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Quando imparai ad addomesticare i ragni

By Jutta Richter

(52)

| Paperback | 9788884512390

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Book Description

"Guastafeste". Così i ragazzi chiamano Rainer. Perché lui è in qualche modo diverso da loro, e ha una famiglia strana. Eppure, nel momento della paura, quando nel buio è in agguato il pericoloso gatto-delle-cantine, o quando sul soffitto compare un r Continue

"Guastafeste". Così i ragazzi chiamano Rainer. Perché lui è in qualche modo diverso da loro, e ha una famiglia strana. Eppure, nel momento della paura, quando nel buio è in agguato il pericoloso gatto-delle-cantine, o quando sul soffitto compare un ragno enorme, Rainer è sempre presente. E trova sempre una soluzione: ascolta, scaccia il gatto-delle-cantine, ed è perfino capace di addomesticare i ragni. Eppure tutti gli altri lo detestano. Solo una bambina, l'io narrante della storia, cerca di avvicinarglisi, ma è difficile essere sua amica. Età di lettura: da 8 anni.

3 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    WM4 su Quando imparai...

    Peccato per la "d" eufonica di meno, in conto a Salani, ma questo breve romanzo di Jutta Richter è un gioiello da tutti i punti di vista e vorrei parlarne anche se è uscito l'anno scorso. Una premessa: un ignorante che pensasse alla letteratura per r ...(continue)

    Peccato per la "d" eufonica di meno, in conto a Salani, ma questo breve romanzo di Jutta Richter è un gioiello da tutti i punti di vista e vorrei parlarne anche se è uscito l'anno scorso. Una premessa: un ignorante che pensasse alla letteratura per ragazzi come a una letteratura di serie B non avrebbe niente da invidiare a chi considera Ellroy uno scribacchino. Non devo spiegarlo io questo, per fortuna, ma mi andava di dirlo, perché Quando imparai a addomesticare i ragni può trarre in inganno. All'apparenza è una storia molto semplice: racconta un breve momento nella vita di una bambina e di una banda di cortile, di quelle che oggi nelle città europee è più difficile trovare, perché i bambini sono chiusi in casa, hanno la playstation e il videoregistratore e dei genitori paranoici esauriti, e là fuori ci sono le automobili, i pedofili, i satanisti, la jihad islamica e tutti i vari cetera. In realtà l'autrice ci racconta, dal punto di vista di una ragazzina di otto anni, una storia di violenza psicologica esemplare. Violenza infantile, ovvio, ma che allude già a quanto di “infantile” ci sarà e c'è nel mondo degli adulti. Di quanto di pessimo possiamo trascinarci dietro culturalmente, da una generazione all'altra, di genitore in figlio. I bambini non sono soltanto vittime dei grandi, ma anche pavidi complici dei medesimi nel perpetuare l'esclusione, il pregiudizio, l'istinto di branco. I bambini sono maestri del ricatto, della meschinità e della paraculaggine. I bambini sono già degli abili politici, e volenterosi giudici, almeno quanto sono fenomenali e disarmanti nell'immediatezza e genuinità delle proprie sensazioni. Qui non c'è traccia dell'infanzia vittimizzata di Io non ho paura, dell'infanzia alleata contro l'adultità corrotta, qui le alleanze e le amicizie non reggono all'impatto e i bambini ricordano piuttosto quelli di Goldsmith, ma in una salsa piccolo-borghese e urbana, molto più soft, blanda, banalmente maligna. Questa storia semplice non ha un lieto fine. E giuro che ci si rimane davvero di merda, un po' tramortiti, perché per tutta la vicenda ci si aspetta dell'altro. Non è una storia edificante, e quindi non è nemmeno un romanzo morale, ovvero forse lo è proprio per questo. E' un romanzo sull'amicizia e su come si emarginano i "mangiacaccole"; su come vede il mondo un bambino e sul potere del senso d'appartenenza; su quanto un adulto può essere stronzo e su quanto si può esserlo già prima di crescere.
    E poi è un romanzo su come si addomesticano i ragni. Che non è poco.
    http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropau…

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    Wu Ming Foundation said on Dec 6, 2009 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Il bello di questo libro è che lo si può leggere anche da adulti, e per poco si può tornare ad essere bambini. Durante la lettura mi sono ritrovata immersa nel mondo di una bambina come tante, che ha le sue antipatie e simpatie, che ha paura delle om ...(continue)

    Il bello di questo libro è che lo si può leggere anche da adulti, e per poco si può tornare ad essere bambini. Durante la lettura mi sono ritrovata immersa nel mondo di una bambina come tante, che ha le sue antipatie e simpatie, che ha paura delle ombre e conserva piume e sassolini in una scatola come tesori e impara ad addomesticare i ragni sul soffitto della sua stanza. Torni ad essere piccolo e invisibile ed è impossibile non adirarsi contro questi adulti che non sanno, che non capiscono, che non vogliono capire. Freddi, maligni, malòiziosi, hanno perso la capacità di immaginare e risultano piatti, grigi.

    Spero di aver imparato qualcosa da questo libro e che mi aiuterà in futuro adessere una madre più aperta, migliore.

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    Twin Fitzgerald Kirkland ha fatto una Homerata said on Dec 2, 2009 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (52)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Paperback 86 Pages
  • ISBN-10: 8884512395
  • ISBN-13: 9788884512390
  • Publisher: Salani
  • Publish date: 2003-01-01
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