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Quel che resta di Auschwitz

L'archivio e il testimone (Homo sacer III)

Di

Editore: Bollati Boringhieri

4.0
(45)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Altri

Isbn-10: 8833911055 | Isbn-13: 9788833911052 | Data di pubblicazione: 

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
Le circostanze storiche (materiali, tecniche, burocratiche, giuridiche) in cuiè avvenuto lo sterminio degli ebrei sono state sufficientemente chiarite. Bendiversa la situazione per quanto concerne il significato etico e politicodello sterminio o anche soltanto la comprensione umana di ciò che è avvenuto,cioè in ultima analisi la sua attualità: quello che impedisce ad Agamben disentirsi appagato dalla pseudosoluzione giuridica del problema dell'Olocausto(termine che egli contesta), dalla riduzione del fenomeno a crimine omostruosità incomprensibile. "La verità intera è molto più tragica espaventosa".
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  • 4

    Interessantissima riflessione su Auschwitz e la Shoà. Uno sguardo non banale e sicuramente originale che riporta la questione della tragedia a un'attualità insospettata. Auschwitz non è sepolta, ma la questione della testimonianza è tutt'altro che semplice.
    Peccato alcune disinvolture sopra ...continua

    Interessantissima riflessione su Auschwitz e la Shoà. Uno sguardo non banale e sicuramente originale che riporta la questione della tragedia a un'attualità insospettata. Auschwitz non è sepolta, ma la questione della testimonianza è tutt'altro che semplice.
    Peccato alcune disinvolture soprattutto nel trattare citazioni altrui, e qualche falla concettuale che ha messo impietosamente in luce una puntigliosa recensione di Stefano Levi Della Torre, leggibile a questo link: www.morasha.it/zehut/sl02_quelcheresta.html

    ha scritto il 

  • 3

    Opera conclusiva di "Homo sacer". Investiga la figura del musulmano nei campi di concentramento nazisti. In realtà è una rivisitazione del problema della testimoninaza dell'indicibile. Opera incomprensibile se non letta in prospettiva agli altri libri della serie. L'ho trovata a tratti meno inter ...continua

    Opera conclusiva di "Homo sacer". Investiga la figura del musulmano nei campi di concentramento nazisti. In realtà è una rivisitazione del problema della testimoninaza dell'indicibile. Opera incomprensibile se non letta in prospettiva agli altri libri della serie. L'ho trovata a tratti meno interessante di quanto finora letto di questo autore.

    ha scritto il 

  • 4

    Niente di meglio che lasciar parlar l'autore: "Auschwitz non si presenta più soltanto come il campo della morte, ma come il luogo di un esperimento ancora impensato, in cui i confini fra l'umano e l'inumano si cancellano; e, messa alla prova di Auschwitz, l'intera riflessione morale del nostro te ...continua

    Niente di meglio che lasciar parlar l'autore: "Auschwitz non si presenta più soltanto come il campo della morte, ma come il luogo di un esperimento ancora impensato, in cui i confini fra l'umano e l'inumano si cancellano; e, messa alla prova di Auschwitz, l'intera riflessione morale del nostro tempo mostra la sua insufficienza"

    ha scritto il 

  • 4

    Dalla quarta di copertina:
    "Tra il voler capire troppo e troppo presto di coloro che hanno spiegazioni per tutto e il rifiuto di capire dei sacralizzatori a buon mercato, questo libro sceglie la terza via: prova ad ascoltare non tanto la voce dei testimoni, quanto la lacuna intestimoniabile ...continua

    Dalla quarta di copertina:
    "Tra il voler capire troppo e troppo presto di coloro che hanno spiegazioni per tutto e il rifiuto di capire dei sacralizzatori a buon mercato, questo libro sceglie la terza via: prova ad ascoltare non tanto la voce dei testimoni, quanto la lacuna intestimoniabile, la 'presenza senza volto' che ogni testimonianza necessariamente contiene (cioè, nelle parole di Primo Levi, coloro che hanno 'toccato il fondo' - 'i musulmani').
    In questa prospettiva, Auschwitz non si presenta più soltanto come il campo della morte, ma come il luogo di un esperimento ancora impensato, in cui i confini fra l'umano e l'inumano si cancellano; e, messa alla prova di Auschwitz, l'intera riflessione morale del nostro tempo mostra la sua insufficienza per lasciar apparire fra le sue rovine il profilo incerto di una nuova terra etica: quella della testimonianza".

    ha scritto il 

  • 5

    Fondamentale qui viene ad essere la nozione di "resta" che Agamben spiegherà fino alla fine del libro (citando il verso di una poesia di Holderlin "quel che resta lo fonodano i poeti") passando attraverso le sofferenza dei campi di sterminio, le testimonianza dei sopravvissuti e la figura del mus ...continua

    Fondamentale qui viene ad essere la nozione di "resta" che Agamben spiegherà fino alla fine del libro (citando il verso di una poesia di Holderlin "quel che resta lo fonodano i poeti") passando attraverso le sofferenza dei campi di sterminio, le testimonianza dei sopravvissuti e la figura del musulmano. La tesi di fondo del libro è che nessuno può testimoniare per il testimone.

    ha scritto il