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Quaderni della guerra e altri testi

Di

Editore: Feltrinelli (Narratori)

3.6
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 333 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807017512 | Isbn-13: 9788807017513 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Frausin Guarino

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Descrizione del libro
I "Quaderni della guerra" costituiscono la parte più importante degli archivi depositati da Marguerite Duras all'lmec (Institut Mémoires de l'édition contemporaine) nel 1995. Scritti tra il 1943 e il 1949, sono rimasti a lungo chiusi nei mitici "armadi blu" della sua casa di Neauphle-le-Chàteau; la loro pubblicazione permette l'accesso a un documento autobiografico unico e a una testimonianza preziosa sul lavoro letterario della scrittrice ai suoi inizi. Il contenuto di questi quattro quaderni eccede ampiamente il quadro della guerra, malgrado la nota apposta da Marguerite Duras sulla busta che li conteneva, ora diventata il titolo del volume. In effetti, troviamo racconti dove evoca i periodi più cruciali della sua vita, in particolare la gioventù in Indocina; abbozzi di romanzi in corso, come Una diga sul pacifico o "Il marinaio di Gibilterra"; o il racconto all'origine de "Il dolore". Dieci "altri testi" inediti, contemporanei alla stesura dei quaderni, completano quest'immagine di un'opera nascente dove si disegna l'architettura primitiva dell'immaginario durassiano.
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  • 4

    Ci sono talenti diversi nella scrittura e quello di Marguerite Duras è indubbiamente l'autobiografia. I racconti di pura invenzione sono nettamente inferiori ai quelli basati sui ricordi d'infanzia, guerra e dopoguerra. Non c'è nessun paragone tra quegli squallidi amorazzi di giovincelli parigini ...continua

    Ci sono talenti diversi nella scrittura e quello di Marguerite Duras è indubbiamente l'autobiografia. I racconti di pura invenzione sono nettamente inferiori ai quelli basati sui ricordi d'infanzia, guerra e dopoguerra. Non c'è nessun paragone tra quegli squallidi amorazzi di giovincelli parigini confusi narrati nei racconti e il ricordo terribile del ritorno dal campo di concentramento di suo marito e non solo per l'evidente contrasto dell'argomento.
    La Duras ha una scrittura potente, molto più sfrontata, decisamente meno da jeune fille rangee della de Beauvoir. Tuttavia continuo a ritenere la de Beauvoir decisamente superiore, meno volgare, forse meno intensa, ma decisamente più fine nell'indagare l'animo umano.

    ha scritto il 

  • 3

    So di aver "profanato" una vera autorità letteraria, ma all'ennesima pagina di sconfitta, di abbandono, di offesa non ho potuto far altro che chiudere il volume. Riconosco alla Duras una superba abilità nel rendere visivamente le atmosfere d'inizio Novecento, specialmente quelle dell'Indocina che ...continua

    So di aver "profanato" una vera autorità letteraria, ma all'ennesima pagina di sconfitta, di abbandono, di offesa non ho potuto far altro che chiudere il volume. Riconosco alla Duras una superba abilità nel rendere visivamente le atmosfere d'inizio Novecento, specialmente quelle dell'Indocina che chi non ha mai visto ha solamente immaginato in tante occasioni...m'impegno a leggere altri suoi testi, lo giuro!

    ha scritto il 

  • 3

    Operazione commerciale discutibile

    Perchè prendere appunti che l'autore ha deciso di lasciare in fondo a un armadio, e che sono per lo più bozze di altri libri già pubblicati e pubblicarli postumi?
    Appunti su cui l'autore ha poi duramente lavorato, per trasformarli in quello che poi riteneva degno di essere pubblicato? Mi se ...continua

    Perchè prendere appunti che l'autore ha deciso di lasciare in fondo a un armadio, e che sono per lo più bozze di altri libri già pubblicati e pubblicarli postumi?
    Appunti su cui l'autore ha poi duramente lavorato, per trasformarli in quello che poi riteneva degno di essere pubblicato? Mi sembra una mancanza di rispetto, se non nel caso in cui questi diari aggiungano qualcosa di fondamentale alla comprensione dell'opera e dell'autore stesso. A me non è sembrato, anzi, semmai mi è parso che togliessero qualcosa. Non consiglio di leggere questo libro, nemmeno agli amanti della Duras come me.

    ha scritto il