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Q - taniec śmierci

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4.4
(7552)

Language:Polski | Number of Pages: | Format: idBinding_ | In other languages: (other languages) English , Spanish , Italian , German , French , Dutch , Czech

Isbn-10: 8373592695 | Isbn-13: 9788373592698 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
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  • 4

    Un libro che indubbiamente merita la fama che ha: accurato nella fedeltà alla storia che racconta (40 anni di sanguinose lotte religiose in Europa tra il 1518 e il 1555) e fluido nella narrazione nono ...continue

    Un libro che indubbiamente merita la fama che ha: accurato nella fedeltà alla storia che racconta (40 anni di sanguinose lotte religiose in Europa tra il 1518 e il 1555) e fluido nella narrazione nonostante l'inserimento di personaggi completamente inventati a fianco di quelli realmente esistiti.
    Niente di posticcio o di forzato, dunque, anzi la minuziosa ricostruzione della vita e dei sentimenti dell'epoca trasporta il lettore alla fine del medioevo con un coinvolgimento emotivo totale. Anche perché lo spirito di allora non era poi tanto diverso da quello di oggi, lo spaccato sociale dipinto dagli autori è molto moderno: gente esasperata dalla povertà che lotta per ribellarsi all'autorità vessatrice e poi perde tutto il vantaggio acquisito in eccessi dovuti all'ingenuità o all'ignoranza; potenti che tramano a livello internazionale per mantenere o aumentare il potere senza essere però mai soddisfatti; eroi disincantati tormentati dai rimorsi ma allo stesso tempo temprati dal sangue che hanno visto (e contribuito a far) scorrere; benestanti che venderebbero gli amici per denaro... niente di nuovo sotto il sole dunque da 500 anni a questa parte, o forse la globalizzazione sta causando un temporaneo ritorno culturale al medioevo.
    Nonostante i suoi pregi però non mi sento di giudicarlo un capolavoro, è comunque un libro faticoso, soprattutto all'inizio quando la scena cambia più volte e i personaggi secondari da ricordare sono tanti. Io che divoro i libri (senza però perdermi una parola) ci ho messo un mese esatto a finirlo e spesso ho dovuto guardare indietro per capire i riferimenti a personaggi precedenti. Senza contare la continua ricerca in rete per verificare i fatti narrati. Ho trovato utile stamparmi un elenco di personaggi e tenerlo come segnalibro.
    L'ultima parte è la più bella sia perché più romanzata (meno particolari da ricordare) sia perché è la resa dei conti fra i due protagonisti principali e quindi tira le fila di tutto quello che c'è prima.

    said on 

  • 5

    Stupendo, come mi era stato descritto da molti. Non so bene perché, ma lo avevo in lista e non mi decidevo mai a cominciarlo. Poi, finalmente, è arrivato il momento giusto. E devo dire che ogni moment ...continue

    Stupendo, come mi era stato descritto da molti. Non so bene perché, ma lo avevo in lista e non mi decidevo mai a cominciarlo. Poi, finalmente, è arrivato il momento giusto. E devo dire che ogni momento libero era dedicato alla lettura. La storia è avvicente e scritta egregiamente. Avvicinandosi alla fine, e quindi al momento della verità, la lettura accelera, tanta la curiosità. Mervaglioso!
    [Ce l'ho in versione ebook, ma devo assolutamente ricordarmi di comprarlo cartaceo. Deve essere nella mia libreria!]

    said on 

  • 5

    Un libro capace di cambiare continuamente scenario, tenendo sempre un ritmo vivo e non lasciando mai al lettore lo spazio di distrarsi o annoiarsi. I dettagli sono fondamentali e accuratamente dissemi ...continue

    Un libro capace di cambiare continuamente scenario, tenendo sempre un ritmo vivo e non lasciando mai al lettore lo spazio di distrarsi o annoiarsi. I dettagli sono fondamentali e accuratamente disseminati lungo tutto il racconto. La scrittura è eccellente, la storia accattivante. Ne consiglio davvero la lettura.

    said on 

  • 2

    Lo avevo acquistato seguendo il consiglio di un amico, da quasi due anni era li sulla mensola della mia libreria, tra i libri da leggere, mi guardava ma non mi chiamava poi, ad un certo punto, si è fa ...continue

    Lo avevo acquistato seguendo il consiglio di un amico, da quasi due anni era li sulla mensola della mia libreria, tra i libri da leggere, mi guardava ma non mi chiamava poi, ad un certo punto, si è fatto conoscere, leggere e sfogliare. In una settimana la sua storia è entrata in me, mi ha tenuto compagnia, una compagnia però difficile da sostenere, si, purtroppo devo ammettere che è un libro che non mi calza bene, non è nelle mie corde.

    said on 

  • 4

    Impegnativo

    Intanto è utile sapere che non occorre pagare per leggere questo libro, che è distribuito gratuitamente in formato digitale con licenza Creative Commons (insieme agli altri libri dei Wu Ming) al segue ...continue

    Intanto è utile sapere che non occorre pagare per leggere questo libro, che è distribuito gratuitamente in formato digitale con licenza Creative Commons (insieme agli altri libri dei Wu Ming) al seguente indirizzo:
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?page_id=6338
    La lettura inizialmente è risultata faticosa, soprattutto per la presenza di molti personaggi e quindi molti nomi, ma anche per i numerosi incroci temporali. Man mano che l'intreccio andava poi a dipanarsi, diciamo dalla seconda metà in poi) è stato tutto più avvincente.
    D'altra parte un romanzo storico non può che essere impegnativo, anche se me lo aspettavo più coinvolgente.
    In ogni caso un ottimo lavoro considetato anche che è stato scritto da molti autori.

    said on 

  • 5

    Adoro il genere del romanzo storico, specie se condito con una trama thriller, e già questo basterebbe.
    Ma in Q c'è di più: c'è la rivoluzione fatta dal basso, la voglia di cambiare il corso della sto ...continue

    Adoro il genere del romanzo storico, specie se condito con una trama thriller, e già questo basterebbe.
    Ma in Q c'è di più: c'è la rivoluzione fatta dal basso, la voglia di cambiare il corso della storia anche quando hai tutti contro, e anche la sconfitta e la sua accettazione. Mi piace riconoscere nel libro un "vissuto" degli autori, il post sessantotto, il riflusso nel privato. Peccato solo per le volgarità e il linguaggio.

    said on 

  • 5

    Voto massimo per questo eccezionale romanzo storico, scritto per giunta a più mani (il che rende ancora più meritevole il lavoro degli autori visto che la scorrevolezza del testo è eccellente). Il per ...continue

    Voto massimo per questo eccezionale romanzo storico, scritto per giunta a più mani (il che rende ancora più meritevole il lavoro degli autori visto che la scorrevolezza del testo è eccellente). Il periodo della Riforma (e quello successivo della Controriforma) è un periodo storico che da sempre mi attira, ho incontrato i nomi e i luoghi letti in quest'opera numerose volte sui banchi dell'Università, solo che questa volta c'era l'umanità che un manuale universitario non ti può dare, c'era l'amore, la vita, la morte, la vita di tutti i giorni insomma, mescolata però a una precisione storica di primo piano. In tutto il libro si fronteggiano due personaggi in particolare: uno che credeva in un cristianesimo diverso, fatto più di una religione interiore e meno di preti, e l'altro che invece era fedele a Santa Romana Chiesa, distinguendosi come una delle migliori spie al soldo del Sant'Uffizio per un arco di oltre 30 anni. Li vediamo entrambi sulla scena a Frankenhausen, a Munster, nei Paesi Bassi, a Venezia, luoghi simbolo in quegli anni tribolati sia dal punto di vista politico che dal punto di vista religioso. Questo romanzo è un meraviglioso affresco dell'epoca, i punti di vista sono molteplici (il popolino, i potenti, i religiosi, le donne), la narrazione sempre scorrevole e avvincente. Da leggere!

    said on 

  • 5

    Non si può chiedere molto di più a un libro.

    Una trama avvincente, ben congegnata, la compenetrazione del genere storico (fedele, accurato nei dettagli) con... – come chiamarlo? – un giallo, una spy-story, un thriller ante-litteram? Quel che è c ...continue

    Una trama avvincente, ben congegnata, la compenetrazione del genere storico (fedele, accurato nei dettagli) con... – come chiamarlo? – un giallo, una spy-story, un thriller ante-litteram? Quel che è certo è che non sono riuscita a staccare gli occhi da questo libro, e ho divorato quasi 650 pagine in meno di due settimane.
    Una tensione continua, rinnovata ad ogni cambio contesto, la voglia matta di andare avanti per sapere come andrà finire... anche se poi lo si sa già: ce lo dice la Storia, innanzitutto (magari alcuni, di cultura media come la sottoscritta, tanti episodi particolari neanche li conoscevano o comunque non se li ricordavano), e ce lo dicono gli autori stessi, in apertura di ogni “parte”. A che serve nasconderlo, visto che non si tratta di un libro di fantasia?

    Tre momenti cruciali della Storia: la vicenda di Thomas Müntzer e la “guerra dei contadini”, conclusasi tragicamente con il massacro della Battaglia di Frankenhausen; l'avvento del regno teocratico di matrice anabattista a Münster e il conseguente assedio che metterà fine al folle esperimento; il tentativo di contrastare la fazione più intransigente della Chiesa cattolica diffondendo le idee, potenzialmente eretiche (ma si sa che a decidere la natura di un'eresia è sempre il vincitore), contenute nel Beneficio di Cristo.
    Tre occasioni per cambiare la Storia. Sarebbe potuto succedere? Se le cose – spesso piccole, insignificanti cose – fossero andate diversamente, i secoli a venire ci avrebbero portato differenti protagonisti, prospettive, nemici? Possibile. Soprattutto verso la fine, nello scontro all'ultimo voto fra Reginald Pole e l'intransigente Gianpietro Carafa, futuro papa Paolo IV, ho sentito come la Storia si costruisce negli scarti infinitesimi e, pur sapendo, ho tremato come se davvero queste pagine potessero riscrivere un finale diverso... ).
    Tre occasioni date a noi, oggi, per riflettere sulla portata di quegli eventi, sulla forza che scaturisce da un'oppressione non più tollerabile, ma che sola non può vincere contro le strategie dei potenti, la complessità delle loro alleanze, la sottigliezza delle loro macchinazioni.
    Tre momenti cruciali, che leggendo questo romanzo ci appaiono i soli, o se non altro quelli “decisivi”... la forza di un libro risiede in questo, nel farci credere che tutto il mondo sia racchiuso lì, che i personaggi e le vicende raccontate siano le uniche che contano, sicuramente le uniche di cui ci importa sapere in quel momento. Ed è proprio così, è stato così anche per me: gli autori hanno scelto solo tre dei mille scenari possibili, delle mille occasioni mancate, dei mille complotti falliti, e di questi soli ci importa.

    Ma le vicende narrate rappresentano anche tre fasi di una vita: quella del protagonista, l'eretico dai mille nomi per cui non possiamo dargliene neanche uno. Forse sbaglio, ma ho sentito di dare anche questa interpretazione al susseguirsi degli eventi. Lo "sdegno", che conduce alla ribellione: il protagonista è un giovane, conquistato da un uomo, Magister Thomas, e da uno scopo, spezzare il giogo. La prima sconfitta segna la disillusione, ma non spegne la voglia di lottare per i propri ideali: ecco allora il sogno che diventa realtà, la profezia che si avvera e... ahimè, non sarà quella che aveva immaginato. Ho trovato la seconda parte, quella dedicata a Münster, davvero straordinaria nel suo mostrare come non basta essere ispirati da ideali positivi, da una fede autentica, per riuscire a realizzare la Nuova Gerusalemme. Un delirio che si ammanta di divino può essere altrettanto pericoloso delle ipocrisie della Chiesa istituzionalizzata... Ma "non rinnegare mai a te stesso ciò per cui hai combattuto. La sconfitta non rende ingiusta una causa."
    Sempre in questa seconda parte, ho sentito il protagonista prendere finalmente consistenza, assumere una propria identità, per quanto sia difficile plasmare un personaggio, di pura fantasia, che vive e agisce a contatto con altri realmente vissuti, le cui esistenze sono spesso dettagliatamente documentate.

    Infine, il terzo grande capitolo: dopo lo sdegno giovanile, il sogno realizzato e infranto della maturità, ecco la strategia: l'ex Capitano Gert prende finalmente coscienza di chi sono i veri protagonisti di questa guerra e decide di combatterli con le loro stesse armi. E cambia tutto: cambiano l'ambientazione, i metodi, lo stile. Cambia il modo in cui la creazione letteraria si interseca con la realtà. Dal punto di vista narrativo la terza parte è quella decisiva, quella in cui - dopo aver individuato gli artefici che, dietro le quinte, inattaccabili, hanno da sempre portato avanti i loro giochi - le "pedine" che materialmente ne hanno permesso le manovre, le "ombre di cui le cronache non parleranno" emergono dallo sfondo, si affermano: il protagonista e il suo acerrimo nemico, Q, prendono coscienza l'uno dell'altro, e si espongono in prima persona. Il primo penetrando finalmente nel "cuore" di quell'immenso apparato contro cui ha combattuto per tutta la vita: la Chiesa di Roma, il secondo – semplicemente, e finalmente – rivelandosi.
    In questa resa dei conti, che tanto si addice a un thriller contemporaneo, è racchiuso tutto il meglio e il peggio di questo libro: la tensione è altissima, trama e colpi di scena prevalgono sulla componente storica, rendendo la narrazione più avvincente ma anche - passatemi il termine – più "commerciale"... gli autori ammiccano al lettore, e io per prima mi sono fatta conquistare. Perché no? La sola descrizione di Venezia, splendida e veritiera, perdona tutte le colpe, e poi un libro non è fatto anche per intrigare, catturare, trascinare?

    L'operazione compiuta da Blissett non era cosa facile: inventare di sana pianta un personaggio, dargli credibilità senza che interferisse con ciò che è realmente accaduto (i tanti nomi non sono anche un simbolo? dietro quest'unico personaggio non si nascondono tante figure anonime di cui la Storia non ci ha lasciato traccia?), e il risultato rende giustizia a tanto lavoro. Concordo comunque nel definire Q il personaggio più riuscito dell'intero romanzo... lui, la vera "pedina", colui che ha combattuto la guerra di altri non da mercenario, ma da servo fedele, lui che ha inflitto tante sconfitte e che per ultima ha visto la propria. Magnifica creazione letteraria che meritatamente dà il titolo a questo libro.
    Consigliatissimo.

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  • 4

    Notevole

    Notevole, appunto, l'intrico di personaggi e situazioni che si dipanano pagina dopo pagina. Notevole anche la meticolosità di informazioni relative ad un'era che non è la nostra, quindi notevole la ri ...continue

    Notevole, appunto, l'intrico di personaggi e situazioni che si dipanano pagina dopo pagina. Notevole anche la meticolosità di informazioni relative ad un'era che non è la nostra, quindi notevole la ricerca e l'impegno messi in questo lungo, appassionante romanzo, nel consueto stile ricercato ma scorrevole di Wu Ming alias Luther Blissett. Una pecca, a mio giudizio, si impantana un po' nella parte centrale...solo questo gli toglie la quinta stella, ma per il resto un piccolo capolavoro da leggere, con pazienza e voglia.

    said on 

  • 4

    Appassionante thriller storico.

    Peccato per la piega didascalica che prende fin troppo spesso la narrazione. Certi dialoghi sembrano messi lì apposta per farti il riassuntino di quello che è successo in determinati anni da quel dive ...continue

    Peccato per la piega didascalica che prende fin troppo spesso la narrazione. Certi dialoghi sembrano messi lì apposta per farti il riassuntino di quello che è successo in determinati anni da quel diverso punto di vista, con l’effetto di suonare irrimediabilmente poco credibili e di smorzare l’incalzare degli eventi. Affascinante l’idea alla base della narrazione (senza la quale sarebbe pur sempre un ottimo libro di storia sulla riforma e la controriforma): l’Occhio di Carafa e il protagonista (un eretico dai mille nomi) che si fronteggiano per quasi quarant’anni, fino alla resa dei conti finale.

    said on 

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