripetibile.
    Non leggetelo se volete un libro da leggere tutto d'un fiato. Leggetelo in questi casi:
    Se vi piacciono i libri storici;
    Se avete la pazienza per una lettura da "digerire";
    Se volete leggere q ...continua

    Questo libro è un esperimento, originale, riuscito e probabilmente irripetibile.
    Non leggetelo se volete un libro da leggere tutto d'un fiato. Leggetelo in questi casi:
    Se vi piacciono i libri storici;
    Se avete la pazienza per una lettura da "digerire";
    Se volete leggere qualcosa di diverso dal solito;
    Se vi sentite rivoluzionari o ribelli.

    ha scritto il 

  • 0

    Mah... Mi sta veramente facendo innervosire, 'sto libro. E davvero non capisco come faccia ad essere considerato così imprescindibile da tanti: per me, e per quanto ne possa aver capito dall'alto delle 240 pagine lette finora, è una ca**ta madornale, e pure brutto!

    ha scritto il 

  • 4

    Tosto

    L'ho iniziato con entusiasmo, ma poi ho capito che era piuttosto complesso e... piano, piano non riuscivo più a non pensarci. Un bel libro da affrontare con molta pazienza ma ne vale la pena.

    ha scritto il 

  • 5

    la storia ufficiale come sfondo di quella marginale

    Per me Q non è stato uno di quei libri "tutto d'un fiato", ci ho messo circa un mese a leggerlo, ma è uno di quelli da cui non ti riesci a staccare.


    In Q vicende e personaggi minori e sconosciuti al comune insegnamento della scuola, diventano i protagonisti "umani" della storia a cui i per ...continua

    Per me Q non è stato uno di quei libri "tutto d'un fiato", ci ho messo circa un mese a leggerlo, ma è uno di quelli da cui non ti riesci a staccare.

    In Q vicende e personaggi minori e sconosciuti al comune insegnamento della scuola, diventano i protagonisti "umani" della storia a cui i personaggi "sovrumani" (Lutero, il papa, i cardinali, i regnanti ecc.) e le loro lotte di potere fanno da sfondo.

    I personaggi sono tutti realmente esistiti eccetto i protagonisti: il narratore, che cambia nome ad ogni cambio di vicenda, ed il suo avversario Q, senza nome.
    Essi sono il vero filo conduttore della storia, procedendo su binari paralleli, rincorrendosi l'un l'altro, fino ad annodarsi. In particolare il protagonista viene letteralmente catapulatato nelle varie situazioni.

    La storia consta di avvenimenti nel "presente narrativo" e di numerosi flashbacks, che però non ne rendono affatto difficoltosa la lettura.
    Come per "il nome della Rosa" di Umberto Eco, le prime 100 mettono alla prova la resistenza del lettore, dopodiché tutto diventa molto più chiaro.
    *note negative*
    Nonostante le 5 stelline meritatissime, il libro possiede alcuni elementi “disturbanti”:
    -essendo scritto da un collettivo, si nota in maniera troppo evidente il balzo tra stili di scrittura diversi. In alcuni capitoli lo stile è onirico, confuso, quasi si stessero trascrivendo dei pensieri più che delle azioni; in altri il protagonista appare raffinato ed erudito; in altri ancora è scurrile e più determinato all’azione… idem gli altri personaggi! Questo fa apparire il romanzo nel complesso un po’ schizofrenico. Forse sarebbe stato meglio suddividere gli autori per personaggi affidando la narrazione vera e propria, come una sorta di “colla”, ad uno solo.
    -troppi nomi e troppi personaggi caratterizzati allo stesso modo li rendono tutti un po’ anonimi.

    *note positive*
    -una volta finito il ciclo commerciale, tutti i romanzi di wu ming sono scaricabili gratuitamente dal loro sito. Se si vuole, si può lasciare un’offerta!
    -dopo aver letto questo libro devo togliere una stellina a tutti gli altri romanzi storici che ho letto per l’accuratezza e la naturalezza delle ambientazioni, benchè i dialoghi siano molto moderni e scorrevoli 

    ha scritto il 

  • 2

    Non è il capolavoro che tutti

    Valutare Q è un'operazione complessa.
    L'ho approcciato con entusiasmo sia perché è ambientato in luoghi e periodi storici dei quali non so molto, sia perché ero curioso di leggere il primo romanzo di un autore collettivo. Alla fine sono rimasto piuttosto deluso: non è certamente un romanzo ...continua

    Valutare Q è un'operazione complessa.
    L'ho approcciato con entusiasmo sia perché è ambientato in luoghi e periodi storici dei quali non so molto, sia perché ero curioso di leggere il primo romanzo di un autore collettivo. Alla fine sono rimasto piuttosto deluso: non è certamente un romanzo brutto, ma non ho riscontrato in nessuno dei suoi aspetti quella dimensione di capolavoro che da più parti gli vengono riconosciute.

    Mi ha deluso la scelta stilistica: il susseguirsi di periodi brevi e scarni da una parte rappresenta bene il flusso di pensieri del protagonista-narratore, ma dall'altra, ripetendosi per seicento pagine fitte, affatica il lettore.
    Mi ha deluso la componente storica, perché la vicenda è così focalizzata sulle questioni teologiche che la descrizione del contesto è marginale, talvolta assente, spesso relegata a un paio di aggettivi. Non aiuta in proposito la narrazione in prima persona, che ovviamente circoscrive l'orizzonte alla vista del protagonista.
    Delude anche la componente romanzesca, perché le vicende del protagonista e della sua nemesi sono cicliche e alla terza ripetizione della stessa situazione davvero, non se ne può più. Persino il momento in cui finalmente si scopre chi fosse Q è fiacco, poco rilevante, poco emozionante.
    Il vero fuoco dell'opera si trova nelle pagine di accusa alle banche (che con poche varianti contestuali si potrebbero utilizzare anche oggi) e sulla libertà religiosa: argomenti veicolati probabilmente con il medium sbagliato. Sarebbe bastata una rivista o un volantino.
    In definitiva, un lavoro sufficiente. Non di più.

    ha scritto il 

  • 5

    Con costanza..

    ..si arriva a non poterne più fare a meno..

    che per un libro "impegnato" e "impegnativo" non è un commento da poco..
    Dopo un inizio difficile in cui la narrazione a piani sovrapposti e l'enorme massa di personaggi sconosciuti ma dati per acquisiti creava confusione, tutto poi diventa ...continua

    ..si arriva a non poterne più fare a meno..

    che per un libro "impegnato" e "impegnativo" non è un commento da poco..
    Dopo un inizio difficile in cui la narrazione a piani sovrapposti e l'enorme massa di personaggi sconosciuti ma dati per acquisiti creava confusione, tutto poi diventa più chiaro..e appassionante..
    Un romanzo storico, una metafora delle rivoluzioni soffocate dalle risacche e dal "ritorno all'ordine", un giallo, una spy-story..
    Sto per completarlo (80%), non so cosa succederà, mi godrò il finale..
    (6-11-2014)
    Finito..col tempo ho imparato a goderne anche lo scorrimento narrativo, così originale. Confermo il mio 5/5!

    ha scritto il 

  • 5

    Quanto si termina di leggere un libro e si prova una leggera malinconia è perchè dispiace distaccarsi da qualcosa che ci piaceva e ci faceva stare bene.
    Ebbene, così è avvenuto per Q, un gran libro che a dispetto del periodo storico trattato (lotte religiose e di potere in Europa nel 1500), ...continua

    Quanto si termina di leggere un libro e si prova una leggera malinconia è perchè dispiace distaccarsi da qualcosa che ci piaceva e ci faceva stare bene.
    Ebbene, così è avvenuto per Q, un gran libro che a dispetto del periodo storico trattato (lotte religiose e di potere in Europa nel 1500), risulta essere veloce,intrigante e moderno grazie ad una scrittura scaltra e una struttura innovativa.
    I personaggi sono quasi tutti veri ma resta un non so che di misterioso che mi farà pensare a questo libro ancora per molto.

    ha scritto il 

  • 0

    In Attesa Della Versione Cartacea

    Non è l'opera in sé, che da quel poco che ho letto trovo decisamente affascinante. E' che io e l'ebook non siamo fatti l'uno per l'altro.


    Permettetemi quindi un piccolo sfogo.


    Probabilmente una piccola parte di me è tendenzialmente tecnofobica. O forse sono troppo cattivo con me ste ...continua

    Non è l'opera in sé, che da quel poco che ho letto trovo decisamente affascinante. E' che io e l'ebook non siamo fatti l'uno per l'altro.

    Permettetemi quindi un piccolo sfogo.

    Probabilmente una piccola parte di me è tendenzialmente tecnofobica. O forse sono troppo cattivo con me stesso ed in realtà si tratta semplicemente di puro e sano tradizionalismo. Fatto sta che non ce la posso fare.
    Annuso i libri, ebbene sì! E li palpo, li giro, li rigiro, li peso e ammetto pure di essere un tantino pregiudizievole verso quelli troppo leggeri e maneggevoli.
    Giuro, ci ho provato. Ma leggere i libri su una tavoletta fredda, spessa pochi millimetri, inodore, incolore, ingualcibile, inusurabile...no, non fa per me.
    Passino le ricerche di lavoro o di studio, passino le nozioni "wikipediche", passi l'informazione quotidiana online.
    I libri no, non possono perdere il loro fascino e la loro anima tangibile.

    Vi immaginate se tutte le librerie e le biblioteche bandissero la carta e si riempissero di scaffalate di ebook?

    ha scritto il 

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