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Quel che resta del giorno

By Kazuo Ishiguro

(909)

| Paperback | 9788806173418

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Book Description

Oxforshire, Inghilterra. Estate 1956. Figlio di maggiordomo, e maggiordomoegli stesso, l'anziano Stevens ha trascorso gran parte della sua vita in unaantica dimora inglese di proprietà di Lord Darlington, gentiluomo che egli haservito con devozione p Continue

Oxforshire, Inghilterra. Estate 1956. Figlio di maggiordomo, e maggiordomoegli stesso, l'anziano Stevens ha trascorso gran parte della sua vita in unaantica dimora inglese di proprietà di Lord Darlington, gentiluomo che egli haservito con devozione per trent'anni. Con altrettanta fedeltà egli si accingeora a entrare al servizio del nuovo proprietario di quella dimora, l'americanoMr. Farraday, desideroso di acquisire, assieme ed attraverso la casa, anchequanto di antico, per storie e tradizione, a essa si accompagni. Ed è suinvito del nuovo padrone che Stevens intraprende, per la prima volta nella suavita, un viaggio in automobile nella circostante campagna inglese. Questoviaggio si risolverà in un inquietante viaggio dentro se stessi.

419 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    un libro che ci metterà un po' a sedimentare, con delle belle e interessanti riflessioni e qualche punta di rammarico.

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    Stefano said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    LETTURA COLLETTIVA (GRUPPO OMONIMO) DI SETTEMBRE 2014 consigliato da LIBRICCIOLA E GATTO CAMILLO

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    Minnie33 said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    E' incredibile quanto il protagonista menta a sé stesso e quanto, nonostante questo, riesca a farci comprendere come realmente stanno le cose. E tu, che alla fine del libro ti sei affezionato a questo maggiordomo di altri tempi, vorresti urlargli che ...(continue)

    E' incredibile quanto il protagonista menta a sé stesso e quanto, nonostante questo, riesca a farci comprendere come realmente stanno le cose. E tu, che alla fine del libro ti sei affezionato a questo maggiordomo di altri tempi, vorresti urlargli che dovrebbe lottare per qualcosa di più da ora in poi, per "quel che resta del giorno", per quel che resta della sua vita...ma invece lui torna alla solita realtà, l'unica che conosca.
    E ti ritrovi a pensare se sia giusto sacrificare sè stessi e i propri potenziali cambiamenti, il proprio futuro per colpa di un ruolo, qualunque esso sia, per colpa della quotidianità...
    Scrittura meravigliosa! Ho lasciato un pezzo di cuore in questo libro!

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    barby said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Francamente mi aspettavo qualcosa di più. Lo stile di Ishiguro non mi ha colpita in maniera particolare. Libro ben scritto, ma non il capolavoro che mi era stato dipinto.

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    On Reading said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Ecco quel che si dice un gran libro: magari non quel capolavoro assoluto che mi parve all'epoca della prima lettura una diciottina d'anni fa ma comunque un gran libro: ben scritto, con un linguaggio preciso molto attento alle sfumature; molto ben amb ...(continue)

    Ecco quel che si dice un gran libro: magari non quel capolavoro assoluto che mi parve all'epoca della prima lettura una diciottina d'anni fa ma comunque un gran libro: ben scritto, con un linguaggio preciso molto attento alle sfumature; molto ben ambientato, specie nella ricostruzione di un'epoca difficile; pieno di emozioni e di un sottile humour inglese ben nascosti tra le fronde di un pudore rigido e soffocante; attraversato da non molti personaggi ma tutti sapientemente caratterizzati e dalle relazioni interpersonali sottili e vibranti (notevole a questo proposito l'arco di trasformazione del protagonista che parte come uno scopettone da caserma e piano piano arriva a liberarsi almeno in parte della sua rigidità e ad aprirsi al mondo), riesce a mantenere acceso l'interesse del lettore dalla prima all'ultima pagina.

    E' un romanzo che si presta anche a una lettura su più livelli. Quello storico, con l'uscita di scena dal paesaggio politico degli aristocratici utopisti e sognatori, legati a un fair play ottocentesco completamente superato dagli eventi, a una generazione di politici privi di scrupoli, fautori di una realpolitik spietata, disposta a usare qualsiasi mezzo per raggiungere i propri fini.

    E quello sentimentale e intimista, tra le quattro mura di casa Darlington, con la relazione tumultuosa tra Mr Stevens e la governante Miss Kenton.

    Ecco, se la prima chiave è ben riuscita, quadrata e raccontata da un punto di vista spostato in basso e di lato che risulta originale, la seconda mi ha lasciato piuttosto insoddisfatto. Le schermaglie tra Maggiordomo e Governante restano un po' troppo in superficie e faticano alla fine a coinvolgere più di tanto. Certo, visti i personaggi difficilmente questa relazione fatta di incomprensioni e messaggi obliqui sistematicamente rinviati al mittente sarebbe potuta andare più in là di così ma penso che l'autore avrebbe dovuto avere il coraggio di esplicitare leggermente i rispettivi sentimenti, avvicinando di più i personaggi all'orlo del burrone.

    Un'altra cosina poi che mi ha lasciato perplesso, ma è veramente marginale, è il ritmo del discorso. Il romanzo scritto in prima persona dal punto di vista del protagonista, l'impeccabile maggiordomo Mr Stevens, mi pare che si articoli in periodi troppo lunghi che poco coincidano con la persona austera e asciutta che mostra di essere. Certo, poi viene fuori che non è tutto quel manico di scopa che sembra ma lo stesso ho trovato che l'esercizio di logorrea a cui si abbandona spesso e volentieri stridi col personaggio.

    Resta comunque una lettura veramente gradevole di quelle che consiglierei senza pensarci su due volte e che penso non sfiguri nella libreria del buon aNobiista.

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    Albertozeta said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

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