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Quando le radici

Urania Collezione 080

Di

Editore: Mondadori (Urania Collezione)

3.6
(73)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000054314 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Uscita prevista: sett. 2009
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  • 5

    Peccato che l’etichetta “fantascienza” precluda a Lino Aldani tutti i lettori che meriterebbe di avere. Il suo è un realismo fantastico e simbolico, saldamente costruito con una scrittura ...continua

    Peccato che l’etichetta “fantascienza” precluda a Lino Aldani tutti i lettori che meriterebbe di avere. Il suo è un realismo fantastico e simbolico, saldamente costruito con una scrittura lineare, sanguigna e allo stesso tempo musicale. Il sapore sessantottino che aleggia tra le righe è un tocco d’ingenuità che nulla toglie alla finezza del racconto, rendendola anzi più evidente, così come nelle parabole la semplicità della narrazione serve a trasmettere concetti filosofici e morali. Il caparbio inseguimento della libertà è una chimera, quindi un tema ad alto valore terapeutico e letterario, e il “ritorno alle radici” è passaggio obbligato in questa ricerca. Ma non è il punto di arrivo.

    ha scritto il 

  • 2

    molto azzardato definirlo fantascienza! è la storia di un impiegato disumanizzato (come ce n'era all'epoca e come ce ne sono adesso, niente di futuristico) che decide di tornare alle sue origini e ...continua

    molto azzardato definirlo fantascienza! è la storia di un impiegato disumanizzato (come ce n'era all'epoca e come ce ne sono adesso, niente di futuristico) che decide di tornare alle sue origini e va a vivere nel paese in cui è nato, ripercorrendo la tradizione contadina e, in seguito, anche quella zingara.

    la lettura è moderatamente scorrevole, tranne che in certe parti più "sperimentali", tuttavia la storia sa abbastanza di già visto, tanto per le dinamiche che per i contenuti.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando le radici, anche se non rappresenta una pietra miliare della fantascienza italiana (fu pur sempre tradotto in francese, tedesco e romeno), è senza dubbio un romanzo interessante, per diversi ...continua

    Quando le radici, anche se non rappresenta una pietra miliare della fantascienza italiana (fu pur sempre tradotto in francese, tedesco e romeno), è senza dubbio un romanzo interessante, per diversi motivi. L'autore, scomparso recentemente, fu uno dei primi italiani ad accostarsi alla sci-fi. Quando le radici fu pubblicato nel 1977 per i tipi de "La tribuna" ed ebbe una lunga e complessa gestazione. Lo stesso Aldani dichiara di aver scritto i primi sei capitoli nel 1966 e i seguenti nove a dieci anni di distanza. "Sono molte le ragioni che possono giustificare una così lunga parentesi, ma tutte riconducibili a un unico motivo: ero troppo impegnato a vivere, diluita nel tempo e riflessa nella psicologia dei vari personaggi, la scarna esile storia che questo libro racconta" - scrive Aldani in una sua nota a p. 8. I motivi autobiografici sono, quindi, evidenti.

    Continua su: http://www.lastambergadeilettori.com/2013/01/quando-le-radici-lino-aldani.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Nell'Italia del 1998 la gente vive in metropoli disumane, lavora  in immensi ministeri di tipo sovietico, cerca rifugio nelle droghe e nel sesso. Qui si consuma la rivolta di Arno che, stanco di ...continua

    Nell'Italia del 1998 la gente vive in metropoli disumane, lavora  in immensi ministeri di tipo sovietico, cerca rifugio nelle droghe e nel sesso. Qui si consuma la rivolta di Arno che, stanco di un lavoro ministeriale senza alcun senso o utilità, decide di trasferirsi armi e bagagli in un paesino della Bassa ove, completamente tagliata fuori dal mondo, vive una comunità di vecchi. Arno cerca di trascinarsi dietro la sua amante, Milena, ma questa non riesce a sopportare una vita cosi' differente e lontana dalle comodità di ogni giorno. Egli allora, in una notte di ubriachezza, si sposa con la zingara Rama e, braccato dalla polizia per l'involontaria uccisione di un operaio, si unisce alla sua tribù per vivere come un nomade. Interessante vedere come, negli anni '70 in Italia, l'incubo peggiore che gli scrittori di fantascienza (e non solo, ad esempio il fumettista Scozzari) riuscissero ad evocare era quello di una società social-democratica o cripto-comunista.... evidentemente Berlusconi è la realtà che supera, di gran lunga, la fantasia.

    ha scritto il 

  • 5

    L'inizio è lento, ma poi prende forma e usa la fantascienza (basata sull'estrema urbanizzazione del paese e sulla decadenza dei costumi) per fare un viaggio alla riscoperta delle origini del ...continua

    L'inizio è lento, ma poi prende forma e usa la fantascienza (basata sull'estrema urbanizzazione del paese e sulla decadenza dei costumi) per fare un viaggio alla riscoperta delle origini del protagonista, simbolo degli emigranti per lavoro, e un ritratto impietoso di una certa parte politica, appiattita (in maniera prevedibile) su posizioni opposte a quelle della sua "dottrina". Ottimo!

    ha scritto il 

  • 2

    Sebbene sia un libro d'alto valore a livello di contenuti, si presenta in una forma che io trovo scarsamente digeribile: dall'inizio alla fine sembra un esercizio di stile, una prova di bravura ...continua

    Sebbene sia un libro d'alto valore a livello di contenuti, si presenta in una forma che io trovo scarsamente digeribile: dall'inizio alla fine sembra un esercizio di stile, una prova di bravura descrittiva.

    Preferisco libri più scorrevoli, lo stesso Aldani in "Eclissi 2000" mi sembra di tutt'altra caratura.

    ha scritto il 

  • 4

    Apprezzo l'opera per il vigore morale, considerando anche l'epoca in cui è stata scritta. Poteva non avere le connotazioni fantascientifiche senza perdere nulla. Non ha senso forse spacciarlo come ...continua

    Apprezzo l'opera per il vigore morale, considerando anche l'epoca in cui è stata scritta. Poteva non avere le connotazioni fantascientifiche senza perdere nulla. Non ha senso forse spacciarlo come uno dei capolavori assoluti della fantascienza italiana. Detto questo, io l'ho gradito.

    ha scritto il