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Quattro dopo mezzanotte, Volume 2

Il poliziotto - Il fotocane

Di

Editore: Sperling & Kupfer (Superbestseller, 559)

3.7
(720)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 395 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Olandese , Chi tradizionale , Giapponese , Portoghese , Ungherese , Ceco , Svedese

Isbn-10: 8878247502 | Isbn-13: 9788878247505 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tullio Dobner

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Libro non all'altezza del primo volume. Nonostante entrambi i racconti siano molto piacevoli, il primo risulta un po' anonimo e il secondo ricorda troppo un racconto horror per l'infanzia, stile 'piccoli brividi'.
    Consigliato solo a chi ha letto il primo volume.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre dopo mezzanotte, “Il poliziotto della biblioteca“, effettua ulteriormente una contrazione, questa volta in termini di orrore claustrofobico. Un assicuratore si trova a dover tenere un discorso al suo club e decide di prendere in prestito alcuni libri in biblioteca per mettere un po’ di sale a ...continua

    Tre dopo mezzanotte, “Il poliziotto della biblioteca“, effettua ulteriormente una contrazione, questa volta in termini di orrore claustrofobico. Un assicuratore si trova a dover tenere un discorso al suo club e decide di prendere in prestito alcuni libri in biblioteca per mettere un po’ di sale alla sua esposizione. Lì farà la conoscenza di una bibliotecaria molto particolare e, quando si “dimenticherà” di riconsegnare per tempo i volumi, anche della temibile polizia bibliotecaria. L’ambientazione e i personaggi sono tra i più domestici possibile, ma il ritmo è incalzante e i personaggi sono disegnati con particolare nitidezza.

    Quattro dopo mezzanotte, “Il fotocane“, si ricollega alle vicende di Castle Rock, cittadina del Maine di cui conosciamo l’affezione dell’autore anche grazie alla sua specifica introduzione. La contrazione qui la riscontriamo nell’ambiente geografico di azione, ma anche nella verosimiglianza dell’evento soprannaturale. Un ragazzino per il suo compleanno riceve una Polaroid difettosa: continua a scattare fotografie di un enorme cane nero, incurante del reale soggetto inquadrato. E non solo, le fotografie sembrano delineare una sequenza temporale e un movimento dell’animale. Movimento piuttosto minaccioso, in verità. In questo caso viene ripreso l’elemento caratteristico di un altro romanzo molto celebre di King, Cujo, sulla linea dell’incarnazione del Male all’interno di un animale (e non di un uomo o di una creatura aliena, come siamo stati abituati in altre circostanze).

    ha scritto il 

  • 4

    Il più bello dei due libri

    Il volume 1 lo trovo il più bello tra i due scritti. King come sempre è superbo nei racconti e "i langonieri" è il suo personalissimo modo per farci riflettere sul concetto di tempo.
    Da "finestra segreta, giardino segreto" è stato tratto un film con Johnny Deep, abbastanza attinente allo sc ...continua

    Il volume 1 lo trovo il più bello tra i due scritti. King come sempre è superbo nei racconti e "i langonieri" è il suo personalissimo modo per farci riflettere sul concetto di tempo.
    Da "finestra segreta, giardino segreto" è stato tratto un film con Johnny Deep, abbastanza attinente allo scritto (Miracolo!!).

    ha scritto il 

  • 2

    Stephen King - Quattro dopo mezzanotte vol. 2

    Questa volta proprio non ci siamo. Il primo volume di questa raccolta di racconti (sciaguratamente come al solito divisa in Italia) mi aveva convinto, mentre il secondo capitolo mi ha deluso in tutti i suoi aspetti. Un King troppo prevedibile che propone due racconti lunghi dell'orrore insipidi e ...continua

    Questa volta proprio non ci siamo. Il primo volume di questa raccolta di racconti (sciaguratamente come al solito divisa in Italia) mi aveva convinto, mentre il secondo capitolo mi ha deluso in tutti i suoi aspetti. Un King troppo prevedibile che propone due racconti lunghi dell'orrore insipidi e scontati (soprattutto per chi come me ha letto quasi tutto di quello che ha scritto negli anni).

    Sia il poliziotto, sia il fotocane hanno la stessa struttura narrativa caratterizzata da un incedere in cui è palese che prima o poi accadrà qualcosa di strano e terrificante fino al solito finale “mostruoso”. Chi è avvezzo alla narrativa di questo autore sa bene a cosa mi riferisco. Una lettura insomma che non mi ha lasciato quasi nulla e che ho portato avanti stancamente e senza particolare entusiasmo. Certo le idee di base di King sono sempre interessanti ed ovviamente per chi ha scritto qualcosa come una sessantina di libri e svariati racconti risulta arduo essere originale, però il canovaccio è quanto di più scontato ci sia e anche volendo considerare i racconti dal lato horror mi sento di confermare il buco nell'acqua. Insomma racconti che non fanno paura, che non lasciano sulla corda e che risultano troppo scontati

    Peccato perchè sono dell'idea che King dia il meglio di sé nei racconti lunghi (mi viene in mente lo strepitoso La nebbia oppure il bellissimo Le stagioni diverse) vista la sua spesso prolissità latente che sfocia nei suoi romanzi. Personalmente consiglio di recuperare invece il primo volume che contiene quel gran bel racconto che si chiama I langolieri; questa raccolta è dimenticabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Il poliziotto 7.5/10, il fotocane 7/10

    Prima di iniziare la rilettura mi ricordavo vagamente la trama del secondo racconto e per niente la trama del primo, da cui deducevo che non mi fossero piaciuti esageratamente. In realtà mi sa che il problema sta tutto nella mia scarsa memoria e nel fatto che i libri li leggo molto velocemente. I ...continua

    Prima di iniziare la rilettura mi ricordavo vagamente la trama del secondo racconto e per niente la trama del primo, da cui deducevo che non mi fossero piaciuti esageratamente. In realtà mi sa che il problema sta tutto nella mia scarsa memoria e nel fatto che i libri li leggo molto velocemente. In ogni caso in entrambi i casi l'elemento migliore (come in praticamente tutti i libri di King) è lo stile. La narrativa di King è fantastica, amo come scrive e proprio per questo è il mio scrittore preferito. La trama del primo racconto (Il poliziotto) è interessante mentre quella del secondo è troppo troppo "immaginaria" e al momento non sono proprio in vena. Entrambi racconti (più romanzi a dire il vero) buoni che, però, non sono tra i migliori di King.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo que tiene Stephen King de especial es que sabe cómo enganchar. Cualquier otro autor podría contar la misma historia y uno pensaría, ¡pero qué estúpido es todo esto! Sin embargo y como King lo especifica en sus notas introductorias a ambas historias, él se toma su profesión en serio. Por supues ...continua

    Lo que tiene Stephen King de especial es que sabe cómo enganchar. Cualquier otro autor podría contar la misma historia y uno pensaría, ¡pero qué estúpido es todo esto! Sin embargo y como King lo especifica en sus notas introductorias a ambas historias, él se toma su profesión en serio. Por supuesto, no estoy afirmando que otros autores no lo hagan, a lo que me refiero es que él se pone como meta hacer creer, hacer sentir al lector que una historia que podría ser considerada tonta por su premisa, se convierta en algo muy interesante, incluso escalofriante para algunos, un don que no tienen muchos. Especialmente los escritores de libretos de terror con temas similares que cuando saltan a la pantalla no impactan, sino que más bien dan risa.

    En fin, ha sido ameno. Encontrarse con viejos personajes como el sheriff Pangborn, conocer a otros y también verlos partir. Me he quedado con muchas dudas sobre el último relato y eso me emociona, porque el mundo de King es tan complejo, que siempre se desea buscar más. Otro para mi larga lista de SK y espero que haya muchos más en el futuro.

    ha scritto il 

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