Qualcuno con cui correre

Di

Editore: Mondadori (Oscar scrittori del novecento, 1805)

4.2
(4455)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 363 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8804508183 | Isbn-13: 9788804508182 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Shomroni

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Assaf è un sedicenne timido e impacciato; inseguendo un cane per le strade di Gerusalemme viene condotto in luoghi impensati, di fronte ad inquietanti personaggi, fino ad incontrare Tamar, una ragazza solitaria e ribelle, fuggita di casa per salvare il fratello tossicodipendente. Il mistero ed il fascino di Tamar catturano Assaf, che decide di andare fino in fondo, di "correre" con lei.
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  • 5

    Ingredienti: un sedicenne che corre con un cane alla ricerca della sua padrona scomparsa, una coetanea in fuga da casa in cerca del fratello in pericolo, una schiera di artisti di strada schiavizzati ...continua

    Ingredienti: un sedicenne che corre con un cane alla ricerca della sua padrona scomparsa, una coetanea in fuga da casa in cerca del fratello in pericolo, una schiera di artisti di strada schiavizzati da sfruttatori senza scrupoli, tanti incontri sorprendenti o pericolosi per le vie di Gerusalemme.
    Consigliato: a chi corre per sfuggire dagli incubi o per inseguire i propri sogni, a chi ha bisogno dell’aiuto di amici e fratelli per tornare in piedi.

    ha scritto il 

  • 5

    All'inizio ho faticato ad immergermi nella storia, e l'ho accantonato per qualche settimana poi quando l' ho ripreso in mano è scattata la scintilla... ho adorato storia stile e personaggi e anche l' ...continua

    All'inizio ho faticato ad immergermi nella storia, e l'ho accantonato per qualche settimana poi quando l' ho ripreso in mano è scattata la scintilla... ho adorato storia stile e personaggi e anche l'ambientazione in Israele. I protagonisti sono due adolescenti che vivono un'esperienza che segna il passaggio all'età adulta e le corde che vengono toccate evocano riflessioni sulla vita su cui spesso gli adulti non si soffermano più

    ha scritto il 

  • 3

    Israele e altri luoghi - 16 giu 17

    Avevo letto questo Grossman al tempo dell’uscita, ma era rimasto dimenticato nelle pieghe della memoria, sia come libro (che non trovavo più nelle mie librerie) sia come storia, benché non sia facile ...continua

    Avevo letto questo Grossman al tempo dell’uscita, ma era rimasto dimenticato nelle pieghe della memoria, sia come libro (che non trovavo più nelle mie librerie) sia come storia, benché non sia facile farla uscire di mente. Ma si sa che il mio cervello ogni tanto ha dei salti quantici che non immaginate, per cui, va bene così. E va bene che l’ottima Nicoletta me lo abbia omaggiato nelle nostre scorribande natalizie. In realtà non ho letto molto di Grossman, che nelle sue prime espressioni trovo difficile da seguire. Mi trovo a mio agio più con Amos Oz che con lui, anche se del buon David seguo sempre con interesse le prese di posizione, gli articoli politici pubblicati qua e là. Devo quindi convenire che questo romanzo “di formazione” come sarebbe chiamato dai critici ortodossi, è un buon romanzo, si legge con facilità, anche nelle sue improbabilità. Perché non è probabile certo la corsa di Assaf per le strade di Gerusalemme, dietro alla cagna Dinka alla ricerca di una fantomatica Tamar, improbabili gli incontri (Teodora, il poliziotto cattivo, Sergej, Leaf), improbabile alla fine l’incontro con Tamar, e la soluzione, per fortuna, ottimistica di tutta la storia. Tanto improbabile da essere vera, appassionata, in molti sensi adorabile. Anche se mi lascia più freddo tutta la storia di strada degli artisti maledetti e senza futuro che si aggirano per un’Israele che, all’epoca dello scritto, avevo appena visitato. E già, proprio nel 2000 e nella sua Pasqua feci un grande giro per tutto Israele, dal deserto del Negev sino ad un kibbutz nel nord, verso il Libano, rimanendo, a lungo, e spero di tornarci presto, in una sempre adorabile ed amata Gerusalemme. Città di tutte le razze e le religioni. Questo è quello che qui mi manca un po’. Un racconto che potrebbe essere ovunque, che dribbla i problemi locali, per tirare fuori, e con grande capacità certo, i problemi di tutti, dei giovani, della vita che cresce, della droga che invade il terreno dei giovani. Che li devasta, che li cede in pasto ai delinquenti che ci sono ovunque, qui, lì e in Israele. Ma qui siamo ovunque, e siamo alla storia di Assaf e di Tamar. Che, come altrove in Grossman, si intrecciano, percorrendo le loro vie prima di congiungersi in un finale comune. Assaf lo seguiamo in diretta, sedicenne introverso, ma pieno di sensibilità, che viene incaricato di trovare il padrone della cagnetta Dinka, persa in una calda estate israeliana. Dinka porta il nostro in giro per la Gerusalemme ebraica, prima da un pizzaiolo che gli confeziona una pizza olive e capperi, poi dalla suora greca Teodora, che da quaranta anni aspetta i pellegrini della sua natia Lyksos che non arriveranno mai. Ma che conosce Tamar (primo tassello) e che comincia a parlarne. Per far sì che Assaf continui la ricerca, che Tamar è scomparsa. Dopo giri diversi, incontri cattivi (il polizotto ottuso, il mafiosetto russo, e altri di poca importanza), finalmente riesce a trovare un indizio reale, il ristorante di Leaf, ed il rifugio di Tamar. Che invece seguiamo in retrospettiva, vivendo questo suo ultimo mese pericoloso, quando decide di ritrovare il fratello caduto nella spirale della droga e delle cattive compagnie. Seguiamo il suo immergersi nel mondo degli sbandati, dei mendicanti di strada, che cantano agli angoli delle strade. E nel racket che li gestisce, per soldi e per droga. Seguiamo la sua paura di cantare, ma anche la sua volontà, dura, forte, ferma. Vediamo la meteora di Shelly, unico sostegno in questa caccia notturna. Fino a ritrovare Shay, il fratello, a fuggire con lui, a rintanarsi nelle grotte vicino alla città, per una cura, dura, di disintossicazione. Qui, finalmente, si ricongiungono le loro storie. Tamar la dura, improvvisamente, si accorge che con Assaf è diverso. Non è come i suoi irraggiungibili sogni precedenti. Un ragazzo gentile, che l’ha cercata senza conoscerla, che ha letto i suoi diari con la delicatezza di chi si apre ad un segreto. Un ragazzo che non ha paura di aiutarla. Un ragazzo che scopre un giovane donna piena di dubbi, piena di interrogativi, ma che ha deciso di salvare il fratello. E che farà di tutto, anche le cose più difficili, per raggiungere la meta. A costo di sacrificare una parte di sé. A quanto può la decisione! Ci sono tanti bozzetti, in questa Gerusalemme alle soglie del nuovo millennio. Ci sono tante strade, come Ben Yehuda, che ben ricordo. Ci sono tanti luoghi, come Mea Shearim. E ancora, e ancora. Ma c’è la bellezza di un rapporto che dalle prime righe speriamo che sbocci, perché per la loro complementarietà, Assaf e Tamar sono destinati a capirsi ed a fare un percorso insieme, come capiamo dalle ultime righe. Dopo che tanto è trascorso sotto i ponti. Non solo di Tamar, della famiglia dura che scacciò Shay drogato. Ma anche di Assaf, della sorella emigrata in America, dal suo ex rimasto in Israele. Sono stato conquistato dall’ottimismo nonostante tutto di Grossman. Una volontà positiva, che ci fa bene, che ci serve. Soprattutto quando tutto va in altre direzioni. Ottimismo della gioventù, direte voi. Sì, ma l’ottimismo va bene a qualsiasi età!
    “Ogni storia, in qualche punto profondo, si rifà a una grande verità, anche se questa non sempre ci è chiara!” (32)
    “Talvolta è più offensivo essere apprezzati per i motivi sbagliati che essere disprezzati per quelli giusti.” (159)
    “Pensò che non aveva mai incontrato nessuno con cui si sentiva tanto bene tacendo.” (362)

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo era negli occhi dell'altro

    La vita di due sedicenni, Assaf e Tamar, che inizialmente non si conoscono e non sanno nulla l'uno dell'altra, si interseca per un evento casuale grazie a una cagna, Dinka.

    Due storie diverse, raccont ...continua

    La vita di due sedicenni, Assaf e Tamar, che inizialmente non si conoscono e non sanno nulla l'uno dell'altra, si interseca per un evento casuale grazie a una cagna, Dinka.

    Due storie diverse, raccontate in parallelo ma con tempi sfasati. L'uno cerca l'altra, senza sapere perché né chi sia la persona che sta cercando. Difficile all'inizio raccapezzarsi nel romanzo, nonostante la scrittura chiara e limpida, a causa della destrutturazione della storia. Siamo noi che dobbiamo mettere insieme tutti i tasselli e pian piano comporre vicenda e personaggi, in una ricostruzione che termina solo verso la fine del romanzo.

    Una fiaba che parla di tanti temi importanti. C'è un po' di tutto: adolescenza, crescita, rapporto genitori-figli, droga, delinquenza. E sopra tutto, l'amicizia.

    Interessante l'antagonismo tra adolescenti e adulti; gli adolescenti problematici, insicuri, che si rapportano con difficoltà con gli adulti, che cercano di fare pensando di essere più bravi di chi è venuto prima di loro, che vogliono essere diversi ma che cercano l'omologazione, che rischiano, che cercano qualcuno di cui fidarsi. E gli adulti, incapaci di capire gli adolescenti, indifferenti, rassegnati ma talvolta anche prepotenti.

    In cosa possono confidare questi adolescenti? In qualcuno che li capisca, in qualcuno con cui parlare e con cui confidarsi, qualcuno che li ascolti. In un amico, appunto. Qualcuno con cui procedere fianco a fianco, qualcuno con cui correre. Grossman ci vuole dire che ogni difficoltà è superabile, se abbiamo un amico al fianco.

    "Io e te siamo come guerrieri solitari che cercano di sopravvivere in territorio nemico, attenti a non rivelare il nostro segreto agli estranei. E tutti sono estranei."

    Una fiaba, dicevo, con il relativo lieto fine. Assaf cerca disperatamente di salvare la bella Tamar, contro tutti e contro tutto, in un mondo di adulti cattivi. E ci riesce, superando tutte le (a volte poco realistiche) difficoltà.
    Durante la fiaba però assistiamo anche al processo di maturazione di tutti i protagonisti, forse proprio a causa delle grandi difficoltà incontrate. E qui sta il valore educativo del libro, che ritengo sicuramente interessante soprattutto per giovani lettori.

    Un libro ben scritto quindi, avvincente nella parte centrale e con una morale molto importante. Peccato per l'inizio, complesso e difficile da seguire, per la discreta prevedibilità che si avverte dai tre quarti in poi e per la fine, buttata via troppo velocemente.

    Beh, ho dimenticato la cagna Dinka. Come non innamorarsene?

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo affascinante, scritto meravigliosamente, che ti prende pian piano per non lasciarti piú andare fino all'ultima riga, capace di suscitare emozioni inaspettate, di toccare corde profonde, di com ...continua

    Romanzo affascinante, scritto meravigliosamente, che ti prende pian piano per non lasciarti piú andare fino all'ultima riga, capace di suscitare emozioni inaspettate, di toccare corde profonde, di commuovere e coinvolgere. Primo, positivissimo approccio a Grossman, di certo non rimarrá un caso isolato.

    ha scritto il 

  • 1

    la storia sarebbe anche interessante, ma è scritta in maniera stucchevole, prolissa, intrisa di banalità e poetica da quattro soldi... insomma: irritante.
    peccato perché l'inizio promette bene, il rag ...continua

    la storia sarebbe anche interessante, ma è scritta in maniera stucchevole, prolissa, intrisa di banalità e poetica da quattro soldi... insomma: irritante.
    peccato perché l'inizio promette bene, il ragazzo e il cane sembrano verosimili, ma tutto il resto è una favoletta noiosa (e sarebbe potuta essere ben altro!).

    ha scritto il 

  • 3

    Devo dire che fino verso la metà del libro ho fatto un po' fatica. Il racconto è un diesel, stenta a partire, non si viene rapiti subito dall'incalzare degli eventi. Anche perché all'inizio non sono b ...continua

    Devo dire che fino verso la metà del libro ho fatto un po' fatica. Il racconto è un diesel, stenta a partire, non si viene rapiti subito dall'incalzare degli eventi. Anche perché all'inizio non sono ben chiari!
    Probabilmente proprio questa circostanza porta il lettore a non immedesimarsi subito nelle vicende dei personaggi.
    Mano a mano che si riesce a ricomporre il quadro della situazione, la tensione sale piacevolmente e la lettura scivola via leggera.
    Alla fine ci è scappata anche qualche lacrima.
    Grossman tocca infatti tasti delicati come la solitudine giovanile, celata dietro ad uscite di gruppo ed amici di cartapesta (condizione che vivono entrambi i protagonisti), resa ancora più attuale adesso nell'epoca dei social media e dei selfie patinati dove la vera sostanza di hashtag come #friendsforever è effettivamente il vuoto assoluto.
    Si fa fatica a costruire rapporti profondi, si fa fatica a conoscere realmente chi abbiamo davanti, si fa fatica ad incontrare qualcuno con cui correre.
    Tanto da arrivare a pensare che "ci manchi quel pezzo di anima che ci fa incastrare perfettamente con qualcuno".
    Un racconto delicato, che ci fa sognare ad occhi aperti.

    Voto 7

    ha scritto il 

  • 1

    Non mi è piaciuto, non capisco l'amore verso questo libro e neanche perché lo diano tanto soventemente come lettura da scuola superiore. La storia rimane comunque impressa nella memoria per la stranez ...continua

    Non mi è piaciuto, non capisco l'amore verso questo libro e neanche perché lo diano tanto soventemente come lettura da scuola superiore. La storia rimane comunque impressa nella memoria per la stranezza degli eventi raccontati.

    ha scritto il 

  • 3

    Così così

    Si entra nel libro come in mezzo a una conversazione tra sconosciuti: non si capisce niente, poi piano piano si capirà tutto. Siccome questa introduzione dura veramente parecchio e la storia parte sol ...continua

    Si entra nel libro come in mezzo a una conversazione tra sconosciuti: non si capisce niente, poi piano piano si capirà tutto. Siccome questa introduzione dura veramente parecchio e la storia parte solo verso la metà, non fosse stato per l'incoraggiamento di un amico, avrei mandato a quel paese suora, Assaf e soprattutto Tamar. Per fortuna a un certo punto si imbocca la strada della risoluzione degli enigmi e a tratti la storia diventa davvero coinvolgente, non tanto però da superare le tre stelle. Credo comunque che ai lettori meno impazienti di me può piacere parecchio.

    ha scritto il 

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