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Quel che rimane

Di

Editore: I Miti Mondadori

3.7
(2059)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 431 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Giapponese , Francese , Spagnolo , Olandese , Ungherese , Portoghese

Isbn-10: 8804447079 | Isbn-13: 9788804447078 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
La scomparsa di due giovani fidanzati e la scoperta, mesi dopo, dei loro cadaveri decomposti in un bosco fa sorgere nuovi interrogativi su una serie di misteriosi omicidi in cui sono state coinvolte, in circostanze simili, altre quattro coppie. Quel che rimane sono soltanto i loro corpi scheletrici e qualche frammento degli abiti: impossibile determinare la vera causa del decesso. Ma Kay Scarpetta, capo dell'ufficio di medicina legale di Richmond, raccoglie la sfida, ritrovandosi coinvolta in un'inchiesta che apre altre, inquietanti prospettive. Non è solo per il fatto che la madre di una delle ultime vittime è un'importante figura politica, consigliere del Presidente per i problemi legati al traffico della droga. C'è di mezzo anche l'Fbi, che si sta occupando del caso ma inquina le prove, e una giornalista del "Washington Post" che sembra al corrente di numerosi, forse troppi, segreti. In mano, Kay non ha che un indizio: il fante di cuori con cui l'assassino firma i suoi delitti. Per il resto, dovrà fare affidamento solo sulle sue capacità investigative...
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  • 5

    Avevo appena 12 anni quando con avidità ho frugato nello scatolone di libri che mia zia mi regalò in seguito a un trasloco e vi trovai questo libro: lo lessi in un week-end tutto d'un fiato. Da ...continua

    Avevo appena 12 anni quando con avidità ho frugato nello scatolone di libri che mia zia mi regalò in seguito a un trasloco e vi trovai questo libro: lo lessi in un week-end tutto d'un fiato. Da allora, Patricia Cornwell è diventata come una droga. E ciò che me la fa amare di più non è la sua profonda conoscenza della medicina legale, ma il modo intenso, affascinante, tetro, crudele in cui riesce a rendere i fatti e i personaggi. Key Scarpetta è favolosa, e gli altri personaggi non sono da meno.

    ha scritto il 

  • 3

    Quel che rimane

    Un romanzo carino, la lettura abbastanza scorrevole e semplice e una trama che all'inizio incuriosisce ma che nel procedere con la lettura delle pagine non mi ha saputo appassionare e coinvolgere ...continua

    Un romanzo carino, la lettura abbastanza scorrevole e semplice e una trama che all'inizio incuriosisce ma che nel procedere con la lettura delle pagine non mi ha saputo appassionare e coinvolgere completamente, anzi, in alcuni punti mi sono un pochino estraniata, come se mi annoiassi e non riuscissi ad entrare in quel momento particolare della storia, non ha saputo creare quella suspance che a me piace tanto mentre leggo un thriller o un romanzo giallo, non ci sono scene che mi sono piaciute o che mi hanno colpito in maniera particolare e il finale l'ho trovato un pochino deludente, mi aspettavo qualcosa di più particolare, invece, mi è sembrato frettoloso, superficiale e alcuni momenti e particolari poco approfonditi. Non mi ha lasciato, al termine della lettura, particolare sensazione ed emozione particolarmente buona, anzi, ero addirittura felice di aver terminato la lettura. E' il primo libro della Cornwell che leggo e sicuramente sarà anche l'ultimo che leggerò..

    ha scritto il 

  • 3

    Consigliato

    Questo è il terzo libro dell’autrice Patricia Cornwell che leggo. Prima ancora di aprirlo e di leggere le prime pagine ero già partita dell’idea che mi avrebbe deluso, nonostante la trama ...continua

    Questo è il terzo libro dell’autrice Patricia Cornwell che leggo. Prima ancora di aprirlo e di leggere le prime pagine ero già partita dell’idea che mi avrebbe deluso, nonostante la trama sembrasse invitante. Mi premettevo già tutto ciò a causa dei precedenti due libri. Lo stile della Cornwell non mi era piaciuto: mancava di suspance, di paura, di attrattiva, mancava quel non so che tipico dei libri thriller. Non dico che ora sia andata tanto meglio da questo punto di vista. Rimango dell’idea che i thriller è meglio lasciarli scrivere a qualcun altro, nonostante le sue idee siano molto appetibili. Manca gusto nei suoi libri, manca una ricostruzione passo dopo passo degli eventi, manca l’avvicinarsi sempre di più alla scoperta dell’assassino, si perde troppo nella descrizione degli omicidi, dei personaggi, dei luoghi, degli eventi (qui verrò sicuramente additata da coloro che sono appassionati dei suoi libri). A mio parere dovrebbe cercare di svelare la storia pezzo per pezzo tra le pagine del libro, arrivare ad identificare l’assassino assieme al lettore, invece di svelare così di punto in bianco il suo nome, e chiudere la storia alla bell’e meglio. Nonostante questo lunga premessa lo stile della Cornwell è migliorato. È riuscita a accattivarsi il mio interesse fin dalle prime righe, ho letto più che volentieri questo libro e mi sono affezionata ai diversi personaggi che popolano la narrazione. Perciò voglio essere così buona da valutarlo un buon libro, nonostante a mio parere non si possa definire un best-seller.

    ha scritto il 

  • 3

    Buon ritmo, ma trama debole

    E' il primo libro della Cornwell che mi è capitato di leggere. Si tratta di un thriller con un buon ritmo, ma l'ampia costruzione degli elementi della trama non trova un adeguato sbocco. Mi spiego: ...continua

    E' il primo libro della Cornwell che mi è capitato di leggere. Si tratta di un thriller con un buon ritmo, ma l'ampia costruzione degli elementi della trama non trova un adeguato sbocco. Mi spiego: nel corso della storia l'Autrice introduce molti dettagli che poi non vengono ricondotti ad unità finale. E' come se, arrivata a metà del libro, la Cornwell avesse deciso di completarlo in fretta senza dare una spiegazione a molti fatti narrati.

    ha scritto il 

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