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Quattrocento

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Publisher: Planeta

2.8
(775)

Language:Español | Number of Pages: 332 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 8408074288 | Isbn-13: 9788408074281 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
¿Quién estaba en Florencia la mañana de la tragedia? ¿Cuántos de aquella legión de oscuros florentinos sabía lo que iba a ocurrir? ¿Cuántos iban secretamente armados? ¿De quién partió la última orden?
En la Florencia del siglo XV, la de Botticelli y Leonardo, se está preparando una conspiración política y religiosa que podría cambiar la Historia del Renacimiento italiano: la que instigaron los Pazzi y el papa Sixto IV contra el poder de los Médicis. Sólo asesinando a Lorenzo el Magnífico se podría dominar la economía de todo el orbe cristiano. En la Florencia del siglo XXI, una estudiante prepara su tesis sobre un pintor de turbio pasado. Antes de verse envuelta en una investigación policial y de ser perseguida por los sicarios del Vaticano descubre, a través de un misterioso cuadro, quién fue el verdadero instigador de la conjura perpetrada bajo la mayor cúpula sagrada de toda la cristiandad.
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  • 2

    Libro a metà...

    Come detto da altri, abbastanza ben scritta la parte ambientata nel passato, con una storia fantasiosa ma interessante che ha come sfondo la Firenze dei medici, veramente mediocre, scontata, poco interessante e noiosa la parte ambientata ai giorni nostri.

    said on 

  • 3

    15° libro!

    Ana, una dottoranda spagnola, decide di scrivere una tesi su un pittore (inventato) fiorentino del '400 e su un suo quadro (inesistente), coinvolti nella (reale) Congiura dei Pazzi. La narrazione si articola tra la Firenze contemporanea e la Firenze medicea, dipanandosi tra indagini, incidenti, c ...continue

    Ana, una dottoranda spagnola, decide di scrivere una tesi su un pittore (inventato) fiorentino del '400 e su un suo quadro (inesistente), coinvolti nella (reale) Congiura dei Pazzi. La narrazione si articola tra la Firenze contemporanea e la Firenze medicea, dipanandosi tra indagini, incidenti, congiure e storie d'amore. Trama interessante ma resta pur sempre un romanzo!

    said on 

  • 3

    Un libro piacevole, senza grandi pretese, che si legge in poco tempo. Probabilmente più apprezzato da chi si appassiona di storia e di arte. Mi aspettavo qualcosina in più.

    said on 

  • 3

    Interessante ma non sorprendente

    Mi è piaciuta l'idea delle due storie "parallele" che si svolgono in epoche storiche differenti mostrando un passato che si intreccia col presente. La descrizione dei personaggi e delle ambientazioni (soprattutto quelle della Firenze del 1400) è ben fatta ed aiuta il lettore a proiettarsi nel con ...continue

    Mi è piaciuta l'idea delle due storie "parallele" che si svolgono in epoche storiche differenti mostrando un passato che si intreccia col presente. La descrizione dei personaggi e delle ambientazioni (soprattutto quelle della Firenze del 1400) è ben fatta ed aiuta il lettore a proiettarsi nel contesto in modo semplice e piacevole. Manca tuttavia un pò più di azione e qualche colpo di scena, così come un finale meno scontato.

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  • 1

    Deludente, noioso, banale......

    Dubito che leggerò un altro romanzo di questa autrice, da tempo non facevo così fatica a finire un romanzo. Questo racconto sembra scritto a due mani, la prima delle quali, la migliore, occupata a redigere le vicende storiche relative alla Congiura dei Pazzi, la seconda tesa a descrivere le emozi ...continue

    Dubito che leggerò un altro romanzo di questa autrice, da tempo non facevo così fatica a finire un romanzo. Questo racconto sembra scritto a due mani, la prima delle quali, la migliore, occupata a redigere le vicende storiche relative alla Congiura dei Pazzi, la seconda tesa a descrivere le emozioni di una ragazza, la protagonista, senza spessore, banale, pesante. Sono pressoché sicuro che la maggior parte delle vicende relative alla storia della protagonista sono tratte dalla biografia dell'autrice ma la cosa è appare troppo eclatante. Fastidiosissimo è anche il continuo ricorrere a fatti di cronaca attuale (Berlusconi, Giovanni Paolo II, la Sgrena) quando alla base del racconto ci sono le opere di un pittore inventato. E per finire la parte "romantica" pare tratta direttamente da un libro rosa in stile Harmony (non ne ho mai letti ma credo siano così). Sconsigliatissimo!!!!

    said on 

  • 3

    Un romanzo a due dimensioni

    Quanto interessante la ricostruzione storica della Congiura dei Pazzi, perlomeno nei particolari sul carattere e sulla fisionomia dei personaggi, quanto scialbo e scontato il romanzo ambientato ai giorni nostri, sebbene vissuto nella pur sempre splendida Firenze

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  • 2

    Che noia...

    Noia. Noia, noia, noia. Non so se mi sono spiegata: noia! Ho fatto una tale fatica a finire questo libro che per rendere agevole il compito, durante la lettura ho infilato altri tre libri. Non è nemmeno scritto male, volendo. Tecnicamente parlando, dico. Ma il continuo passaggio fra presente e pa ...continue

    Noia. Noia, noia, noia. Non so se mi sono spiegata: noia! Ho fatto una tale fatica a finire questo libro che per rendere agevole il compito, durante la lettura ho infilato altri tre libri. Non è nemmeno scritto male, volendo. Tecnicamente parlando, dico. Ma il continuo passaggio fra presente e passato (con un passato molto più interessante del presente) sottolinea come l’autrice sia in grado di raccontare alcuni eventi storici con una certa dovizia di particolari e come non sia assolutamente in grado di appassionare il lettore con un racconto presente che è pieno di lacune. La protagonista è una studentessa straniera che si trova in Italia, ma l’autrice in Italia o non c’è stata o ha girato bendata. Tutto, dall'ospedale alla questura, dalla stazione di polizia, al sistema scolastico, pare inventato di sana pianta. Non corrisponde alla realtà italiana, quantomeno. Quindi, oltre che noioso, questo libro per un lettore italiano è anche piuttosto irritante. Mi sono incaponita e ho deciso di finirlo per avere un quadro completo della situazione, ma più che trovarlo mostruosamente prevedibile (mi riferisco sempre al presente, il resto è storia), stereotipato e banale, non ho potuto fare. C’ho provato, ma alla fine di valido qui c’è solo un viaggio nel passato che senza il suo corrispettivo nel perente avrebbe fatto la sua figura. La Fortes sa raccontare la storia, ma non sa inventare. E le sue metafore sono terribili. Davvero terribili.

    said on 

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