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Qualcuno ha mentito

Di

Editore: Mondadori

3.2
(80)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 138 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804530006 | Isbn-13: 9788804530008 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La vicenda di Dave parte come una di quelle confessioni ostinate, che premono per uscire, anche se chi gli sta di fronte non vuole ascoltare, anche se chi lo ascolta sta per lasciare, sta per abbandonare la Londra della seconda metà degli anni Novanta dalla quale sembrerebbe impossibile volersi staccare, se si è giovani, se si vuole vivere, se si vuole raccontare storie: "storie di case occupate, di lavori notturni nelle cucine dei pub, di finte schizofrenie per avere sussidi, storie di feste illegali, di cristalli di speed fumati per colazione, di settimane intere senza vedere il sole", le storie dei protagonisti di questo romanzo elettrico e notturno. Anna e Dave, un ragazzo inglese e un'incomprensibile ragazza italiana, col corpo plasmato dalle droghe e la mente dalla sua misteriosa lingua piena di vocali, un rapporto tormentato che forse ha bisogno, per placarsi, di un nuovo spazio. Di un appartamento da occupare, per esempio. Così la città scorre davanti ai loro occhi, vista dagli autobus, come una successione di fondali tra la nebbia, una quinta teatrale infinita, evanescente e corposa, come la casa dei misteri, un'abitazione bassa, a due piani, di mattoni rossi, in una via secondaria, nella cui finestra Dave, per accertarsi che sia effettivamente disabitata, lancia il sasso destinato a imprimere a questo romanzo il suo corso fantastico, ossessivo, gotico. Mancassola sa ritrarre con identica efficacia la corporeità e l'evanescenza, la densità dei corpi e la grana di una carnagione come lo spessore dei muri e l'umidità delle strade o di un sotterraneo, sa restituire con ritmo musicale e percussivo sia il febbrile fervore della giovinezza sia le sue derive più autolesioniste, più vuote, più smaniose d'ascolto.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

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    Dopo Il mondo senza di me, interessante novella sperimentale alla OuLiPo nella quale lo scrittore veneto immagina un mondo senza preposizioni proprie e pronomi tonici, il Mancassola si cimenta in un più ortodosso whodunnit all’anglosassone. A prima vista gli elementi classici del genere ci sono t ...continua

    Dopo Il mondo senza di me, interessante novella sperimentale alla OuLiPo nella quale lo scrittore veneto immagina un mondo senza preposizioni proprie e pronomi tonici, il Mancassola si cimenta in un più ortodosso whodunnit all’anglosassone. A prima vista gli elementi classici del genere ci sono tutti: c’è Londra, c’è la dhroga, c’è la discoteca, c’è il sesso, c’è la camminata notturna, c’è il morto stecchito, c’è il male di vivere, c’è il giro di vite (con abbondante annaffiata di svitol, tanto per facilitare l’avanzamento della trama), c’è il sasso che rompe la finestra e poi la mano, da cui è partito il sasso, che si nasconde – insomma c’è il c’è e non c’è così come il si fa e ci fa (o almeno sembra farci). Peccato che poi, con tutto questo materiale, l’autore non riesca a tirar fuori una bella costruzione, ma un solo e semplice mattone. Siamo franchi, qua manca proprio l’abc della forma romanzo: storia e intreccio sono deboli se non anemici, i personaggi non sono credibili, e il Mancassola, se anche ha qualcosa da dire, non la dice certo in modo chiaro e significativo. Originale forse, ma quello al massimo lo si deve considerare un di più, e non certo un pregio tout-court.

    (spoiler: l’assassino, alla fine, è Antonio Franchini – ma questo viene rivelato solo nella cartella stampa di presentazione del tomo, avendo l’accortezza di tenerla rovesciata di fronte a uno specchio scheggiato)

    ha scritto il 

  • 3

    "..pensando: devi smetterla. Non puoi continuare a sottrarti, a negare ogni cosa che ti circonda. Tu e la tua arrogante indolenza. E devi guarire capisci?, dalla malattia che ti costringe a disprezzare gli entusiasmi degli altri, come fossero solo inezie infantili. Tu non mi dai niente: nè appigl ...continua

    "..pensando: devi smetterla. Non puoi continuare a sottrarti, a negare ogni cosa che ti circonda. Tu e la tua arrogante indolenza. E devi guarire capisci?, dalla malattia che ti costringe a disprezzare gli entusiasmi degli altri, come fossero solo inezie infantili. Tu non mi dai niente: nè appigli nè punti di appoggio, sei superficie liscia, sei lo scheletro bianco del mondo, una sfera di gomma omogenea, e mi guardi scivolare e non mi tendi la mano"

    "Quel silenzio non era poi male. Avrei potuto lasciarlo intatto. Eppure qualcosa mi rodeva, qualcosa in lei, nella sua apparente calma, quel senso di distanza (come se un vetro la separasse del resto, ed era impossibile non desiderare toccarlo, non provare ad incrinarlo). dovevo aggiungere parole, anche le più banali, le prime che vennero..."

    ha scritto il 

  • 4

    "Certe storie sono vicoli sempre più stretti, così stretti che sembra impossibile non morirci incastrati, eppure continui a sperare in un centimetro per avanzare, e un altro, un altro ancora, e per passare ti fai sempre più piccolo, più solo e più nudo: ti spogli anche della pelle, anche delle pa ...continua

    "Certe storie sono vicoli sempre più stretti, così stretti che sembra impossibile non morirci incastrati, eppure continui a sperare in un centimetro per avanzare, e un altro, un altro ancora, e per passare ti fai sempre più piccolo, più solo e più nudo: ti spogli anche della pelle, anche delle parole."

    "Lui tremava pieno di presagi, lei sembrava piena di ricordi."

    "..ma le parole mi restano in bocca come gusci vuoti, come se le parole vere fossero sempre altrove."

    ha scritto il 

  • 4

    Dave scopre che vivere da allucinato a Londra non è emozionante quanto trovare un cadavere nella vasca da bagno di una casa che vorrebbe occupare. Ma poi il cadavere esiste davvero o è solo il frutto dell'incendio delle sue sinapsi? Intrigante assai...

    ha scritto il 

  • 1

    Una grande delusione dopo il bell'esordio letterario di questo giovane scrittore. Che forse si è perso perché troppo pressato. Tristezze dell'editoria contemporanea...

    ha scritto il