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Quando si ama si deve partire

Di

Editore: Mondadori

3.0
(69)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 178 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804578017 | Isbn-13: 9788804578017 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro

Il GIORNALE DI SICILIA
Angela Mannino

LA PASSIONE? QUASI UN'ESTRANEA CHE BUSSA ALLA PORTA

Palermo 16_04_08_- Quando si ama, si deve partire . Intraprendere il viaggio con spirito di avventura. Mettere all'angolo la paura che, invece, spinge alla fuga a gambe levate. E, magari, cambiare. Anche. Quando si ama si deve partire, una tesi che è anche il titolo del bel romanzo di Delia Vaccarello (Oscar Mondadori, 182 pagine, 8,80 euro), nelle librerie da ieri. Un romanzo che scandaglia il mondo delle passioni contestualizzandolo in un sociale anaffettivo, dove l'eros per lo più è diventato merce da supermercato. E' la vicenda di Angela e Tamara che si conoscono in chat all'indomani dell'11 settembre che ha cambiato il mondo, si fa emblema delle dinamiche universali che caratterizzano la sfera delle emozioni. Con quel "non detto" che non è bugia ma che aun certo punto irrompe nella storia, raggelando il sangue come se fosse morto qualcuno a noi caro.Uno, due, tre... liberi tutti su l'Unità e curatrice delle sei edizioni dell'antologia di racconti Principersse azzurre Rompendo l'incantesimo. E svelando la realtà così com'è e non come si pensava che fosse.

Quando si ama si deve partire, quasi un giallo amoroso. Con un 11 settembre privato che segna la data di un dramma infantile per troppo tempo rimosso. In un Italia che difende a denti stretti un modello di famiglia che si è evoluto coi tempi. "Un'Italia -dice Delia Vaccarello- di cui si fa metafora il personaggio del commendatore, padre di Tamara che per lui si scinde in una doppia vita, da un lato c'è la donna che non viene meno a quelli che considera i propri doveri, dall'altro la donna segreta, delle passioni clandestine. Un personaggio controverso., Tamara, una che resga al suo osto -anche se non è il suo- mentre tutti gli altri evadono verso i se stessi più veri.

"Alla fine però Tamara capisce -spiega la giornalista e scrittrice palermitana che da anni vive a Roma- l'amore per Angela arriva a sconvolgere la sua doppia vita". Ma come capita nelle storie vere, prima ce ne sarà di strada da fare. E, lungo il viaggio, alle esclusività dei sentimenti si accompagneranno divagazioni esaltanti, raccontate in pagine erotiche esemplari.

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  • 3

    Particolare

    Penso che particolare sia il termine migliore per descrivere questo libro.Le due protagoniste,Tamara e Angela,si conoscono l'indomani dell'11 settembre 2001,su un forum per lesbiche.Si trovano bene a chiacchierare,cosi ne nasce subito un rapporto,dapprima telematico e telefonico,a cui segue dopo ...continua

    Penso che particolare sia il termine migliore per descrivere questo libro.Le due protagoniste,Tamara e Angela,si conoscono l'indomani dell'11 settembre 2001,su un forum per lesbiche.Si trovano bene a chiacchierare,cosi ne nasce subito un rapporto,dapprima telematico e telefonico,a cui segue dopo breve tempo il primo incontro dal vivo.Le due donne sono entrambe colte e intelligenti,di buona famiglia,sono indipendenti economicamente.Nasce subito un'intesa reciproca,sia fisica che mentale.Da qui si sviluppa la loro relazione.Una relazione a distanza,non semplice,ma anzi piuttosto complessa e con parecchi problemi annessi.Tamara infatti si scopre ben presto essere sposata con quello che era il cognato,marito della defunta sorella Elena.La sua situazione familiare è difficile,molto.Si trova infatti divisa tra l'amore,quello vero,che prova per Angela,ma è dilaniata dai suoi nuovi doveri.Non deve deludere le prospettive del padre,ormai malato gravemente,deve accudire i suoi "figli" e rispettare il ruolo di moglie borghese che ha ormai accettato.Angela invece si divide tra lavoro,viaggi e alcune avventure,in particolare con la fioraia Mercedes e l'archeologa Sara.Alla fine,il triste epilogo : Angela decide di ignorare i messaggi e le chiamate di Tamara,e parte alla volta della Spagna,lasciandosi alle spalle il passato verso un nuovo futuro.Due le cose che ho maggiormente apprezzato,per cui ritengo che il romanzo meriti 3 stelle.Il finale,che per quanto doloroso segna la fine di tanti problemi.Mette un punto alla storia con Tamara,a tutte le difficoltà della relazione con lei e ad alcune vicende passate nella vita della narrante Angela.Dona speranza e slancio verso il futuro.L'altra cosa in rilievo che è il fulcro del romanzo è la contrapposizione tra ciò che si ama davvero,il proprio cuore e la propria natura,contro i doveri che la società ci impone,che la famiglia per bene vuole vedere rispettati.D'altro canto ci sono comunque aspetti negativi nell'opera.Per prima cosa l'autrice si perde troppo,i capitoli sono brevissimi,tanti mini-racconti a volte inutili che potevano sicuramente essere evitati.Le descrizioni dei paesaggi e dei sentimenti sono ampie,sicuramente ben scritte,ma a tratti noiose.I colpi di scena verso il finale del libro non mancano,ma sono troppi,e alcuni anche inverosimili;una cozzaglia di avvenimenti e scoperte esagerate.Da un lato mettono in evidenza come la famiglia di Tamara,all'apparenza perfetta(come ricorda anche il parroco durante il funerale del padre)stia in realtà annaspando in vicende piuttosto torbide,tra tradimenti,figli illegittimi e sotterfugi vari.Ma bastava meno per rendere l'idea;qui si è creata una trama paragonabile ad una soap.Infine lo stile,anch'esso particolare,bisogna abituarcisi,e non è sempre di facile e immediata comprensione.Nel complesso,facendo un conto di tutto,così così.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha convinto...

    si perde troppo spesso... non c'è un filo conduttore. sono racconti a spezzoni. fotografie, istantanee di avvenimenti scollegati tra loro a cui è difficile stare dietro.non sono riuscita ad arrivare alla fine... noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Da parte di Delia Vaccarello, la curatrice delle antologie di racconti lesbici “Principesse Azzurre”, un interessante ed evocativo romanzo sentimentale.


    La storia. La protagonista-io narrante, Angela, è un’intellettuale che vive molto “in giro”, frequenta casali di campagna di proprietà di ...continua

    Da parte di Delia Vaccarello, la curatrice delle antologie di racconti lesbici “Principesse Azzurre”, un interessante ed evocativo romanzo sentimentale.

    La storia. La protagonista-io narrante, Angela, è un’intellettuale che vive molto “in giro”, frequenta casali di campagna di proprietà di amiche compiacenti, feste, combini vari. Viaggia spesso; partecipa ad incontri, conferenze, eventi. Non si capisce molto chiaramente quale sia il suo lavoro, qualcosa tra il pubblicistico e l’universitario, ma si comprende che non ha particolari difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena. Nella sua vita di ultraquarantenne ci sono stati, nel passato, momenti di dolore e di conflitto, non ben chiariti, ma essi non le impediscono di essere quello che è, con passione e leggerezza.

    All’indomani della data topica dell’11 settembre, su un forum, conosce Tamara, un’affascinante donna di una grande città del nord (lei, Angela, sembrerebbe vivere in un qualche posto del centro Italia, Roma o Firenze). Alla conoscenza telematica segue quasi subito l’incontro de visu, cosa che la coinvolge subito tantissimo; Angela trova in Tamara una donna appassionata, un’amante sensibile, una persona che fa risuonare in lei corde che tacevano forse da troppo tempo. Alla gioia dell’incontro e della scoperta, segue però subito una feroce disillusione: invitata a casa sua, Angela scopre che Tamara è sposata, e pare non aver nemmeno cercato di nasconderle troppo pervicacemente la cosa. Come capita spesso alle lesbiche “tutte d’un pezzo”, la bisessualità (o meglio, in questo caso, il sospetto di) viene vista come un pericolo, un’ambiguità, un voler tenere i piedi in due scarpe; “…io non sono il tuo giocattolo, la tua vacanza, la tua trasgressione a prezzi modici”. Solo dopo la fuga arrabbiata di Angela ci sarà un chiarimento via e-mail, in cui Tamara le spiegherà di aver voluto assecondare una strana nevrosi dei suoi genitori, che dopo la morte della sorella preferita hanno voluto vedere in lei la sua continuazione, arrivando perfino a chiamarla con il nome della sorella stessa e a spingerla indirettamente a sposare il cognato vedovo, provocando in questo modo una mimesi assoluta. Angela a Tamara riprendono a vedersi, pur tra i mille impegni di entrambe e la malattia del padre di Tamara che si aggrava progressivamente.

    Altre due figure affettive si affiancano a Tamara, nel mondo di Angela: Mercedes, una bella fioraia molto farfallona e che si dice molto innamorata di lei (o forse, semplicemente, molto alla ricerca di accasarsi), arrivando addirittura a ipotizzare dettagliati programmi di convivenza; e Sara, una giovane archeologa che partecipa ad un programma di ricerca in Sicilia, sua terra natale, sicuramente il personaggio più bello, affascinante ed equilibrato di tutto il romanzo. Angela la incontra spesso e vive con lei momenti di tranquilla serenità, in cui far decantare lo stress del rapporto con Tamara, e le pagine in cui viene descritto il viaggio in Sicilia, al suo fianco, sono probabilmente le più belle di tutto il romanzo. Il quadro sentimentale a questo punto è chiaro: abbiamo l’amore passionale e complicato (Tamara), la rompiscatole invadente (Mercedes), la presenza distaccata e non esclusiva, anzi in odore di bisessualità, ma sensibile e sincera (Sara).

    Il romanzo, peraltro, che fino a questo punto è vissuto soprattutto di descrizioni di luoghi e sentimenti (molto ben riusciti entrambi) si avvita in un finale ricolmo di colpi di scena piuttosto assurdi. Tanto per dire: Andrea, uno dei (presunti) figli della sorella di Tamara, è omosessuale (e questo ci può ancora stare); il padre di Tamara muore, e all’apertura del testamento lei scopre che i figli che pensava essere della sorella invece sono del padre, quindi suoi fratellastri (in sostanza sono figli illegittimi del padre, avuti con un’altra donna e fatti passare di comodo come figli della sorella; un po’ meno credibile); un incubo ricorrente di Angela, legato ad un cucciolo ferito ed agonizzante, si concretizza nell’improvvisa emersione, nella sua memoria, di un fatto di cui aveva perso il ricordo, il suicidio della madre con un’arma da taglio che aveva indirettamente causato la morte del cagnolino di Angela (e qui siamo nell’assurdo più totale; per suicidarsi con un’arma da taglio ci vuole la determinazione di un samurai o di uno stoico romano; che poi ci possa andare di mezzo pure un povero cagnolino… boh. E passi la rimozione freudiana, ma dimenticarsi di un evento del genere mi sembra troppo). In realtà il problema maggiore sta nel fatto che Tamara sembra allontanarsi progressivamente da Angela, sembra che qualcosa – il rispetto, le apparenze, il senso di colpa – la costringa a tornare al posto in cui i genitori perbenisti, e soprattutto il padre, la volevano, al centro della famiglia, madre putativa dei due figli, moglie di un marito che non ha mai toccato; al punto da negare il suo amore per Angela, da affermare di non desiderarla più.

    C’è un epilogo finale. Tamara riflette su sé stessa, riconosce i suoi errori, si rende conto che nessuno l’ha veramente obbligata a prendere il posto della sorella. E cerca di riavvicinarsi ad Angela, ma ormai è troppo tardi. Angela sta partendo per la Spagna di Zapatero, va a vedere com’è fatto un mondo in cui le istituzioni accettano i gay e tutelano i loro diritti. Sa di non aver mai amato nessuno come Tamara, ma parte lo stesso, senza rispondere ai suoi messaggi e alle sue chiamate. Ecco il collegamento al libro di Amélie Nothomb di cui ho scritto tempo fa. Partire per evitare il dolore e il conflitto, con la consapevolezza che quello che c’è stato è stato, che le vecchie prospettive sono finite, che se ne aprono di nuove.

    Un bel libro, nelle cui descrizioni di paesaggi e di sentimenti (e anche di qualche momento sessuale un po’ calligrafico) ci si perde volentieri. Ma se il tema morale voleva essere il conflitto tra il perbenismo familiare-borghese e la propria natura sessuale, lo si sarebbe potuto sviluppare altrettanto bene senza ricercare coups de theatre così clamorosi, così televisivi come quelli che ho descritto più sopra.

    Per finire, come già ebbi a dire, confermo che i libri della piccola biblioteca Oscar Mondadori, come carta e impaginazione, fanno veramente schifo.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo romanzo sin dalle prime pagine ti trascina nel pieno della storia. E' scritto veramente bene. Le descrizioni delle emozioni dei personaggi sono palpabili e ti sembra di viverle in prima persona. Molto Molto bello

    ha scritto il 

  • 3

    Un bella scrittura. E' piacevole leggere il suo modo di scrivere. La storia del libro è a tratti coinvolgente e a tratti piuttosto sconnessa. La Vaccarello, però, ha uno stile tutto suo nel modo di scrivere che è molto accattivante.

    ha scritto il 

  • 2

    Penso che il libro meriti 2 stellette e mezzo. E' molto particolare, piuttosto complesso sia nello stile di scrittura che nella tecnica di racconto. Capitoli brevissimi che immortalano nell'attimo di un flash le vicende dei personaggi, ricordi appena accennati che dicono e non dicono. Insomma un ...continua

    Penso che il libro meriti 2 stellette e mezzo. E' molto particolare, piuttosto complesso sia nello stile di scrittura che nella tecnica di racconto. Capitoli brevissimi che immortalano nell'attimo di un flash le vicende dei personaggi, ricordi appena accennati che dicono e non dicono. Insomma un testo non molto scorrevole che sono riuscita ad apprezzare solo dopo essermi abituata allo stile e alle atmosfere. Notevole il rapporto-legame della protagonista Angela con i cani (che viene spiegato chiaramente solo verso la parte conclusiva del romanzo). In più punti ho ritrovato grande poesia che per certi versi mi ha ricordato 'Scritto sul corpo' della Winterson. La vicenda alla fine mi ha coinvolto e i colpi di scena non mancano. In sostanza un libro certamente non facile che però merita di essere letto fino in fondo perchè sa donare delle indimenticabili istantanee di vita, di morte, di gioia e di dolore, di grande passione.

    ha scritto il 

  • 0

    Meglio come curatrice

    E non poco, direi. Troppi personaggi, troppe storie male amalgamate, genere poco definito che evapora andando avanti nella lettura. Un piccolo disastro.
    La prima parte, ha un modo aulico e sopra le righe di voler restituire sensazioni. Per questo utilizza troppe parole senza rendersi conto ...continua

    E non poco, direi. Troppi personaggi, troppe storie male amalgamate, genere poco definito che evapora andando avanti nella lettura. Un piccolo disastro.
    La prima parte, ha un modo aulico e sopra le righe di voler restituire sensazioni. Per questo utilizza troppe parole senza rendersi conto che non esiste situazione complicata o sensazione che non possa essere resa da tre parole in fila. Bisogna però sapere quali, e cioè avere sensibilità per le parole. Cosa che la Vaccariello non ha.
    Nella seconda parte, invece, tutto si frammenta e diventa più che una narrazione un insieme di frammenti, di studi. A volte solo appunti di quella che potrebbe essere una vera storia.
    Mi spiace veramente scrivere queste cose, perché l'operato in quanto divulgatrice della Vaccariello è veramente importante. Ma come scrittrice, non c'è niente di più questo.

    ha scritto il 

  • 2

    Ma anche no

    Il libro scorre via, se si è capaci di leggere saltando a pie' pari le auliche descrizioni con ambizioni di lirismo cheap.
    La storia... beh, cerca di stupire con discutibili "colpi di scena" da telenovela e improbabili intrecci da B-movie.
    Lo scenario tratteggiato è disarmante da un p ...continua

    Il libro scorre via, se si è capaci di leggere saltando a pie' pari le auliche descrizioni con ambizioni di lirismo cheap.
    La storia... beh, cerca di stupire con discutibili "colpi di scena" da telenovela e improbabili intrecci da B-movie.
    Lo scenario tratteggiato è disarmante da un punto di vista, per così dire, morale in cui non esistono amori duraturi, e la fedeltà è un concetto opinabile. o comunque sacrificabile sull'altare della passione (irrinunciabile??) tra le deprimenti protagoniste 40enni.

    ha scritto il