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Quando abbiamo smesso di pensare?

Un'islamica di fronte ai problemi dell'Islam

Di

Editore: Guanda

3.8
(38)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 249 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8882467635 | Isbn-13: 9788882467630 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Giusti

Genere: History , Political , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Una lettera aperta ai musulmani, ma anche ai non musulmani. Una lettera di una credente fortemente critica. Una lettera che pone domande, riflessioni: perché siamo tutti ostaggi della questione israelo-palestinese? Chi è il vero colonizzatore dei musulmani, l'America o l'Arabia? Se il Corano narra che le mogli del Profeta portavano il velo, questo significa che necessariamente tutte le donne sono costrette a portarlo? L'autrice mette in dubbio lei nterpretazioni più diffuse, andando verso ciò che definisce "il lato autenticamente progressista" dell'Islam. Un libro in cui riflessioni ed esperienze di vita vissuta si alternano a ricordi d'infanzia e ai viaggi, soprattutto quello in Israele.
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  • 5

    critica all'islam moderno

    lo trovo un ottimo libro, scritto da una giornalista canadese di fede islamica, che, senza timori reverenziali nel confronto di alcuno, mette a nudo le contraddizioni in cui versa la nazione della "mezza luna".
    l'inizio del libro è autobiografico, ma serve per introdurre la parte storica (c ...continua

    lo trovo un ottimo libro, scritto da una giornalista canadese di fede islamica, che, senza timori reverenziali nel confronto di alcuno, mette a nudo le contraddizioni in cui versa la nazione della "mezza luna".
    l'inizio del libro è autobiografico, ma serve per introdurre la parte storica (che pochi conoscono... molto pochi purtroppo...), seguita da una carrellata di avvenimenti fino ad arrivare all'Islam contemporaneo (2003 prima edizione).
    è un libro al quale sono affezionato, che mi ha fatto capire tante cose e che consiglierei a tutti, per comprendere gli errori che per ignoranza, negligenza, quieto vivere, l'occidente ha commesso a proprio discapito.

    ha scritto il 

  • 4

    A suo tempo, nel 2006, ho trovato questo libro, scritto da una giornalista di origini ugandesi che si definisce muslim-refusenik, estremamente illuminante. Perchè parla con coraggio ed onestà delle derive dell'Islam, che sono quelle che noi quotidianamente percepiamo dal nostro sistema dell'infor ...continua

    A suo tempo, nel 2006, ho trovato questo libro, scritto da una giornalista di origini ugandesi che si definisce muslim-refusenik, estremamente illuminante. Perchè parla con coraggio ed onestà delle derive dell'Islam, che sono quelle che noi quotidianamente percepiamo dal nostro sistema dell'informazione e che, per vizio di comunicazione, tendiamo ad assimilare con la natura stessa dell'Islam. Chiarisce, dal punto di vista di una donna libera cresciuta all'ombra di una madrasa, che ciò che emerge con prepotenza non è che l'espressione di una crisi in seno al mondo islamico, crisi che trascina con sè il resto del mondo sotto l'ombra cupa del fondamentalismo. Ma oltre a fare chiarezza, fa molte, moltissime domande e, appellandosi al Corano, propone la strada per una riforma dell'Islam: esigenza che, a parer suo, non può più essere ignorata, né dai musulmani, né dagli "altri".

    ha scritto il 

  • 3

    Spero che questo libro faccia pensare chi di dovere, almeno quanto ha fatto pensare me.
    E' vero che la prima parte è più scorrevole e che poi si ripete un po'. Però martella di domande, questioni, teorie, possibilità...
    Una lettura sicuramente educativa.

    ha scritto il 

  • 0

    L'autrice è una musulmana credente, ma che vuole anche essere una persona razionale. Il suo testo è rivolto ai musulmani e non musulmani, si pone e ci pone comprensibili interrogativi sull'essenza dell'islamismo e soprattutto muove ragionevoli dubbi. Se la coscienza critica ci governasse, tutto a ...continua

    L'autrice è una musulmana credente, ma che vuole anche essere una persona razionale. Il suo testo è rivolto ai musulmani e non musulmani, si pone e ci pone comprensibili interrogativi sull'essenza dell'islamismo e soprattutto muove ragionevoli dubbi. Se la coscienza critica ci governasse, tutto andrebbe meglio. Consigliati ai moderati e soprattutto agli integralisti. Di qualunque tipo siano.

    ha scritto il 

  • 5

    La prima volta che ho sentito parlare di Irshad Manji è stato per via di un suo articolo di qualche anno fa su Internazionale.
    In piena epoca di libri sull'islam, sullo scontro di civiltà, sulle colpe dell'occidente, e sull'integralismo, questo libro è completamente diverso.
    E imprescin ...continua

    La prima volta che ho sentito parlare di Irshad Manji è stato per via di un suo articolo di qualche anno fa su Internazionale.
    In piena epoca di libri sull'islam, sullo scontro di civiltà, sulle colpe dell'occidente, e sull'integralismo, questo libro è completamente diverso.
    E imprescindibile per cominciare a farsi un'opinione al di fuori degli opposti stereotipi.
    Quando abbiamo smesso di pensare? Un'islamica di fronte ai problemi dell'Islam è scritto come una lettera aperta ai musulmani, ma è rivolto anche ai non musulmani.
    Una lettera aperta ai musulmani da una musulmana.
    Credente.
    Donna.
    Femminista.
    E dichiaratamente omosessuale.
    Una lettera fortemente critica, ma di una critica costruttiva, propositiva, che parla in maniera aperta della necessità di riforma dell'Islam e del confronto. Tutto questo dall'interno dell'Islam, nello spirito di una tradizione di pensiero chiamata ijtihad, che è quella che ha prodotto la fioritura del pensiero dell'Islam classico e che è stata spazzata via dall'integralismo.
    Una lettera che pone domande tutt'altro che scontate: perché i musulmani si trovano ad essere ostaggi della questione israelo-palestinese? Chi è il vero colonizzatore dei musulmani, l'America o l'Arabia? Se il Corano narra che le mogli del Profeta portavano il velo, questo significa che necessariamente tutte le donne sono costrette a portarlo?
    Un libro molto concreto e circostanziato, ma anche molto ironico, spiritoso, propositivo.
    Molto interessante proprio perché scritto da una persona credente, senza sterili contrapposizioni tra il laicismo e la religione.
    Mi ha fatto pensare a Marjane Satrapi non solo per il tema, ma per l'ironia, l'intelligenza, e i personaggi femminili che di cui parla, prima di tutti la madre e la nonna.

    ha scritto il