Quaderni ucraini

Le radici del conflitto. Un reportage disegnato. Nuova edizione

Di

Editore: Coconino Press (Documenta)

4.0
(27)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876182721 | Isbn-13: 9788876182723 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fumetti & Graphic Novels

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Descrizione del libro
Igort aggiorna i suoi Quaderni ucraini. Dopo il racconto della storia di un popolo, racconta e disegna in tempo reale la cronaca dolorosa del presente: una guerra in corso in Ucraina, non dichiarata dalla Russia di Putin ma non per questo meno spietata. Le nuove storie di questa edizione sono state realizzate in diretta. Ascoltando i blogger indipendenti, parlando con i parenti delle vittime, verificando, aggiornando i fatti. Per restituirci i volti e le voci delle vittime, l'umanità della gente semplice che resiste nonostante tutto. Un post scriptum alla storia dell'Ucraina, nato da una conversazione di Igort con Art Spiegelman, e un'inedita forma di reportage giornalistico. Dove il disegno svela le vite umili e nascoste, trasmette le emozioni, illumina le zone d'ombra che la parola scritta non può raccontare. Igort continua a narrarci i destini di chi ha vissuto e vive all'ombra e ai margini dell'Impero sovietico. Affronta il viaggio nell'anima e nell'attualità dell'Ucraina non con la fredda “distanza” del cronista, ma con la commozione partecipe di chi ascolta i perseguitati.
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  • 3

    Reportage dall'inferno

    La storia recente dell'Ucraina raccontata dalla povera gente.

    Tante storie personali, tratte da interviste, che ci costruiscono un quadro dell'Ucraina dal 1929 ai giorni nostri.

    Tanti episodi terribil ...continua

    La storia recente dell'Ucraina raccontata dalla povera gente.

    Tante storie personali, tratte da interviste, che ci costruiscono un quadro dell'Ucraina dal 1929 ai giorni nostri.

    Tanti episodi terribili.

    Come ad esempio l'Holomodor (dall'espressione ucraina "infliggere la morte attraverso la fame") che è il nome che si dà al genocidio che dal 1929 al 1933 portò alla morte più di tre milioni di ucraini. Tale genocidio fu voluto da Stalin per la cosiddetta dekulakizzazione, ossia l'eliminazione dei piccoli contadini in favore della collettivizzazione delle terre.
    Una disumanità gratuita, non spiegabile con alcuna teoria, senza giustificazioni. Una terra fertile costretta alla carestia per sterminare i suoi abitanti per fini politici. Il risultato fu devastazione, necrofagia, inedia, sofferenze.

    Avrà mai un limite, la ferocia degli uomini?

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia atroce raccontata in punta di piedi.

    Direi la ricorrente cifra comunicativa di Igort: un reportage dal di dentro, la storia con la S maiuscola attraverso le Storie sconosciute con la s minuscola, che fanno però il vero racconto, che tras ...continua

    Direi la ricorrente cifra comunicativa di Igort: un reportage dal di dentro, la storia con la S maiuscola attraverso le Storie sconosciute con la s minuscola, che fanno però il vero racconto, che trasformano dati statistici in storie di sofferenze atroci e al tempo stesso nel calore dei rapporti umani. Dati storici, la storia, la politica, e le storie vere delle persone. Il risultato è una denuncia dura e agghiacciante di un’opera sistematica di sopraffazione e annientamento di un popolo, al tempo stesso “delicata”, per il modo in cui entra nelle storie delle persone e ce le racconta. Ci si può chiedere: come si può raccontare un genocidio con delicatezza e tratti sussurrati? Igort lo fa. E alla fine la storia resta nelle maglie della tua pelle.

    ha scritto il 

  • 5

    Un bellissimo reportage fatto di profonda e sentita empatia col popolo ucraino, esemplato su alcune persone comuni ed eccezionali di cui si racconta la storia con un segno nitido ed essenziale in cui ...continua

    Un bellissimo reportage fatto di profonda e sentita empatia col popolo ucraino, esemplato su alcune persone comuni ed eccezionali di cui si racconta la storia con un segno nitido ed essenziale in cui il bianco e nero si alterna al color seppia. Per capire finalmente il dolore e le sofferenze che stanno dietro le vicende ucraine, raccontate in modo confuso dai giornali. Per capire.

    ha scritto il