Quattrocento

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Publisher: Planeta

2.8
(859)

Language: Español | Number of Pages: 332 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Portuguese

Isbn-10: 8408074288 | Isbn-13: 9788408074281 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
¿Quién estaba en Florencia la mañana de la tragedia? ¿Cuántos de aquella legión de oscuros florentinos sabía lo que iba a ocurrir? ¿Cuántos iban secretamente armados? ¿De quién partió la última orden? En la Florencia del siglo XV, la de Botticelli y Leonardo, se está preparando una conspiración política y religiosa que podría cambiar la Historia del Renacimiento italiano: la que instigaron los Pazzi y el papa Sixto IV contra el poder de los Médicis. Sólo asesinando a Lorenzo el Magnífico se podría dominar la economía de todo el orbe cristiano. En la Florencia del siglo XXI, una estudiante prepara su tesis sobre un pintor de turbio pasado. Antes de verse envuelta en una investigación policial y de ser perseguida por los sicarios del Vaticano descubre, a través de un misterioso cuadro, quién fue el verdadero instigador de la conjura perpetrada bajo la mayor cúpula sagrada de toda la cristiandad.
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  • 1

    Le uniche cose belle del libro sono copertina e trama. Il resto è uno spreco immane di carta! Sto cercando di capire quali fossero le intenzioni dell'autrice quando lo ha scritto e soprattutto vorrei ...continue

    Le uniche cose belle del libro sono copertina e trama. Il resto è uno spreco immane di carta! Sto cercando di capire quali fossero le intenzioni dell'autrice quando lo ha scritto e soprattutto vorrei sapere chi voleva copiare: Dan Brown per il mistero, le autrici harmony per la storiella d'amore o chi altro?
    La parte ambientata nel 1400 sicuramente è molto più godibile e forse le conveniva concentrarsi su quella e non inserire una studentessa scialba che si innamora del suo professore sessantenne amico del padre di lei (fortunatamente morto in modo da non dover assistere a tale orrore) che almeno teoricamente dovrebbe aiutarla nelle ricerche per la sua tesi.
    Altra cosa che non mi ha convinto è stato l'inserimento di un pittore completamente inventato vicino ad altri reali e trattati in modo molto misero, preferisco quando almeno le nozioni e i personaggi principali dei romanzi storici si basano su fatti e personaggi reali e se anche ci siano elementi inventati siano spiegati in appendice: leggo così un buon libro e imparo qualcosa.
    La lettura è stata piatta e poco emozionante, bramavio la fine come si brama l'acqua nel deserto. Mancava la voglia di andare avanti a leggere. Ci sono capitoli dove non succede niente e si leggono le interminabili metafore e i giri di parole della Fortes per dire una singola cosa o spiegare un singolo evento. Si perde tra i "forse" e i "come" e annoia.
    Il mistero del quadro del finto pittore quattrocentesco, che poi va a capire se può poggiarsi su almeno qualche fonte attendibile (e non credo proprio), si scontra con gli elementi di cronaca italiana inseriti e che servono poco ai fini della storia, dimostrazione che si è informata?
    Molte questioni sollevate dalla Fortes non si sviluppano e restano per il lettore un punto interrogativo.
    Questo libro dà l'impressione di essere un minestrone, l'autrice a mio dire ha voluto strafare inserendo troppi elementi: la parte storica, il mistero, la storia d'amore, ma senza riuscire a sviluppare per bene nessun elemento e quindi non è armonizzato e non si può avere una lettura piacevole.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    1

    quella copertina

    Non sono mai stata fregata dalla copertina di un libro, nemmeno stavolta, sebbene sia stupenda.
    Mi ha fregata la trama: Lorenzo il Magnifico, la congiura dei Pazzi, Firenze, il Rinascimento, di solito ...continue

    Non sono mai stata fregata dalla copertina di un libro, nemmeno stavolta, sebbene sia stupenda.
    Mi ha fregata la trama: Lorenzo il Magnifico, la congiura dei Pazzi, Firenze, il Rinascimento, di solito sono elementi che da soli bastano a rendere interessante un libro.
    Qui ci sono, ma solo nella quarta di copertina.
    Tutte queste belle cose sono di passaggio, messe da parte per farci seguire le non appassionanti vicende della studentessa di qualcosa Ana Sotomayor (ahah) che deve scrivere la tesi di laurea. Giuro che la noiosa vicenda della stesura della mia tesi in lingue è stata più emozionante di questa specie di thriller.

    Ana è a Firenze con il suo professore e appena dice che è alto e magro capisco che a breve ci sarebbe stata una storia d'amore.
    A metà romanzo dove non succede nulla e leggiamo un capitolo di Ana e uno di tale Luca che nel '400 va a fare l'apprendista per un pittore che non è realmente esistito, quindi chissenefrega, arriva la storia d'amore, che mi fa anche un po' schifo dato che la giovane secca e piatta dice che il suo professore ha l'età del padre.
    Poi sarà tutto un niente + storia d'amore fino alla fine, dove i due piccioncini, prima inseguiti da qualcuno che li voleva morti (ma perché? ma chi li conosce a sti due?), si siedono al ristorante e risolvono il mistero della trama chiacchierando.

    Il tutto sembra voler imitare Dan Brown, ovviamente senza successo.
    Inoltre trovo che questo fatto di dare la colpa di ogni male del mondo allo scontro tra una setta e il Vaticano stia sfuggendo di mano a chi fa libri. Basta, dai.

    said on 

  • 2

    Aspettative disattese

    Mi aspettavo molto di più da questo libro pseudo-storico, che parte bene ma poi si perde per ricucire in fretta e furia l'intreccio nelle ultime pagine.
    Carina l'idea di vedere un evento storico con g ...continue

    Mi aspettavo molto di più da questo libro pseudo-storico, che parte bene ma poi si perde per ricucire in fretta e furia l'intreccio nelle ultime pagine.
    Carina l'idea di vedere un evento storico con gli occhi di una studentessa e di un pittore del tempo con il suo allievo, figure fittizie ma che l'autrice inserisce bene nel reale contesto storico.
    Carino anche il collaterale rapporto professore-studentessa....ma mi aspettavo di più... forse mi ha illusa la copertina..mi aspettavo un intrigo meglio costruito e più sconcerante.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    1

    La congiura dei Pazzi: forse non tutto è stato svelato.

    Bella l’idea, bella l’ambientazione, ma per me è no. No a un ritmo lentissimo della narrazione (totalmente inadatto al genere), no a una scarsa caratterizzazione dei personaggi che occupano un ruolo c ...continue

    Bella l’idea, bella l’ambientazione, ma per me è no. No a un ritmo lentissimo della narrazione (totalmente inadatto al genere), no a una scarsa caratterizzazione dei personaggi che occupano un ruolo centrale nella storia, come Lorenzo il Magnifico, no alla banalità e allo scarso spessore della protagonista.

    Ma andiamo con ordine.

    Ana Sotomayor è una borsista, giunta a Firenze per completare la sua tesi su un pittore rinascimentale, Pierpaolo Masoni (personaggio di finzione, credo sia bene sottolinearlo) talentuoso artista formatosi nella bottega fiorentina del Verrocchio e protetto da un grande mecenate, Lorenzo de’ Medici. La sua ricerca si concentra maggiormente su un quadro in particolare, la fantomatica Madonna di Nievole, in restauro presso i laboratori degli Uffizi: uno dei quadri più controversi del pittore, che, a distanza di cinquecento anni, presenta ancora diversi punti oscuri per gli storici dell’arte.

    Le ricerche portano Ana indietro nel tempo, al 1478, alla congiura dei Pazzi contro Lorenzo il Magnifico. Una congiura apparentemente ben architettata, terribile per le modalità d’esecuzione, ma fallita. Molti dei congiurati sono stati impiccati dallo stesso Lorenzo de’ Medici, molti altri sono riusciti a fuggire. Si è sempre parlato di congiura dei Pazzi, ma chi è stato il vero mandante dei congiurati? Chi avrebbe potuto avere i mezzi e le motivazioni per architettare un omicidio tanto efferato?

    E’ attorno a questi interrogativi che si snoda l’intera narrazione della Fortes, una narrazione fatta di continui salti temporali: passato e presente si rincorrono di capitolo in capitolo, trovando il loro punto d’unione sul finale, a mio avviso un po’ strozzato e poco chiaro.

    Dunque gli ingredienti per un buon thriller storico ci sono tutti. Peccato, davvero peccato, per lo stile narrativo: se la parte storica è ben scritta, con la figura di Masoni molto ben approfondita psicologicamente e numerose figure di contorno che rendono verosimile quanto narrato (tuttavia la figura di Lorenzo il Magnifico meritava, a mio avviso, qualche caratterizzazione in più), la parte relativa ai giorni nostri è un autentico strazio, priva di spessore narrativo, priva di interesse, con personaggi piatti, bidimensionali, e con un “minestrone” di frasi scontate e banali volte a caratterizzare la psicologia della protagonista.

    Per non parlare della soluzione dell’enigma, estremamente inflazionata e, ancor più, spiegata male. Una sorta di “codice da Vinci”, ma dall’esito non convincente.

    In conclusione, le potenzialità di Quattrocento erano grandi, ma il risultato finale non è certo all’altezza. Se siete amanti del genere, quindi, vi sconsiglio di leggere questo libro. In tutto ciò, però, una nota positiva c’è: la copertina, a mio avviso davvero suggestiva!

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    Sfogliando le librerie di altri utenti di Anobii mi sono imbattuta in questo libro il cui titolo e copertina mi hanno riportato alla mente vaghi ricordi di lettura... senza però riuscire a collocarli ...continue

    Sfogliando le librerie di altri utenti di Anobii mi sono imbattuta in questo libro il cui titolo e copertina mi hanno riportato alla mente vaghi ricordi di lettura... senza però riuscire a collocarli temporalmente.
    Immagino che il solo fatto di averlo rimosso così facilmente dalla memoria sia indice di non gradimento, pertanto non mi permetto di attribuirgli nemmeno una stellina, anche perché ho dovuto rileggere la trama per rinfrescarmi un po' le idee e molto approssimativamente sono riuscita a mettere insieme i confusi pezzi del puzzle.
    Certo se non mi ha lasciato nulla non deve essere stato questo grande capolavoro...

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  • 1

    Come NON si scrive un romanzo storico. Personaggi inventati, indizi inventati, riflessioni sul nulla, ricostruzione storica infantile, personaggi storici con la profondità psicologica di un cavedano. ...continue

    Come NON si scrive un romanzo storico. Personaggi inventati, indizi inventati, riflessioni sul nulla, ricostruzione storica infantile, personaggi storici con la profondità psicologica di un cavedano. Io per principio finisco i libri che inizio, ma questa volta meritavo un premio.....

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    Quattrocento è un romanzo a metà tra il romanzo rosa e il romanzo storico ambientato a Firenze, narra in modo altamente "creativo" la vicenda della Congiura dei Pazzi, contrapponendo capitoli ambienta ...continue

    Quattrocento è un romanzo a metà tra il romanzo rosa e il romanzo storico ambientato a Firenze, narra in modo altamente "creativo" la vicenda della Congiura dei Pazzi, contrapponendo capitoli ambientati nella Firenze contemporanea dove la protagonista, la dottoranda universitaria Ana Sotomayor, è innamorata del suo professore brizzolato e al contempo alla ricerca di indizi per svelare come realmente avvenne la congiura, a capitoli ambientati nella Firenze medicea rinascimentale, dove il pittore Pierpaolo "Lupetto" Masoni e il suo apprendista Luca si trovano coinvolti in questa vicenda. La trama è incentrata su un'opera (inesistente) del pittore (inesistente), la Madonna di Nievole. La geografia cittadina di Firenze è sconvolta dall'invenzione da parte dell'autrice di vie che sono state costruite solo secoli dopo i fatti rinascimentali, come pure lo scenario storico-politico altamente irreale rispetto alle testimonianze dell'epoca,_ da wikipedia

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