Q - taniec śmierci

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4.4
(7986)

Language: Polski | Number of Pages: | Format: idBinding_ | In other languages: (other languages) English , Spanish , Italian , German , French , Dutch , Czech

Isbn-10: 8373592695 | Isbn-13: 9788373592698 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
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  • 4

    Il romanzo è bello, i personaggi interessanti e non statici, lo spaccato dell'europa rinascimentale intrigante anche se non maestoso. Tuttavia cosa vuole dirci? Che il riflusso, la gioa della vita pri ...continue

    Il romanzo è bello, i personaggi interessanti e non statici, lo spaccato dell'europa rinascimentale intrigante anche se non maestoso. Tuttavia cosa vuole dirci? Che il riflusso, la gioa della vita privata, per chi può permetterselo, è solo rifugio al fallimento della militanza? E l'unica alternativa è la morte "sul posto di lavoro"? Che gli eventi storici sono troppo grandi per noi e che l'andare controcorrente è inutile e porta solo lutti e dolori? E che l'unica è ripararsi in un'ansa morta del grande fiume della storia?

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  • 5

    Un'immersione totale nell'europa del '500 durante la riforma luterana, davvero molto bello.
    Peccato forse per la resa dei conti finale che mi è sembrata un pò affrettata.
    Per il resto, un romanzo stor ...continue

    Un'immersione totale nell'europa del '500 durante la riforma luterana, davvero molto bello.
    Peccato forse per la resa dei conti finale che mi è sembrata un pò affrettata.
    Per il resto, un romanzo storico davvero di ottima qualità.

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  • 3

    Non può avere più di tre stelle un libro che per "accendersi" necessita di più di un centinaio di pagine. Poi, a fatica, si guadagna il tuo interesse - nel mio caso, quello di una che non ne sapeva mo ...continue

    Non può avere più di tre stelle un libro che per "accendersi" necessita di più di un centinaio di pagine. Poi, a fatica, si guadagna il tuo interesse - nel mio caso, quello di una che non ne sapeva molto del periodo (1500, epoca di Lutero) e neppure di tutto ciò che la Riforma protestante aveva significato in termini di sotterfugi e compromessi; resta però il retrogusto e la sensazione di aver percorso più che altro un "esercizio" di dottrina scolastica, osservando un enorme affresco senza vita: dottissimo, preciso fin nella pedanteria, utile, anche accattivante, soprattutto verso la fine, ma non un vero e proprio "romanzo storico".

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  • 5

    Un libro a cui non manca nulla: scrittura accattivante, ambientazioni estremamente precise e una trama ricca, preziosa da un punto di vista storico oltre che avvincente nel semplice susseguirsi dei fa ...continue

    Un libro a cui non manca nulla: scrittura accattivante, ambientazioni estremamente precise e una trama ricca, preziosa da un punto di vista storico oltre che avvincente nel semplice susseguirsi dei fatti.

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  • 5

    "Ciò che deve essere scritto"

    Sono una persona pigra. Erano anni (letteralmente) che volevo leggere questa prima opera dei Wu Ming (allora Luther Blisset), ma lo spessore e il contenuto del libro mi hanno sempre frenato, facendomi ...continue

    Sono una persona pigra. Erano anni (letteralmente) che volevo leggere questa prima opera dei Wu Ming (allora Luther Blisset), ma lo spessore e il contenuto del libro mi hanno sempre frenato, facendomi ripetutamente rimandare l'inizio della lettura...
    Finché la mia ragazza mi ha segnalato questo ottimo (e gratuito) audiolibro: http://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/luther-blissett/q-audiolibro/ che ho prontamente scaricato. Ho quindi passato gli ultimi mesi, nei viaggi pendolari tra casa e università, ascoltando l'appassionante narrazione di Q.
    Le aspettative sono state ampiamente ripagate: un racconto totalmente immersivo dal respiro epico, uno spaccato storico e sociale tanto accurato quanto intrigante, uno romanzo infarcito di personaggi memorabili, il tutto condito con un pizzico di noir e azione. Se vogliamo proprio trovare qualche difetto un po' disomogeneo tra le sue parti e forse "ingenuo" nella struttura a tesi, ma, in definitiva, niente meno che un capolavoro.
    Una nota sull'audiolibro. La lettura è fatta molto bene, precisa e quasi sempre ben recitata; purtroppo, a causa del timbro di voce adottato dal lettore, è presente uno spoiler grosso come una casa che disvela anticipatamente e rovina in parte il giallo finale.

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  • 0

    Un Eco più diretto

    Non c'è miglior modo di comprendere il presente e immaginare il futuro che con la conoscenza della storia, ma il punto é: Chi la scrive la storia? Quando la conoscenza, la cultura, la libera interpret ...continue

    Non c'è miglior modo di comprendere il presente e immaginare il futuro che con la conoscenza della storia, ma il punto é: Chi la scrive la storia? Quando la conoscenza, la cultura, la libera interpretazione, tramite la stampa e le rivoluzioni sociali, sono diventate fruibili da gran parte del volgo, rimescolando pericolosamente degli assetti che per millenni  hanno fatto saldamente detenere ad un élite il potere, in quel preciso momento sono nati i Q. I Q sono i protagonisti innominati dei libri di storia, non hanno nome, non hanno coscienza e volontà propria, sono la spina che alimenta e seda le rivoluzioni, armano guerriglieri, corrompono militari e politici, costruiscono quell'enorme, luccicante, posticcio parco di divertimenti che chiamiamo democrazia, che altro non è che un giogo invisibile che ghermisce i popoli sotto il controllo di oscuri tiranni . Tiranni che erano Re, papi e banchieri, che ora sono multinazionali, Lobby e sempre i banchieri, i creatori e i fruitori dei Q. In questo romanzo si narrano, tramite l'esperienza vissuta di un eroe sognatore disilluso dai mille nomi, le vicende della rivoluzione scismatica cristiana che ha avuto vita in Germania e poi in Europa per mezzo degli scritti di Lutero prima e Calvino poi, passando attraverso  Müntzer, Rothmann, Anton Fugger, Reginald Poe, e Carafa alias Paolo IV. Il romanzo è frutto di un accurato studio accademico di un determinante momento storico, forse il più importante e padre di tutte le rivoluzioni che si vedranno avvicendarsi da quel XVI secolo fino XIX secolo. La vera potenza dell'opera sta nel fatto che costruisce una meccanica precisa utilizzata per descrivere quella forza che fa scaturire gli eventi, una forza determinante quanto oscura, che si può applicare liberamente, senza timore di fallare, a tutti i grandi avvenimenti storici che hanno segnato la storia dell'umanità, ovvero il fattore Q. Lasciamo stare che il protagonista sembra avere il dono dell'ubiquità, che si trovi sempre in mezzo ai macelli manco fosse il Dio della sfiga e ne scampi sempre, che procedendo alla lettura del romanzo si percepisca nitido un cambio di mano non propriamente piacevole; non giudichiamo il mezzo, giudichiamo il fine e se ne vengono compresi gli intenti: la denuncia e lo stimolo alla riflessione, non si può che ritenere questo romanzo come forse uno dei più importanti della letteratura italiana. Forse l'intento primo di quest'opera era lo stesso che cercava Umberto Eco nei suoi romanzi, peccando(non per me) di troppa cultura per essere compreso dai più, quei più che alla fine sono solo pigri, e per la loro pigrizia non accettano di vedere la storia sotto altri punti di vista.

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  • 5

    Letto e riletto, in questo libro c'è davvero tutto. Un intrico potente, una tela tessuta in modo magistrale, tematiche ostiche rese comprensibili da uno stile appassionante. E la Storia, che emerge pr ...continue

    Letto e riletto, in questo libro c'è davvero tutto. Un intrico potente, una tela tessuta in modo magistrale, tematiche ostiche rese comprensibili da uno stile appassionante. E la Storia, che emerge prorompente tra una battaglia campale e uno stucco veneziano. Capolavoro.

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  • 2

    Abbandonato! Troppi personaggi, continui salti temporali, nomi impossibili e personaggi che cambiano nome, da non capirci più nulla. Un guazzabuglio, non capisco tutto l'entusiasmo che ho letto nel ...continue

    Abbandonato! Troppi personaggi, continui salti temporali, nomi impossibili e personaggi che cambiano nome, da non capirci più nulla. Un guazzabuglio, non capisco tutto l'entusiasmo che ho letto nelle recensioni. Ho resistito più che ho potuto. É il primo libro che abbandono. Non mi ha lasciato niente.

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  • 0

    - Mamma! ma stai leggendo "Q"???
    -Mamma! lo sai che la prof. Tizia delle superiori ci ha fatto una capa tanta, era il suo libro preferito!
    - Mamma! che poi l'autore manco esiste...
    Eleonora! Lo sai ch ...continue

    - Mamma! ma stai leggendo "Q"???
    -Mamma! lo sai che la prof. Tizia delle superiori ci ha fatto una capa tanta, era il suo libro preferito!
    - Mamma! che poi l'autore manco esiste...
    Eleonora! Lo sai che sono racchiusa nel mio bozzolo caldo e avulso da ogni cosa che non siano i miei sogni e il mio dolore! ci manca solo la tua faccia orripilata al vedere questa copertina di libro....
    Però hai ragione, sto facendo un'altra fatica immane a leggerlo, tra papisti-luterani-anabbattisti-battaglieecittàrasealsuolo-fughe e rinascite...Un continuo andare avanti e tornare indietro nei ricordi e nel tempo.
    Ecco, finalmente sono arrivata a pag.356, il racconto si fa attuale, grazie alla scoperta da parte del protagonista narrante delle...nientepopodimenochè... 'banche', finanziatrici di ogni guerra, di ogni trono conquistato, di ogni impresa e di ogni massacro.
    Vivaddio, posso comprendere costernazione e stupore...

    ...e con le banche spuntano le assicurazioni! Ci sono pagine di buona economia politica e tecnica bancaria, qui, infarinatura necessaria al protagonista prima che si trasferisca nella Venezia dell'epoca...Italia, finalmente!!! 'nsomma, la Venezia del 1500! crocevia di popoli , di religioni e stili di vita, di uomini, usurai e mercanti, delinquenti.
    Da Venezia in poi le lotte di potere si trasferiscono nei palazzi DEL potere, dove questo ha origini e motivazioni, siano essi castelli, vaticani o bordelli.
    Di calle in calle mi è sembrato che l'orizzonte si illuminasse: non più soldati, ribelli e tela grezza, ma broccati e sigilli.
    Il libro. Il libro è sicuramente da leggere, cara la mia Eleonora, nonostante l'antipatia per Tizia che ho provato anch'io a pelle nuda una mattina in piscina. Scopriresti, figliabbella, che un libro non è mai solo tale, che non vi è mai una sola Storia.
    Il filo comune è certo data da "Q" e dal protagonista, sì, del loro vivere assieme e del loro vivere parallelamente, del loro cercarsi nell'odio e del loro trovarsi nella vendetta, un andare avanti ed un tornare indietro in un antico apprendere ed insegnare la vita e il suo scorrere, perché sì, i Piani saltano e no, 'la resa dei conti non è mai come te l'aspetti'.

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