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QED

La strana teoria della luce e della materia

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Scientifica, 12)

4.3
(361)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 196 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8845907198 | Isbn-13: 9788845907197 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Francesco Nicodemi

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Education & Teaching , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
In questo libro, con stupefacente chiarezza, un grande fisico ci spiega come tutto ciò che percepiamo dipenda da accadimenti naturali che violano ogni aspettativa del senso comune. La via scelta è la seguente: guidare, come in un vero tour de force, ogni testa pensante negli impensabili meandri dell’elettrodinamica quantistica (abbreviata nella sigla QED del titolo). Il punto di partenza è la riflessione della luce. Prendendo le mosse da esperienze elementari, Feynman ci mostra come tale riflessione, lungi dall’essere un semplice mutamento di direzione di un raggio luminoso, sia un accadimento che va contro tutte le concezioni del senso comune. Da ciò una serie inarrestabile di conseguenze, in ogni direzione. E – ciò che più conta per il lettore non specialista – Feynman procede mantenendo sempre la spiegazione in stretto contatto con l’esame di varie esperienze fisiche, così da farci entrare, in certo modo, nella mente dello scienziato che le osserva (e, per certi fenomeni, la prima mente che osservava fu proprio la sua). Mentre al tempo stesso riesce a presentare concetti ben noti in termini sorprendenti per gli stessi fisici. C’è poi una importante novità di atteggiamento, in Feynman. Mentre alcuni fra i suoi illustri predecessori, pur avendo riconosciuto la sconcertante realtà della meccanica quantistica, continuavano a guardare con nostalgia alle sicurezze del senso comune insite nella fisica classica, Feynman è stato forse il primo fisico a vivere senza inibizioni lo shock della quantizzazione. Il suo criterio sembrerebbe il seguente: porsi spudoratamente al di là del buon senso e della intuizione comune, purché i conti tornino e le misure siano esatte.
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  • 0

    Qed è la teoria quantistica del campo elettromagnetico, cioè la teoria dell’interazione della luce con la materia.
    Feynam la spiega in modo semplice e colloquiale, usando disegni e diagrammi invece di procedure tecniche: l’idea non è quella di approssimare i concetti per renderli comprensib ...continua

    Qed è la teoria quantistica del campo elettromagnetico, cioè la teoria dell’interazione della luce con la materia.
    Feynam la spiega in modo semplice e colloquiale, usando disegni e diagrammi invece di procedure tecniche: l’idea non è quella di approssimare i concetti per renderli comprensibili anche ai non fisici, ma di spiegarli in modo diverso, meno efficiente per fare calcoli, ma intuitivo.
    In questo modo spiega vari fenomeni che coinvolgono fotoni e/o elettroni, tra cui alcuni che ci sono molto familiari come la riflessione e la rifrazione, mostra perché la luce si propaga in linea retta, ci fa scoprire quanto alla base di ciò che vediamo, compresi fatti comuni a cui siamo più che abituati, ci siano le stranezze del mondo microscopico.

    ha scritto il 

  • 3

    Da fisico posso dire che Feynman sa spiegare concetti molto complessi cercando di semplificarli il più possibile, fin qui nessun problema. Tuttavia, in questo libro, quando vuole applicare i metodi della QED utilizza degli espedienti un po' macchinosi e difficili da seguire nel corso della narraz ...continua

    Da fisico posso dire che Feynman sa spiegare concetti molto complessi cercando di semplificarli il più possibile, fin qui nessun problema. Tuttavia, in questo libro, quando vuole applicare i metodi della QED utilizza degli espedienti un po' macchinosi e difficili da seguire nel corso della narrazione. Se si vuole ottenere qualcosa da questo libro, non è uno di quelli da leggere nei ritagli di tempo e probabilmente neanche da leggere una volta sola.

    ha scritto il 

  • 4

    Le quattro stelle sono pro forma. Il saggio attiene alle mie perversioni di lettore: di tanto in tanto leggo un libro di fisica come questo perchè mi affascina anche se non capisco praticamente nulla.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro per tutti

    Un fantastico libro nel quale Feynman, in quattro brevi capitoli, ci conduce lungo un percorso logico e comprensibile a tutti nel bizzarro mondo dell'elettrodinamica quantistica.
    Partendo dalle basi e arrivando alle ultime teorie più azzardate, Feynamn riesce perfettamente a far comprendere ...continua

    Un fantastico libro nel quale Feynman, in quattro brevi capitoli, ci conduce lungo un percorso logico e comprensibile a tutti nel bizzarro mondo dell'elettrodinamica quantistica.
    Partendo dalle basi e arrivando alle ultime teorie più azzardate, Feynamn riesce perfettamente a far comprendere quanto la fisica moderna sia bizzarra e allo stesso tempo logica, assurda, ma estremamente precisa.
    Benché Feynman abbia uno stile di scrittura semplice ed efficace, con molto pochi termini tecnici astrusi e incomprensibili, il libro va comunque affrontato con la dovuta calma. Chi tenta di finirlo in fretta, come è successo a me la prima volta, rimane stordito e confuso senza capire molto. Invece, se letto con tranqullità e attenzione, questo libro aprirà a chiunque le porte del mondo della fisica quantistica. Un mondo che nessuno capisce fino in fondo e che riserva molte sorprese incredibili.

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/06/08/qed-la-strana-teoria-della-luce-e-della-materia-richard-feynman/


    “Le cose di cui parlerò le insegniamo agli studenti di fisica degli ultimi anni di università: ora, voi pensate che io riuscirò a spiegarle in modo da farvele capire? Ebbene, no, ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/06/08/qed-la-strana-teoria-della-luce-e-della-materia-richard-feynman/

    “Le cose di cui parlerò le insegniamo agli studenti di fisica degli ultimi anni di università: ora, voi pensate che io riuscirò a spiegarle in modo da farvele capire? Ebbene, no, non le capirete. Perché, allora, farvi perdere del tempo? Perché tenervi qui seduti, se non sarete in grado di capire ciò che dirò? Per convincervi a non andar via solo perché questa conferenza vi risulterà incomprensibile, vi dirò che anche i miei studenti di fisica non capiscono queste cose. E non le capiscono perché non le capisco nemmeno io. Il fatto è che non le capisco nemmeno io.”

    (Richard Feynman, “QED. La strana teoria della luce e della materia”, ed. Adelphi)

    QED è l’acronimo di “Quantum Electro-Dynamics”, cioè “elettrodinamica quantistica”, la teoria fisica che riguarda le interazioni elettromagnetiche a livello delle particelle. Il titolo del libro non deve spaventare chi non ha la minima idea di cosa si possa trattare, semmai essere da stimolo a cercare di capirne di più sul comportamento della luce e della materia che ci circonda e di cui siamo fatti anche noi. In questo libro sono raccolte quattro conferenze che Richard Feynman, fisico di fama internazionale, tenne nel tentativo di spiegare la teoria suddetta anche ai profani della materia, senza tuttavia scadere in banalizzazioni fuorvianti. Può darsi che io abbia trovato questo testo molto affascinante anche perché negli ultimi mesi ho acquisito un minimo di dimestichezza con la terminologia del settore, ma ritengo che anche a diguono totale si possa restare affascinati dalle pagine nelle quali Feynman descrive fenomeni della realtà quotidiana, quale ad esempio il riflesso della luce su uno specchio, facendoci altresì entrare nella materia, alla scoperta dei meccanismi più nascosti al nostro sguardo, il tutto con esempi pratici e non senza momenti di alleggerimento.
    Nella parte introduttiva, corrispondente alla prima conferenza, Feynman ci spiega che cos’è l’elettrodinamica quantistica, avvertendoci che non si occuperà delle teorie riguardanti la gravitazione e il decadimento radioattivo. Il punto di partenza della sua trattazione sono i fotoni e gli elettroni. Da qui si sviluppano gli esempi concernenti i fenomeni di riflessione, rifrazione, diffrazione, nel tentativo di farci comprendere i concetti di ampiezza e di probabilità, nonché il cosiddetto dualismo onda-particella. Feynman, consapevole del pubblico al quale si rivolge, evita formule complesse e si serve di analogie intuitive e di alcuni dei diagrammi che poi sono rimasti legati al suo nome. A più riprese, inoltre, fa presente come la difficoltà più grande, spesso, sia cercare di capire il perché dei fenomeni, anche quando abbiamo compreso il come, e di come il lettore (l’ascoltatore, nel suo caso) non debba sentirsi troppo scoraggiato di fronte a certe pagine che gli paiono oscure, proprio perché sono ambigue anche per studiosi che da decenni si occupano di certi argomenti. L’unica parte del libro che potrebbe risultare più ostica a chi non abbia mai sentito parlare di fermioni, bosoni e simili è l’ultima, nella quale Feynman accenna anche alla “cromodinamica quantistica” (che studia l’interazione forte tra protoni e neutroni) e alla miriade di particelle scoperte negli esperimenti. Per il resto, un po’ di curiosità e la conoscenza basilare degli assi cartesiani basteranno a chi vorrà scoprire perché la luce rimbalza su uno specchio in un modo piuttosto che in un altro.
    Circa quanto io abbia capito della lettura appena fatta, sospendo il giudizio.

    ha scritto il 

  • 5

    Passo o non passo?

    Newton era un genio assoluto e totalizzante, oltre che un gran bastardo.


    E, come tutti i geni che si sono occupati del mondo naturale, il suo tratto distintivo non fu il riuscire a spiegare cose che nessuno sapeva come funzionassero, ma il rendersi conto di non riuscire a spiegare cose che ...continua

    Newton era un genio assoluto e totalizzante, oltre che un gran bastardo.

    E, come tutti i geni che si sono occupati del mondo naturale, il suo tratto distintivo non fu il riuscire a spiegare cose che nessuno sapeva come funzionassero, ma il rendersi conto di non riuscire a spiegare cose che tutti pensavano di sapere come funzionassero (o, ancor peggio, cui nessuno era mai importato un fico di spiegare come funzionassero, perché tanto funzionavano perfettamente).

    I veri geni fanno più spesso domande apparentemente futili, che domande apparentemente illuminanti. Vabbè, basta guardare Socrate, del resto.

    Per tornare a Newton, lo faceva impazzire di rabbia e di curiosità, per esempio, il fatto di non riuscire a spiegare perché un vetro, come qualsiasi superficie trasparente, riflettesse parzialmente la luce.

    Pensate a quanto sia dura la vita dei geni: voi usate questa proprietà delle superfici trasparenti per guardare a sua insaputa le gambe della vostra vicina di treno, o il pettorale del vostro vicino: lui non dormiva la notte al pensiero di come caspero una superficie trasparente potesse riflettere la luce.

    Newton, al contrario di quasi tutti i suoi coetanei, pensava — correttamente — che la luce fosse composta da minuscoli corpuscoli il cui moto fosse regolato da leggi fisiche, e era anche, naturalmente, fermamente convinto — meno correttamente, ma come dargli torto — che le leggi fisiche fossero rigidamente deterministiche; e questa storia della riflessione parziale non riusciva a dargli pace. Pensava: "perché due particelle luminose provenienti dalla stessa fonte di luce quando incontrano la medesima superficie si comportano in maniera diversa? Perché una passa dall'altra parte e l'altra no? Che cosa fa sì che una particella "decida" di passare dall'altra parte, e un'altra "decida" di riflettersi?".

    Partendo da questa domanda fondamentale, Feynman ammette, prima di tutto, che, ancora oggi, nessuno lo sa. Nessuno sa PERCHÉ succede che, incontrando una superficie trasparente, un fotone "vada avanti" e un altro, identico, si rifletta. Ma si sa benissimo COME succede. Si sa che il fenomeno è regolato da ferree regole probabilistiche: su 100 fotoni, 96 passeranno dall'altra parte, e 4 saranno riflessi. Nessuno potrà dire prima QUALI saranno a passare, e quali no, ma, osservando il fenomeno, si sa per certo che questa sarà la percentuale rilevata osservando 100 fotoni che colpiscono una superficie di vetro.
    Un po' come per la Juve, non si sa come riuscirà a portare a casa la pelle, se per un rigore contro non dato, o per un rigore inesistente dato, o per qualche altro fatto: fatto sta che 96 volte su cento la Juve otterrà un risultato immeritato. Ecco, esattamente la stessa cosa. Nella meccanica quantistica, si possono prevedere con esattezza quasi infinita le probabilità del verificarsi di un certo evento, ma è impossibile prevedere l'esito di ogni singola osservazione.

    Una volta fatta passare l'idea che, in effetti, Dio a volte gioca a dadi, Feynman ci guida dentro la meccanica quantistica quasi a nostra insaputa, analizzando sempre fenomeni concreti, come l'iridescenza formata da una chiazza di cherosene sull'acqua, o la rifrazione che spezza l'immagine di un bastone immerso metà, e introducendo concetti come l'ampiezza di probabilità disegnando quadratini su un foglio, lasciandoci alla fine incomparabilmente più saggi e meravigliati.

    E, proprio per questo, è un libro "meraviglioso" nel senso più autentico e pregno di questa parola. Uno di quei libri (come Tristi Tropici) che, letti nel momento giusto, potrebbero segnare il destino vocazionale di una persona: insomma, se avete un figlio o una figlia quattordicenni e non volete assolutamente che prendano fisica all'università, perché avreste già pianificato per loro un percorso da avvocati, commercialisti, musicisti, commercianti, analisti della comunicazione o notai, non regalategli assolutamente questo libro, perché ve ne potreste pentire amaramente.

    ha scritto il 

  • 3

    Studi fisica? Sei un genio rinascimentale?

    Se hai risposto di no ad entrambe le domande, lascia perdere: cercheranno di convincerti che questa é l'elettrodinamica quantistica spiegata alle masse, ma there is no such thing.
    Il primo capitolo si segue, il secondo spaventa, il terzo tramosrtisce ed il quarto... beh il quarto - confesso ...continua

    Se hai risposto di no ad entrambe le domande, lascia perdere: cercheranno di convincerti che questa é l'elettrodinamica quantistica spiegata alle masse, ma there is no such thing.
    Il primo capitolo si segue, il secondo spaventa, il terzo tramosrtisce ed il quarto... beh il quarto - confesso -ho rinunciato a seguirlo...

    ha scritto il