Quartine - Rubaiyyàt

Di

Editore: Newton

4.2
(272)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000111164 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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    Il canone delle 192 robâyyât (approssimativamente: quartine) di ʿUmar Khayyām. L’introduzione è molto esaustiva nell’illustrare questa forma di poesia persiana in auge durante il nostro Medioevo. Come ...continua

    Il canone delle 192 robâyyât (approssimativamente: quartine) di ʿUmar Khayyām. L’introduzione è molto esaustiva nell’illustrare questa forma di poesia persiana in auge durante il nostro Medioevo. Come spiega diffusamente perché Khayyām non era un miscredente, malgrado i suoi continui riferimenti al vino.
    Il vinoè il ‘nostro’ carpe diem, assieme alla bellezza di un volto e al suono di un liuto iracheno, un tentativo di strappare un momento di benessere a una condizione umana fondata su precarietà e incertezza – la quartina 120, che riporto, è un’antenata di “Vita dell’omo” di Belli.
    Parla di Dio, Khayyām, definendolo con grazia Pittore Eterno, Disegnatore Eterno, ma soprattutto canta l’uomo, destinato a dissolversi in polvere, per nutrire un fiore o diventare argilla nelle mani di un vasaio in un continuo ‘ciclo del vino’.
    La modernità di Khayyām non consiste in uno scetticismo nei confronti della religione, come si potrebbe pensare, quanto in una stigmatizzazione dei limiti della scienza, la grande scienza di Arabi e Persiani, che stava trovando la quadra su fenomeni terrestri e cosmici. Il poeta, che pure di scienza ne sapeva, invita a non dare troppo credito a chi offre spiegazioni su tutto: in ultima istanza saprà pur illustrare agli uomini le orbite celesti ma non sarà in grado di dire una sola parola in più per afferrare il senso dell’esistenza, del passaggio tra due ignoti quale è la vita. E allora musica, e vino, e carpe diem.

    ---

    8
    … Partimmo restii e senza sapere qual era
    Lo scopo di questo venire, essere e andare.

    13
    Allorché recideranno il virgulto della mia vita,
    Le mie parti saranno sparse lontane una dall’altra.
    Se dal fango mio allora modelleranno una brocca
    Fatela colma di vino e io tornerò alla vita.

    31
    … Finché puoi assapora l’attimo adesso
    Osserva il giorno presente, non cercare ieri o domani.

    42
    … Siamo fatti di polvere: prendi il liuto, o coppiere!
    Siamo fatti di vento: porta il vino, o coppiere!

    64
    … C’è un attimo solo fra sobrietà e ubriachezza
    Per cui tutto darei. È quello la Vita!

    82
    … Nessuno ha mai trovato la Strada con l’essere triste …

    112
    … Cercare il farmaco aumenta il dolore,
    Accogli la pena e non desiderare rimedio.

    114
    … Scuotiamo la mano dai nostri desideri più grandi
    E posiamola su un ricciolo lungo o sulla pancia di un liuto.

    120
    Dov’è un iniziato a cui io possa spiegare
    Che cosa fu l’uomo dal primo momento?
    Nacque in affanni, fu impastato di polvere di dolore
    Vagò poco tempo nel mondo, e poi levò il passo.

    136
    Quel castello sembrava toccare le Ruota del Cielo
    E tutti i sovrani si chinavano a baciarne la soglia.
    Sul suo pinnacolo scorgemmo una tortora
    Appollaiata implorare: «Dove? Dove? Dove? Dove?»

    137
    … Se il mondo con me o senza di me non muterà,
    Perché mai venni al mondo quel giorno?

    176
    Da questo oscuro pianeta di terra fino al limite di Saturno
    Ho già risolto tutti i problemi dell’Universo.
    Con ingegno aguzzo ho sciolto i più difficili enigmi
    Tutti i nodi ora ho aperto, tutti tranne il nodo di Morte.

    191
    … Se io ho un peccato, qual è la mia colpa?
    Fosti tu a modellarmi con sapienza!

    ha scritto il 

  • 4

    "Carpe diem" in salsa orientale

    Apprezzato scienziato e filosofo, nonché poeta estremamente colto e a tratti irriverente, ’Omar Khayyam (XI-XII secolo d.C.) è una delle personalità più illustri non solo della Persia e, più in genera ...continua

    Apprezzato scienziato e filosofo, nonché poeta estremamente colto e a tratti irriverente, ’Omar Khayyam (XI-XII secolo d.C.) è una delle personalità più illustri non solo della Persia e, più in generale, del mondo islamico, ma anche del panorama culturale universale.
    È celebre per le sue Quartine (Robāyyāt), giunte fino a noi in discreto numero e tradotte per la prima volta in Occidente intorno alla metà dell’Ottocento con grande successo di pubblico: versi, i suoi, dove metrica, saggezza e spiritualità si uniscono in un mix poetico dal superbo fascino destinato ad attraversare i secoli e a superare così l’oblio del tempo.
    Le continue esortazioni a riempire la coppa e a bere (vino, non acqua – curioso “topos” in una società musulmana come quella persiana in cui viveva l’autore), a pensare al presente, a vivere l’attimo che fugge inesorabile, così come l’estrema fragilità dell’umana esistenza e l’incombenza della morte sono i temi ricorrenti della poesia di ’Omar Khayyam, temi che non si discostano da quelli della grande poesia classica senza tempo a partire addirittura dai lirici greci.
    Tante le quartine su cui riflettere; eccone una tra le più belle e significative dell’intera raccolta:

    “Non ricordare il giorno trascorso
    E non perderti in lacrime sul domani che viene:
    Su passato e futuro non far fondamento
    Vivi dell'oggi e non perdere al vento la vita.”

    ha scritto il 

  • 1

    Monotono, ripetitivo e noioso.
    Forse sarà colpa degli "argomenti" ormai triti e ritriti (polvere,vino,destino),forse sarò io che sono poco predisposta, forse sarà che alle centesima volta che sento la ...continua

    Monotono, ripetitivo e noioso.
    Forse sarà colpa degli "argomenti" ormai triti e ritriti (polvere,vino,destino),forse sarò io che sono poco predisposta, forse sarà che alle centesima volta che sento la parola " bevi" mi cadono le braccia...fatto sta che alla novantesima quartina l'ho abbandonato.
    Cerca e ricerca il significato del vivere nella filosofia, nelle scienze, nel piacere e, credo, come molti (o forse tutti) non lo trova, nascondendosi poi in tutto ciò che proclama in queste poesie.

    ha scritto il 

  • 0

    Ogni granello di polvere nascosto in seno alla terra
    prima di me,prima di te,fu forse corona e gioiello.
    Da volto gentile dunque la polvere tergi piu dolce,
    che quella polvere un tempo,fu forse volto ...continua

    Ogni granello di polvere nascosto in seno alla terra
    prima di me,prima di te,fu forse corona e gioiello.
    Da volto gentile dunque la polvere tergi piu dolce,
    che quella polvere un tempo,fu forse volto gentile.

    ha scritto il 

  • 4

    Una "coppa" di quartine per godere ogni singolo attimo.

    O Amico, che cos' è tanta ansia del futuro
    Con cui affliggi l' anima e il corpo
    Vivi felice e trascorri il tuo tempo in letizia
    All' inizio non
    ...continua

    Una "coppa" di quartine per godere ogni singolo attimo.

    O Amico, che cos' è tanta ansia del futuro
    Con cui affliggi l' anima e il corpo
    Vivi felice e trascorri il tuo tempo in letizia
    All' inizio non ti misero in mano le briglie del mondo!

    Al chiarore della luna radiosa
    Una voce gentile mi chiamava dalla taverna:
    "Vieni folle sbandato, riempiamo coppe di vino
    Prima che il fato ricolmi le coppe della nostra vita".

    ha scritto il 

  • 4

    Poi che null'altro che vacuo vento ci resta d'ogni cosa che esiste,
    Poi che difetto e sconfitta colgono al fine ogni cosa,
    Considera bene: ogni cosa che è, è in realtà nulla;
    Medita bene: ogni cosa ch ...continua

    Poi che null'altro che vacuo vento ci resta d'ogni cosa che esiste,
    Poi che difetto e sconfitta colgono al fine ogni cosa,
    Considera bene: ogni cosa che è, è in realtà nulla;
    Medita bene: ogni cosa ch'è nulla, è in realtà tutto.

    ha scritto il 

  • 5

    In loving memory

    Nel 2008 ad una mia mostra mio zio Marcello di fronte a due disegni (http://www.andreacontin.com/wp-content/uploads/07-Lara-and-me-600x397.jpg) si mise a declamare: "Acqua eravamo deposta ascosa nei l ...continua

    Nel 2008 ad una mia mostra mio zio Marcello di fronte a due disegni (http://www.andreacontin.com/wp-content/uploads/07-Lara-and-me-600x397.jpg) si mise a declamare: "Acqua eravamo deposta ascosa nei lombi, fuoco di libidine poi ci porto’ nuovi nel mondo; aria e vento domani soffieran via la Polvere nostra. Passiamo dunque questi due istanti che abbiamo, col Vino!".
    Fu così che scoprii Omar Khayyam, che da allora mi ricorda lo zio, tornato Polvere pochi mesi dopo...

    ha scritto il 

  • 5

    Omar Khayyam

    Non si sa la data precisa della nascita, ne quella della morte.
    Scienziato, astronomo, matematico..
    ma anche filosofo, cultore della musica e Poeta.
    Ateo e scettico, per alcuni.
    Mistico e teologo, ...continua

    Non si sa la data precisa della nascita, ne quella della morte.
    Scienziato, astronomo, matematico..
    ma anche filosofo, cultore della musica e Poeta.
    Ateo e scettico, per alcuni.
    Mistico e teologo, per altri.
    Pessimista e scontroso, per alcuni.
    Uomo con un lato umoristico e scherzoso, per altri.

    Un grande uomo avvolto dal mistero… come i suoi versi.

    Io che non sono persiana, che non conosco la storia , le tradizioni e la lingua di quel paese non arriverò a capire il significato più profondo delle quartine.
    Però posso leggere queste 100 pagine, accogliere le parole, immaginarne la musica...e lasciarmi andare.

    Non sempre è indispensabile sapere.

    102*
    O cuore che non ti prenda dolore di questo mondo consunto:
    Tu non sei cosa vana, di vani dolori non prenderti cura.
    Poiché ciò ch'è stato è passato, e ciò che non è non è ancora,
    Vivi felice, e non ti afferri tristezza di quel che non è, non è stato

    103*
    O cuore, fa conto d'avere tutte le cose del mondo,
    Fa' conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde,
    E tu su quell'erba verde fa' conto d'esse rugiada
    Gocciata colà nella notte, e al sorger dell'alba svanita.

    ha scritto il 

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