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Qualcuno era comunista

Dalla caduta del Muro alla fine del PCI: come i comunisti italiani sono diventati ex e post

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.8
(72)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 743 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8820046091 | Isbn-13: 9788820046095 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , History , Political

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Descrizione del libro
Nove novembre 1989: crolla il Muro di Berlino, finisce un mondo. Pochi giorni dopo, il segretario del PCI Achille Occhetto pronuncia, davanti ai partigiani della Bolognina, parole destinate a cambiare per sempre la politica italiana. È l'atto iniziale della fine del più importante partito comunista d'Occidente. Nei quindici mesi successivi, fino al congresso conclusivo di Rimini del febbraio 1991, la dissoluzione del grande partito di massa si trasformerà in una vicenda intricata e piena di colpi di scena. "Qualcuno era comunista", come un romanzo corale, racconta questa storia e i suoi primattori: da Occhetto, il leader neoromantico, arruffato ed emotivo, al suo gelido alter ego Massimo D'Alema; da Pietro Ingrao, il visionario che voleva la luna, al granitico e "britannico" Giorgio Napolitano. Punteggiato dalle testimonianze dei protagonisti di allora questo libro svela in cosa consisteva la "diversità" del comunismo italiano, raccontando proprio il momento in cui i suoi valori si avviavano verso un turbolento e, per certi versi, incredibile epilogo. Ma c'è un altro motivo per cui rievocare il terremoto del 1989, vent'anni dopo, ha un senso profondo. Quella storia, infatti, non è finita. Ha lasciato in eredità una sinistra senza identità, incapace di vincere, una classe dirigente bloccata dagli stessi ex quarantenni che pretendevano il ricambio generazionale due decenni prima, un partito che ha mutato nome quattro volte, senza mai cambiare facce.
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  • 2

    Non capisco

    perchè Telese ha scritto questo libro. Cioè: non si capisce che cosa voglia dire se non che il Pci-Pds-Ds-Pd è un partito nel quale ognuno divora l'altro e i padri resistono alla naturale "cannibalizzazione" da parte dei figli. Ok: lo si poteva scrivere in un paio di centinaia di pagine. Alcuni a ...continua

    perchè Telese ha scritto questo libro. Cioè: non si capisce che cosa voglia dire se non che il Pci-Pds-Ds-Pd è un partito nel quale ognuno divora l'altro e i padri resistono alla naturale "cannibalizzazione" da parte dei figli. Ok: lo si poteva scrivere in un paio di centinaia di pagine. Alcuni aneddoti gustosi.

    ha scritto il 

  • 3

    Qualcuno era comunista

    Bel libro questo "qualcuno era comunista" di Telese. Vivace, brioso, vengono narrate le vicende del Partito Comunista Italiano, divenuto PDS e poi PD, uno sguardo ironico e competente sulle vicissitudini del piu' forte partito comunista d'Europa dopo quello sovietico. voto 7/10

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia da non dimenticare

    Interessante e approfondito excursus sulla famosa Svolta del 1989, che portò alla scomparsa del PCI.
    Il racconto dal 1989 al 1991, i due anni che intercorsero tra l’annuncio alla Bolognina e il congresso di Rimini, è inquadrato da brevi ma efficaci flash sugli avvenimenti precedenti, che ri ...continua

    Interessante e approfondito excursus sulla famosa Svolta del 1989, che portò alla scomparsa del PCI.
    Il racconto dal 1989 al 1991, i due anni che intercorsero tra l’annuncio alla Bolognina e il congresso di Rimini, è inquadrato da brevi ma efficaci flash sugli avvenimenti precedenti, che ricordano ai più distratti che lo “strappo” da Mosca era cominciato con Berlinguer, e dai resoconti degli incontri per la scrittura del libro con i protagonisti ancora attivi nel 2009.
    La storia è complessa, ma mi pare restituita con obiettività; l’assunto finale è sconfortante e, temo, condivisibile: la Svolta non ha prodotto un’alternativa, ha solo reciso le radici senza le quali non c’e’ più stata una prospettiva e ha portato in vent’anni il partito a cambiare quattro volte non solo il nome ed il simbolo, ma la fisionomia, senza riuscire mai ad assumerne una coerente.
    Unica strana lacuna, Tangentopoli: il naufragio del PSI , immediatamente successivo alla nascita del PDS, impedì quella convergenza che i miglioristi auspicavano (e che molti invece e a ragione ritenevano impossibile) e cambiò bruscamente un percorso che sarebbe stato indubbiamente diverso. Ma nel libro vi si accenna solo di sfuggita e sarebbe interessante capire come mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro sulla fine del PCI e sua trasformazione in non si sa ancora bene cosa. Telese scrive benissimo da giornalista, e fa sentire anche la sua passione politica con rammarico ironia curiosità affetto. E' anche il racconto storico di personaggi e avvenimenti che è bene ricordare per chi li ha viss ...continua

    Libro sulla fine del PCI e sua trasformazione in non si sa ancora bene cosa. Telese scrive benissimo da giornalista, e fa sentire anche la sua passione politica con rammarico ironia curiosità affetto. E' anche il racconto storico di personaggi e avvenimenti che è bene ricordare per chi li ha vissuti, ma anche da conoscere e interpretare da parte di chi oggi è giovane, e confuso da questa politica.

    ha scritto il 

  • 3

    Un'opera eccezionalmente ampia ma assai interessante, che riscostrusice la fase storica tra il 1989 e il 1992 del PCI, poi PDS, nella fase cruciale della svolta. La vicenda è raccontata nei dettagli, con amplissimi riferimenti biografici sui protagonisti, sia prima che dopo gli eventi narrati. ...continua

    Un'opera eccezionalmente ampia ma assai interessante, che riscostrusice la fase storica tra il 1989 e il 1992 del PCI, poi PDS, nella fase cruciale della svolta. La vicenda è raccontata nei dettagli, con amplissimi riferimenti biografici sui protagonisti, sia prima che dopo gli eventi narrati.
    Decisamente interessante, ma anche pesante da portare in fondo.

    ha scritto il 

  • 5

    Questa storia è la mia storia. Telese la racconta da giallista di razza, tenendo in sospeso le vicende, disseminando indizi sul colpevole, tracciando bellissimi ritratti dei protagonisti... impossibile staccarsi dal libro, per dieci giorni ho vissuto uno sfalsamento temporale rivivendo quei giorn ...continua

    Questa storia è la mia storia. Telese la racconta da giallista di razza, tenendo in sospeso le vicende, disseminando indizi sul colpevole, tracciando bellissimi ritratti dei protagonisti... impossibile staccarsi dal libro, per dieci giorni ho vissuto uno sfalsamento temporale rivivendo quei giorni (e quei mesi e quegli anni), rivivendo cos'era militare nel PCI e ritrovandomi poi mestamente nel presente. Al netto delle valutazioni politiche, della necessità della svolta, di chi ha raccolto quella eredità e come, il risultato è una nostalgia che ti spacca in quattro.

    ha scritto il 

  • 4

    Commento con soddisfazione questo libro nel giorno del mio compleanno. Un libro molto lungo, ma scorrevole e appassionante, sulla Svolta di Occhetto e sull'identità politica del PCI. Pieno di aneddoti, racconti, ricordi dei protagonisti. Un libro vissuto, pieno di nostalgia e di critiche dall'int ...continua

    Commento con soddisfazione questo libro nel giorno del mio compleanno. Un libro molto lungo, ma scorrevole e appassionante, sulla Svolta di Occhetto e sull'identità politica del PCI. Pieno di aneddoti, racconti, ricordi dei protagonisti. Un libro vissuto, pieno di nostalgia e di critiche dall'interno, più che uno sguardo severo e rigoroso da esterno. Un libro che ti fa venire voglia di tornare al 1989, di prendere la tessera del PCI e di partecipare alla politica.

    ha scritto il 

  • 4

    Stimolante

    Luca Telese è a mio giudizio un bravo gionalista, dichiaratamente di sinistra di cui, per amore a mio giudizio, è anche il più feroce critico e lo dimostra ancora una volta anche in questo libro che ha l'originalità di non fermarsi solo alla storia e alla cronaca di quei giorni del febbraio 1991 ...continua

    Luca Telese è a mio giudizio un bravo gionalista, dichiaratamente di sinistra di cui, per amore a mio giudizio, è anche il più feroce critico e lo dimostra ancora una volta anche in questo libro che ha l'originalità di non fermarsi solo alla storia e alla cronaca di quei giorni del febbraio 1991 in cui nel congresso di Rimini venne definitavamente sciolto il PCI, ma va oltre tracciando i profili psicologici dei vari dirigenti dell'epoca e rende bene l'idea di quanto dolorosa e sofferta sia stata la scelta da parte del Segretario di allora, Achille Occhetto, e di tutti i dirigenti ma il dolore è stato in egual misura di tutto il popolo dal primo all'ultimo militante di quello che è stato il più grande partita comunista d'occidente. Questo aspetto rende il libro molto interessante, appassionante e stimolante. L'unica cosa che personalmente ha reso la mia lettura un po' stanca è stato il continuo ricorso ai flashback da parrte di Telese.

    ha scritto il