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Quando l'Europa è diventata cristiana (312-394)

Costantino, la conversione, l'impero

Di

Editore: Garzanti

3.5
(23)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 204 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8811694256 | Isbn-13: 9788811694250 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
La conversione di Costantino al cristianesimo è uno degli avvenimenti decisivi della storia mondiale. Nel 309 e nel 311 due feroci persecuzioni avevano provocato migliaia di vittime tra i seguaci del nuovo culto e solo una piccola percentuale degli abitanti dell'immenso impero era di religione cristiana. Ottant'anni dopo il paganesimo sarebbe stato vietato, scomparendo per sempre dalla storia. Paul Veyne individua le ragioni di quella svolta epocale: le cause storiche, che affondano le radici nella situazione politica dell'impero romano; ma anche le motivazioni personali, radicate nella psicologia di un sovrano che si riteneva il salvatore dell'umanità e che fu dunque in grado di compiere un gesto di straordinaria audacia. Questo studio ricostruisce la cornice di quella rivoluzione politica, culturale e religiosa, e ne analizza le conseguenze. La cristianizzazione dell'impero seguì un cammino tortuoso, che portò alla sintesi tra due sistemi di valori, cambiando profondamente sia la romanità sia la Chiesa, che convertì milioni di persone senza fare martiri. Ma quel processo lasciò anche cicatrici profonde: l'antisemitismo cristiano iniziò proprio allora a sedimentare i suoi veleni. Senza dimenticare che quegli eventi così lontani nel tempo riverberano ancora nel dibattito politico, come conferma la discussione sulle radici cristiane dell'Europa. Una visione documentata e a tratti provocatoria di sul rapporto tra ideologia e religione, monoteismo e psicologia, tra storia e politica.
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  • 4

    La vulgata dei libri di storia descrive il confronto tra paganesimo e cristianesimo come un vero e proprio "scontro di civiltà", con le persecuzioni come momento topico. E' quanto mai suggestivo seguire quindi la descrizione della protratta coesistenza quasi-pacifica fra le due religioni, con i d ...continua

    La vulgata dei libri di storia descrive il confronto tra paganesimo e cristianesimo come un vero e proprio "scontro di civiltà", con le persecuzioni come momento topico. E' quanto mai suggestivo seguire quindi la descrizione della protratta coesistenza quasi-pacifica fra le due religioni, con i debiti e gli scambi che l'una deve all'altra: culto dei santi come prolungamento del politeismo con gli dei numi tutelari dei singoli territori, la preghiera non più solo come lode all'Onnipotente ma come richiesta di grazie e miracoli personali. E contemporaneamente, l'emergere di un paganesimo colto e umanistico, almeno in alcune classi sociali, che - al di sopra delle pittoresche divinità - si riferisce sempre più spesso ad una divinità superiore. Contemporaneamente, apprendiamo che non solo di martiri era formata la comunità cristiana, ma di molti cristiani "lapsi", che avevano cercato di sfuggire alle persecuzioni, come fecero secoli dopo i "marrani" di fronte alle persecuzioni antigiudaiche dei cristiani. In margine, nell'intero libro non viene mai citato il nome dei papi di allora, a riprova della minore centralità che ricoprivano nella chiesa del tempo.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo non è un libro di storia, ma di antropologia. L'autore dispiega tutta la sua notevole erudizione per cercare di rispondere alla domanda: "perchè Costantino si convertì al Cristianesimo"? la sua risposta può sembrare scoraggiante:"non lo sapremo mai". Il libro non si ferma qui naturalmente, ...continua

    Questo non è un libro di storia, ma di antropologia. L'autore dispiega tutta la sua notevole erudizione per cercare di rispondere alla domanda: "perchè Costantino si convertì al Cristianesimo"? la sua risposta può sembrare scoraggiante:"non lo sapremo mai". Il libro non si ferma qui naturalmente, interessanti sono i capitoli sulla genesi del Cristianesimo, perchè questa religione fosse oggettivamente superiore al paganesimo, perchè fosse lecito che un imperatore assumesse una decisione simile senza troppe proteste da parte dell'aristocrazia, e soprattutto distrugge la vecchia credenza per cui Costantino si sia convertito per calcolo politico, sfruttando l'onda crescente della nuova religione (che era, al tempo, solo una setta). Probabilmente Costantino credeva sinceramente al Cristianesimo, e voleva che una religione speciale identificasse un'imperatore "speciale", come egli senz'altro si riteneva. Eppure,il libro sembra una speculazione dell'autore, più che un libro di storia (o di antropologia).

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante, ma un po' troppo focalizzato

    I libri di storia dicono che l'avventura del cattolicesimo in Europa sia cominciato con l'Editto di Milano. In realtà, le persecuzioni si erano già arrestate da qualche.
    In ogni caso, l'editto di Costantino e Costantino stesso, rappresentano uno spartiacque fra il prima e il dopo; tra leggenda (i ...continua

    I libri di storia dicono che l'avventura del cattolicesimo in Europa sia cominciato con l'Editto di Milano. In realtà, le persecuzioni si erano già arrestate da qualche. In ogni caso, l'editto di Costantino e Costantino stesso, rappresentano uno spartiacque fra il prima e il dopo; tra leggenda (il famoso sogno e il crisma sugli scudi) e realtà (fede dell'imperatore e opportunità politica), il libro racconta come i cristiani abbiano cominciato la loro ascesa e come chi è perseguitato, spesso, diventi a sua volta persecutore.

    Lettura gradevole, anche se sarebbe stato più interessante preferire più fatti al ritratto di Costantino.

    ha scritto il 

  • 0

    La storia della conversione di Costantino, che l'autore ritiene autentico moto dell'animo, non suggerito da motivazioni politiche.
    Non mi aspettavo però la critica finale alle "radici cristiane" dell'Europa:
    "....L'Europa non ha radici, ne' cristiane ne' di altro tipo, si è formata attraverso st ...continua

    La storia della conversione di Costantino, che l'autore ritiene autentico moto dell'animo, non suggerito da motivazioni politiche. Non mi aspettavo però la critica finale alle "radici cristiane" dell'Europa: "....L'Europa non ha radici, ne' cristiane ne' di altro tipo, si è formata attraverso stadi imprevedibili, infatti non ha una componente originale in particolare. Non è preformata nel cristianesimo, non è lo sviluppo di un germe, piuttosto è il risultato di un'epigenesi. Lo stesso può dirsi del cristianesimo".

    ha scritto il 

  • 4

    Una esposizione chiara su quel che divenne la società romana, in Italia e in Europa, durante l'impero di Costantino e una riflessione scevra da pregiudizi sulle cosiddette radici cristiane dell'Europa e sull'antisemiismo strisciante che accompagnerà tutta la storia del vecchio continente fino all ...continua

    Una esposizione chiara su quel che divenne la società romana, in Italia e in Europa, durante l'impero di Costantino e una riflessione scevra da pregiudizi sulle cosiddette radici cristiane dell'Europa e sull'antisemiismo strisciante che accompagnerà tutta la storia del vecchio continente fino all'OLocausto del XX secolo.

    ha scritto il 

  • 3

    Le due stelle non rendono giustizia.
    In realtà il libro è bello, scritto bene e di gradevole lettura, (per gli amanti del genere, chiaramente), però mi aspettavo un testo prettamente storico quando invece, ci sono un gran numero di pagine dedicate ad aspetti che riguardano la cristianità in ...continua

    Le due stelle non rendono giustizia.
    In realtà il libro è bello, scritto bene e di gradevole lettura, (per gli amanti del genere, chiaramente), però mi aspettavo un testo prettamente storico quando invece, ci sono un gran numero di pagine dedicate ad aspetti che riguardano la cristianità in generale con riferimenti all'oggi.
    In ogni caso: tesi forse azzardata ma resa ottimamente.

    ha scritto il 

  • 0

    Storico e archeologo della Roma antica, Paul Veyne racconta una sintesi delle convinzioni che si è formato indagando intorno al ruolo di Costantino nella costruzione della cristianità. E il risultato è affascinante.


    Poco importa, in fondo, se Costantino abbia scelto di diventare cristiano ...continua

    Storico e archeologo della Roma antica, Paul Veyne racconta una sintesi delle convinzioni che si è formato indagando intorno al ruolo di Costantino nella costruzione della cristianità. E il risultato è affascinante.

    Poco importa, in fondo, se Costantino abbia scelto di diventare cristiano per un motivo politico o se la sua conversione sia stata sincera. Per Veyne vale la seconda ipotesi. Ma quello che conta è la dinamica storica che quella conversione ha innescato nell'impero e nella religione del Mediterraneo e dell'Europa.

    Costantino non ha avuto una forte iniziazione né una particolare educazione cristiana prima di convertirsi. La sua conversione porta innanzitutto l'esercito a credere nel cristianesimo. E a creare un'alleanza fortissima tra imperatore, esercito e comunità cristiane.

    Il contesto è comunque quello di un vastissimo impero nel quale il 90 per cento delle persone sono pagane e l'aristocrazia romana è pagana. Quindi l'imperatore continua a porsi come incarnazione dell'impero di tutti i popoli, mentre impara a rispettare la religiosità dei suoi nuovi maestri spirituali. La sua posizione lo rafforza nei confronti dell'aristocrazia senatoria. Ma non pensa neppure lontanamente a perseguitare i pagani o a tentare di convertirli. Il principio fondamentale resta quello di separare ciò che è dovuto da Dio da ciò che è dovuto a Cesare.

    Ci vorrà un secolo e mezzo perché quella conversione porti la maggioranza degli abitanti dell'impero a diventare cristiani. L'impero si riempie di chiese cristiane e le gerarchie cristiane assumono un grande potere nella gestione della società. Ma più che di una cristianizzazione dell'impero, a Veyne appare più come una trasformazione della cristianità. L'aristocrazia si fa progressivamente cristiana, così come il popolo: se in passato era normale essere pagani, nel tempo diventa normale essere cristiani. Le convenzioni contano più delle conversioni. E il cristianesimo assume alcuni dei connotati del paganesimo, come il culto dei santi le cui effigi prendono il posto di quelle degli dèi nel territorio, o come la relazione con la divinità che diventa un essere al quale chiedere protezioni e favori per quanto attiene ai problemi della vita quotidiana.

    Ma questa nuova divinità resta più esigente di quelle leggere e olimpiche del paganesimo. La Chiesta diventa un protagonista attivo della storia e delle scelte collettive. Ci vorranno secoli perché la dinamica storica porti le gerarchie della chiesa ad assumere più importanza nella gestione del potere temporale. E questo andrà di pari passo con la trasformazione della relazione con l'impero che si trasformerà: da separazione strutturale a confronto sistematico.

    Con la sua scelta, Costantino ha cambiato l'impero. Ma ha cambiato, forse soprattutto, il cristianesimo.

    ha scritto il