Qu est-ce que le cinema ?

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Editeur: Cerf

4.2
(226)

Language: Français | Number of pages: 370 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Italian

Isbn-10: 2204024198 | Isbn-13: 9782204024198 | Publish date: 

Category: Art, Architecture & Photography , History , Non-fiction

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Description du livre
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  • 5

    L'abisso Bazin

    Quando ti appassioni di cinema, seriamente, a un certo punto ti si accende la voglia di sapere ogni cosa, non ti bastano le informazioni disponibili in rete, ogni giorno nuove piccole curiosità ti sca ...continuer

    Quando ti appassioni di cinema, seriamente, a un certo punto ti si accende la voglia di sapere ogni cosa, non ti bastano le informazioni disponibili in rete, ogni giorno nuove piccole curiosità ti scattano in testa come trappole per topi in una soffitta. E gira che ti rigira, arrivi alla grande critica; scopri che esiste un mondo di donne e uomini di cultura che il cinema lo conoscono con una profondità, una tridimensionalità tale che i vari (simpatici, preparati) recensori del web a confronto sono buffe mascherette.
    Poi improvvisamente si apre una ulteriore voragine.
    Un baratro.
    Un abisso.
    Dall'altra parte c'è André Bazin.
    Tutti gli altri illustri critici si fanno più pallidi, quasi costernati e adombrati dalla sua presenza. E' un po' come se un bravo prete incontra Mosè e boh, allora ciao vabbè non c'è storia.
    Il tizio che ha fatto la prefazione a questo poderoso collage di interventi edito da Garzanti, ci tiene a precisare che oggi non è più consentito accettare senza riserve Bazin, che insomma dai è datato. Sto tizio ha almeno la decenza di non firmarsi. Se tu lanci uno sputacchio su un Rembrandt poi non sei mica così coglione da farti riconoscere. Mi pare giusto.
    E invece a parte l'introduzione di questo tizio che poi ha un'altra decenza, quella di essere brevino, questo libro - che pure editorialmente è un guazzabuglio di pezzi, un patchwork abbastanza disarmonico - è un panetto di ghisa per densità e intensità. Se ad ogni frase ti viene da sottolineare, se ad ogni espressione ti si accendono in mente otto riflessioni contemporaneamente, cos'è se non mostruosa pregnanza di significati?
    Datato Bazin. Datato Bazin! I riferimenti di Bazin sono chiaramente limitati all'epoca in cui ha scritto, ai progressi tecnici dell'industria cinematografica e va bene, del resto non mi pare che Dante si ponesse la questione degli ascensori all'Inferno. Ma la portata di ciò che ha intuito ha l'afflato dell'eternità. Non mi riferisco a concetti-chiave, non sto parlando di metodologie critiche innovative perchè di questo mi importa assai poco. Sto parlando dei ventagli che riesce ad aprire su ogni argomento, come ad esempio la bellissima dissertazione su teatro e cinema; percorsi di riflessione inaspettati, imprevedibili, direi quasi emozionanti. Oppure della bellezza di un coccodrillo come il suo in onore del grande Bogie, che riesce a fornire scrivendo le immagini giuste, che diventano plastiche nella mente del lettore. O ancora le sue riflessioni su un grande dimenticato come William Wyler, il giansenista della messa in scena come lo chiama lui, che ti ricodifica tutto il tuo metodo di lettura e comprensione dei suoi film.
    Non riesco a scavare molto di più da questo commento perchè non ho la pazienza. Avrei dovuto prendere appunti per ogni lampadina che mi si accendeva durante la lettura. Per cui vi invito soltanto a fidarvi, se amate il cinema follemente e seriamente e volete addentrarvi nelle sue infinite ramificazioni culturali, questo libro è una attrezzatura indispensabile.

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  • 5

    Uno di quei testi che dovrebbero essere inseriti nelle antologie scolastiche. Senza le riflessioni di Bazin, il Cinema avrebbe avuto più difficoltà a essere riconosciuto come Arte e tutti noi saremmo ...continuer

    Uno di quei testi che dovrebbero essere inseriti nelle antologie scolastiche. Senza le riflessioni di Bazin, il Cinema avrebbe avuto più difficoltà a essere riconosciuto come Arte e tutti noi saremmo molto più poveri. Oserei affermare che si tratta di un testo fondamentale per comprendere il Novecento e il saggio che apre la raccolta (Ontologia dell'immagine fotografica) è uno di quelli che maggiormente hanno influenzato la mia vita.

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  • 2

    Tralasciando quanto i contenuti possano essere importanti per la storia del cinema, la forma è davvero pessima. Anche concetti non troppo complessi vengono esposti in un modo così tortuoso che bisogna ...continuer

    Tralasciando quanto i contenuti possano essere importanti per la storia del cinema, la forma è davvero pessima. Anche concetti non troppo complessi vengono esposti in un modo così tortuoso che bisogna rileggere ogni paragrafo più e più volte per capire cosa stia cercando di dirci. Come complicarsi - e soprattutto complicare - la vita. Non so se sia colpa di una pessima traduzione o sia proprio lui con scarse capacità di esposizione, ma questo libro è formalmente un incubo.

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  • 3

    Caro vecchio eminentissimo Bazin, sarai stato anche un grande critico e avrai fatto anche la storia del cinema di grandi e piccini, ma sfangarti è stata una delle imprese della mia vita.

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  • 5

    bellissimo libro di Andrè Bazin sulla teoria cinematografica che influenzò il movimento francese della Novelle Vague:ogni cinefilo lo dovrebbe avere come propria Bibbia,come guida assoluta nel grande ...continuer

    bellissimo libro di Andrè Bazin sulla teoria cinematografica che influenzò il movimento francese della Novelle Vague:ogni cinefilo lo dovrebbe avere come propria Bibbia,come guida assoluta nel grande mondo del cinema.Se vi piace il cinema:
    http://kinarto.forumattivo.it/

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  • 4

    Un libro senza dubbio imprescindibile per chi ama il cinema e per chi vuole farsi una cultura su di esso. Ho trovato la lettura di alcuni punti leggermente ostica, specie nella prima parte, ma allo st ...continuer

    Un libro senza dubbio imprescindibile per chi ama il cinema e per chi vuole farsi una cultura su di esso. Ho trovato la lettura di alcuni punti leggermente ostica, specie nella prima parte, ma allo stesso tempo ci sono pagine che mi hanno interessato moltissimo, come quelle su Chaplin, il breve pezzo su Bogart, quello sull'evoluzione del Western. Bellissima anche quella sul neorealismo, in cui viene introdotto anche il discorso su Fellini.
    Mi ha sorpreso moltissimo come Bazin sia riuscito a spiegare, analizzare e contestualizzare delle opere cinematografiche a pochissimo tempo dall'uscita. Ad esempio, Monsieur Verdoux è del '47 e lui ne scrive già nel '48 come se fossero passati anni dall'uscita del film. Grandissimo, peccato se ne sia andato a soli quarant'anni.

    dit le