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Quartine - Rubaiyyàt

Di

Editore: Newton

4.2
(246)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000111164 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 0

    Ogni granello di polvere nascosto in seno alla terra
    prima di me,prima di te,fu forse corona e gioiello.
    Da volto gentile dunque la polvere tergi piu dolce,
    che quella polvere un tempo,fu forse volto gentile.

    ha scritto il 

  • 4

    Poi che null'altro che vacuo vento ci resta d'ogni cosa che esiste,
    Poi che difetto e sconfitta colgono al fine ogni cosa,
    Considera bene: ogni cosa che è, è in realtà nulla;
    Medita bene: ogni cosa ch'è nulla, è in realtà tutto.

    ha scritto il 

  • 5

    In loving memory

    Nel 2008 ad una mia mostra mio zio Marcello di fronte a due disegni (http://www.andreacontin.com/wp-content/uploads/07-Lara-and-me-600x397.jpg) si mise a declamare: "Acqua eravamo deposta ascosa nei lombi, fuoco di libidine poi ci porto’ nuovi nel mondo; aria e vento domani soffieran via la Polve ...continua

    Nel 2008 ad una mia mostra mio zio Marcello di fronte a due disegni (http://www.andreacontin.com/wp-content/uploads/07-Lara-and-me-600x397.jpg) si mise a declamare: "Acqua eravamo deposta ascosa nei lombi, fuoco di libidine poi ci porto’ nuovi nel mondo; aria e vento domani soffieran via la Polvere nostra. Passiamo dunque questi due istanti che abbiamo, col Vino!".
    Fu così che scoprii Omar Khayyam, che da allora mi ricorda lo zio, tornato Polvere pochi mesi dopo...

    ha scritto il 

  • 5

    Omar Khayyam

    Non si sa la data precisa della nascita, ne quella della morte.
    Scienziato, astronomo, matematico..
    ma anche filosofo, cultore della musica e Poeta.
    Ateo e scettico, per alcuni.
    Mistico e teologo, per altri.
    Pessimista e scontroso, per alcuni.
    Uomo con un l ...continua

    Non si sa la data precisa della nascita, ne quella della morte.
    Scienziato, astronomo, matematico..
    ma anche filosofo, cultore della musica e Poeta.
    Ateo e scettico, per alcuni.
    Mistico e teologo, per altri.
    Pessimista e scontroso, per alcuni.
    Uomo con un lato umoristico e scherzoso, per altri.

    Un grande uomo avvolto dal mistero… come i suoi versi.

    Io che non sono persiana, che non conosco la storia , le tradizioni e la lingua di quel paese non arriverò a capire il significato più profondo delle quartine.
    Però posso leggere queste 100 pagine, accogliere le parole, immaginarne la musica...e lasciarmi andare.

    Non sempre è indispensabile sapere.

    102*
    O cuore che non ti prenda dolore di questo mondo consunto:
    Tu non sei cosa vana, di vani dolori non prenderti cura.
    Poiché ciò ch'è stato è passato, e ciò che non è non è ancora,
    Vivi felice, e non ti afferri tristezza di quel che non è, non è stato

    103*
    O cuore, fa conto d'avere tutte le cose del mondo,
    Fa' conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde,
    E tu su quell'erba verde fa' conto d'esse rugiada
    Gocciata colà nella notte, e al sorger dell'alba svanita.

    ha scritto il 

  • 5

    o il vino o la morte!

    forse questa:
    Officina dei Vasi

    Fino a quando saremo ogni giorno prigionieri di questo intelletto?
    Che cosa sono 100 anni nel modo, che cos'è un solo giorno?
    Abbi cara la coppa di vino prima del giorno che noi
    Nell'Officina dei Vasi ci trasformino in vaso.

    ha scritto il 

  • 3

    quanto vino troppo vino

    omar gaudente omar avvinazzato nella mente e non nella penna o piuma... omar mistico omar pessimista... omar epicureo che inneggia senza troppa fantasia alle bellezze della sua terra e della sua cultura... omar relativista e ateo che rifiuta i sacri regimi religiosi, e quanto fa bene! però nel c ...continua

    omar gaudente omar avvinazzato nella mente e non nella penna o piuma... omar mistico omar pessimista... omar epicureo che inneggia senza troppa fantasia alle bellezze della sua terra e della sua cultura... omar relativista e ateo che rifiuta i sacri regimi religiosi, e quanto fa bene! però nel complex una lettura ripetitiva, un po' come il bicchiere che di continuo corre alle alle labbra

    ha scritto il 

  • 5

    "O cuore, fa’ conto d’avere tutte le cose del mondo,
    Fa’ conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde,
    E tu su quell’erba fa’ conto d’esser rugiada
    Gocciata colà nella notte, e al sorger dell’alba svanita"

    È stato molte cose insieme, forse molte vite simultanee, Oma ...continua

    "O cuore, fa’ conto d’avere tutte le cose del mondo,
    Fa’ conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde,
    E tu su quell’erba fa’ conto d’esser rugiada
    Gocciata colà nella notte, e al sorger dell’alba svanita"

    È stato molte cose insieme, forse molte vite simultanee, Omar Khayyam, poeta persiano la cui biografia si perde nella notte della storia e della leggenda.

    Poeta, ma anche astronomo, matematico, filosofo. Dicono che fosse raffinato e irascibile, indulgente e pigro, ironico e malato di nostalgia. Riverito da molti, insultato da tanti altri.

    E c'è chi lo ricorda come la voce di un Islam tollerante, chi come un miscredente che amava il vino e i piaceri più effimeri, chi come un mistico che, come tutti i mistici, sfugge al giudizio esatto, quello che intende definire e incasellare.

    Molte cose, davvero. Ma nelle circa duecento quartine che ci ha lasciato (moltissime altre gli sono state attribuite nel tempo) c’è soprattutto l’uomo che si interroga, l’uomo che si mette a nudo per afferrare il senso del suo cammino su questa terra.

    La sua voce ci arriva da lontano e ci accompagna ancora oggi, come quella dell’amico con cui è facile condividere, la parola, il brindisi, il silenzio. Per poi abbandonarsi pacatamente alla vertigine del tempo che passa.

    "Poiché non sono verità e certezza in nostro possesso,
    Non si può con speranze dubbiose aspettare tutta la vita.
    Il palmo della mano non deve lasciare la coppa del vino.
    In tanta ignoranza dell'uomo che importa esser sobri o ebbri?"

    ha scritto il