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Q - taniec śmierci

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4.4
(7374)

Language:Polski | Number of Pages: | Format: idBinding_ | In other languages: (other languages) English , Spanish , Italian , German , French , Dutch , Czech

Isbn-10: 8373592695 | Isbn-13: 9788373592698 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
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  • 5

    la storia ufficiale come sfondo di quella marginale

    Per me Q non è stato uno di quei libri "tutto d'un fiato", ci ho messo circa un mese a leggerlo, ma è uno di quelli da cui non ti riesci a staccare.


    In Q vicende e personaggi minori e sconosciuti al comune insegnamento della scuola, diventano i protagonisti "umani" della storia a cui i per ...continue

    Per me Q non è stato uno di quei libri "tutto d'un fiato", ci ho messo circa un mese a leggerlo, ma è uno di quelli da cui non ti riesci a staccare.

    In Q vicende e personaggi minori e sconosciuti al comune insegnamento della scuola, diventano i protagonisti "umani" della storia a cui i personaggi "sovrumani" (Lutero, il papa, i cardinali, i regnanti ecc.) e le loro lotte di potere fanno da sfondo.

    I personaggi sono tutti realmente esistiti eccetto i protagonisti: il narratore, che cambia nome ad ogni cambio di vicenda, ed il suo avversario Q, senza nome. Essi sono il vero filo conduttore della storia, procedendo su binari paralleli, rincorrendosi l'un l'altro, fino ad annodarsi. In particolare il protagonista viene letteralmente catapulatato nelle varie situazioni.

    La storia consta di avvenimenti nel "presente narrativo" e di numerosi flashbacks, che però non ne rendono affatto difficoltosa la lettura. Come per "il nome della Rosa" di Umberto Eco, le prime 100 mettono alla prova la resistenza del lettore, dopodiché tutto diventa molto più chiaro. *note negative* Nonostante le 5 stelline meritatissime, il libro possiede alcuni elementi “disturbanti”: -essendo scritto da un collettivo, si nota in maniera troppo evidente il balzo tra stili di scrittura diversi. In alcuni capitoli lo stile è onirico, confuso, quasi si stessero trascrivendo dei pensieri più che delle azioni; in altri il protagonista appare raffinato ed erudito; in altri ancora è scurrile e più determinato all’azione… idem gli altri personaggi! Questo fa apparire il romanzo nel complesso un po’ schizofrenico. Forse sarebbe stato meglio suddividere gli autori per personaggi affidando la narrazione vera e propria, come una sorta di “colla”, ad uno solo. -troppi nomi e troppi personaggi caratterizzati allo stesso modo li rendono tutti un po’ anonimi.

    *note positive* -una volta finito il ciclo commerciale, tutti i romanzi di wu ming sono scaricabili gratuitamente dal loro sito. Se si vuole, si può lasciare un’offerta! -dopo aver letto questo libro devo togliere una stellina a tutti gli altri romanzi storici che ho letto per l’accuratezza e la naturalezza delle ambientazioni, benchè i dialoghi siano molto moderni e scorrevoli 

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  • 2

    Non è il capolavoro che tutti

    Valutare Q è un'operazione complessa.
    L'ho approcciato con entusiasmo sia perché è ambientato in luoghi e periodi storici dei quali non so molto, sia perché ero curioso di leggere il primo romanzo di un autore collettivo. Alla fine sono rimasto piuttosto deluso: non è certamente un romanzo brut ...continue

    Valutare Q è un'operazione complessa. L'ho approcciato con entusiasmo sia perché è ambientato in luoghi e periodi storici dei quali non so molto, sia perché ero curioso di leggere il primo romanzo di un autore collettivo. Alla fine sono rimasto piuttosto deluso: non è certamente un romanzo brutto, ma non ho riscontrato in nessuno dei suoi aspetti quella dimensione di capolavoro che da più parti gli vengono riconosciute.

    Mi ha deluso la scelta stilistica: il susseguirsi di periodi brevi e scarni da una parte rappresenta bene il flusso di pensieri del protagonista-narratore, ma dall'altra, ripetendosi per seicento pagine fitte, affatica il lettore. Mi ha deluso la componente storica, perché la vicenda è così focalizzata sulle questioni teologiche che la descrizione del contesto è marginale, talvolta assente, spesso relegata a un paio di aggettivi. Non aiuta in proposito la narrazione in prima persona, che ovviamente circoscrive l'orizzonte alla vista del protagonista. Delude anche la componente romanzesca, perché le vicende del protagonista e della sua nemesi sono cicliche e alla terza ripetizione della stessa situazione davvero, non se ne può più. Persino il momento in cui finalmente si scopre chi fosse Q è fiacco, poco rilevante, poco emozionante. Il vero fuoco dell'opera si trova nelle pagine di accusa alle banche (che con poche varianti contestuali si potrebbero utilizzare anche oggi) e sulla libertà religiosa: argomenti veicolati probabilmente con il medium sbagliato. Sarebbe bastata una rivista o un volantino. In definitiva, un lavoro sufficiente. Non di più.

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  • 5

    Con costanza..

    ..si arriva a non poterne più fare a meno..


    che per un libro "impegnato" e "impegnativo" non è un commento da poco..
    Dopo un inizio difficile in cui la narrazione a piani sovrapposti e l'enorme massa di personaggi sconosciuti ma dati per acquisiti creava confusione, tutto poi diventa più c ...continue

    ..si arriva a non poterne più fare a meno..

    che per un libro "impegnato" e "impegnativo" non è un commento da poco.. Dopo un inizio difficile in cui la narrazione a piani sovrapposti e l'enorme massa di personaggi sconosciuti ma dati per acquisiti creava confusione, tutto poi diventa più chiaro..e appassionante.. Un romanzo storico, una metafora delle rivoluzioni soffocate dalle risacche e dal "ritorno all'ordine", un giallo, una spy-story.. Sto per completarlo (80%), non so cosa succederà, mi godrò il finale.. (6-11-2014) Finito..col tempo ho imparato a goderne anche lo scorrimento narrativo, così originale. Confermo il mio 5/5!

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  • 5

    Quanto si termina di leggere un libro e si prova una leggera malinconia è perchè dispiace distaccarsi da qualcosa che ci piaceva e ci faceva stare bene.
    Ebbene, così è avvenuto per Q, un gran libro che a dispetto del periodo storico trattato (lotte religiose e di potere in Europa nel 1500), risul ...continue

    Quanto si termina di leggere un libro e si prova una leggera malinconia è perchè dispiace distaccarsi da qualcosa che ci piaceva e ci faceva stare bene. Ebbene, così è avvenuto per Q, un gran libro che a dispetto del periodo storico trattato (lotte religiose e di potere in Europa nel 1500), risulta essere veloce,intrigante e moderno grazie ad una scrittura scaltra e una struttura innovativa. I personaggi sono quasi tutti veri ma resta un non so che di misterioso che mi farà pensare a questo libro ancora per molto.

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  • 0

    In Attesa Della Versione Cartacea

    Non è l'opera in sé, che da quel poco che ho letto trovo decisamente affascinante. E' che io e l'ebook non siamo fatti l'uno per l'altro.


    Permettetemi quindi un piccolo sfogo.


    Probabilmente una piccola parte di me è tendenzialmente tecnofobica. O forse sono troppo cattivo con me ste ...continue

    Non è l'opera in sé, che da quel poco che ho letto trovo decisamente affascinante. E' che io e l'ebook non siamo fatti l'uno per l'altro.

    Permettetemi quindi un piccolo sfogo.

    Probabilmente una piccola parte di me è tendenzialmente tecnofobica. O forse sono troppo cattivo con me stesso ed in realtà si tratta semplicemente di puro e sano tradizionalismo. Fatto sta che non ce la posso fare. Annuso i libri, ebbene sì! E li palpo, li giro, li rigiro, li peso e ammetto pure di essere un tantino pregiudizievole verso quelli troppo leggeri e maneggevoli. Giuro, ci ho provato. Ma leggere i libri su una tavoletta fredda, spessa pochi millimetri, inodore, incolore, ingualcibile, inusurabile...no, non fa per me. Passino le ricerche di lavoro o di studio, passino le nozioni "wikipediche", passi l'informazione quotidiana online. I libri no, non possono perdere il loro fascino e la loro anima tangibile.

    Vi immaginate se tutte le librerie e le biblioteche bandissero la carta e si riempissero di scaffalate di ebook?

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  • 4

    Agguati, complotti, lotte religiose, truffe e libri proibiti: c'è proprio tutto in Q, romanzo che ha reso famoso il collettivo di scrittori che opera sotto lo pseudonimo di Luther Blissett e, più di recente, con quello di Wu Ming. Uno straordinario affresco storico del periodo compreso fra ...continue

    Agguati, complotti, lotte religiose, truffe e libri proibiti: c'è proprio tutto in Q, romanzo che ha reso famoso il collettivo di scrittori che opera sotto lo pseudonimo di Luther Blissett e, più di recente, con quello di Wu Ming. Uno straordinario affresco storico del periodo compreso fra il 1518 e il 1555, anni segnati dal conflitto fra la Chiesa cattolica e le idee riformiste di Lutero, così come con tutti i movimenti ereticali sorti in seguito alla polveriera scatenata dalle 95 tesi. http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/10/q-luther-blissett.html

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  • 5

    Un libro veramente impegnativo.

    Una sfida per la mia capacità di concentrazione. Romanzo molto - forse troppo - lungo e decisamente affollato: personaggi che entrano ed escono dalla vicenda, che escono e rientrano con nuovi nomi, rimbalzi continui dal libro a wikipedia maledicendo le mie lacune in storia... tutto ha reso diffic ...continue

    Una sfida per la mia capacità di concentrazione. Romanzo molto - forse troppo - lungo e decisamente affollato: personaggi che entrano ed escono dalla vicenda, che escono e rientrano con nuovi nomi, rimbalzi continui dal libro a wikipedia maledicendo le mie lacune in storia... tutto ha reso difficile e stentata la lettura. Eppure è un gran bel romanzo, scritto benissimo.

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  • 5

    Quel che dovevo fare

    Due anni fa avevo iniziato Q,ma dopo nemmeno 40 pagine l'avevo mollato. Flashback,lettere,un contesto storico che non mi interessava minimamente: cancellai l'ebook pensando "machimelofafare".
    Poi decido di dargli un'altra chance.


    Ed ecco che stavolta scatta la scintilla : trovo di nuovo l ...continue

    Due anni fa avevo iniziato Q,ma dopo nemmeno 40 pagine l'avevo mollato. Flashback,lettere,un contesto storico che non mi interessava minimamente: cancellai l'ebook pensando "machimelofafare". Poi decido di dargli un'altra chance.

    Ed ecco che stavolta scatta la scintilla : trovo di nuovo le prime pagine pesanti,ma poi inizio a seguire questo affresco che si espande per mezza Europa. I flashback diventano finalmente comprensibili (e più rari),le missive di Q diventano un conto alla rovescia verso il finale.

    Se devo trovare un "difetto" è che le lotte religiose in cui si trova il protagonista tendono un po' alla ripetitività e infatti la truffa ai banchieri Fugger e i capitoli Veneziani sono forse la parte migliore. La lettura non è stata sempre priva di ostacoli,vuoi per lo stile di scrittura o per argomenti troppo specifici sulla religione. Il finale è equilibrato,anche se forse non imponente come il resto degli eventi. In chiusura,Q ha avuto il grande merito di avermi fatto appassionare ad una storia ambientata in un periodo che a scuola non riuscivo nemmeno a leggere.

    Per quanto mi riguarda è il mio Book of the year.

    said on 

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