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Quel fantastico giovedì

Di

Editore: Mondadori

4.1
(318)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Francese

Isbn-10: 8804455683 | Isbn-13: 9788804455684 | Data di pubblicazione:  | Edizione 16

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science & Nature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Vicolo Cannery è un romanzo spettacolare. l'autore ritorna in quei luoghi, qualche tempo dopo e con una guerra di mezzo, e ripiazza Doc ai suoi lavori e la colorita popolazione come contorno. poco è cambiato da allora. tutti guardano Doc con ammirazione. per l'indole umana e per le sue conoscenze ...continua

    Vicolo Cannery è un romanzo spettacolare. l'autore ritorna in quei luoghi, qualche tempo dopo e con una guerra di mezzo, e ripiazza Doc ai suoi lavori e la colorita popolazione come contorno. poco è cambiato da allora. tutti guardano Doc con ammirazione. per l'indole umana e per le sue conoscenze culturali. dal canto suo, Doc si immerge perfettamente nel materiale umano che lo circonda, evitando in ogni modo di far pesare la sua superiorità culturale, e bagnando il becco quanto più possibile con alcolici vari. uno scambio quasi alla pari che in Vicolo Cannery ha generato quella serie di danni romanzati da Nobel. in questo caso però c'è una variabile in più. nientemeno che la gnocca. cosa succede a Doc quando in città arriva Suzy? succede che il turbamento interiore del quale era già affetto, esplode e si manifesta in tutta la sua luce, e i vari Hazel, Mack ecc. sempre pronti a porgere una mano al loro benefattore, tenteranno con ogni mezzo di far sbocciare l'amore. Con Steinbeck i ricchi e i potenti sono esseri marginali, noiosi, dei quali non val neppure la pena perdere tempo a pensare che esistono.

    ha scritto il 

  • 0

    I personaggi del "ciclo" Tortilla Flat sono al limite del fantastico: un mix tra emarginati, quasi-hippy, lontanissimi dall'american way of life, gente che sceglie l'amicizia e la vita comunitaria piuttosto che l'individualismo e la competitività.
    E con questi personaggi S. crea dell ...continua

    I personaggi del "ciclo" Tortilla Flat sono al limite del fantastico: un mix tra emarginati, quasi-hippy, lontanissimi dall'american way of life, gente che sceglie l'amicizia e la vita comunitaria piuttosto che l'individualismo e la competitività.
    E con questi personaggi S. crea delle storie altrettanto fantastiche, storie che mescolano ironia e sentimento, quotidianeità ed improbabilità.
    Ma in questa storia c'è un ottimismo di fondo, ed un lieto fine, che non sempre è possibile trovare in S.

    Ed un lieto fine, anche se improbabile in un romanzo quanto nella vita reale, era quello che mi ci voleva in questo periodo. In fondo da bambino mi piaceva "Cappuccetto Rosso" che in quanto a lieto fine batte tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    La California degli anni '40 solare sonnolenta piena di sfumature colori profumi sapori e il protagonista alla ricerca del segreto dell'armonia delle cose e della vita, i personaggi che si muovono nella storia hanno capito che la felicità possibile dell'uomo non può passare attraverso le pass ...continua

    La California degli anni '40 solare sonnolenta piena di sfumature colori profumi sapori e il protagonista alla ricerca del segreto dell'armonia delle cose e della vita, i personaggi che si muovono nella storia hanno capito che la felicità possibile dell'uomo non può passare attraverso le passioni, indissolubilmente legate al contrasto lo scontro la rivalità. Siamo appena negli anni successivi alla seconda guerra mondiale ma come sempre negli States si anticipano i tempi e nella letteratura questa volta tocca a Steinbeck farlo.

    ha scritto il 

  • 4

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2013/12/01410-dulce-jueves-john-steinbeck.html


    Dulce jueves retoma los personajes y lugares de Cannery Row, el tono sencillo y pausado, el humor homérico y las digresiones, las fiestas que acaban en un desastre y la felicidad como algo que se ati ...continua

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2013/12/01410-dulce-jueves-john-steinbeck.html

    Dulce jueves retoma los personajes y lugares de Cannery Row, el tono sencillo y pausado, el humor homérico y las digresiones, las fiestas que acaban en un desastre y la felicidad como algo que se atisba por el rabillo del ojo. El reencuentro emociona, las ideas del vagabundo Mack, las voces interiores de Doc, las peregrinas cavilaciones de Hazel y su gusto por las conversaciones, las calles de Cannery Row, la costa y los mares donde Doc busca sus capturas, las tiendas de comestibles, el prostíbulo, el laboratorio de Biología con su gramófono y sus discos de música clásica, los bares y las garrafas de licor enterradas, ese lugar utópico que es el palacio de la cabaña donde Mack y sus amigos viven de manera tranquila.

    Entre Cannery Row y Dulce jueves ha pasado una guerra mundial, las conserveras de la zona han cerrado, algunos personajes han desaparecido y aparecen otros nuevos y estrafalarios. Doc vuelve de la guerra y siente que algo ha cambiado, que ha perdido la esencia de quien era y nada consigue emocionarle. Es ahí donde se inicia la pequeña fiesta que es Dulce jueves, el intento de Mack y sus amigos por devolverle la ilusión a Doc.

    Si en Las uvas de ira la escritura de Steinbeck era intensa y dura, en Dulce jueves se vuelve sencilla, luminosa, eufórica. Hay momentos inolvidables, los intentos de Hazel por entender el mundo que le rodea y entrar en la cabeza de Doc, la idea de los amigos de Doc de buscarle una esposa, una fiesta de disfraces que, como anteriores fiestas, acaba en desastre, las discusiones entre Doc y Suzy, una chica desarraigada que aparece en la pequeñas comunidad en busca de una oportunidad, las digresiones que se detienen en la historia de Cannery Row y sus habitantes, los gestos mafiosos de José y María, el nuevo dueño de la tienda de comestibles, o las arengas de Fauna, la madame del prostíbulo, a sus chicas para ser una estrella amarilla en la pared (cada estrella, un destino mejor).

    Hay algo de las comedias de Frank Capra y las escenas costumbristas de John Ford en estos libros de Steinbeck, un amor sencillo por los desarraigados y un humor tierno y homérico, una pequeña comunidad que funciona como familia para sus habitantes, un humanismo hondo, decir grandes cosas sin alardes ni malabarismos. En Dulce jueves Steinbeck detiene la acción principal para centrarse en los personajes secundarios y la vida en el arrabal, construye una historia de amor tierna y endiablada y, como en Cannery Row, las historias se deslizan.

    Para un observador casual, Cannery Row podía parecer una serie de unidades independientes y egoístas, cada una funcionando sola sin tener nada que ver con las otras. Había poca conexión visible entre La Ida, el Bandera del Oso, la tienda de comestibles (aún conocida como La Tienda de Comestibles de la Flor Celestial de Lee Chong), la Parrilla Palacio de la Cabaña y el Laboratorio de Biología del Oeste. Lo cierto es que cada uno estaba ligado con los demás con tenues hilos de acero: daña a uno y te llegará la venganza de todos. Si la tristeza alcanzaba a uno, todos lloraban.
    Doc era más que el primer ciudadano de Cannery Row. Era el sanador de las almas heridas y los dedos cortados. Atrincherado como estaba en la legalidad, se veía constantemente en la situación de tener que infringirla a causa de las necesidades de sus amigos, y todo el mundo podía buscarle para pedirle un pavo sin demasiadas dificultades. Si Doc tenía un problema, el problema pasaba a ser de todos.
    ¿Cuál era el problema de Doc? Ni siquiera él lo sabía. Era profunda y dolorosamente desdichado. Permanecía horas y horas en su escritorio con un cuaderno amarillo ante él y sus afilados lápices alineados. A veces, el cesto de papeles estaba lleno de hojas garabateadas y arrugadas y otras no hacía ni el más mínimo garabato. Entonces se acercaba al acuario y miraba dentro. Y sus voces aullaban y gritaban y gemían. «¡Escribe!», decía la voz principal; y «¡Busca!», cantaba la voz de en medio; y la voz más baja suspiraba «¡Solitario!»
    John Steinbeck
    Dulce jueves (traducción de José Luis Piquero. Navona)

    ha scritto il 

  • 5

    questo libro è bellissimo. ironia amara, azione, lieti fini tutt'altro che scontati. Non ha la cupa potenza dello Steinbeck che parla della grande depressione, ma ugualmente tiene attaccati alla pagina con quel suo mondo fatto di posti piccolissimi e umanità sterminate

    ha scritto il 

  • 4

    Primo incontro con Steinbeck.
    Una bella storia, con una caratterizzazione dei personaggi speciale. Ma la cosa che mi ha colpito di più e questo certo tipo di ironia molto, ma molto interessante.
    (nel frattempo, mi sono procurata tutto lo Steinbeck reperibile)

    ha scritto il 

  • 4

    ora dovrò leggere cannery row, forse. lo steinbeck che preferisco è quello di uomini e topi, furore e il dio sconosciuto: dolente, arrabbiato, amaro. mi è piaciuta molto anche la sua rilettura della storia di artù e ginevra, mi dicono praticamente introvabile. pian della tortilla non mi aveva ent ...continua

    ora dovrò leggere cannery row, forse. lo steinbeck che preferisco è quello di uomini e topi, furore e il dio sconosciuto: dolente, arrabbiato, amaro. mi è piaciuta molto anche la sua rilettura della storia di artù e ginevra, mi dicono praticamente introvabile. pian della tortilla non mi aveva entusiasmata, i racconti dei pascoli del cielo un po' di più, ma non ho letto cannery row perché mi pareva stare in questo filone. poi sulla bancarella dell'usato, tre libri 6 euro, ho trovato questo e l'ho preso. ripeto, il tono non è quello che preferisco, ma l'inno all'amicizia è potente e il personaggio di hazel grandioso. peccato la traduzione non entusiasmante - d'altronde la colpa è mia, chi scrive in inglese dovrei leggerlo sempre in inglese.

    ha scritto il 

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