Qualcuno alla porta

Di

Editore: Sellerio (La memoria, 255)

3.8
(191)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 267 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838908249 | Isbn-13: 9788838908248 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefania Bruno ; Illustrazione di copertina: Edward Hopper

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
«In principio c'era terra e pietra ed una goccia d'acqua. La terra e la pietra ristanno, ma l'acqua si muove, cresce. Si fa rivolo e torrente, il torrente diventa fiume. Ci sono molti fiumi. Uno è il Danubio, un altro è la paura». Sembra uno di quei soggetti che piacevano ad Hitchcock (e non è detto che il pressoché ignoto Holiday Hall, scrivendo Qualcuno alla porta, non avesse in mente le figure di James Stewart e Doris Day, o di Cary Grant e Grace Kelly). Una classica giovane coppia americana, a Vienna per affari (una Vienna del dopoguerra: con le macerie, le zone angloamericane e russe, i viennesi che cercano di sopravvivere e sentono il peso di una colpa collettiva), inciampa senza intenzione in un triplice omicidio. E, un passo dopo l'altro, Casey e Felicia, essendo cacciatori e cacciati nello stesso tempo, si mettono nei guai. Un passo dopo l'altro, un particolare accanto a un altro e - hitchcockianamente - quanto più breve è il passo, quanto più irrisorio il particolare, tanto più cresce la tensione: così li segue il lettore, senza capire bene se stia seguendo le orme di un assassino, un intrigo internazionale, una caccia fatale. Di Holiday Hall, Qualcuno alla porta è il secondo, e ultimo noto, romanzo «giallo». Il primo, La fine è nota ha fatto pensare a Leonardo Sciascia di trovarsi di fronte a uno scrittore «di qualità diversa, di livello più alto, di miglior vocazione e di diverso avvenire». E cosa sia questa qualità diversa si può forse ravvisare in un modo particolare, lento inatteso inesorabile, di amministrare il crescendo della storia (di fare suspence).
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  • 3

    Scritto bene da un autore di cui non si sa assolutamente nulla, magnificamente costruito (con uno scivolone finale tutto sommato perdonabile), ricco di atmosfera, piacevolmente demodée, Qualcuno alla ...continua

    Scritto bene da un autore di cui non si sa assolutamente nulla, magnificamente costruito (con uno scivolone finale tutto sommato perdonabile), ricco di atmosfera, piacevolmente demodée, Qualcuno alla porta offre l’occasione per riflettere su quante cose siano cambiante in sessant’anni nella letteratura gialla. Nessun effetto speciale, nessuna insistenza su dettagli truculenti, e invece una trama complessa in cui, alla fine, tutto si tiene, anche se bisogna fare un po’ su e giù fra le pagine perché i personaggi sono tanti, e minuscoli i dettagli da ricordare per riconoscerli. E poi una gran cura nel delineare la topografia (con la guida del Touring si possono seguire i percorsi dei protagonisti) e il clima di una città occupata, Vienna, in cui potenze contrapposte iniziano a sperimentare la guerra fredda, e una popolazione umiliata ma ancora fervidamente nazista cerca in tutti i modi di tirare avanti. Lo scivolone finale è tipico anche dei romanzi di Ian Fleming: il cattivo ha tutti sotto tiro, ma invece di premere il grilletto si dilunga a spiegare come, quando e perché ha fatto questo e quello, finché perde l’attimo e rimane fregato. Ma è perdonabile perché arriva al termine di un romanzo teso e ricco di colpi di scena, parente tutt’altro che povero del Terzo uomo di Graham Greene e Orson Welles.

    ha scritto il 

  • 3

    Chissà perché le seconde opere, intesa come data di pubblicazione da Sellerio rispetto a "La fine è nota", sono quasi sempre meno belle delle prime. (18-01-15 rilettura)

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante l'ambientazione ed interessante il meccanismo che induce i protagonisti (giovane coppia americana) al coinvolgimento in una storia oscura e lontana mille miglia dal modo di vedere ameri ...continua

    Interessante l'ambientazione ed interessante il meccanismo che induce i protagonisti (giovane coppia americana) al coinvolgimento in una storia oscura e lontana mille miglia dal modo di vedere americano ( soprattutto di quegli anni).

    ha scritto il 

  • 4

    Dampfbad

    Non è perfetto come La fine è nota, ma va ricordato almeno per la scena del bagno turco: un labirinto di immagini sfocate, vapori e suoni che potrebbe riassumere l'atmosfera dell'intero racconto. Pecc ...continua

    Non è perfetto come La fine è nota, ma va ricordato almeno per la scena del bagno turco: un labirinto di immagini sfocate, vapori e suoni che potrebbe riassumere l'atmosfera dell'intero racconto. Peccato che la continua ricerca del colpo di scena finisca per far girare spesso la storia su se stessa. Interessante l'uso del sonoro per svolgere alcuni nodi narrativi.
    Un po' meno di quattro stelle.

    ha scritto il 

  • 2

    Un noir lento come un bradipo, noioso come seguire un dibattito parlamentare, con una suspance pari alla lettura delle istruzione del mio ereader.....insomma,se non fosse chiaro un libro inutile,una l ...continua

    Un noir lento come un bradipo, noioso come seguire un dibattito parlamentare, con una suspance pari alla lettura delle istruzione del mio ereader.....insomma,se non fosse chiaro un libro inutile,una lettura inutile,del tempo sprecato!

    ha scritto il 

  • 4

    A trovarne di giallisti così al giorno d'oggi.
    Il secondo (e ultimo, a quanto pare) giallo di un autore misterioso che, lontano dalle intime ambientazioni americane di La fine è nota, porta il lettore ...continua

    A trovarne di giallisti così al giorno d'oggi.
    Il secondo (e ultimo, a quanto pare) giallo di un autore misterioso che, lontano dalle intime ambientazioni americane di La fine è nota, porta il lettore nell'Austria del dopoguerra, immergendolo in un "poliziesco" (strano, anche in questo caso l'investigazione è condotta da un civile e non dalla polizia) tanto torbido quanto accattivante. Più complicato rispetto al romanzo sopra citato, in Qualcuno alla porta i personaggi in gioco sono numerosi, e ognuno ha un ruolo ben preciso nella vicenda, niente e nessuno è lasciato al caso. L'attenzione ai dettagli è quasi maniacale e tutte le tessere alla fine della storia si incastrano tra di loro alla perfezione, in una suspense che lascia sbigottiti.
    Quattro stelline solo perché La fine è nota mi è piaciuto di più ma nondimeno siamo di fronte a un capolavoro della detective story americana degli anni 50.

    ha scritto il 

  • 4

    "Qualcuno alla porta" è un'intreccio che ricorda i primi film di Hitchcock,non per niente quando lo lessi diedi i volti dei due protagonisti,Casey e Felicia,di Cary Grant e I.Bergman.Un giallo all'ame ...continua

    "Qualcuno alla porta" è un'intreccio che ricorda i primi film di Hitchcock,non per niente quando lo lessi diedi i volti dei due protagonisti,Casey e Felicia,di Cary Grant e I.Bergman.Un giallo all'americana che riporta davvero a"caccia al ladro"o"intrigo internazionale".Mistero nel mistero l'identità dell'autore,rimasta sempre sconosciuta dietro a questo pseudonimo;fu di Leonardo Sciascia il merito di scoprire e proporre questo romanzo noir anche in Italia.Era il 1950.Cominciando la lettura,si entra in un vortice dove ogni azione è un tanto di tensione in più.L'ambientazione una Vienna del primo dopoguerra dove russi e angloamericani si dividono le macerie della città e la vita ha il valore di un pasto in più...un giallo americano,neon scassati e ombre di lunghi impermeabili ad inseguire per non essere seguiti e la sensazione che ci sia davvero,in silenzio,qualcuno alla porta.

    ha scritto il 

  • 4

    Incipit

    In principio c'era terra e pietra ed una goccia d'acqua. La terra e la pietra ristanno, ma l'acqua si muove, cresce. Si fa rivolo e torrente, il torrente diventa fiume. Ci sono molti fiumi. Uno è il D ...continua

    In principio c'era terra e pietra ed una goccia d'acqua. La terra e la pietra ristanno, ma l'acqua si muove, cresce. Si fa rivolo e torrente, il torrente diventa fiume. Ci sono molti fiumi. Uno è il Danubio, un altro è la paura.

    ha scritto il