Quaderno di traduzioni

Di

Editore: Einaudi

4.4
(12)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806141309 | Isbn-13: 9788806141301 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
La lezione espressiva di Fenoglio scrittore, l'inimitabilità del suo stile misto, in cui confluiscono più lingue e più registri linguistici, molto deve alla sua pratica di traduttore. Questa fu, per un "ricercatore della parola" come lui, un apprendistato fondamentale, a cui si dedicò appassionatamente soprattutto nei periodi di stasi creativa. Insofferente verso il prevalere, nell'italiano dei suoi contemporanei, di "sedimenti stagnanti", Fenoglio coltiva una preferenza per il teatro e la poesia anglosassoni. Questo "sembrano offrirgli una lingua più vitale e agile e, allo stesso tempo, una forte componente drammatica", scrive Mark Pietralunga, curatore di questo volume, nella sua introduzione. Ecco pertanto avvicendarsi i termini colloquiali e la dimensione popolare della "Ballata del vecchio marinaio" di Coleridge, la maniera da splendido isolato di Hopkins, la tragica potenza dei cori di "Assassinio nella cattedrale" di Eliot, il linguaggio quotidiano e immediato di Edgar Lee Masters e, ancora, testi di Browning, Donne, Creeley, antiche poesie accadiche, fino alle poesie in inglese di "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" di Pavese.Edizione con testo a fronte.
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    Davvero una fortuna che qualcuno in Einaudi abbia pensato di raccogliere le traduzioni di Fenoglio in un unico volumetto. Della serie, meglio fare ammenda tardi che non farla mai! Si tratta in ogni ca ...continua

    Davvero una fortuna che qualcuno in Einaudi abbia pensato di raccogliere le traduzioni di Fenoglio in un unico volumetto. Della serie, meglio fare ammenda tardi che non farla mai! Si tratta in ogni caso di un libretto-chicca per gli appassionati di Fenoglio, utilissimo non solo per saperne di più circa i poeti e gli autori da lui più amati, ma anche per capire in che modo il buon Beppe lavorasse ai suoi stessi romanzi che, come ben si sa, sono pieni di influenze letterarie angloamericane e di anglicismi nel linguaggio.
    Anche come traduttore Fenoglio si dimostra attento e sensibile, si sentono chiaramente l'amore e il rispetto che portava agli autori di cui si accingeva a tradurre i testi. Interessantissima la prefazione in cui si parla del modo in cui Fenoglio creava i suoi romanzi e di come il linguaggio e il suo lavoro di traduttore fossero base fondante della sua stessa scrittura.

    ha scritto il