Quaderno proibito

Di

Editore: Mondadori

4.0
(341)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: 880447131X | Isbn-13: 9788804471318 | Data di pubblicazione:  | Edizione 14

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Valeria Cossati acquista, in un impulso irragionevole, un lucente quaderno nero per scrivervi il proprio diario. Superato il turbamento per questo gesto irrazionale e apparentemente immotivato, la donna riporta minuziosamente sulle sue pagine la routine quotidiana (i figli alle prese con i primi amori che vogliono rendersi indipendenti, il denaro che non basta mai, le difficoltà con il marito, il lavoro in ufficio e l'amicizia speciale con il proprio direttore) dando sfogo alla pacata tristezza che prova vedendo crollare le impalcature tradizionali della famiglia. Tutti i problemi da lei affrontati trascendono i limiti della vicenda personale: Valeria diventa il simbolo di una società in via di trasformazione.
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  • 4

    "La nostra vita intima è ciò che più conta per ognuno di noi eppure dobbiamo sempre fingere di viverla senza quasi avvedercene, con disumana sicurezza."

    Siamo negli anni '50. Valeria una donna di 43 prova l'irrefrenabile impulso di comperare un quaderno dove poter scrivere i propri pensieri legati alla vita di tutti i giorni.

    In quest'epoca post'belli ...continua

    Siamo negli anni '50. Valeria una donna di 43 prova l'irrefrenabile impulso di comperare un quaderno dove poter scrivere i propri pensieri legati alla vita di tutti i giorni.

    In quest'epoca post'bellica è persino vietata la vendita dei quaderni. E non solo è proibita la vendita ma è pure mal visto, dalla morale comune, che una donna, madre e moglie, abbia la necessità di avere un contesto tutto per sé, un luogo e uno spazio da poter dedicare alle sue riflessioni, alla sua vita intima, un contesto riservato-personale da non condividere con nessuno.
    - E mi vien da chiedere: quanto oggi viene compresa una simile esigenza?

    Valeria lavora. Valeria è felice del lavoro che fa. Valeria occupa un ruolo importante all'interno della società in cui è impiegata. Ma deve fingere di lavorare solo per necessità economica. Non 'sta bene' che una donna non si esaurisca e non si appaghi all'interno della famiglia, non 'sta bene' che una donna lavori, non 'sta bene' che una donna viva l'amore in sé e per sé non finalizzandolo alla costituzione di una famiglia.
    - E ancora mi vien da chiedere: quanto ci siam spostati da questo modo di pensare?

    E turba, turba davvero parecchio leggere i pensieri di questa donna, che non si riconosce nei modelli che le impone la società, ma per contro non ha la forza e la volontà di ribellarsi ad essi. Descrive, con una sorta di universalità, il pensiero femminile di fronte alle questioni che ancora oggi costituiscono la vita di molte donne. Famiglia, lavoro, figli. Sempre in bilico tra affermazione e negazione delle proprie necessità. Sempre in bilico tra sensi di colpa e senso del dovere. Sempre in bilico tra quella che è l'educazione che ha ricevuto e la volontà (o la necessità) di rompere col passato, di evolvere e trovare una condizione che possa rendere tutti, lei compresa, più soddisfatti. E il compimento dei quarant'anni spinge ai fare bilanci, oggi come allora.

    "A una certa età ... tutto ciò che abbiamo fatto non ci basta più; ha servito solo a renderci quelli che siamo. E così come siamo, ora che siamo veramente noi, quelli che abbiamo voluto o potuto essere vorremmo incominciare a vivere nuovamente, consapevolmente, secondo i nostri gusti di oggi. Invece, dobbiamo seguitare a vivere la vita che abbiamo scelto quando eravamo altri."

    Ma il valore del romanzo, sta proprio nella capacità di uscire dalle questioni meramente legate alla condizione femminile. Si parla di uomini e di donne. Di giovani e di non più giovani. Del loro diverso approccio alla vita. La considerazione che ho riportato ad esempio, è priva di genere e di valenza 'universale', legata solo all'età.

    Mi vien nuovamente da chiedermi: quanti passi avanti son stati fatti sia da parte degli uomini che da parte delle donne, rispetto le situazioni descritte nel diario? E se ne son stati fatti, la direzione è quella che conduce ad una maggiore soddisfazione delle parti?

    Uno scritto che non lascia nessuna concessione al romanticismo. Una analisi cruda e spietata, un bilancio di una vita costellata di rinunce e di negazione di se stessi, a partire dalla propria intimità.
    Davvero un peccato che questo romanzo sia uscito di pubblicazione.

    Una nota. De Céspedes chi era costei? Se non fosse stato per Anobii avrei ignorato l'esistenza di questa autrice, peraltro molto prolifica, donna di cui sono poi andata a ricercare le tracce in rete. Scrittrice, poetessa e partigiana, sceneggiatrice... in sintesi autrice e intellettuale a tutto tondo attiva e molto conosciuta all'epoca.

    Curioso come l'autrice in questione fosse pubblicata in vita da Mondadori nel brand delle opere rosa ( le copertine delle sue opere dell'epoca sono emblematiche) quando in realtà la sua produzione (almeno questa, ma anche diverse altre da quanto si legge in rete) è lontana dai sentimentalismi o dai romanticismi del genere Harmony o giù di lì.

    (Grazie a Capinera di avermi condotto a questa lettura)

    ha scritto il 

  • 4

    Ambientato nei primi anni cinquanta, il romanzo racconta in forma di diario un periodo della vita di Valeria Cossati, quarantatreenne, piccolo-borghese romana, moglie e madre perfetta e amorevole. La ...continua

    Ambientato nei primi anni cinquanta, il romanzo racconta in forma di diario un periodo della vita di Valeria Cossati, quarantatreenne, piccolo-borghese romana, moglie e madre perfetta e amorevole. La scrittura in clandestinità del diario, su cui riporta minuziosamente i fatti della routine quotidiana, consente a Valeria dapprima di alleviare la solitudine, di sfogare i sentimenti, di essere diversa da come gli altri immaginano che sia o da come lei stessa pensava di essere, di rendersi conto della vita monotona e poco appagante, delle aspirazioni frustrate, fino alla dolorosa acquisizione della consapevolezza del fallimento del suo mondo e all’accettazione con rassegnazione della condizione e del ruolo che la società le impone.

    Un romanzo bello e interessante che descrive le riflessioni e le emozioni della protagonista e, allo stesso tempo, consente di comprendere il ruolo sociale della donna negli anni cinquanta, ancora circoscritto ad un ambito esclusivamente domestico.

    ha scritto il 

  • 5

    uno dei pochi libri che ho riletto, di solito non amo farlo. Ma ricordavo in questo diario il seme di una consapevolezza del proprio vivere ,non comune in una donna degli anni cinquanta.La piantina ch ...continua

    uno dei pochi libri che ho riletto, di solito non amo farlo. Ma ricordavo in questo diario il seme di una consapevolezza del proprio vivere ,non comune in una donna degli anni cinquanta.La piantina che stava nascendo, però, è stata presto stroncata: fa sempre troppa paura rendersi conto della realtà

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo introspettivo di genere, non concede nulla di romantico alla condizione della donna nell'immediato dopoguerra italiano (e non solo).
    Lettura molto scorrevole, centrata su un solido equilibrio ...continua

    Romanzo introspettivo di genere, non concede nulla di romantico alla condizione della donna nell'immediato dopoguerra italiano (e non solo).
    Lettura molto scorrevole, centrata su un solido equilibrio di disincanto - che non sfocia mai nel cinismo - e di crescita della consapevolezza di sé che non indugia mai in sogni irrealizzabili, mantenendo, al contrario, un serrato e stretto legame con la realtà.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo, intenso, commovente, amarissimo. Una donna nei primi anni'50, subito dopo la guerra, scrivendo segretamente un diario, si rende conto delle tante cose che non vanno nella sua vita, di qua ...continua

    Bellissimo, intenso, commovente, amarissimo. Una donna nei primi anni'50, subito dopo la guerra, scrivendo segretamente un diario, si rende conto delle tante cose che non vanno nella sua vita, di quanto i suoi sacrifici e la sua dedizione siano totalmente incompresi o apprezzati dai suoi famigliari a cui ha dato tutto. E capisce anche, grazie a sua figlia, intelligente crudele e moderna, che la società sta cambiando rapidamente intorno a lei che si trova nel mezzo, combattuta tra insegnamenti tradizionali, scrupoli, e sensi di colpa e nuove sensibilità che si fanno strada. Un romanzo che dovrebbe essere adottato come lettura obbligatoria per chiunque, soprattutto gli uomini, intenda metter su famiglia, per capire come NON comportarsi.

    ha scritto il 

  • 4

    Diario degli anni Cinquanta

    Niente male questo racconto di una stagione, dall'autunno alla primavera, di Valeria, una donna negli anni Cinquanta.
    É solo decidendo di scrivere un diario che Valeria riesce a leggere la sua vita, ...continua

    Niente male questo racconto di una stagione, dall'autunno alla primavera, di Valeria, una donna negli anni Cinquanta.
    É solo decidendo di scrivere un diario che Valeria riesce a leggere la sua vita, a cogliere la profonda differenza tra quanto si va raccontando su stessa e ció che vive realmente.
    Si sforza di aderire alle convenzioni del suo tempo, si é convinta di vivere una vita coniugale appagata e serena, si aspetta che i figli seguano i percorsi prescritti. Ma scrivendo, lentamente comprende che il suo mondo ordinato non esiste piú, che il suo matrimonio si é spento nella consuetudine, che i suoi figli faranno scelte che non condividerà; e sarà proprio la figlia femmina a rivelarsi la piú forte sottraendosi ad un futuro giá scritto di moglie e di madre.
    In quanto a Valeria, sarà costretta a rinunciare a qualsiasi possibile evasione e deciderà di nascondere a chiunque i pochi mesi in cui ha potuto immaginare anche per sè un destino diverso.
    Chi -come me - ha una certa età riuscirà a riconoscere, specie se donna, le rigide convenzioni che hanno funestato la sua infanzia e a coglierne gli echi nel presente. Per i giovani sarà forse meno comprensibile e il linguaggio un po' artefatto potrebbe respingerli, ma si perderebbero un interessante esperienza di lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    quaderno proibito

    Si legge piacevolmente poichè la scrittura è scorrevole e la bravura della scrittrice è proprio nella semplicità e purezza del linguaggio. Siamo nel 1950 e la nobiltà decaduta rimpiange i suoi perduti ...continua

    Si legge piacevolmente poichè la scrittura è scorrevole e la bravura della scrittrice è proprio nella semplicità e purezza del linguaggio. Siamo nel 1950 e la nobiltà decaduta rimpiange i suoi perduti privilegi mentre i nuovi ricchi ostentano le loro ricchezze. Valeria, nobile decaduta sposata a un povero impiegato di banca, scopre se stessa scrivendo su un diario ricordi passati e quotidiana realtà della sua vita: è un segreto che non confesserà mai a nessuno poichè è proprio rileggendo ciò che scrive di intimo e segreto sul diario che scoprirà di non essere una persona integerrima, come tutti pensano. Ha sogni e desideri che non possono essere confessati e la paura che il diario venga scoperto e con lui la sua verità, la porteranno a bruciarlo nonostante che la scrittura fosse divenuta la sua, quasi, unica possibilità di comunicare con la sua interiorità.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Valeria a un certo punto della sua vita ha perso la sua identità e per tutti è diventata "mammà", solo madre, quasi quasi neanche più moglie. Anche per se stessa. Fino a quando, seguendo un impulso, n ...continua

    Valeria a un certo punto della sua vita ha perso la sua identità e per tutti è diventata "mammà", solo madre, quasi quasi neanche più moglie. Anche per se stessa. Fino a quando, seguendo un impulso, non compra un diario, un semplice quaderno nero a righe dove inizia a scrivere gli eventi della giornata e sopratutto le sue riflessioni. Vendendo a conoscenza di un mondo nascosto, sollevando il velo dell'ipocrisia, sua e degli altri, riuscendo in tal modo a guardarsi più nel profondo. Alla fine sceglie la strada consueta, quella che non la allontanerà dalla via conosciuta e già tracciata, consapevole che forse si ritroverebbe a vivere una vita non dissimile da quella presente.

    ha scritto il 

  • 3

    ...e mezzo!

    "...perché tutte le donne nascondono un quaderno nero, un diario proibito."

    La storia di una donna forte, una donna che è nata in un periodo in cui il sesso femminile era visto con il solo scopo di es ...continua

    "...perché tutte le donne nascondono un quaderno nero, un diario proibito."

    La storia di una donna forte, una donna che è nata in un periodo in cui il sesso femminile era visto con il solo scopo di essere puro, dedito alla casa, al marito e ai figli, una donna che troppo presto ha creato e indirizzato la sua vita in un'unica direzione e arriva ad un punto in cui decide di fermarsi e rivedere un pò la situazione, una donna abituata ad essere sottomessa dalle convenzioni sociali, una donna che nonostante tutti i sacrifici sta zitta e a testa alta fa di tutto per rendere felici le persone che le stanno a cuore, una donna che cerca uno spiraglio di libertà in mezzo a tutte le fatiche quotidiane, una donna che mi ricorda un pò mia madre per certi aspetti:questa è Valeria, la protagonista di "Quaderno proibito".
    Ho deciso di leggere questo libro perchè mi era venuta voglia di qualcosa ambientato negli anni '50/'60, che come periodo adoro...
    Non è male, è scritto abbastanza scorrevole,e a leggere delle vite di questa famiglia mi veniva un pò l'ansia, ma sinceramente poco mi ha lasciato.
    Non mi sento di dare più di tre stelline e mezzo.

    ha scritto il 

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